martedì 10 settembre 2019

Un mio corso su diritto d'autore e Creative Commons alla Biblioteca Teßmann di Bolzano

Lunedì 23 settembre sarò a Bolzano per un corso su Diritto d'autore e Creative Commons in ambito bibliotecario organizzato dalla Biblioteca Provinciale Teßmann.
Il corso si estenderà per tutta la giornata dalle ore 9 alle ore 17, con pausa pranzo di un'ora e si terrà presso il Centro parrocchiale (Via Parrocchia, 24).
Il corso è aperto a tutti gli interessati ma ha un limite massimo di iscrizioni dovuto alla capienza dell'aula; è quindi assolutamente necessario iscriversi per tempo scrivendo via email all'organizzatrice Monica Kostner (monica.kostner@tessmann.it).



lunedì 2 settembre 2019

Il master Progettazione, Organizzazione e Comunicazione delle Attività Musicali: nuova avventura come docente al Conservatorio di Torino

Per l'imminente anno accademico sono stato coinvolto come docente in un nuovo interessante Master Universitario (di secondo livello, 60 CFU) presso il Conservatorio di Torino intitolato "Progettazione, organizzazione e comunicazione delle attività musicali".
Come si legge sulla pagina ufficiale,
il master intende fornire strumenti teorico pratici adeguati alla progettazione e alla gestione di attività di spettacolo musicale, alla pianificazione di indirizzi professionali attinenti alle competenze musicali acquisite nel percorso AFAM.
Il piano didattico proposto permetterà ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze tecniche indispensabili per porsi in modo professionale rispetto ai contesti in cui si troveranno ad operare come musicisti e/o professionisti legati alla progettazione e organizzazione dello spettacolo.
Obiettivo del Master è creare le competenze per gestire le complesse difficoltà legate al lavoro artistico, per questo il progetto didattico prevede la collaborazione di con Istituzioni musicali e la partecipazione di docenti di riconosciuto prestigio nel settore.
Saranno approfonditi aspetti legati ad aree specifiche, come progettazione e organizzazione, comunicazione, legislazione dello spettacolo e ricerca fondi, sponsor e partnership, audience development e audience engagement, aspetti fiscali e amministrativi nello spettacolo, impiegando un approccio basato sugli aspetti pratici e sulle esperienze dirette.
Il percorso di studi prevede un totale di 360 ore di lezione/attività, 690 ore tra stage, seminari e prova finale e 450 ore di studio individuale.
In collaborazione con altri due docenti (Lorenzo Ferrero e Andrea Maggiora), mi occuperò della parte dedicata al contesto normativo che comprende:
- diritto e legislazione dello spettacolo;
- diritto d’autore e proprietà intellettuale: quadri normativi, procedure SIAE;
- nuove opportunità: copyleft, Creative Commons, nuove forme di gestione del diritto d'autore.
È possibile fare domanda di ammissione fino al 20 ottobre; e le ammissioni verranno comunicate entro il mese successivo.
A questo link trovate tutte le informazioni sul master (compresi i moduli per fare domanda) e di seguito riporto la locandina diffusa dal Conservatorio di Torino (che pubblicizza anche altri due interessanti master, tra cui uno in bibliografia e biblioteconomia musicale).


giovedì 22 agosto 2019

Ti ho visto a Superquark!

Periodicamente (tendenzialmente in periodo estivo, quando la tv propina più spesso programmi in replica) qualcuno mi scrive o mi telefona per dirmi di avermi visto a Superquark o in qualche altro programma Rai a tema tecnologia/innovazione.
Scrivo questo post a perenne memoria e per poterlo linkare in occasione di futuri altri messaggi di amici e conoscenti che mi chiedono se sono davvero io.
Ebbene sì, sono io quello che compare nello schermo di un pc portatile durante una video chiamata.
Qui sotto riporto il video (minuto 7:10 circa) e tre screenshot.

Per i più curiosi racconto anche la storia di quel video.
Come potrete facilmente notare (anche dalla capigliatura che sfoggio nel video) si tratta di riprese molto datate, risalenti al 2011, che la RAI periodicamente ripropone e a volte ricicla in altri contesti.
In quel periodo stavo facendo il dottorato all'Università di Milano-Bicocca. Un giorno da uno dei docenti del mio dottorato arrivò la notizia che l'indomani sarebbe arrivata in dipartimento una troupe della RAI per realizzare un servizio sul rapporto tra nuove tecnologie e didattica. Il docente ci chiese di essere presenti per poter mostrare alla troupe di essere un gruppo cospicuo e laborioso.
A qualcuno della troupe venne l'idea di simulare una videoconferenza per poter rappresentare la situazione di un gruppo che lavora anche a distanza, utilizzando le nuove tecnologie (nota: nel 2011 lavorare e interagire con un collega attraverso Skype o GoogleTalk era percepita ancora come una novità).
Io mi proposi come quello che doveva andare in un'altra stanza e collegarmi in videochiamata con gli altri miei colleghi. Presi il mio portatile, andai in una stanza vuota disponibile lì adiacente e chiamai su Skype uno dei colleghi. Nel frattempo la troupe RAI registrava immagini nella stanza in cui erano rimasti i miei colleghi.

