giovedì 14 novembre 2019

Sondaggio: per insegnare in università serve la laurea?

Forse non tutti sanno che per diventare "Professore a contratto" di un corso universitario o di un master universitario non è necessario aver conseguito una laurea, ma è sufficiente poter dimostrare di avere particolari meriti e riconoscimenti in quella materia. Si crea così il paradosso per cui per diventare maestri di scuola dell'infanzia è ormai richiesta una laurea almeno triennale, mentre per insegnare in un percorso che porta alla laurea in realtà non serva la laurea. Ciò fa ancora più specie in un mondo come quello di oggi in cui - ammettiamolo - la laurea triennale è diventata il nuovo liceo e - come si usa dire - ormai non la si nega a nessuno.
Alcune università si sono date la regola secondo cui i docenti dovrebbero avere almeno un titolo di studio superiore rispetto a quello che gli studenti stanno conseguendo in quel corso; una regola che mi sembra sensata ma che non è acquisita in tutti gli atenei (e comunque è sempre a discrezione dei singoli atenei).
Voi come la vedete? Secondo voi per insegnare a livello universitario e post-universitario dev'essere richiesta almeno una laurea?
Potete rispondere nei commenti, o - ancora meglio - rispondere al sondaggio direttamente sulla mia pagina Facebook (lo trovate "embeddato" qui sotto).



All'OGS di Udine un corso sulla gestione del software e dei dati in ambito scientifico

Giovedì 28 novembre terrò un'intera giornata di formazione sui temi della gestione della proprietà intellettuale nell'attività di ricerca e della gestione dei diritti in ottica open presso il Centro di Ricerche Sismologiche dell'OGS (cioè l'Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale).
Il mio intervento farà parte di una più ampia iniziativa di formazione di tre giorni intitolata "Introduzione alla moderna gestione del software e dei dati in ambito scientifico".


Il corso è orientato a tutti i ricercatori e tecnici del CRS interessati a conoscere o approfondire le moderne tecniche di sviluppo e gestione del software in ambito scientifico e le problematiche connesse la protezione e l’uso della proprietà intellettuale dei prodotti derivati (codici sorgente, eseguibili, pubblicazioni, dati). L'attività didattica si dividerà tra lezioni frontali (la mattina), seguite da sessioni hands-on (nel pomeriggio) e sessioni di discussione aperta. Per le sessioni pratiche viene richiesto l’utilizzo del proprio computer portatile.
Il corso è finanziato dai fondi del programma di formazione HPC-TRES del MIUR:
(http://www.ogs.trieste.it/en/content/hpc-training-and-research-earth-sciences-hpc-tres).

PROGRAMMA COMPLETO

martedì 26 novembre
1. Introduzione e principi della programmazione in ambito scientifico
2. Strumenti per la programmazione scientifica: versioning, languages, compilers, debuggers
3. Principi di design del software scientifico
4. Hands-on session

mercoledì 27 novembre
1. Version control: GIT tutorial
2. Come testare il software scientifico: unit testing/regression testing
3. Automatizzazione dei test: Continuous Integration pipeline
4. Documentazione del software scientifico
5. Hands-on session

giovedì 28 novembre
1. La gestione della proprietà intellettuale nell'attività di ricerca
   a. Introduzione e scenario
   b. Principi di base del diritto della proprietà intellettuale: tra diritto d'autore e brevetti
   c. Quali diritti sulla produzione scientifica e come gestirli correttamente
   d. Come si acquisisce e come si tutela il diritto d'autore sulle proprie creazioni
   e. Pubblico dominio, fair use e libere utilizzazioni in ambito scientifico
2. La gestione dei diritti in ottica open
   a. Le radici del modello "open licensing" e le principali licenze per software open source
   b. Le licenze per contenuti open (Creative Commons e simili)
   c. L'Open Access e la libera diffusione della letteratura scientifica
   d. Il concetto di open data e la diffusione in modalità open dei dati della ricerca
   e. Discussione e casi d'uso

mercoledì 13 novembre 2019

La privacy in 10 pillole

Condivido qui sul blog un'ottima infografica che in modo semplice, chiaro ed efficace mette a fuoco DIECI PILLOLE fondamentali sulla privacy.
Non sono io l'autore, anche se ho contribuito a diffondere il contenuto sui molte piattaforme social.





Tutto è partito da questo post di Stefano Posti su LinkedIn, che tutti dovremmo ringraziare per averci donato quest'ottimo strumento di divulgazione.



lunedì 11 novembre 2019

Il membro maschile secondo Leonardo

Leonardo da Vinci così definisce la verga (cioè il membro maschile) nel suo trattato "Dell'Anatomia":

Questa conferisce collo intelletto umano, e alcuna volta ha intelletto per sé, e ancora che la volontà dell'omo lo voglia provocare, esso sta ostinato, e fa a suo modo, alcuna volta muovendosi da sé, sanza licenza o pensieri dell'omo, così dormiente, come desto, fa quello desidera; e spesso l'omo dorme e lui veglia, e molte volte l'omo veglia e lui dorme; molte volte l'omo lo vuole esercitare, e lui non vole, e l'omo gliel vieta. Adunque e' pare che questo animale abbia spesso anima e intelletto separato dall'omo, e pare che a torto l'omo si vergogni di nominarlo, non che di mostrarlo, anzi sempre lo copre e lo nasconde, il qual si dovrebbe ornare e mostrare con solennità come ministro.

Fonte: Leonardo da Vinci, Dell'Anatomia, fogli B, pubblicati da Teodoro Sebachnikoff, Roux e Viarengo, Torino 1901, pag. 84.

E questa è una raffigurazione grafica del pene fatta dallo stesso Leonardo.

venerdì 8 novembre 2019

La stupidità di Facebook e del suo sistema di censura

L'immensa stupidità del sistema di censura di Facebook è già stata ampiamente e ripetutamente dimostrata. Emblematico era stato il caso, nemmeno molto lontano nel tempo (scorso giugno), della censura della copertina di uno storico album dei Led Zeppelin (vedi articolo di Repubblica.it).
All'epoca l'assurdità dei criteri di censura decisi (arbitrariamente) da Facebook sotto forma di "standard della comunità" e l'incoerenza del sistema di controllo messo in atto dal social network di Zuckerberg erano state egregiamente messe in luce da alcuni post di inchiesta/protesta del sito web ValigiaBlu.it (vedi).
Pochi giorni fa ho ricevuto una comunicazione da Facebook che mi ha fatto capire che le cose non sono cambiate molto: uno dei post del mio profilo privato è stato censurato perché  attenzione – "Facebook non consente la presenza di simboli, elogi o supporto a persone o organizzazioni pericolose". Che cosa avrò mai condiviso?!
Guardate l'immagine qui sotto e capirete.



Si trattava di una classica vignetta-meme tratta dal film "Corsa a Witch Mountain" che ritrae l'attore Dwayne Johnson al volante.  La vignetta (che a dire il vero non avevo realizzato io, ma avevo semplicemente trovato in rete) voleva sbeffeggiare un episodio di cronaca risalente a inizio settembre quando alcuni "fenomeni" avevano manifestato in piazza per chiedere elezioni anticipate (cosa più che legittima) e l'avevano inneggiando al Duce con saluti romani e cori fascisti (cosa molto meno legittima, e soprattutto poco sensata). Qui trovate un articolo di cronaca del 10 settembre che racconta e commenta l'episodio.
non ci vuole né grande sagacia né un master all'Alta Accademica di Umorismo per capire il tono ironico della vignetta. Di certo non è una vignetta che inneggia al fascismo o a qualche altra "filosofia" pericolosa, bensì  al contrario  è una vignetta che fa sarcasmo sull'assurdità di chiedere libere elezioni e contemporaneamente inneggiare al fascismo.
Quando ho ricevuto la notifica, ho pensato: "Può essere che il sistema automatizzato di Facebook abbia rilevato asetticamente la parola DUCE e quindi abbia segnalato il contenuto come pericoloso". Ho quindi chiesto il riesame del caso confidando che in quel modo la vignetta finisse in mano a un essere umano... ma meno di 24 ore dopo ho ricevuto la risposta che leggete nello screenshot.
I casi sono due: o anche il riesame è stato gestito da un software (che ovviamente non può percepire queste sfumature), oppure gli addetti alla censura di Facebook sono dei poveri imbecilli.
Resta il fatto che tutto ciò è per me profondamente fastidioso e inaccettabile.

