sabato 9 marzo 2019

Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola: corso di formazione a Roma

Sabato 30 marzo dalle ore 9:30 alle 16:30 sarò a Roma (presso l’ITIS “Galileo Galilei” in Via Conte Verde 51) per tenere un corso di formazione intitolato "Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado. Il corso è proposto da Fidenia, in collaborazione con Etic Srl (ente accreditato per la formazione MIUR, ai sensi della direttiva 170/2016).
La quota di iscrizione è di € 90,00 (pagabili anche con Carta del Docente).
Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili sull'apposita pagina del sito Shop.fidenia.com.

Obiettivi del corso
Con questo corso imparerai come creare e usare contenuti all’interno delle tue attività scolastiche quotidiane. Come ottenere la licenza d’uso per i materiali di terzi? Come tutelarsi nel caso di contenuti creati da te?

Al termine del corso saprai:

  • Conoscere i vari tipi di diritto d’autore
  • Riconoscere quali opere sono di pubblico dominio
  • Utilizzare le risorse educative aperte
  • Creare materiali didattici digitali in Licenza Creative Commons

Programma degli argomenti

  1. Scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
  2. Introduzione: il diritto d’autore, che cos’è e che cosa tutela
  3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
  4. Focus: i diritti sulle fotografie nella legge italiana
  5. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
  6. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l’attività didattica
  7. Le cosiddette “Open Educational Resources”
  8. Introduzione alle Licenze Creative Commons
  9. Applicare licenze Creative Commons ai propri materiali
  10. Trovare e utilizzare opere sotto licenza Creative Commons
  11. Casi d’uso di licenze Creative Commons in ambito didattico e accademico.
La locandina del corso


venerdì 8 marzo 2019

Disseminare i prodotti della ricerca: seminario all'Università di Trieste

Giovedì 14 marzo sarò tra i docenti del seminario di studio "Disseminare i prodotti della ricerca. I vincoli e i diritti degli autori scientifici" che si terrà per tutta la giornata presso l'Università degli Studi di Trieste (Aula Bachelet, primo piano - ala sinistra Edificio centrale, Piazzale Europa 1). L'evento è organizzato dal Comitato APRE (Agenzia Promozione Ricerca Europea) Friuli Venezia Giulia.

Condivido il programma dettagliato e la locandina dell'evento. Vedi programma sul sito OpenStarTS.

ore 9.00 – Registrazione

ore 9.15 – Introduzione.
L’Università degli Studi di Trieste e l’Accesso Aperto (Prof. Fabio Benedetti, Coordinatore della Commissione di Ateneo per l’Accesso Aperto alla letteratura scientifica)

ore 9.30 – Prima parte
I vincoli della disseminazione in Accesso Aperto in Horizon 2020 (Dott. Matteo Di Rosa, EU Horizon 2020 National Contact Point Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials e Food Security, Sustainable Agriculture, Marine and Maritime Research and the Bioeconomy)

• Il ruolo della comunicazione scientifica: teoria e modelli
• Open Science: definizione e modelli
• I vantaggi dell’Open Science
• Comunicare la scienza in H2020: differenze tra Dissemination e Communication

ore 11.30 – Pausa

• Open Access: le due vie
• Open Data
• Public Engagement e Citizen Science
• Open Science e prospettive europee

ore 14.00 – Chiusura lavori

ore 15.00 – Seconda parte
Il diritto d’autore in ambito accademico: pubblicare senza perdere diritti (Prof. Simone Aliprandi, Avvocato e Dottore di ricerca in Società dell’informazione)

• I diritti che entrano in gioco nell’attività accademica
• Il concetto di pubblico dominio e le libere utilizzazioni nelle pubblicazioni scientifiche
• Le licenze Creative Commons e l’approccio Open Access alla letteratura scientifica
• Liberatorie, termini d’uso e contratti di cessione: principali errori da evitare

ore 18.30 – Chiusura lavori




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Lo streaming del seminario

giovedì 7 marzo 2019

Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: corso di formazione a Cagliari

Mercoledì 27 marzo dalle ore 15 alle 19 sarò a Cagliari per un corso di formazione intitolato "Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: copyright, pubblico dominio e licenze Creative Commons" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado.
L'iniziativa è di Mondadori Education e Rizzoli Education, in collaborazione con Agenzia Libraria Lybis e Agenzia UPZ.