Ecco qui: svelato l'arcano. Seguono il video e gli screenshot.








martedì 20 agosto 2019

Problemi con Github se lavori da Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria. Meglio sposarsi su altri repository?

Alcune realtà internazionali dello sviluppo di software stanno spostando il loro codice da Github ad altri repository a causa delle recenti leggi "protezionistiche" del Governo USA, che rendono giuridicamente complicato accedere al servizio da paesi considerati ostili come Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.
Per rispettare le leggi statunitensi sul controllo commerciale, GitHub ha recentemente apportato alcune modifiche necessarie al modo in cui effettuiamo i nostri servizi. Con l'evolversi delle leggi sul controllo commerciale degli Stati Uniti, continueremo a collaborare con le autorità di regolamentazione statunitensi per quanto riguarda la misura in cui possiamo offrire servizi di collaborazione in codice libero agli sviluppatori in mercati sanzionati. Riteniamo che l'offerta di tali servizi gratuiti sostenga la politica estera americana di incoraggiare il libero flusso di informazioni e la libertà di parola in tali mercati.
si legge sull'apposita pagina https://help.github.com/en/articles/github-and-trade-controls.

Per approfondire leggi anche: "GitHub ferma chi sviluppa in Iran, Siria e Crimea" su Punto-Informatico.it (da cui è anche tratto lo screenshot qui a fianco).

Di seguito riporto una traduzione italiana delle FAQ rilasciate da Github sul tema.

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Su quali paesi e territori vengono applicate le sanzioni del governo americano?
Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.

I viaggi in queste regioni saranno interessati?
I viaggi in queste regioni possono influire sullo stato del tuo account, ma la disponibilità può essere ripristinata una volta che sei fuori dal paese o dal territorio sanzionato dopo aver inviato una richiesta di ricorso .

Cosa è disponibile e non disponibile?
La disponibilità nei paesi e territori sanzionati dagli Stati Uniti sarà limitata, tuttavia alcuni servizi GitHub potrebbero essere disponibili per account GitHub.com individuali e gratuiti. Ciò include un accesso limitato ai servizi di repository pubblici GitHub (come l'accesso alle pagine GitHub e ai repository pubblici utilizzati per progetti open source), solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. La restrizione include anche l'accesso sospeso ai servizi di repository privati ​​e ai servizi a pagamento (come la disponibilità di account organizzativi privati ​​e servizi del marketplace GitHub).

I repository privati ​​degli utenti con restrizioni commerciali possono essere resi pubblici?
Gli amministratori dei repository possono rendere pubblici i repository privati ​​con restrizioni, solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. I proprietari possono farlo accedendo alla scheda delle impostazioni del repository e facendo clic sul pulsante "Rendi pubblico". Una volta che il repository è pubblico, gli utenti hanno accesso ai servizi di repository pubblici. Questa azione non può essere annullata.

Gli utenti con restrizioni commerciali possono accedere ai dati del repository privato (ad es. Download o cancellazione dei dati del repository)?
Sfortunatamente, la nostra interpretazione della legge non ci dà la possibilità di consentire il download o la cancellazione di contenuti di repository privati, se non diversamente autorizzato dal governo degli Stati Uniti. Sosterremo con forza, con il legislatore statunitense, il diritto degli utenti con restrizioni commerciali a proteggere i contenuti dei loro archivi privati. Sosterremo inoltre una maggiore disponibilità dei servizi GitHub per gli sviluppatori nei mercati sanzionati e sottolineeremo ulteriormente l'importanza della collaborazione in codice nel supporto delle comunicazioni personali per gli sviluppatori a livello globale.

Come si definiscono questo particolare tipo di utenti?
Se GitHub determina che un utente o un client si trova in una regione soggetta alle restrizioni del controllo commerciale degli Stati Uniti o che un utente è altrimenti soggetto a sanzioni economiche statunitensi, l'account affiliato viene limitato per conformarsi a tali requisiti legali. La determinazione della posizione dell'utente e del cliente per attuare queste restrizioni legali deriva da una serie di fattori, tra cui indirizzi IP e cronologia dei pagamenti. Nazionalità ed etnia non vengono utilizzate per contrassegnare gli utenti per restrizioni sanzionatorie.

In che modo GitHub garantisce che le persone che non vivono e/o hanno legami professionali con i paesi e i territori sanzionati abbiano ancora accesso o capacità di presentare ricorso?
Nel raro caso in cui un account sia interessato involontariamente o per errore, abbiamo una procedura di ricorso per affrontare tali casi.
Se un utente ritiene di essere stato segnalato per errore, quell'utente ha l'opportunità di fare appello al flag fornendo informazioni di verifica a GitHub. Se GitHub riceve informazioni sufficienti per verificare che l'utente non sia residente in un territorio sanzionato o altrimenti limitato da sanzioni economiche statunitensi, la bandiera verrà rimossa.

lunedì 29 luglio 2019

Trenitalia fa causa a chi usa i suoi dati... e forse anche a chi fa un link al suo sito

Grazie all'articolo di Riccardo Saporiti per Wired Italia vengo a conoscenza della bizzarra diatriba legale che vede protagonisti da un lato Trenitalia dall'altro Trenit (startup con base a Londra ma creata dall'italiano Daniele Baroncelli). La prima ha fatto causa alla seconda per aver utilizzato all'interno della sua app i dati relativi al traffico ferroviario esposti sul sito Viaggiatreno.it senza però aver chiesto autorizzazione, bensì considerandoli #opendata liberamente riutilizzabili da chiunque.
Saporiti si ferma più sull'aspetto etico chiedendosi che senso abbia che dati raccolti e gestiti da un'azienda pubblica e relativi a un servizio pubblico che viaggia su una rete di proprietà anch'essa pubblica, possano essere trattati come proprietari.