Un altro mio articolo sulla stupidità della censura dei principali social media:
Censure a nudo: https://www.apogeonline.com/articoli/censure-a-nudo-simone-aliprandi/.

giovedì 31 ottobre 2019

Tranquillo, facciamo un'altra volta

Si dice che chi ha davvero voglia di vederti il tempo lo trova e l'occasione la crea. Non vale solo per le relazioni di coppia; vale anche tra amici, e anche negli incontri di lavoro.
A questa regola aurea vorrei però aggiungere un corollario, relativo ai casi in cui un incontro già programmato viene annullato dall'altra persona o quei casi in cui è sempre l'altra persona a negarsi (si organizza più volte ma poi l'altra persona ha sempre quel disguido che fa saltare tutto). Ecco, ho imparato che chi davvero vuole incontrarti, se per qualche motivo è impossibilitato, tiene fin da subito a proporre una data alternativa. Chi invece ti dice solo "tranquillo facciamo un'altra volta" non ha davvero intenzione di vederti. Non ha solo avuto un imprevisto, non è solo una persona incapace di organizzarsi; ma è una persona poco sincera, poco affidabile, poco corretta.
Quindi lasciate perdere. E ripeto, questo vale nei rapporti di coppia, vale tra amici, vale tra contatti lavorativi.

martedì 29 ottobre 2019

I video degli interventi nel convegno "E così SIAE" (Milano, 22/10/19)

Condivido in questo post i video e le slides degli interventi al convegno "E così SIAE. Le nuove frontiere del diritto d’autore" tenutosi alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano il 22 ottobre 2019 (vedi il panel completo del convegno).

Inizio a condividere i miei materiali; quelli degli altri relatori saranno disponibili più avanti.

Il mio primo intervento è intitolato "La SIAE e le altre collecting societies: lo scenario e il quadro giuridico di riferimento"; di questo posso mettere a disposizione le slides da me utilizzate (e già disponibili su SlideShare) e il video dell'intervento con slides incorporate. Si tenga comunque presente che questo intervento è in realtà una versione aggiornata e abbreviata dell'intervento da me tenuto l'anno scorso nella prima edizione del convegno (trovate video e slides qui).

Il mio secondo intervento è intitolato invece "Fare consulenza legale sulla SIAE: una questione di certezza del diritto" ed è stato un intervento "a braccio" senza supporto di slides. Questo video ha generato una inattesa (e per certi versi bizzarra) risposta da parte del blog D'A News.
Riporto anche alcune foto scattate durante l'evento.

Il video del mio primo intervento



Il video del mio secondo intervento

domenica 20 ottobre 2019

How to find out if someone is a hacker / Come scoprire se qualcuno è un hacker

How to find out if someone is a hacker


Does he publicly define himself as a hacker?
yes > surely he is not a hacker (and probably he is a charlatan) 
no > he could be a hacker (but you’ll never know) 



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Come scoprire se qualcuno è un hacker


Si autodefinisce un hacker?
sì > di certo non è un hacker (e probabilmente è un cialtrone)
no > potrebbe essere un hacker (ma non lo saprai mai)


lunedì 14 ottobre 2019

Segnalazioni al Garante per telemarketing non autorizzato: abbiamo un problema

Prendo spunto da un post di Davide Dozza su Facebook (vedi post originale) che riporta questo estratto della risposta del Garante Privacy a una sua segnalazione per telemarketing aggressivo nella quale aveva fornito solo il numero di telefono da cui riceveva le fastidiose chiamate e non l'intestazione completa del soggetto che effettuava queste chiamate.



Questa norma relativa ai reclami presentati al Garante Privacy per i casi di telefonate commerciali non desiderate è davvero una beffa. Per poter chiedere un intervento del Garante non basta fornire il numero di telefono da cui ricevo la chiamata, ma sono obbligato a fornire l'intestazione precisa del soggetto che mi sta telefonando (utilizzando indebitamente i miei dati personali). Cosa che ovviamente risulta paradossale perché se questi soggetti agiscono proprio dietro una sorta di anonimato ("la chiamiamo dalla Vodafone... no beh, non siamo proprio la Vodafone, ma chiamiamo per conto di Vodafone...") e non sono così masochisti da fornirti quelle informazioni al telefono. Interrompono sempre la chiamata prima; al massimo promettendoti di provvedere alla cancellazione dei tuoi dati... cosa che in realtà non fanno mai.
In conclusione, se da un lato un semplice numero di telefono in effetti può non essere sufficiente a individuare un soggetto, dall'altro il privato cittadino non ha alcun mezzo ragionevole per poter risalire all'intestatario di quell'utenza telefonica; arrivando al paradosso di non avere strumenti efficaci per ottenere ragione, nonostante la legge formalmente la ragione gliela dia.

Sul tema vedi anche: A un anno dalla legge, non c'è ancora lo stop al telemarketing sul cellulare

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Il post originale di Davide Dozza con il suo commento alla vicenda.


[EDIT del giorno successivo]
L'autore del post su Facebook (Davide Dozza) segnala in un post successivo di aver appreso che sul sito dell'Autorità Garante delle Comunicazioni (AGCom) esiste una pagina in cui è possibile inserire il numero di telefono da cui abbiamo ricevuto la telefonata commerciale indesiderata e risalire alle informazioni sull'intestatario dell'utenza telefonica. Una bella iniziativa... se non fosse che in molti casi non produce risultati utili, perché comunque funziona solo se gli operatori hanno correttamente dichiarato le utenze telefoniche al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).




venerdì 11 ottobre 2019

E così SIA(E): le nuove frontiere del diritto d’autore. Convegno alla Fondazione Feltrinelli

Dopo il successo dell'edizione del giugno 2018 (vedi post con il programma e il video degli interventi), anche quest'anno sono stato coinvolto dalla collega Avv. Francesca Vitale per il convegno intitolato "E così SIA(E). Le nuove frontiere del diritto d’autore", di cui si propone una seconda edizione, ovviamente con panel diverso e interventi aggiornati alle ultime novità in materia.
L'appuntamento è per martedì 22 ottobre 2019, nel pomeriggio, presso la prestigiosa sede della Fondazione Feltrinelli in Viale Pasubio a Milano.
L'evento è organizzato in collaborazione da ADGI, Associazione La memoria del teatro, Ateatro webzine, con il supporto di Fondazione Feltrinelli e Comune di Milano e il contributo di Fondazione Cariplo; ed è accreditato presso l'Ordine Avvocati di Milano per 3 crediti formativi (vedi piattaforma Sfera). Partecipazione gratuita previa registrazione via email scrivendo a: segreteria@ateatro.org.
Di seguito il programma degli intervento e la locandina.

  • 15:00 > Saluti (Avv. Mariagrazia Monegat, Presidente ADGI)
  • 15:10 > Introduzione (Avv. Francesca Vitale)
  • 15:20 > La SIAE e le altre collecting societies: lo scenario e il quadro giuridico di riferimento (Avv. Prof. Simone Aliprandi )
  • 15:40 > Lo slogan di SIAE (dalla parte degli autori) alla luce di dati statistici, evoluzioni e crisi di obsolescenza – IMAIE, SIAE e società di collecting: facciamo chiarezza sui ruoli (Dott. Salvatore Primiceri, Giurista, Autore ed Editore)
  • 16:10 > Violazione del diritto d’autore e tutela penale (Avv. Luciano Daffarra, Studio Legale C-Lex)
  • 16:45 > I contratti di diritto d’autore per cinema e teatro tra diritti da assicurarsi e adempimenti SIAE (Avv. Sabrina Peron, Studio Franzosi Dal Negro Setti)
  • 17:15 > Maledetta primavera: i controlli della SIAE e la casistica (Avv. Francesca Vitale, Studio legale FRV, operatore culturale)
  • 17:30 > Fare consulenza legale sulla SIAE: una questione di certezza del diritto (Avv. Prof. Simone Aliprandi)
  • 17:40 > Interventi successivi a cura di: Patrizia Cuoco, Mimma Gallina, Oliviero Ponte di Pino (Associazione Ateatro)
  • Quesiti e osservazioni / Modera: Avv. Francesca Vitale

giovedì 26 settembre 2019

Cittadinanza digitale tra consapevolezza e responsabilità. Un mio corso di 30 crediti per Wikiscuola

Wikiscuola, ente attivo da anni nella formazione rivolta al mondo della scuola con il quale avevo già avuto modo di collaborare negli scorsi anni, mi ha proposto di realizzare assieme alla professoressa Vittoria Esposito (tutor: Caterina Mariano) un percorso formativo online sul tema "Cittadinanza digitale tra consapevolezza e responsabilità". In questi giorni il corso verrà avviato e i vari moduli verranno messi online con cadenza settimanale.
Riporto di seguito le informazioni di base del corso e i contenuti dei vari moduli. Per tutte le altre informazioni e per le modalità di iscrizione, rimando all'apposita pagina del sito Wikiscuola.it (VAI).