Quota di iscrizione: € 49,00 (pagabili anche con Carta del Docente)
Sede: Cagliari, via Orlando 8
Iscrizioni attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (Soggetto erogatore: Mondadori Education – Iniziativa formativa: ID 27779 – Edizione: ID 40245)


Argomenti trattati

1. Introduzione e scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
2. Il diritto d'autore, che cos'è e che cosa tutela
3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
4. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
5. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l'attività didattica
6. Le licenze Creative Commons e le cosiddette open educational resources
7. Trovare e utilizzare opere sotto licenza CC

Contesto

L'azione 23 del Piano Nazionale Scuola Digitale pone, quale componente fondamentale di un approccio innovativo alla didattica, la promozione delle risorse educative aperte e dell'autoproduzione di contenuti didattici digitali. Infatti, con la diffusione delle tecnologie digitali, il docente è chiamato a uscire da un'ottica passiva di utilizzo di contenuti didattici preconfezionati e a rendersi sempre più produttore attivo di contenuti didattici, possibilmente in modalità aperta e condivisa.
Ciò pone non solo problematiche di carattere tecnico-informatico, ma anche problematiche di carattere giuridico, dato che aumentano sia la possibilità di violazione di diritti d'autore altrui sia l'esigenza di tutela e gestione dei diritti sui contenuti creati ex novo dal docente.
In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente.

Obiettivi formativi

In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente nell'attività didattica. Il percorso risulterà utile sia a coloro che volessero semplicemente riutilizzare materiale creativo realizzato da altri, sia a coloro che invece volessero creare materiali didattici originali e volessero quindi sapere come tutelare i frutti della propria creatività.
Il docente del corso, attivo anche come consulente nel settore della produzione di contenuti creativi, porterà anche molti esempi pratici derivanti dalla sua attività professionale grazie ai quali sarà possibile entrare in maniera concreta e non puramente teorica negli argomenti presentati.

sabato 2 marzo 2019

Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita

Domenica 10 Marzo, ore 17, all'interno della mostra Sciami di Leonardo Blanco presso il Musas di Santarcangelo di Romagna, Massimo Roccaforte (editore) e Simone Aliprandi (avvocato, dottore di ricerca) dialogheranno sul tema: Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita. Ingresso libero.

Sarà possibile seguire il dibattito in diretta streaming e interagire facendo commenti e domande attraverso la pagina Facebook di Simone Aliprandi; segnate la vostra presenza sull'apposito evento Facebook.

Incontro organizzato in collaborazione con l'associazione culturale Interno4.



Presentazione

Uno degli sciami in cui siamo costantemente immersi, più o meno consapevolmente, è quello dei dati diffusi attraverso le tecnologie digitali e la rete internet. Fotografie, video, post testuali, recensioni, commenti, ma anche dati ben più delicati relativi ai nostri spostamenti, alle nostre condizioni di salute, alle nostre preferenze sessuali o politiche, vengono continuamente messi in circolazione dai singoli utenti e nello stesso tempo vengono raccolti, monitorati e riutilizzati dai grandi player della cosiddetta new economy. Si usa chiamarli "big data", cioè grandi agglomerati di dati e informazioni che generano business e vengono monetizzati da soggetti commerciali che rappresentano la nuova faccia del capitalismo. Con Simone Aliprandi discuteremo dell'argomento e ci chiederemo quali siano i diritti degli utenti e quali le strategie per muoversi in questo mondo con maggior consapevolezza.

L'ospite

Simone Aliprandi è Dottore di ricerca in Società dell'informazione ed è un avvocato dedito ad attività di consulenza, formazione e ricerca nell'ambito del diritto d'autore e più in generale del diritto delle nuove tecnologie. Partecipa costantemente a convegni e conferenze divulgative e svolge attività di docenza presso vari enti di formazione sia pubblici che privati. Ha pubblicato diversi libri, articoli e contenuti multimediali sugli argomenti di sua competenza, rilasciando tutte le opere con licenze open. È fondatore e tutt'ora coordinatore dei progetti Copyleft-Italia e JurisWiki e collabora con il team di legali specializzati Array.