Io invece mi sono sempre occupato dell'aspetto giuridico del fenomeno Open Data e questa notizia ha generato in me un prurito intellettuale non da poco. Purtroppo però per poter offrire un'argomentazione più solida avrei bisogno di qualche elemento in più ma non sono sicuro che le due parti interessate abbiano voglia di condividere gli atti di causa (che ovviamente sono sottoposti a vincoli di riservatezza e a segreto professionale). Per ora quello che sappiamo della vicenda lo sappiamo solo dal comunicato rilasciato da Trenit (vedi) e dalle interviste rilasciate in questi giorni dai responsabili della startup.

L'unico documento "legalese" che ho avuto occasione di leggere sono i termini d'uso del sito Viaggiatreno nel quale ho notato alcuni passaggi - per così dire - interessanti. Metto in luce punto per punto le parti a mio avviso più problematiche, che sono proprio quelle relative alla gestione della proprietà intellettuale.

1) «ViaggiaTreno è un marchio registrato di proprietà di Trenitalia S.p.A.. È vietata la riproduzione del marchio salva autorizzazione scritta di Trenitalia S.p.A.. Il marchio ViaggiaTreno ed i nomi "Trenitalia" o "Trenitalia S.p.A.", parzialmente e/o per intero, congiuntamente e/o disgiuntamente, non possono essere utilizzati come indirizzo internet di altri siti, o quale parte di tali indirizzi.» 

Davvero è la prima volta che sento che il diritto di marchio può arrivare a tanto. In pratica, secondo questa impostazione, se io registro il nome a dominio simonealiprandi.it potrei vietare ad altri anche la registrazione di domini che contengano le stesse combinazioni di lettere. Se ad esempio esistesse un signor Simone Alipra automaticamente lui dovrebbe chiedere a me il permesso per poter registrare e utilizzare il dominio simonealipra.it. Lo stesso dicasi per la signora francese Simon Ealì; anche lei dovrebbe chiedere a me il permesso prima di registrare un dominio che rappresenti il suo nome e cognome. Bellissimo. Non ci avevo mai pensato.

2) «Le predette denominazioni non possono essere contenute all'interno dei codici html (o diversi linguaggi di compilazione) delle pagine di altri siti: è infatti vietato il loro utilizzo all'interno dei c.d. meta-tags da parte di soggetti terzi.» 

Anche qui mi sembra che il diritto di marchio sia esteso ben oltre le sue possibilità di tutela. Chi ha scritto questa parti di termini d'uso probabilmente non conosce l'istituto dell'uso del marchio altrui in funzione descrittiva. Pensate a un'officina di riparazione automobili che espone sui suoi depliant la dicitura "Forniamo ricambi solo per automobili Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Opel e Seat": secondo voi dovrà chiedere il permesso per utilizzare questi marchi, oppure l'utilizzo di questi marchi sarà consentito in quanto ha funzione solo descrittiva? [Sì, lo so; spiegato così sembra troppo semplificato; ma per approfondire potete leggere questa tesi di dottorato].

3) «I contenuti, la grafica e le immagini sono soggetti a Copyright. Ogni diritto sui contenuti (a titolo esemplificativo e non esaustivo: l'architettura del servizio, i testi, le immagini grafiche e fotografiche, ecc.) è riservato ai sensi della normativa vigente. I contenuti di ViaggiaTreno non possono, neppure in parte, essere copiati, riprodotti, trasferiti, caricati, pubblicati o distribuiti in qualsiasi modo senza il preventivo consenso scritto della società Trenitalia S.p.A.. È possibile scaricare i contenuti nel proprio computer e/o stampare estratti unicamente per utilizzo personale di carattere informativo.»

Ecco, la classica "pappardella" per dire che sul sito c'è un pieno copyright. La cosa interessante è che non si menzionano i DATI (che sono il pomo della discordia in questa vicenda) ma si parla più che altro di CONTENUTI. È vero che qualcuno potrebbe sostenere che "contenuti" in senso lato potrebbe intendere "tutto ciò che il sito contiene" comprendendo così anche i dati. Ma un giurista che conosce bene la materia suggerirebbe di precisare se anche i dati sono sottoposti a un diritto esclusivo e con quali limiti. Ricordiamo infatti che i dati sono coperti da un diritto diverso rispetto al "classico" copyright: sono coperti dal cosiddetto "diritto sui generis", un diritto che ha dinamiche ben diverse dal copyright che invece si applica ai contenuti.