Presentazione del corso

Il corso di Wikiscuola “Cittadinanza digitale tra consapevolezza e responsabilità” è un percorso online di sviluppo professionale che ha lo scopo di dare far comprendere ai docenti la nuova dimensione della cittadinanza nell’era della rete e dare loro un supporto per la formazione degli studente in  cittadini  responsabili in grado di utilizzare i mass media con consapevolezza e responsabilità e nel rispetto della legalità.
Questo corso rappresenta un valido supporto per i docenti che nell’anno scolastici saranno chiamati ad insegnare l’educazione civica anche nella sua dimensione digitale, come previsto dalla legge di introduzione dell’insegnamento dell’educazione civica
Il corso si compone di nove moduli, ciascuno formato da una presentazione a slides, una videolezione con il commento delle slides, esempi concreti presi dalla rete, casi d’uso e best practice. Ogni modulo offrirà anche varie letture di approfondimento selezionate e validate dagli autori tra quelle disponibile in rete, come articoli, video informativi, infografiche, ebook.

Il corso è rivolto a docenti di ogni ordine e grado ed è fruibile online, senza vincoli di orario e con materiali sempre disponibili, anche successivamente al completamento del corso. WikiScuola, quale Ente accreditato MIUR per la formazione dei docenti ai sensi della D. M. 170/2016, rilascia l'attestato per 30 ore di formazione a tutti i partecipanti. Il corso è presente sulla piattaforma SOFIA (iniziativa formativa n. 34600) ed è quindi acquistabile attraverso la carte del docente.

Programma del corso


Modulo 1 - Nuovi scenari (a cura di Vittoria Esposito) 
Nuovi scenari  Nativi cartacei e nativi digitali
I nuovi media: nuovi mezzi di comunicazione di massa
Educazione ai media e con i media
Media education: Cambiare il paradigma educativo

Modulo 2 - Cittadinanza digitale e competenze digitali (a cura di Vittoria Esposito)
La cultura digitale e l'interdisciplinarietà
Cittadinanza digitale
Un po' di storia dal 2006... ad oggi
Competenza digitale
La nuova Raccomandazione del Parlamento Europeo
Cittadinanza digitale e competenza digitale: un rapporto strumentale
Cittadinanza e partecipazione

Modulo 3 - Le aree della competenza digitale (a cura di Vittoria Esposito)
Le aeree della cittadinanza digitale
Information literacy
Information technology
Media literacy
Visual literacy       
Esempi di uda di cittadinanza digitale

Modulo 4 - Il diritto d'autore nell'attività didattica: introduzione e scenario (a cura di Simone Aliprandi)
L'evoluzione attiva e creativa del ruolo dell'insegnante
Norme per chi crea contenuti, norme per chi utilizza contenuti altrui
Diritto d'autore e risorse educative aperte nel Piano Nazionale Scuola Digitale
Le fonti normative del diritto d'autore

Modulo 5 - Il diritto d'autore: principi di base (a cura di Simone Aliprandi)
Che cosa è tutelato e che cosa non è tutelato dal diritto d'autore
Classificazione dei diritti d'autore previsti dalla legge italiana
Come si acquisisce il diritto d'autore sulle proprie creazioni
Il copyright come sistema "closed by default"

Modulo 6 - Pubblico dominio e libere utilizzazioni nella didattica (a cura di Simone Aliprandi)
Il concetto di pubblico dominio e le sue tre diverse forme
Esempi di utilizzi corretti di opere in pubblico dominio
Fair use, fair dealing e libere utilizzazioni
Le attuali eccezioni al diritto d'autore rilevanti nell'attività didattica

Modulo 7 - Le licenze open (Creative Commons e simili) nella didattica e le open educational resources (OER) (a cura di Simone Aliprandi)
Le licenze open in generale e le licenze Creative Commons nello specifico
Come si applica una licenza CC ad un contenuto didattico
Come cercare contenuti didattici sotto licenza CC
Il concetto di open educational resource: "open" in due sensi
Le OER nell'azione n. 23 del PNSD

Modulo 8 - La gestione della privacy a scuola (a cura di Simone Aliprandi)
Introduzione e fonti normative principali
Il concetto di privacy e il suo inquadramento nell'ordinamento giuridico
Definizione di dato personale e di trattamento di dati
Indicazioni per una corretta gestione della privacy nell’attività didattica

Modulo 9 - Copyright e privacy sul web (a cura di Simone Aliprandi)
Un ulteriore livello di regole
Un diritto di copia nel mondo delle non-copie
La gestione dei dati personali: una questione di consapevolezza
Privacy e piattaforme social: la disclosure dei dati come moneta
Internet, motori di ricerca e il problema dell'oblio

martedì 10 settembre 2019

Un mio corso su diritto d'autore e Creative Commons alla Biblioteca Teßmann di Bolzano

Lunedì 23 settembre sarò a Bolzano per un corso su Diritto d'autore e Creative Commons in ambito bibliotecario organizzato dalla Biblioteca Provinciale Teßmann.
Il corso si estenderà per tutta la giornata dalle ore 9 alle ore 17, con pausa pranzo di un'ora e si terrà presso il Centro parrocchiale (Via Parrocchia, 24).
Il corso è aperto a tutti gli interessati ma ha un limite massimo di iscrizioni dovuto alla capienza dell'aula; è quindi assolutamente necessario iscriversi per tempo scrivendo via email all'organizzatrice Monica Kostner (monica.kostner@tessmann.it).



lunedì 2 settembre 2019

Il master Progettazione, Organizzazione e Comunicazione delle Attività Musicali: nuova avventura come docente al Conservatorio di Torino

Per l'imminente anno accademico sono stato coinvolto come docente in un nuovo interessante Master Universitario (di secondo livello, 60 CFU) presso il Conservatorio di Torino intitolato "Progettazione, organizzazione e comunicazione delle attività musicali".
Come si legge sulla pagina ufficiale,
il master intende fornire strumenti teorico pratici adeguati alla progettazione e alla gestione di attività di spettacolo musicale, alla pianificazione di indirizzi professionali attinenti alle competenze musicali acquisite nel percorso AFAM.
Il piano didattico proposto permetterà ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze tecniche indispensabili per porsi in modo professionale rispetto ai contesti in cui si troveranno ad operare come musicisti e/o professionisti legati alla progettazione e organizzazione dello spettacolo.
Obiettivo del Master è creare le competenze per gestire le complesse difficoltà legate al lavoro artistico, per questo il progetto didattico prevede la collaborazione di con Istituzioni musicali e la partecipazione di docenti di riconosciuto prestigio nel settore.
Saranno approfonditi aspetti legati ad aree specifiche, come progettazione e organizzazione, comunicazione, legislazione dello spettacolo e ricerca fondi, sponsor e partnership, audience development e audience engagement, aspetti fiscali e amministrativi nello spettacolo, impiegando un approccio basato sugli aspetti pratici e sulle esperienze dirette.
Il percorso di studi prevede un totale di 360 ore di lezione/attività, 690 ore tra stage, seminari e prova finale e 450 ore di studio individuale.
In collaborazione con altri due docenti (Lorenzo Ferrero e Andrea Maggiora), mi occuperò della parte dedicata al contesto normativo che comprende:
- diritto e legislazione dello spettacolo;
- diritto d’autore e proprietà intellettuale: quadri normativi, procedure SIAE;
- nuove opportunità: copyleft, Creative Commons, nuove forme di gestione del diritto d'autore.
È possibile fare domanda di ammissione fino al 20 ottobre; e le ammissioni verranno comunicate entro il mese successivo.
A questo link trovate tutte le informazioni sul master (compresi i moduli per fare domanda) e di seguito riporto la locandina diffusa dal Conservatorio di Torino (che pubblicizza anche altri due interessanti master, tra cui uno in bibliografia e biblioteconomia musicale).


giovedì 22 agosto 2019

Ti ho visto a Superquark!