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Il video integrale dell'incontro



domenica 24 febbraio 2019

Disponibile stanza nel mio studio di Lodi

Come già spiegato in un precedente post, nei mesi scorsi mi sono attivato per ristrutturare l'ufficio di Lodi in cui da anni svolgiamo l'attività professionale sia io sia mio padre. La ristrutturazione è stata mirata ad un utilizzo degli spazi più razionale e ottimizzato, di conseguenza ora una delle due stanze prima utilizzate da noi risulta invece disponibile per un altro professionista (possibilmente un altro avvocato, o eventualmente un commercialista) che avesse bisogno di una base in centro a Lodi.

Descrizione degli spazi

L'ufficio è in via Legnano, in pieno centro storico a Lodi, a 50 metri dall'area pedonale di Corso Roma; ha finiture di pregio: pavimento in parquet e in marmo bianco appena lucidati, finestre efficienti a livello acustico e termico, porte nuove con serrature a cilindro Yale, riscaldamento autonomo e con caldaia di ultima generazione, illuminazione a LED di ultima generazione. La stanza ha una metratura di circa 15 mq ed è completamente arredata con mobili di pregio: scrivania signorile con cassettiera in noce massello, tavolino separato in noce massello, libreria in  noce massello con vetrinetta, poltrona presidenziale in vera pelle, due poltroncine design anni 60 originali in pelle nera, divanetto in vera pelle. L'utilizzo della stanza comprende anche l'accesso alle zone comuni che, oltre al corridoio di ingresso, comprendono la stanza-archivio con fotocopiatrice e il bagno.
Dalle immagini e dal video qui sotto potete verificare coi vostri occhi quanto descritto.

Descrizione dei servizi offerti

Oltre all'utilizzo degli spazi privati e condivisi sopra descritti, la sottoscrizione del contratto comprende anche il riscaldamento, l'energia elettrica, la linea telefonica (con connessione internet su fibra via wifi), l'uso della stanza-archivio, l'uso di armadietto personale (con chiave) nel locale bagno, le pulizie periodiche.

Canone

Il canone mensile richiesto per l'utilizzo degli spazi e dei servizi secondo quanto descritto è di € 295 (duecento novanta cinque) con emissione di fattura, in quanto contratto di prestazione di servizi rientrante nella mia attività professionale (la somma è già comprensiva anche del 4% per quota previdenziale). La fattura verrà emessa mensilmente e il contratto avrà durata di 24 mesi con preavviso di recesso di 3 mesi.


IMMAGINI E VIDEO DELL'UFFICIO







venerdì 15 febbraio 2019

Un mio corso sulla tutela di arte e design all'Università di Bolzano

Oltre al già annunciato incarico di docenza presso l'ISIA di Firenze, questa primavera sarò impegnato anche in un altro mini-corso in terra altoatesina. Nel mese di maggio, infatti, sarò docente a contratto presso la Libera Università di Bolzano per un corso di 18 ore intitolato "Tutela e gestione dei diritti sulle opere di design" all'interno del Corso di laurea in Design e Arti.
Sul sito ufficiale dell'ateneo si trova il syllabus completo del corso (link).



domenica 3 febbraio 2019

La mia nuova avventura come professore a contratto all'ISIA di Firenze

Quest'anno inizia per me una nuova avventura nel mondo accademico: sono stato infatti incaricato come docente a contratto presso l'ISIA di Firenze.
Per chi non conoscesse l'ISIA, l'acronimo sta per Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ed è «un istituto pubblico di livello universitario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che da 50 anni si occupa di formazione e ricerca nell’ambito del design. Propone un’offerta formativa di primo e secondo livello: un triennio di base in Design e un biennio specialistico in Design con indirizzo “Design del prodotto industriale e dei sistemi” e “Design della comunicazione e del prodotto digitale”». [Trovate maggiori dettagli, oltre che sul sito dell'ente, anche sulla relativa pagina di Wikipedia]
Mi occuperò di un corso semestrale intitolato "Gestione dell'attività professionale" (settore disciplinare ISSE/02); una dicitura abbastanza ampia nella quale, in accordo con ISIA e nel rispetto dei requisiti ministeriali, cercherò di far rientrare tutti gli aspetti teorici e strategici che è importante conoscere quando si vuole aprire una attività da libero professionista o da piccolo imprenditore, ovviamente con un occhio di riguardo al settore del design e più in generale della creatività.
L'idea è quindi di portare non solo le mie conoscenze in campo legale e fiscale, ma anche la mia esperienza diretta (ormai più che decennale) di libero professionista; e ovviamente non potrà mancare una cospicua parte del corso dedicata all'ambito (a me molto caro) della proprietà intellettuale e alle modalità di tutela e gestione dei diritti sulle opere creative e sulle opere di design nello specifico.
Il corso che sarà di 48 ore totali e sarà suddiviso in 12 mezze giornate di 4 ore ciascuna, a partire dall'inizio di marzo per arrivare a fine maggio.
Ringrazio la direzione accademica di ISIA Firenze per avermi offerto questa opportunità e confido di trovare una buona risposta da parte degli studenti. Ad ogni modo, come di consueto, vi terrò aggiornati sulle mie trasferte fiorentine attraverso ai miei profili social. Quindi... keep in touch.
Nella foto qui sotto, il suggestivo edificio che ospita l'ISIA Firenze all'interno del parco di Villa Strozzi.