4) «Qualsiasi forma di link al sito www.ViaggiaTreno.it deve essere preventivamente autorizzata e non deve recare danno all'immagine e alle attività di Trenitalia S.p.A.. È vietato il cd. deep linking ossia l'utilizzo, su siti di soggetti terzi, di parti del Servizio Internet o, comunque, il collegamento diretto alle pagine senza passare per la home page del Servizio Internet.»

Questa è la parte più assurda. Che il link a un sito debba essere pre-autorizzato dal titolare del sito stesso è una teoria che forse circolava in qualche aula di giurisprudenza negli anni 90 quando i giuristi avevano serie difficoltà a inquadrare quella nuova "entità" che era Internet. Ma per fortuna poi tale teoria è stata abbandonata presto. Pensate che cosa sarebbe internet oggi se quella teoria invece avesse preso piede... Probabilmente uno di quei giuristi, che all'epoca aveva 65 anni e adesso ne avrà 90, è finito nell'ufficio legale di Trenitalia e non molla il cadreghino.
Ad ogni modo, per sfregio al diritto (?!?) e come arrogante provocazione mi accingo a linkare al sito senza aver precedentemente chiesto autorizzazione.

Link alla home page: http://www.viaggiatreno.it
Deeplink alla pagina con questi assurdi termini d'uso: http://www.viaggiatreno.it/viaggiatrenonew/index.jsp

Ora resto qui in attesa di azioni legali nei miei confronti.

venerdì 31 maggio 2019

L'uso responsabile delle risorse del web: edizione 2019 del mio corso per TSM

Lunedì 3 giugno e martedì 4 giugno sarò alla TSM Trentino School of Management per replicare uno dei miei corsi più richiesti, quello intitolato "L'uso responsabile delle risorse del web", già tenuto lo scorso anno (vedi).
Condivido qui le slides di questa edizione, che contengono qualche aggiornamento rispetto alla versione precedente.


sabato 18 maggio 2019

Come ho scoperto che tra i miei follower ci sono delle teste di cazzo

Ho scoperto che tra i miei follower Facebook ci sono delle teste di cazzo. E vi spiego come ho fatto a scoprirlo.

Come sapete io ho sia un profilo privato (questo) sia una pagina pubblica (questa). La pagina pubblica tendenzialmente tratta temi "tecnici" legati alla mia professione di docente e divulgatore.
Ogni tanto, faccio passare SUL MIO PROFILO PRIVATO un post a tema politico, nel quale esprimo il mio disagio e preoccupazione per la sconfortante fase politica che il nostro paese sta vivendo. Ecco, in quei momenti vedo che automaticamente ho un calo dei follower SULLA PAGINA PUBBLICA. Cosa rarissima; i follower sulla pagina sono sempre in costante crescita, o al massimo rimangono statici. Significa che qualcuno che è sia mio "amico" sul profilo privato sia follower sulla pagina pubblica non gradisce e quindi "mi sanziona" rimuovendo il like dalla pagina pubblica.
Notate che si tratta sempre di post con toni moderati, con fonti verificate o dal colore satirico/parodistico. Nulla che possa risultare particolarmente disturbante (almeno rispetto alla media della merda che circola ultimamente sui social). Ma pare che a disturbare sia il semplice fatto che io esprima un'idea personale su temi politici.

Ecco, allora diciamolo subito e chiaramente: se seguite i miei canali social pensando che io non debba mai esprimere opinioni personali su quei temi e debba solo fare il "distributore" di informazioni sul copyright (se non a volte di vere e proprie consulenza gratuite via chat)... fatemi il piacere di levarvi dalle palle subito.

Credo che chi ha un minimo di visibilità sui social media abbia il dovere morale di sensibilizzare l'opinione pubblica su questi temi, visto il frangente storico delicato che stiamo vivendo. Se invece pensate che i social siano solo luogo di cazzeggio (vedi mio articolo a tema) e in cui certi temi scomodi non devono essere sollevati, andate pure da un'altra parte, ad esempio su qualche pagina di fashion blogger, di tifosi di calcio, di ridicoli influencer. Ma fatelo ora, davvero. Così ci leviamo il problema.

Buona continuazione. Grazie.

venerdì 17 maggio 2019

SIAE: Blandini contro Mogol. "La tua generosità rischia di essere un disvalore"