Periodicamente (tendenzialmente in periodo estivo, quando la tv propina più spesso programmi in replica) qualcuno mi scrive o mi telefona per dirmi di avermi visto a Superquark o in qualche altro programma Rai a tema tecnologia/innovazione.
Scrivo questo post a perenne memoria e per poterlo linkare in occasione di futuri altri messaggi di amici e conoscenti che mi chiedono se sono davvero io.
Ebbene sì, sono io quello che compare nello schermo di un pc portatile durante una video chiamata.
Qui sotto riporto il video (minuto 7:10 circa) e tre screenshot.

Per i più curiosi racconto anche la storia di quel video.
Come potrete facilmente notare (anche dalla capigliatura che sfoggio nel video) si tratta di riprese molto datate, risalenti al 2011, che la RAI periodicamente ripropone e a volte ricicla in altri contesti.
In quel periodo stavo facendo il dottorato all'Università di Milano-Bicocca. Un giorno da uno dei docenti del mio dottorato arrivò la notizia che l'indomani sarebbe arrivata in dipartimento una troupe della RAI per realizzare un servizio sul rapporto tra nuove tecnologie e didattica. Il docente ci chiese di essere presenti per poter mostrare alla troupe di essere un gruppo cospicuo e laborioso.
A qualcuno della troupe venne l'idea di simulare una videoconferenza per poter rappresentare la situazione di un gruppo che lavora anche a distanza, utilizzando le nuove tecnologie (nota: nel 2011 lavorare e interagire con un collega attraverso Skype o GoogleTalk era percepita ancora come una novità).
Io mi proposi come quello che doveva andare in un'altra stanza e collegarmi in videochiamata con gli altri miei colleghi. Presi il mio portatile, andai in una stanza vuota disponibile lì adiacente e chiamai su Skype uno dei colleghi. Nel frattempo la troupe RAI registrava immagini nella stanza in cui erano rimasti i miei colleghi.

Ecco qui: svelato l'arcano. Seguono il video e gli screenshot.








martedì 20 agosto 2019

Problemi con Github se lavori da Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria. Meglio sposarsi su altri repository?

Alcune realtà internazionali dello sviluppo di software stanno spostando il loro codice da Github ad altri repository a causa delle recenti leggi "protezionistiche" del Governo USA, che rendono giuridicamente complicato accedere al servizio da paesi considerati ostili come Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.
Per rispettare le leggi statunitensi sul controllo commerciale, GitHub ha recentemente apportato alcune modifiche necessarie al modo in cui effettuiamo i nostri servizi. Con l'evolversi delle leggi sul controllo commerciale degli Stati Uniti, continueremo a collaborare con le autorità di regolamentazione statunitensi per quanto riguarda la misura in cui possiamo offrire servizi di collaborazione in codice libero agli sviluppatori in mercati sanzionati. Riteniamo che l'offerta di tali servizi gratuiti sostenga la politica estera americana di incoraggiare il libero flusso di informazioni e la libertà di parola in tali mercati.
si legge sull'apposita pagina https://help.github.com/en/articles/github-and-trade-controls.

Per approfondire leggi anche: "GitHub ferma chi sviluppa in Iran, Siria e Crimea" su Punto-Informatico.it (da cui è anche tratto lo screenshot qui a fianco).

Di seguito riporto una traduzione italiana delle FAQ rilasciate da Github sul tema.

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Su quali paesi e territori vengono applicate le sanzioni del governo americano?
Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.

I viaggi in queste regioni saranno interessati?
I viaggi in queste regioni possono influire sullo stato del tuo account, ma la disponibilità può essere ripristinata una volta che sei fuori dal paese o dal territorio sanzionato dopo aver inviato una richiesta di ricorso .

Cosa è disponibile e non disponibile?
La disponibilità nei paesi e territori sanzionati dagli Stati Uniti sarà limitata, tuttavia alcuni servizi GitHub potrebbero essere disponibili per account GitHub.com individuali e gratuiti. Ciò include un accesso limitato ai servizi di repository pubblici GitHub (come l'accesso alle pagine GitHub e ai repository pubblici utilizzati per progetti open source), solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. La restrizione include anche l'accesso sospeso ai servizi di repository privati ​​e ai servizi a pagamento (come la disponibilità di account organizzativi privati ​​e servizi del marketplace GitHub).

I repository privati ​​degli utenti con restrizioni commerciali possono essere resi pubblici?
Gli amministratori dei repository possono rendere pubblici i repository privati ​​con restrizioni, solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. I proprietari possono farlo accedendo alla scheda delle impostazioni del repository e facendo clic sul pulsante "Rendi pubblico". Una volta che il repository è pubblico, gli utenti hanno accesso ai servizi di repository pubblici. Questa azione non può essere annullata.

Gli utenti con restrizioni commerciali possono accedere ai dati del repository privato (ad es. Download o cancellazione dei dati del repository)?
Sfortunatamente, la nostra interpretazione della legge non ci dà la possibilità di consentire il download o la cancellazione di contenuti di repository privati, se non diversamente autorizzato dal governo degli Stati Uniti. Sosterremo con forza, con il legislatore statunitense, il diritto degli utenti con restrizioni commerciali a proteggere i contenuti dei loro archivi privati. Sosterremo inoltre una maggiore disponibilità dei servizi GitHub per gli sviluppatori nei mercati sanzionati e sottolineeremo ulteriormente l'importanza della collaborazione in codice nel supporto delle comunicazioni personali per gli sviluppatori a livello globale.

Come si definiscono questo particolare tipo di utenti?
Se GitHub determina che un utente o un client si trova in una regione soggetta alle restrizioni del controllo commerciale degli Stati Uniti o che un utente è altrimenti soggetto a sanzioni economiche statunitensi, l'account affiliato viene limitato per conformarsi a tali requisiti legali. La determinazione della posizione dell'utente e del cliente per attuare queste restrizioni legali deriva da una serie di fattori, tra cui indirizzi IP e cronologia dei pagamenti. Nazionalità ed etnia non vengono utilizzate per contrassegnare gli utenti per restrizioni sanzionatorie.

In che modo GitHub garantisce che le persone che non vivono e/o hanno legami professionali con i paesi e i territori sanzionati abbiano ancora accesso o capacità di presentare ricorso?
Nel raro caso in cui un account sia interessato involontariamente o per errore, abbiamo una procedura di ricorso per affrontare tali casi.
Se un utente ritiene di essere stato segnalato per errore, quell'utente ha l'opportunità di fare appello al flag fornendo informazioni di verifica a GitHub. Se GitHub riceve informazioni sufficienti per verificare che l'utente non sia residente in un territorio sanzionato o altrimenti limitato da sanzioni economiche statunitensi, la bandiera verrà rimossa.

lunedì 29 luglio 2019

Trenitalia fa causa a chi usa i suoi dati... e forse anche a chi fa un link al suo sito

Grazie all'articolo di Riccardo Saporiti per Wired Italia vengo a conoscenza della bizzarra diatriba legale che vede protagonisti da un lato Trenitalia dall'altro Trenit (startup con base a Londra ma creata dall'italiano Daniele Baroncelli). La prima ha fatto causa alla seconda per aver utilizzato all'interno della sua app i dati relativi al traffico ferroviario esposti sul sito Viaggiatreno.it senza però aver chiesto autorizzazione, bensì considerandoli #opendata liberamente riutilizzabili da chiunque.
Saporiti si ferma più sull'aspetto etico chiedendosi che senso abbia che dati raccolti e gestiti da un'azienda pubblica e relativi a un servizio pubblico che viaggia su una rete di proprietà anch'essa pubblica, possano essere trattati come proprietari.

Io invece mi sono sempre occupato dell'aspetto giuridico del fenomeno Open Data e questa notizia ha generato in me un prurito intellettuale non da poco. Purtroppo però per poter offrire un'argomentazione più solida avrei bisogno di qualche elemento in più ma non sono sicuro che le due parti interessate abbiano voglia di condividere gli atti di causa (che ovviamente sono sottoposti a vincoli di riservatezza e a segreto professionale). Per ora quello che sappiamo della vicenda lo sappiamo solo dal comunicato rilasciato da Trenit (vedi) e dalle interviste rilasciate in questi giorni dai responsabili della startup.