sabato 2 febbraio 2019

Diritto e Creative Commons in fotografia. Un ottimo white paper in italiano e tedesco

Nelle scorse settimane è stato diffuso il documento "L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia", white paper realizzato nell’ambito del progetto Interreg “Argento vivo. Fotografia patrimonio culturale” (www.lichtbild-argentovivo.eu) nel quale ho avuto il piacere di essere coinvolto. Nel gennaio del 2018 ero stato infatti tra i relatori di un omonimo convegno tenutosi all'Eurac di Bolzano; nei mesi successivi i coordinatori del progetto si sono attivati per raccogliere gli atti del convegno in questo documento che trovo estremamente utile e ben fatto poiché contempera con equlibrio sia gli aspetti teorici sia quelli pratici. Inoltre tratta gli argomenti dal punto di vista sia del diritto italiano sia del diritto austriaco ed è stato rilasciato sia in lingua inglese sia in lingua tedesca (è in studio anche una versione inglese).

INDICE DEI CONTRIBUTI
  • Prefazione (Richard Piock)
  • I diritti d’immagine in Austria (Rainer Beck)
  • Fotografia e diritti d’immagine nel diritto italiano (Simone Aliprandi)
  • Facilitare l’utilizzo di fotografie storiche. Open data in campo culturale (Ivo Planötscher, Verena Malfertheiner)
  • L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia. Alcune nozioni sul diritto in fotografia (Alessandro Campaner, Marlene Huber, Simone Aliprandi)
  • Domande sui diritti d’immagine nella vita di tutti i giorni (Notburga Siller)
  • Bibliografia e link consigliati

Qui sotto nel post trovate "embeddata" la versione integrale del documento, mentre a questo link trovate invece l'estratto con solo il mio contenuto.
Le versioni in tedesco sono invece disponibili sul sito del progetto. Infine è disponibile anche una versione "elearning" navigabile online.



lunedì 28 gennaio 2019

Insegnare rispettando il diritto d’autore: corso per insegnanti e dirigenti a IPRASE Rovereto

Dopo la pausa natalizia, con la prossima settimana riprende la mia attività di formazione in giro per l'Italia. Martedì 5 e mercoledì 6 febbraio sarò all'IPRASE di Rovereto (TN) per un corso intitolato "Insegnare rispettando il diritto d’autore. Copyright, pubblico dominio e licenze Creative Commons" rivolto a docenti, animatori digitali e dirigenti scolastici delle scuole del Trentino.
Le due giornate avranno lo stesso programma e gli utenti potranno scegliere la data più congeniale; l'orario è dalle 15 alle 19 entrambi i giorni.
Le iscrizioni scadono il 4 febbraio e vanno perfezionate attraverso apposito form del sito di IPRASE.

L’Azione #19 del Piano Provinciale #ScuolaDigitaleTrentina, prevede “la promozione dell’uso delle risorse libere e della condivisione dei materiali”. Vengono, così, richieste azioni di creazione, condivisione e riuso ponendo una serie di interrogativi in merito ai diritti d’autore e alle norme giuridiche che regolano sia l’utilizzo che la distribuzione dei contenuti digitali.