Grazie alla segnalazione di alcuni ex mandatari SIAE, sono entrato in possesso di questo comunicato che a mio avviso merita di essere conosciuto anche al di fuori della stretta cerchia dei suoi destinatari, vista la rilevanza pubblica che può avere.
Il comunicato è stato inviato nei giorni scorsi da UILPA Unione Italiana lavoratori Pubblica Amministrazione (sindacato a cui sono iscritti anche molti operatori della rete SIAE; vedi sito) a tutti i suoi iscritti e contiene una "singolare" lettera del Dott. Gaetano Blandini (Direttore Generale di SIAE, ci cui abbiamo più volte avuto modo di parlare su questo blog). Nella lettera Blandini lamenta il fatto che alcuni dipendenti SIAE o alcuni mandatari SIAE (ndr: vengono chiamati "mandatari" coloro che gestiscono sedi territoriali della SIAE e che spesso agiscono come "lavoratori autonomi" sulla base di un contratto di mandato), avendo avuto modo di incontrare di persona Giulio Rapetti Mogol (attuale Presidente di SIAE), gli avrebbero esternato alcune loro perplessità e preoccupazioni. Blandini mostra di sentirsi  per così dire  "scavalcato" e stigmatizza questo comportamento, invitando con tono autoritario e piccato a «rispettare la catena organizzativa per evitare derive anarcoidi che creano solo confusione e generano solo problemi». L'occasione di questa esternazione nasce appunto dal comportamento della mandataria di Castel di Sangro che avrebbe avvicinato Mogol «approfittando di una manifestazione» in cui era presente Mogol.
Blandini non risparmia nemmeno una frecciata a Mogol, al quale pare abbia fatto presente che – riporto pedissequamente – «la sua generosità a raccogliere istanze rischia di costituire un disvalore laddove è di assoluta evidenza che il presidente non ha e non può avere il quadro complessivo delle tematiche e delle problematiche.» (Sic!)

Di seguito riporto il testo integrale della lettera.

Leggo stupefatto una mail firmata dalla mandataria di Castel di Sangro per il tramite della Direzione della Rete Territoriale. E’ stupefacente e grave che approfittando di manifestazioni e di occasioni nelle quali è presente il Presidente della SIAE gli agenti si confrontino con il Presidente su questioni che sono fuori dal perimetro del Presidente medesimo.
Dico questo perché nel corso dell'ultimo consiglio di gestione (7 maggio u.s.) mi sono confrontato con il Presidente Mogol e gli ho rappresentato come la sua generosità a raccogliere istanze rischia di costituire un disvalore laddove è di assoluta evidenza che il presidente non ha e non può avere il quadro complessivo delle tematiche e delle problematiche su questo e altri temi. Come noto c'è un Tavolo Permanente di confronto tra la Società ed i rappresentanti delle sigle sindacali degli agenti mandatari. È quella l'unica sede istituzionale e tecnica dove si discutono tali temi che poi è nella mia responsabilità sottoporre con il motivato parere mio e degli uffici, all'approvazione del Consiglio di Gestione. La presente rappresenta una nota di censura nei confronti della mandataria di Castel di Sangro e dei mandatari che hanno incontrato il Presidente. In tal senso invito tutti gli agenti mandatari a rispettare la catena organizzativa per evitare derive anarcoidi che creano solo confusione e generano solo problemi. Confido nella collaborazione di tutti.
Ringrazio ed invio cordiali saluti. Gaetano Blandini


lunedì 13 maggio 2019

Il copyright nell'attività editoriale: seminario al Master in Editoria di UniVerona

Mercoledì 15 maggio, nel pomeriggio, sarò all'Università di Verona, ospite della professoressa Federica Formiga (referente per l'insegnamento di Storia del libro e dell'editoria e direttrice del Master in Editoria) per una lezione intitolata "Il copyright nell'attività editoriale" (replicando l'esperienza positiva dello scorso anno).
La lezione è rivolta principalmente agli studenti del master, ma sarà anche aperta al pubblico fino ad esaurimento posti. L'appuntamento è quindi per le ore 15:30 presso l'aula SPC, Silos di Ponente, in via Cantarane 24 a Verona. Di seguito la locandina.

[NOTA: Chi volesse organizzare un seminario simile, può contattarmi attraverso la sezione "contatti" del mio sito https://aliprandi.org/]

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[EDIT] Le slides del seminario


domenica 5 maggio 2019

Spettacoli scolastici: quando non si deve pagare la SIAE

La SIAE tendenzialmente chiede che anche per gli spettacoli organizzati dalle scuole vi sia il pagamento di una somma (benché minima) a titolo di diritti d'autore. In questo file pubblicato sul sito ufficiale SIAE e aggiornato al 2019 sono indicate le tariffe. Ne riporto di seguito uno screenshot.



Ad ogni modo, sullo stesso documento sono definiti tutti i requisiti che permettono a uno spettacolo scolastico di essere del tutto esente dalla corresponsione dei diritti d'autore. Ecco che cosa dice il documento.

Le utilizzazioni che soddisfano tutti i criteri di seguito riportati sono escluse dal presente trattamento
tariffario, in quanto in questi casi non è dovuto alcun compenso per diritto d’autore. A tal fine le
manifestazioni devono essere:

  • organizzate direttamente e sotto la responsabilità dell’istituzione scolastica;
  • in tempi e luoghi definiti preventivamente dai competenti organi istituzionali;
  • con accesso gratuito al luogo dello spettacolo riservato agli studenti, ai loro familiari, al corpo insegnante e alle autorità;
  • con allestimento curato dagli allievi ed esibizioni effettuate dai soli allievi. Sono escluse le attività svolte da associazioni studentesche o ricreativo-culturali;
  • con totale assenza di lucro. Non si considerano come iniziative lucrative le sole sponsorizzazioni che si concretano in richiami pubblicitari;
  • con pubblicizzazione dell’evento che evidenzi che l’accesso è riservato esclusivamente ai soggetti suindicati.
All'apposita pagina del sito SIAE.IT sono riportate anche le tariffe relative alle Scuole di Alta Formazione Musicale. VEDI PAGINA

lunedì 22 aprile 2019

SIAE e Soundreef si accordano e le webradio si agitano. Ma che cosa comporta di preciso l'accordo?