L'unico documento "legalese" che ho avuto occasione di leggere sono i termini d'uso del sito Viaggiatreno nel quale ho notato alcuni passaggi - per così dire - interessanti. Metto in luce punto per punto le parti a mio avviso più problematiche, che sono proprio quelle relative alla gestione della proprietà intellettuale.

1) «ViaggiaTreno è un marchio registrato di proprietà di Trenitalia S.p.A.. È vietata la riproduzione del marchio salva autorizzazione scritta di Trenitalia S.p.A.. Il marchio ViaggiaTreno ed i nomi "Trenitalia" o "Trenitalia S.p.A.", parzialmente e/o per intero, congiuntamente e/o disgiuntamente, non possono essere utilizzati come indirizzo internet di altri siti, o quale parte di tali indirizzi.» 

Davvero è la prima volta che sento che il diritto di marchio può arrivare a tanto. In pratica, secondo questa impostazione, se io registro il nome a dominio simonealiprandi.it potrei vietare ad altri anche la registrazione di domini che contengano le stesse combinazioni di lettere. Se ad esempio esistesse un signor Simone Alipra automaticamente lui dovrebbe chiedere a me il permesso per poter registrare e utilizzare il dominio simonealipra.it. Lo stesso dicasi per la signora francese Simon Ealì; anche lei dovrebbe chiedere a me il permesso prima di registrare un dominio che rappresenti il suo nome e cognome. Bellissimo. Non ci avevo mai pensato.

2) «Le predette denominazioni non possono essere contenute all'interno dei codici html (o diversi linguaggi di compilazione) delle pagine di altri siti: è infatti vietato il loro utilizzo all'interno dei c.d. meta-tags da parte di soggetti terzi.» 

Anche qui mi sembra che il diritto di marchio sia esteso ben oltre le sue possibilità di tutela. Chi ha scritto questa parti di termini d'uso probabilmente non conosce l'istituto dell'uso del marchio altrui in funzione descrittiva. Pensate a un'officina di riparazione automobili che espone sui suoi depliant la dicitura "Forniamo ricambi solo per automobili Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Opel e Seat": secondo voi dovrà chiedere il permesso per utilizzare questi marchi, oppure l'utilizzo di questi marchi sarà consentito in quanto ha funzione solo descrittiva? [Sì, lo so; spiegato così sembra troppo semplificato; ma per approfondire potete leggere questa tesi di dottorato].

3) «I contenuti, la grafica e le immagini sono soggetti a Copyright. Ogni diritto sui contenuti (a titolo esemplificativo e non esaustivo: l'architettura del servizio, i testi, le immagini grafiche e fotografiche, ecc.) è riservato ai sensi della normativa vigente. I contenuti di ViaggiaTreno non possono, neppure in parte, essere copiati, riprodotti, trasferiti, caricati, pubblicati o distribuiti in qualsiasi modo senza il preventivo consenso scritto della società Trenitalia S.p.A.. È possibile scaricare i contenuti nel proprio computer e/o stampare estratti unicamente per utilizzo personale di carattere informativo.»

Ecco, la classica "pappardella" per dire che sul sito c'è un pieno copyright. La cosa interessante è che non si menzionano i DATI (che sono il pomo della discordia in questa vicenda) ma si parla più che altro di CONTENUTI. È vero che qualcuno potrebbe sostenere che "contenuti" in senso lato potrebbe intendere "tutto ciò che il sito contiene" comprendendo così anche i dati. Ma un giurista che conosce bene la materia suggerirebbe di precisare se anche i dati sono sottoposti a un diritto esclusivo e con quali limiti. Ricordiamo infatti che i dati sono coperti da un diritto diverso rispetto al "classico" copyright: sono coperti dal cosiddetto "diritto sui generis", un diritto che ha dinamiche ben diverse dal copyright che invece si applica ai contenuti.

4) «Qualsiasi forma di link al sito www.ViaggiaTreno.it deve essere preventivamente autorizzata e non deve recare danno all'immagine e alle attività di Trenitalia S.p.A.. È vietato il cd. deep linking ossia l'utilizzo, su siti di soggetti terzi, di parti del Servizio Internet o, comunque, il collegamento diretto alle pagine senza passare per la home page del Servizio Internet.»

Questa è la parte più assurda. Che il link a un sito debba essere pre-autorizzato dal titolare del sito stesso è una teoria che forse circolava in qualche aula di giurisprudenza negli anni 90 quando i giuristi avevano serie difficoltà a inquadrare quella nuova "entità" che era Internet. Ma per fortuna poi tale teoria è stata abbandonata presto. Pensate che cosa sarebbe internet oggi se quella teoria invece avesse preso piede... Probabilmente uno di quei giuristi, che all'epoca aveva 65 anni e adesso ne avrà 90, è finito nell'ufficio legale di Trenitalia e non molla il cadreghino.
Ad ogni modo, per sfregio al diritto (?!?) e come arrogante provocazione mi accingo a linkare al sito senza aver precedentemente chiesto autorizzazione.

Link alla home page: http://www.viaggiatreno.it
Deeplink alla pagina con questi assurdi termini d'uso: http://www.viaggiatreno.it/viaggiatrenonew/index.jsp

Ora resto qui in attesa di azioni legali nei miei confronti.

venerdì 31 maggio 2019

L'uso responsabile delle risorse del web: edizione 2019 del mio corso per TSM

Lunedì 3 giugno e martedì 4 giugno sarò alla TSM Trentino School of Management per replicare uno dei miei corsi più richiesti, quello intitolato "L'uso responsabile delle risorse del web", già tenuto lo scorso anno (vedi).
Condivido qui le slides di questa edizione, che contengono qualche aggiornamento rispetto alla versione precedente.


sabato 18 maggio 2019

Come ho scoperto che tra i miei follower ci sono delle teste di cazzo

Ho scoperto che tra i miei follower Facebook ci sono delle teste di cazzo. E vi spiego come ho fatto a scoprirlo.

Come sapete io ho sia un profilo privato (questo) sia una pagina pubblica (questa). La pagina pubblica tendenzialmente tratta temi "tecnici" legati alla mia professione di docente e divulgatore.
Ogni tanto, faccio passare SUL MIO PROFILO PRIVATO un post a tema politico, nel quale esprimo il mio disagio e preoccupazione per la sconfortante fase politica che il nostro paese sta vivendo. Ecco, in quei momenti vedo che automaticamente ho un calo dei follower SULLA PAGINA PUBBLICA. Cosa rarissima; i follower sulla pagina sono sempre in costante crescita, o al massimo rimangono statici. Significa che qualcuno che è sia mio "amico" sul profilo privato sia follower sulla pagina pubblica non gradisce e quindi "mi sanziona" rimuovendo il like dalla pagina pubblica.
Notate che si tratta sempre di post con toni moderati, con fonti verificate o dal colore satirico/parodistico. Nulla che possa risultare particolarmente disturbante (almeno rispetto alla media della merda che circola ultimamente sui social). Ma pare che a disturbare sia il semplice fatto che io esprima un'idea personale su temi politici.

Ecco, allora diciamolo subito e chiaramente: se seguite i miei canali social pensando che io non debba mai esprimere opinioni personali su quei temi e debba solo fare il "distributore" di informazioni sul copyright (se non a volte di vere e proprie consulenza gratuite via chat)... fatemi il piacere di levarvi dalle palle subito.

Credo che chi ha un minimo di visibilità sui social media abbia il dovere morale di sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi, visto il frangente storico delicato che stiamo vivendo. Se invece pensate che i social siano solo luogo di cazzeggio (vedi mio articolo a tema) e in cui certi temi scomodi non devono essere sollevati, andate pure da un'altra parte, ad esempio su qualche pagina di fashion blogger, di tifosi di calcio, di ridicoli influencer. Ma fatelo ora, davvero. Così ci leviamo il problema.