Questo incontro formativo cade proprio in concomitanza con il Safer Internet Day 2019, la giornata internazionale dedicata alla promozione di un utilizzo più consapevole e sicuro di Internet.

In questo incontro tratteremo i seguenti argomenti:
1. Introduzione e scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella
scuola digitale
2. Il diritto d'autore, che cos'è e che cosa tutela
3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
4. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
5. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l'attività didattica
6. Le licenze Creative Commons e le cosiddette open educational resources
7. Trovare e utilizzare opere sotto licenza CC
8. Discussione di casi e quesiti
[Per organizzare un corso simile, contattami attraverso il form contatti del mio sito.]

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Le slides utilizzate per il corso


sabato 26 gennaio 2019

Gli americani che bevono l'acqua in bottiglia italiana (e la pagano come la Pepsi)

Ho appena vista la puntata di PresaDiretta di questa settimana (vedi su RaiPlay), dedicata agli impatti del trattato CETA sull'export dei prodotti italiani in Canada.
Fico! Si mostra quanto i Canadesi stanno iniziando ad apprezzare i nostri fiori all'occhiello: i formaggi, i salumi, i vini, la pasta... l'acqua minerale: la San Benedetto, la San Pellegrino, la Ferrarelle. Questa cosa mi manda fuori di testa e mi fa davvero riflettere sulla stupidità umana.
D'altronde, il Canada, un paese che ha gran parte del suo territorio fatto di foreste, laghi e fiumi ancora incontaminati, ha bisogno di far arrivare l'acqua italiana; ovviamente in bottiglie di plastica, che viaggiano prima su navi attraverso l'Oceano Atlantico e poi su camion. Lo capirei se si trattasse del Marocco, del Qatar, di qualsiasi paese con un territorio desertico, con oggettive carenze idriche. Ma il Canada, santo cielo no!
Questa storia mi fa ripensare a quando stavo in California e una volta chiesi a una mia amica americana come mai bevesse l'acqua italiana (nel caso si trattava della San Pellegrino, che in effetti si trova in molti bar e ristoranti USA ad un prezzo simile a quello della Coco Cola o della Pepsi); e la sua risposta fu: "perché ha le bolle!". Terrificante.

venerdì 4 gennaio 2019

Una norma per l'open data

Nei giorni scorsi sul sito TechEconomy.it (con cui collaboro da tempo) è uscito un mio articolo intitolato "Open data: serve una norma più chiara. L’open by default non funziona" nel quale da un lato illustro quelli che per me sono i segni evidenti del fallimento del principio "open by default" introdotto nel 2012 (art. 52 Codice Amministrazione Digitale - D.Lgs. 82/2005), dall'altro propongo un intervento di modifica di un'altra norma (l'art. 5 della Legge sul diritto d'autore - L. 633/1941) che potrebbe a mio avviso essere risolutivo. Leggete a questo link tutto l'articolo per comprendere nel dettaglio le mie argomentazioni.
Di seguito riporto sia il testo dell'art. 5 come fu approvato dal legislatore nel lontano 1941 (e com'è tutt'ora), sia il testo della mia proposta di modifica.

Art. 5 Legge 633/1941 – TESTO ATTUALE 
Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere. 

Art. 5 Legge 633/1941 – MIA PROPOSTA 
Le disposizioni di questa legge non si applicano:   a) ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere;   b) alle banche dati e ai documenti realizzati e pubblicati dallo stato e dalle pubbliche amministrazioni nell’esecuzione della propria missione istituzionale o comunque in ossequio a un obbligo di legge. Questa previsione si estende alle opere dell’ingegno, come immagini, disegni, tabelle, mappe e opere simili, che sono parte integrante dei documenti realizzati e pubblicati.