Nella settimana prima di Pasqua è stata annunciata la sottoscrizione di un accordo tra SIAE e Soundreef (e LEA) che da un lato pone fine alle varie azioni legali tra i due enti, dall'altro avrà alcune ripercussioni anche sugli utilizzatori delle opere musicali gestite dai due enti.
I contenuti di questo accordo sono riassunti nel comunicato diffuso l'11 aprile:
  1. la definitiva intervenuta liberalizzazione del mercato sebbene nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017;
  2. SIAE riconosce la legittimità di LEA a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef ltd e i suoi iscritti diretti;
  3. SIAE riconosce che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di SIAE anche con LEA (anche per conto di Soundreef ltd) ove l’utilizzatore suonasse repertorio di quest’ultima e che quindi il pagamento della licenza SIAE non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica;
  4. la circostanza che ciascun ente di intermediazione dei diritti d’autore – sia esso costituito nella forma dell’organismo per la gestione indipendente dei diritti o dell’entità di gestione indipendente – amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti d’autore a esso affidato in gestione dal titolare dei diritti con esclusione, pertanto, dell’applicazione di qualsivoglia regola sulla comunione dei diritti sulla singola opera e a prescindere da qualsivoglia eventuale intesa tra editori e autori;
  5. il rilascio di licenze c.d. “blanket” è prassi del settore ed è necessario al suo corretto funzionamento anche nell’interesse degli autori.
La notizia di questo accordo ha scatenato un po' di agitazione nel mondo delle webradio in particolare per il punto n. 3: "Ma come?! Adesso dovremo pagare due licenze invece di una?! Ma quindi la caduta del monopolio SIAE in realtà è una fregatura?!".  La preoccupazione è comprensibile; ciò che non mi è chiaro è come mai tale preoccupazione sia emersa solo oggi. Infatti anche prima di questo accordo una webradio che avesse scelto di passare brani di artisti Soundreef avrebbe dovuto chiedere una licenza integrativa. Il disorientamento (a mio avviso "fuori tempo") che si è diffuso nei giorni scorsi ha portato Soundreef a pubblicare sul proprio sito un post di chiarimento, che vi invito a leggere.
È ovvio che si tratta di una fase di passaggio in cui il mercato e la normativa necessitano ancora di "andare a regime" e si dovranno attendere ulteriori sviluppi. Non a caso il comunicato si conclude precisando che SIAE, Soundreef e LEA si sono impegnati a concordare, entro i prossimi dieci giorni una serie di regole operative idonee a garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società e che entro il 30 giugno 2019, le Parti modificheranno i propri Statuti e/o Regolamenti e/o la propria modulistica allo scopo di recepire il contenuto dell’intervenuto accordo.

Ho approfondito questo argomento in un'intervista radiofonica al programma #Indieland condotto da Simone Mercurio in tandem con la giornalista RAI Monica Giandotti e anche in una diretta Facebook per la mia pagina. Riporto di seguito i due file.


Il podcast dell'intervista a #Indieland
(nb: l'intervista inizia al minuto 13:45)



La diretta Facebook di martedì 16 aprile




martedì 9 aprile 2019

Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori. Corso a Trieste

Domani sarò a Trieste per un corso di formazione organizzato dall'Istituto Comprensivo Dante Alighieri e rivolto a docenti, dirigenti scolastici e animatori digitali. Il corso, intitolato "Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori", si terrà dalle 14:30 alle 18:30 presso l'I.C. Divisione Julia in via XX Settembre 26.
Non è stata realizzata una locandina, ma condivido la copertina della mie slides e poi, appena disponibili, anche le slides stesse.



Le slides del corso


lunedì 8 aprile 2019

Rimarchiamo la differenza tra formazione e consulenza

Come sapete la mia attività professionale si estrinseca principalmente sotto le due forme della consulenza e della formazione (se ci fate caso, il mio sito web https://aliprandi.org è chiaramente strutturato secondo questa distinzione). Credo che sia la situazione in cui si trovano molti professionisti; d'altronde, chi ha delle competenze richieste dal mercato le può "far fruttare" in queste due forme.

Tuttavia vedo spesso da parte dei clienti una leggera confusione tra le due forme, a tal punto che le considerano tranquillamente intercambiabili. In realtà non sono affatto intercambiabili e si tratta di "interventi" molto diversi tra loro, benché offerti dallo stesso soggetto. Cerchiamo quindi di fare chiarezza una volta per tutte mettendo a fuoco le caratteristiche distintive dell'una e dell'altra.


FORMAZIONE 

  • c'è un docente che prepara un percorso formativo e lo espone a un gruppo di persone (discenti) che seguono il percorso ed eventualmente chiedono chiarimenti su alcuni passaggi;
  • ha una tariffa tendenzialmente più bassa e vengono conteggiate solo le ore di effettiva docenza e al massimo le ore per la preparazione dei materiali didattici;
  • non comporta responsabilità professionale a carico del formatore.