Buona continuazione. Grazie.

venerdì 17 maggio 2019

SIAE: Blandini contro Mogol. "La tua generosità rischia di essere un disvalore"

Grazie alla segnalazione di alcuni ex mandatari SIAE, sono entrato in possesso di questo comunicato che a mio avviso merita di essere conosciuto anche al di fuori della stretta cerchia dei suoi destinatari, vista la rilevanza pubblica che può avere.
Il comunicato è stato inviato nei giorni scorsi da UILPA Unione Italiana lavoratori Pubblica Amministrazione (sindacato a cui sono iscritti anche molti operatori della rete SIAE; vedi sito) a tutti i suoi iscritti e contiene una "singolare" lettera del Dott. Gaetano Blandini (Direttore Generale di SIAE, ci cui abbiamo più volte avuto modo di parlare su questo blog). Nella lettera Blandini lamenta il fatto che alcuni dipendenti SIAE o alcuni mandatari SIAE (ndr: vengono chiamati "mandatari" coloro che gestiscono sedi territoriali della SIAE e che spesso agiscono come "lavoratori autonomi" sulla base di un contratto di mandato), avendo avuto modo di incontrare di persona Giulio Rapetti Mogol (attuale Presidente di SIAE), gli avrebbero esternato alcune loro perplessità e preoccupazioni. Blandini mostra di sentirsi  per così dire  "scavalcato" e stigmatizza questo comportamento, invitando con tono autoritario e piccato a «rispettare la catena organizzativa per evitare derive anarcoidi che creano solo confusione e generano solo problemi». L'occasione di questa esternazione nasce appunto dal comportamento della mandataria di Castel di Sangro che avrebbe avvicinato Mogol «approfittando di una manifestazione» in cui era presente Mogol.
Blandini non risparmia nemmeno una frecciata a Mogol, al quale pare abbia fatto presente che – riporto pedissequamente – «la sua generosità a raccogliere istanze rischia di costituire un disvalore laddove è di assoluta evidenza che il presidente non ha e non può avere il quadro complessivo delle tematiche e delle problematiche.» (Sic!)

Di seguito riporto il testo integrale della lettera.

Leggo stupefatto una mail firmata dalla mandataria di Castel di Sangro per il tramite della Direzione della Rete Territoriale. E’ stupefacente e grave che approfittando di manifestazioni e di occasioni nelle quali è presente il Presidente della SIAE gli agenti si confrontino con il Presidente su questioni che sono fuori dal perimetro del Presidente medesimo.
Dico questo perché nel corso dell'ultimo consiglio di gestione (7 maggio u.s.) mi sono confrontato con il Presidente Mogol e gli ho rappresentato come la sua generosità a raccogliere istanze rischia di costituire un disvalore laddove è di assoluta evidenza che il presidente non ha e non può avere il quadro complessivo delle tematiche e delle problematiche su questo e altri temi. Come noto c'è un Tavolo Permanente di confronto tra la Società ed i rappresentanti delle sigle sindacali degli agenti mandatari. È quella l'unica sede istituzionale e tecnica dove si discutono tali temi che poi è nella mia responsabilità sottoporre con il motivato parere mio e degli uffici, all'approvazione del Consiglio di Gestione. La presente rappresenta una nota di censura nei confronti della mandataria di Castel di Sangro e dei mandatari che hanno incontrato il Presidente. In tal senso invito tutti gli agenti mandatari a rispettare la catena organizzativa per evitare derive anarcoidi che creano solo confusione e generano solo problemi. Confido nella collaborazione di tutti.
Ringrazio ed invio cordiali saluti. Gaetano Blandini


lunedì 13 maggio 2019

Il copyright nell'attività editoriale: seminario al Master in Editoria di UniVerona

Mercoledì 15 maggio, nel pomeriggio, sarò all'Università di Verona, ospite della professoressa Federica Formiga (referente per l'insegnamento di Storia del libro e dell'editoria e direttrice del Master in Editoria) per una lezione intitolata "Il copyright nell'attività editoriale" (replicando l'esperienza positiva dello scorso anno).
La lezione è rivolta principalmente agli studenti del master, ma sarà anche aperta al pubblico fino ad esaurimento posti. L'appuntamento è quindi per le ore 15:30 presso l'aula SPC, Silos di Ponente, in via Cantarane 24 a Verona. Di seguito la locandina.

[NOTA: Chi volesse organizzare un seminario simile, può contattarmi attraverso la sezione "contatti" del mio sito https://aliprandi.org/]

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[EDIT] Le slides del seminario


domenica 5 maggio 2019

Spettacoli scolastici: quando non si deve pagare la SIAE

La SIAE tendenzialmente chiede che anche per gli spettacoli organizzati dalle scuole vi sia il pagamento di una somma (benché minima) a titolo di diritti d'autore. In questo file pubblicato sul sito ufficiale SIAE e aggiornato al 2019 sono indicate le tariffe. Ne riporto di seguito uno screenshot.



Ad ogni modo, sullo stesso documento sono definiti tutti i requisiti che permettono a uno spettacolo scolastico di essere del tutto esente dalla corresponsione dei diritti d'autore. Ecco che cosa dice il documento.

Le utilizzazioni che soddisfano tutti i criteri di seguito riportati sono escluse dal presente trattamento
tariffario, in quanto in questi casi non è dovuto alcun compenso per diritto d’autore. A tal fine le
manifestazioni devono essere:

  • organizzate direttamente e sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica;
  • in tempi e luoghi definiti preventivamente dai competenti organi istituzionali;
  • con accesso gratuito al luogo dello spettacolo riservato agli studenti, ai loro familiari, al corpo insegnante e alle autorità;
  • con allestimento curato dagli allievi ed esibizioni effettuate dai soli allievi. Sono escluse le attività svolte da associazioni studentesche o ricreativo-culturali;
  • con totale assenza di lucro. Non si considerano come iniziative lucrative le sole sponsorizzazioni che si concretano in richiami pubblicitari;
  • con pubblicizzazione dell’evento che evidenzi che l’accesso è riservato esclusivamente ai soggetti suindicati.
All'apposita pagina del sito SIAE.IT sono riportate anche le tariffe relative alle Scuole di Alta Formazione Musicale. VEDI PAGINA

lunedì 22 aprile 2019

SIAE e Soundreef si accordano e le webradio si agitano. Ma che cosa comporta di preciso l'accordo?

Nella settimana prima di Pasqua è stata annunciata la sottoscrizione di un accordo tra SIAE e Soundreef (e LEA) che da un lato pone fine alle varie azioni legali tra i due enti, dall'altro avrà alcune ripercussioni anche sugli utilizzatori delle opere musicali gestite dai due enti.
I contenuti di questo accordo sono riassunti nel comunicato diffuso l'11 aprile:
  1. la definitiva intervenuta liberalizzazione del mercato sebbene nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017;
  2. SIAE riconosce la legittimità di LEA a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef ltd e i suoi iscritti diretti;
  3. SIAE riconosce che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di SIAE anche con LEA (anche per conto di Soundreef ltd) ove l’utilizzatore suonasse repertorio di quest’ultima e che quindi il pagamento della licenza SIAE non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica;
  4. la circostanza che ciascun ente di intermediazione dei diritti d’autore – sia esso costituito nella forma dell’organismo per la gestione indipendente dei diritti o dell’entità di gestione indipendente – amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti d’autore a esso affidato in gestione dal titolare dei diritti con esclusione, pertanto, dell’applicazione di qualsivoglia regola sulla comunione dei diritti sulla singola opera e a prescindere da qualsivoglia eventuale intesa tra editori e autori;
  5. il rilascio di licenze c.d. “blanket” è prassi del settore ed è necessario al suo corretto funzionamento anche nell’interesse degli autori.
La notizia di questo accordo ha scatenato un po' di agitazione nel mondo delle webradio in particolare per il punto n. 3: "Ma come?! Adesso dovremo pagare due licenze invece di una?! Ma quindi la caduta del monopolio SIAE in realtà è una fregatura?!".  La preoccupazione è comprensibile; ciò che non mi è chiaro è come mai tale preoccupazione sia emersa solo oggi. Infatti anche prima di questo accordo una webradio che avesse scelto di passare brani di artisti Soundreef avrebbe dovuto chiedere una licenza integrativa. Il disorientamento (a mio avviso "fuori tempo") che si è diffuso nei giorni scorsi ha portato Soundreef a pubblicare sul proprio sito un post di chiarimento, che vi invito a leggere.
È ovvio che si tratta di una fase di passaggio in cui il mercato e la normativa necessitano ancora di "andare a regime" e si dovranno attendere ulteriori sviluppi. Non a caso il comunicato si conclude precisando che SIAE, Soundreef e LEA si sono impegnati a concordare, entro i prossimi dieci giorni una serie di regole operative idonee a garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società e che entro il 30 giugno 2019, le Parti modificheranno i propri Statuti e/o Regolamenti e/o la propria modulistica allo scopo di recepire il contenuto dell’intervenuto accordo.