Ovviamente, nel caso venga adottata una soluzione simile, sarà necessario adeguare di nuovo il CAD per evitare ridondanze e ulteriori sovrapposizioni.
Certo, è solo l’umile proposta di un giurista indipendente e sicuramente può essere oggetto di ulteriori migliorie. Ma credo che sia un buon punto di partenza per un dibattito sull’eventualità di una riforma delle norme sull’open data.



martedì 1 gennaio 2019

Oggi è un public domain day speciale: molte nuove opere in pubblico dominio

Come ogni Primo Gennaio, oltre a festeggiare l'inizio di un nuovo anno, festeggiamo l'entrata (o come si usa dire, la caduta) nel pubblico dominio delle opere creative di molti autori.
Tra questi si possono annoverare nomi di rilievo come Agatha Christie, Thomas Mann, Marcel Proust, David Herbert Lawrence.
Quest'anno però è un anno speciale perché inizieranno a scadere anche i termini artificiosamente estesi dal legislatore americano con il cosiddetto "Mickey Mouse Protection Act" del 1998, legge che prevedeva l'estensione del copyright a 95 anni (e non più 75 come era previsto in precedenza) per le opere realizzate tra 1923 a 1977. I 95 anni dal 1923 sono trascorsi proprio ieri, il 31 dicembre 2018; dunque da quest'anno inizieranno a "cadere" in pubblico dominio molte nuove opere realizzate negli Stati Uniti.


Oggi infatti diventano libere anche opere cinematografiche di rilievo come “I Dieci Comandamenti” di Cecil B. DeMille (nb: la prima versione "muta" del 1923) e “Il Pellegrino” di Charlie Chaplin.
Poi, nei prossimi anni, toccherà anche ad altri grandi nomi come Virginia Woolf, F. Scott Fitzgerald, William Faulkner, Rudyard Kipling, Ernest Hemingway, Willa Cather, Joseph Conrad, P.G. Woodhouse, Robert Frost.
Quindi in alto i calici e brindiamo: oggi un bel pezzo di cultura e conoscenza diventa patrimonio dell'umanità.
Avvertenza importante: il passaggio al pubblico dominio vale per i testi originali e non per le traduzioni; le traduzioni hanno i diritti dei traduttori che appunto hanno scadenze separate. Però quando un'opera diventa public domain, si possono fare nuove traduzioni senza chiedere il permesso a nessuno.
Altra avvertenza importante: il passaggio in pubblico dominio è legato anche alle regole nazionali. Ad esempio in Europa il riferimento è quello classico dei 70 anni dalla morte dell'autore. Negli USA invece la situazione è un po' diversa proprio a causa del citato Mickey Mouse Protection Act, per il quale la scadenza dei diritti era legata alla data di pubblicazione dell'opera e non alla morte dell'autore. Ne consegue che, ad esempio, le opere di Proust erano già in pubblico dominio in Europa dal 1993 (essendo lui morto nel 1922) ma non erano ancora in pubblico dominio negli USA; altro esempio, le opere di Thomas Mann pubblicate nel 1923 passano in pubblico dominio negli USA già da quest'anno, ma per l'Europa passeranno in pubblico dominio nel 2026 (essendo lui morto nel 1955). Si rende quindi sempre necessaria una verifica caso per caso fatta da un esperto del settore. Ad ogni modo, ad aiutarci c'è l'ottimo "Public Domain Calculator" del sito http://outofcopyright.eu/.

Sul tema del pubblico dominio ho però da raccontarvi un aneddoto meno "roseo" avvenuto ieri pomeriggio. Ero con amici in una piccola località turistica (preferisco non dire dove) e mi sono trovato a fare un passeggiata nella piazza centrale della località. C'era un palco montato e in quel momento una band stava facendo le prove per la serata di San Silvestro. Chiedendo ai passanti, ho scoperto che si trattava di una band abbastanza conosciuta a livello nazionale anche se non certo di grande notorietà; anche perché altrimenti li avrei riconosciuti, essendo comunque io una persona che segue abbastanza il mondo musicale.
La piazza era per lo più vuota a causa dell'orario; c'erano solo alcune persone che sembravano comunque tecnici e addetti ai lavori. Mi sono messo lì a "curiosare" e, appena hanno iniziato a fare un brano, ho estratto il cellulare per fare qualche foto. Quasi subito sono venute ben tre persone a dirmi che era assolutamente vietato fare foto e riprese.
Io mi sono abbastanza infastidito; infatti si trattava di suolo pubblico, di un evento aperto al pubblico e probabilmente finanziato in buona parte con soldi pubblici... e - lasciatemi dire con tono un po' sarcastico - non si trattava certo della grande anteprima di un nuovo brano dei Rolling Stones ma della normalissima prova generale di una band dedita a promuovere il suo repertorio. Questi divieti mi suonano davvero eccessivi e giuridicamente infondati.