CONSULENZA

  • c'è un soggetto che ha una questione da approfondire e risolvere e, non avendo le necessarie competenze, la sottopone a professionista specializzato; il professionista raccoglie il quesito, fa i dovuti approfondimenti e fornisce una risposta;
  • ha una tariffa tendenzialmente più alta e vengono conteggiate anche le ore di lavoro necessarie per ricerche e approfondimenti;
  • comporta responsabilità professionale a carico del professionista.


La cosa più fastidiosa è che spesso questa "confusione" è – per così dire – maliziosa. Il cliente preferisce travestire da attività formativa quella che in realtà è una chiara esigenza di consulenza, per il semplice motivo che la formazione gli costa di meno. Infatti, come indicato qui sopra, la tariffa applicata è tendenzialmente minore; e spesso aziende ed enti pubblici hanno finanziamenti esterni per la formazione che possono spendere più agevolmente, mentre per la richiesta di consulenza dovrebbero pescare da altri budget e dovrebbero mettere in moto una più complessa macchina per incaricare il professionista.



Ho parlato di questi stessi argomenti in questa diretta Facebook.



venerdì 29 marzo 2019

La triste pagina di Brexit nella Costituzione non scritta del Regno Unito

Osservando (basito) ciò che sta accadendo in Regno Unito, quella cosa che siamo soliti chiamare #Brexit, mi torna alla memoria il primo anno di università quando stavo preparando l'esame di Storia Costituzionale. È stato un esame che mi ha formato molto e che ricordo sempre con piacere. Nel programma vi era una parte sull'evoluzione delle democrazie parlamentari con un focus monografico sul sistema britannico, che si studiava su un ottimo libro del Prof. Giuseppe Floridia (La costituzione dei moderni. Dal Medioevo inglese al 1791, Giappichelli, 1991).
Mi appassionai molto a quel pezzo di storia e rimasi affascinato da come in Regno Unito erano stati raggiunti traguardi istituzionali che nel resto d'Europa sarebbero arrivati solo alcuni secoli dopo e da come un sistema costituzionale privo di una costituzione scritta era passato indenne da secoli di guerre di ogni tipo (navali, civili, di religione), di lotte di classe, di sanguinosi avvicendamenti tra dinastie, di due guerre mondiali. In questi giorni, invece, constato con rammarico l'inadeguatezza del sistema politico e istituzionale britannico di fronte a quella che potrebbe essere una catastrofe politico-economica senza precedenti. Tutto unicamente per stupido orgoglio e per patetici giochi di poltrona.
Stamattina ne parlavo con un collega di origini inglesi e mi chiedevo se, di fronte alla sostanziale paralisi di governo e parlamento, forse non sia il caso che la Regina prenda in mano la situazione; un po' come farebbe il Presidente della Repubblica se qualcosa del genere succedesse da noi. Ma pare che non sia prassi. Tuttavia bisogna capire se, in assenza di una Costituzione scritta che vieta espressamente un intervento un po' più incisivo da parte della Regina/Capo dello Stato, non si possa inaugurare una nuova prassi istituzionale, "scrivendo" una nuova pagina non scritta nella Costituzione non scritta.

sabato 9 marzo 2019

Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola: corso di formazione a Roma

Sabato 30 marzo dalle ore 9:30 alle 16:30 sarò a Roma (presso l’ITIS “Galileo Galilei” in Via Conte Verde 51) per tenere un corso di formazione intitolato "Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado. Il corso è proposto da Fidenia, in collaborazione con Etic Srl (ente accreditato per la formazione MIUR, ai sensi della direttiva 170/2016).
La quota di iscrizione è di € 90,00 (pagabili anche con Carta del Docente).
Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili sull'apposita pagina del sito Shop.fidenia.com.

Obiettivi del corso
Con questo corso imparerai come creare e usare contenuti all’interno delle tue attività scolastiche quotidiane. Come ottenere la licenza d’uso per i materiali di terzi? Come tutelarsi nel caso di contenuti creati da te?

Al termine del corso saprai:

  • Conoscere i vari tipi di diritto d’autore
  • Riconoscere quali opere sono di pubblico dominio
  • Utilizzare le risorse educative aperte
  • Creare materiali didattici digitali in Licenza Creative Commons

Programma degli argomenti

  1. Scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
  2. Introduzione: il diritto d’autore, che cos’è e che cosa tutela
  3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
  4. Focus: i diritti sulle fotografie nella legge italiana
  5. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
  6. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l’attività didattica
  7. Le cosiddette “Open Educational Resources”
  8. Introduzione alle Licenze Creative Commons
  9. Applicare licenze Creative Commons ai propri materiali
  10. Trovare e utilizzare opere sotto licenza Creative Commons
  11. Casi d’uso di licenze Creative Commons in ambito didattico e accademico.
La locandina del corso


venerdì 8 marzo 2019

Disseminare i prodotti della ricerca: seminario all'Università di Trieste

Giovedì 14 marzo sarò tra i docenti del seminario di studio "Disseminare i prodotti della ricerca. I vincoli e i diritti degli autori scientifici" che si terrà per tutta la giornata presso l'Università degli Studi di Trieste (Aula Bachelet, primo piano - ala sinistra Edificio centrale, Piazzale Europa 1). L'evento è organizzato dal Comitato APRE (Agenzia Promozione Ricerca Europea) Friuli Venezia Giulia.