Ho approfondito questo argomento in un'intervista radiofonica al programma #Indieland condotto da Simone Mercurio in tandem con la giornalista RAI Monica Giandotti e anche in una diretta Facebook per la mia pagina. Riporto di seguito i due file.


Il podcast dell'intervista a #Indieland
(nb: l'intervista inizia al minuto 13:45)



La diretta Facebook di martedì 16 aprile




martedì 9 aprile 2019

Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori. Corso a Trieste

Domani sarò a Trieste per un corso di formazione organizzato dall'Istituto Comprensivo Dante Alighieri e rivolto a docenti, dirigenti scolastici e animatori digitali. Il corso, intitolato "Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori", si terrà dalle 14:30 alle 18:30 presso l'I.C. Divisione Julia in via XX Settembre 26.
Non è stata realizzata una locandina, ma condivido la copertina della mie slides e poi, appena disponibili, anche le slides stesse.



Le slides del corso


lunedì 8 aprile 2019

Rimarchiamo la differenza tra formazione e consulenza

Come sapete la mia attività professionale si estrinseca principalmente sotto le due forme della consulenza e della formazione (se ci fate caso, il mio sito web https://aliprandi.org è chiaramente strutturato secondo questa distinzione). Credo che sia la situazione in cui si trovano molti professionisti; d'altronde, chi ha delle competenze richieste dal mercato le può "far fruttare" in queste due forme.

Tuttavia vedo spesso da parte dei clienti una leggera confusione tra le due forme, a tal punto che le considerano tranquillamente intercambiabili. In realtà non sono affatto intercambiabili e si tratta di "interventi" molto diversi tra loro, benché offerti dallo stesso soggetto. Cerchiamo quindi di fare chiarezza una volta per tutte mettendo a fuoco le caratteristiche distintive dell'una e dell'altra.


FORMAZIONE 

  • c'è un docente che prepara un percorso formativo e lo espone a un gruppo di persone (discenti) che seguono il percorso ed eventualmente chiedono chiarimenti su alcuni passaggi;
  • ha una tariffa tendenzialmente più bassa e vengono conteggiate solo le ore di effettiva docenza e al massimo le ore per la preparazione dei materiali didattici;
  • non comporta responsabilità professionale a carico del formatore.


CONSULENZA

  • c'è un soggetto che ha una questione da approfondire e risolvere e, non avendo le necessarie competenze, la sottopone a professionista specializzato; il professionista raccoglie il quesito, fa i dovuti approfondimenti e fornisce una risposta;
  • ha una tariffa tendenzialmente più alta e vengono conteggiate anche le ore di lavoro necessarie per ricerche e approfondimenti;
  • comporta responsabilità professionale a carico del professionista.


La cosa più fastidiosa è che spesso questa "confusione" è – per così dire – maliziosa. Il cliente preferisce travestire da attività formativa quella che in realtà è una chiara esigenza di consulenza, per il semplice motivo che la formazione gli costa di meno. Infatti, come indicato qui sopra, la tariffa applicata è tendenzialmente minore; e spesso aziende ed enti pubblici hanno finanziamenti esterni per la formazione che possono spendere più agevolmente, mentre per la richiesta di consulenza dovrebbero pescare da altri budget e dovrebbero mettere in moto una più complessa macchina per incaricare il professionista.



Ho parlato di questi stessi argomenti in questa diretta Facebook.



venerdì 29 marzo 2019

La triste pagina di Brexit nella Costituzione non scritta del Regno Unito

Osservando (basito) ciò che sta accadendo in Regno Unito, quella cosa che siamo soliti chiamare #Brexit, mi torna alla memoria il primo anno di università quando stavo preparando l'esame di Storia Costituzionale. È stato un esame che mi ha formato molto e che ricordo sempre con piacere. Nel programma vi era una parte sull'evoluzione delle democrazie parlamentari con un focus monografico sul sistema britannico, che si studiava su un ottimo libro del Prof. Giuseppe Floridia (La costituzione dei moderni. Dal Medioevo inglese al 1791, Giappichelli, 1991).
Mi appassionai molto a quel pezzo di storia e rimasi affascinato da come in Regno Unito erano stati raggiunti traguardi istituzionali che nel resto d'Europa sarebbero arrivati solo alcuni secoli dopo e da come un sistema costituzionale privo di una costituzione scritta era passato indenne da secoli di guerre di ogni tipo (navali, civili, di religione), di lotte di classe, di sanguinosi avvicendamenti tra dinastie, di due guerre mondiali. In questi giorni, invece, constato con rammarico l'inadeguatezza del sistema politico e istituzionale britannico di fronte a quella che potrebbe essere una catastrofe politico-economica senza precedenti. Tutto unicamente per stupido orgoglio e per patetici giochi di poltrona.
Stamattina ne parlavo con un collega di origini inglesi e mi chiedevo se, di fronte alla sostanziale paralisi di governo e parlamento, forse non sia il caso che la Regina prenda in mano la situazione; un po' come farebbe il Presidente della Repubblica se qualcosa del genere succedesse da noi. Ma pare che non sia prassi. Tuttavia bisogna capire se, in assenza di una Costituzione scritta che vieta espressamente un intervento un po' più incisivo da parte della Regina/Capo dello Stato, non si possa inaugurare una nuova prassi istituzionale, "scrivendo" una nuova pagina non scritta nella Costituzione non scritta.

sabato 9 marzo 2019

Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola: corso di formazione a Roma

Sabato 30 marzo dalle ore 9:30 alle 16:30 sarò a Roma (presso l’ITIS “Galileo Galilei” in Via Conte Verde 51) per tenere un corso di formazione intitolato "Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado. Il corso è proposto da Fidenia, in collaborazione con Etic Srl (ente accreditato per la formazione MIUR, ai sensi della direttiva 170/2016).
La quota di iscrizione è di € 90,00 (pagabili anche con Carta del Docente).
Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili sull'apposita pagina del sito Shop.fidenia.com.

Obiettivi del corso
Con questo corso imparerai come creare e usare contenuti all’interno delle tue attività scolastiche quotidiane. Come ottenere la licenza d’uso per i materiali di terzi? Come tutelarsi nel caso di contenuti creati da te?

Al termine del corso saprai:

  • Conoscere i vari tipi di diritto d’autore
  • Riconoscere quali opere sono di pubblico dominio
  • Utilizzare le risorse educative aperte
  • Creare materiali didattici digitali in Licenza Creative Commons

Programma degli argomenti

  1. Scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
  2. Introduzione: il diritto d’autore, che cos’è e che cosa tutela
  3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
  4. Focus: i diritti sulle fotografie nella legge italiana
  5. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
  6. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l’attività didattica
  7. Le cosiddette “Open Educational Resources”
  8. Introduzione alle Licenze Creative Commons
  9. Applicare licenze Creative Commons ai propri materiali
  10. Trovare e utilizzare opere sotto licenza Creative Commons
  11. Casi d’uso di licenze Creative Commons in ambito didattico e accademico.
La locandina del corso


venerdì 8 marzo 2019

Disseminare i prodotti della ricerca: seminario all'Università di Trieste

Giovedì 14 marzo sarò tra i docenti del seminario di studio "Disseminare i prodotti della ricerca. I vincoli e i diritti degli autori scientifici" che si terrà per tutta la giornata presso l'Università degli Studi di Trieste (Aula Bachelet, primo piano - ala sinistra Edificio centrale, Piazzale Europa 1). L'evento è organizzato dal Comitato APRE (Agenzia Promozione Ricerca Europea) Friuli Venezia Giulia.

Condivido il programma dettagliato e la locandina dell'evento. Vedi programma sul sito OpenStarTS.

ore 9.00 – Registrazione

ore 9.15 – Introduzione.
L’Università degli Studi di Trieste e l’Accesso Aperto (Prof. Fabio Benedetti, Coordinatore della Commissione di Ateneo per l’Accesso Aperto alla letteratura scientifica)

ore 9.30 – Prima parte
I vincoli della disseminazione in Accesso Aperto in Horizon 2020 (Dott. Matteo Di Rosa, EU Horizon 2020 National Contact Point Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials e Food Security, Sustainable Agriculture, Marine and Maritime Research and the Bioeconomy)

• Il ruolo della comunicazione scientifica: teoria e modelli
• Open Science: definizione e modelli
• I vantaggi dell’Open Science
• Comunicare la scienza in H2020: differenze tra Dissemination e Communication

ore 11.30 – Pausa

• Open Access: le due vie
• Open Data
• Public Engagement e Citizen Science
• Open Science e prospettive europee

ore 14.00 – Chiusura lavori

ore 15.00 – Seconda parte
Il diritto d’autore in ambito accademico: pubblicare senza perdere diritti (Prof. Simone Aliprandi, Avvocato e Dottore di ricerca in Società dell’informazione)

• I diritti che entrano in gioco nell’attività accademica
• Il concetto di pubblico dominio e le libere utilizzazioni nelle pubblicazioni scientifiche
• Le licenze Creative Commons e l’approccio Open Access alla letteratura scientifica
• Liberatorie, termini d’uso e contratti di cessione: principali errori da evitare

ore 18.30 – Chiusura lavori




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Lo streaming del seminario

giovedì 7 marzo 2019

Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: corso di formazione a Cagliari

Mercoledì 27 marzo dalle ore 15 alle 19 sarò a Cagliari per un corso di formazione intitolato "Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: copyright, pubblico dominio e licenze Creative Commons" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado.
L'iniziativa è di Mondadori Education e Rizzoli Education, in collaborazione con Agenzia Libraria Lybis e Agenzia UPZ.

Quota di iscrizione: € 49,00 (pagabili anche con Carta del Docente)
Sede: Cagliari, via Orlando 8
Iscrizioni attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (Soggetto erogatore: Mondadori Education – Iniziativa formativa: ID 27779 – Edizione: ID 40245)


Argomenti trattati

1. Introduzione e scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
2. Il diritto d'autore, che cos'è e che cosa tutela
3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
4. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
5. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l'attività didattica
6. Le licenze Creative Commons e le cosiddette open educational resources
7. Trovare e utilizzare opere sotto licenza CC

Contesto

L'azione 23 del Piano Nazionale Scuola Digitale pone, quale componente fondamentale di un approccio innovativo alla didattica, la promozione delle risorse educative aperte e dell'autoproduzione di contenuti didattici digitali. Infatti, con la diffusione delle tecnologie digitali, il docente è chiamato a uscire da un'ottica passiva di utilizzo di contenuti didattici preconfezionati e a rendersi sempre più produttore attivo di contenuti didattici, possibilmente in modalità aperta e condivisa.
Ciò pone non solo problematiche di carattere tecnico-informatico, ma anche problematiche di carattere giuridico, dato che aumentano sia la possibilità di violazione di diritti d'autore altrui sia l'esigenza di tutela e gestione dei diritti sui contenuti creati ex novo dal docente.
In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente.

Obiettivi formativi

In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente nell'attività didattica. Il percorso risulterà utile sia a coloro che volessero semplicemente riutilizzare materiale creativo realizzato da altri, sia a coloro che invece volessero creare materiali didattici originali e volessero quindi sapere come tutelare i frutti della propria creatività.
Il docente del corso, attivo anche come consulente nel settore della produzione di contenuti creativi, porterà anche molti esempi pratici derivanti dalla sua attività professionale grazie ai quali sarà possibile entrare in maniera concreta e non puramente teorica negli argomenti presentati.

sabato 2 marzo 2019

Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita

Domenica 10 Marzo, ore 17, all'interno della mostra Sciami di Leonardo Blanco presso il Musas di Santarcangelo di Romagna, Massimo Roccaforte (editore) e Simone Aliprandi (avvocato, dottore di ricerca) dialogheranno sul tema: Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita. Ingresso libero.

Sarà possibile seguire il dibattito in diretta streaming e interagire facendo commenti e domande attraverso la pagina Facebook di Simone Aliprandi; segnate la vostra presenza sull'apposito evento Facebook.

Incontro organizzato in collaborazione con l'associazione culturale Interno4.



Presentazione

Uno degli sciami in cui siamo costantemente immersi, più o meno consapevolmente, è quello dei dati diffusi attraverso le tecnologie digitali e la rete internet. Fotografie, video, post testuali, recensioni, commenti, ma anche dati ben più delicati relativi ai nostri spostamenti, alle nostre condizioni di salute, alle nostre preferenze sessuali o politiche, vengono continuamente messi in circolazione dai singoli utenti e nello stesso tempo vengono raccolti, monitorati e riutilizzati dai grandi player della cosiddetta new economy. Si usa chiamarli "big data", cioè grandi agglomerati di dati e informazioni che generano business e vengono monetizzati da soggetti commerciali che rappresentano la nuova faccia del capitalismo. Con Simone Aliprandi discuteremo dell'argomento e ci chiederemo quali siano i diritti degli utenti e quali le strategie per muoversi in questo mondo con maggior consapevolezza.

L'ospite

Simone Aliprandi è Dottore di ricerca in Società dell'informazione ed è un avvocato dedito ad attività di consulenza, formazione e ricerca nell'ambito del diritto d'autore e più in generale del diritto delle nuove tecnologie. Partecipa costantemente a convegni e conferenze divulgative e svolge attività di docenza presso vari enti di formazione sia pubblici che privati. Ha pubblicato diversi libri, articoli e contenuti multimediali sugli argomenti di sua competenza, rilasciando tutte le opere con licenze open. È fondatore e tutt'ora coordinatore dei progetti Copyleft-Italia e JurisWiki e collabora con il team di legali specializzati Array.


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Il video integrale dell'incontro



domenica 24 febbraio 2019

Disponibile stanza nel mio studio di Lodi

Come già spiegato in un precedente post, nei mesi scorsi mi sono attivato per ristrutturare l'ufficio di Lodi in cui da anni svolgiamo l'attività professionale sia io sia mio padre. La ristrutturazione è stata mirata ad un utilizzo degli spazi più razionale e ottimizzato, di conseguenza ora una delle due stanze prima utilizzate da noi risulta invece disponibile per un altro professionista (possibilmente un altro avvocato, o eventualmente un commercialista) che avesse bisogno di una base in centro a Lodi.

Descrizione degli spazi

L'ufficio è in via Legnano, in pieno centro storico a Lodi, a 50 metri dall'area pedonale di Corso Roma; ha finiture di pregio: pavimento in parquet e in marmo bianco appena lucidati, finestre efficienti a livello acustico e termico, porte nuove con serrature a cilindro Yale, riscaldamento autonomo e con caldaia di ultima generazione, illuminazione a LED di ultima generazione. La stanza ha una metratura di circa 15 mq ed è completamente arredata con mobili di pregio: scrivania signorile con cassettiera in noce massello, tavolino separato in noce massello, libreria in  noce massello con vetrinetta, poltrona presidenziale in vera pelle, due poltroncine design anni 60 originali in pelle nera, divanetto in vera pelle. L'utilizzo della stanza comprende anche l'accesso alle zone comuni che, oltre al corridoio di ingresso, comprendono la stanza-archivio con fotocopiatrice e il bagno.
Dalle immagini e dal video qui sotto potete verificare coi vostri occhi quanto descritto.

Descrizione dei servizi offerti

Oltre all'utilizzo degli spazi privati e condivisi sopra descritti, la sottoscrizione del contratto comprende anche il riscaldamento, l'energia elettrica, la linea telefonica (con connessione internet su fibra via wifi), l'uso della stanza-archivio, l'uso di armadietto personale (con chiave) nel locale bagno, le pulizie periodiche.

Canone

Il canone mensile richiesto per l'utilizzo degli spazi e dei servizi secondo quanto descritto è di € 295 (duecento novanta cinque) con emissione di fattura, in quanto contratto di prestazione di servizi rientrante nella mia attività professionale (la somma è già comprensiva anche del 4% per quota previdenziale). La fattura verrà emessa mensilmente e il contratto avrà durata di 24 mesi con preavviso di recesso di 3 mesi.


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