Condivido il programma dettagliato e la locandina dell'evento. Vedi programma sul sito OpenStarTS.

ore 9.00 – Registrazione

ore 9.15 – Introduzione.
L’Università degli Studi di Trieste e l’Accesso Aperto (Prof. Fabio Benedetti, Coordinatore della Commissione di Ateneo per l’Accesso Aperto alla letteratura scientifica)

ore 9.30 – Prima parte
I vincoli della disseminazione in Accesso Aperto in Horizon 2020 (Dott. Matteo Di Rosa, EU Horizon 2020 National Contact Point Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials e Food Security, Sustainable Agriculture, Marine and Maritime Research and the Bioeconomy)

• Il ruolo della comunicazione scientifica: teoria e modelli
• Open Science: definizione e modelli
• I vantaggi dell’Open Science
• Comunicare la scienza in H2020: differenze tra Dissemination e Communication

ore 11.30 – Pausa

• Open Access: le due vie
• Open Data
• Public Engagement e Citizen Science
• Open Science e prospettive europee

ore 14.00 – Chiusura lavori

ore 15.00 – Seconda parte
Il diritto d’autore in ambito accademico: pubblicare senza perdere diritti (Prof. Simone Aliprandi, Avvocato e Dottore di ricerca in Società dell’informazione)

• I diritti che entrano in gioco nell’attività accademica
• Il concetto di pubblico dominio e le libere utilizzazioni nelle pubblicazioni scientifiche
• Le licenze Creative Commons e l’approccio Open Access alla letteratura scientifica
• Liberatorie, termini d’uso e contratti di cessione: principali errori da evitare

ore 18.30 – Chiusura lavori




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Lo streaming del seminario

giovedì 7 marzo 2019

Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: corso di formazione a Cagliari

Mercoledì 27 marzo dalle ore 15 alle 19 sarò a Cagliari per un corso di formazione intitolato "Tutela e riutilizzo dei contenuti didattici: copyright, pubblico dominio e licenze Creative Commons" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado.
L'iniziativa è di Mondadori Education e Rizzoli Education, in collaborazione con Agenzia Libraria Lybis e Agenzia UPZ.

Quota di iscrizione: € 49,00 (pagabili anche con Carta del Docente)
Sede: Cagliari, via Orlando 8
Iscrizioni attraverso la piattaforma S.O.F.I.A. (Soggetto erogatore: Mondadori Education – Iniziativa formativa: ID 27779 – Edizione: ID 40245)


Argomenti trattati

1. Introduzione e scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
2. Il diritto d'autore, che cos'è e che cosa tutela
3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
4. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
5. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l'attività didattica
6. Le licenze Creative Commons e le cosiddette open educational resources
7. Trovare e utilizzare opere sotto licenza CC

Contesto

L'azione 23 del Piano Nazionale Scuola Digitale pone, quale componente fondamentale di un approccio innovativo alla didattica, la promozione delle risorse educative aperte e dell'autoproduzione di contenuti didattici digitali. Infatti, con la diffusione delle tecnologie digitali, il docente è chiamato a uscire da un'ottica passiva di utilizzo di contenuti didattici preconfezionati e a rendersi sempre più produttore attivo di contenuti didattici, possibilmente in modalità aperta e condivisa.
Ciò pone non solo problematiche di carattere tecnico-informatico, ma anche problematiche di carattere giuridico, dato che aumentano sia la possibilità di violazione di diritti d'autore altrui sia l'esigenza di tutela e gestione dei diritti sui contenuti creati ex novo dal docente.
In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente.

Obiettivi formativi

In questo corso, tenuto da uno dei massimi esperti in Italia sul tema, verranno approfonditi i principi giuridici posti dalla legge italiana e presentate alcune strategie operative per muoversi correttamente nell'attività didattica. Il percorso risulterà utile sia a coloro che volessero semplicemente riutilizzare materiale creativo realizzato da altri, sia a coloro che invece volessero creare materiali didattici originali e volessero quindi sapere come tutelare i frutti della propria creatività.
Il docente del corso, attivo anche come consulente nel settore della produzione di contenuti creativi, porterà anche molti esempi pratici derivanti dalla sua attività professionale grazie ai quali sarà possibile entrare in maniera concreta e non puramente teorica negli argomenti presentati.

sabato 2 marzo 2019

Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita

Domenica 10 Marzo, ore 17, all'interno della mostra Sciami di Leonardo Blanco presso il Musas di Santarcangelo di Romagna, Massimo Roccaforte (editore) e Simone Aliprandi (avvocato, dottore di ricerca) dialogheranno sul tema: Sciami digitali: come i nostri dati diventano big data e influenzano la nostra vita. Ingresso libero.

Sarà possibile seguire il dibattito in diretta streaming e interagire facendo commenti e domande attraverso la pagina Facebook di Simone Aliprandi; segnate la vostra presenza sull'apposito evento Facebook.

Incontro organizzato in collaborazione con l'associazione culturale Interno4.



Presentazione

Uno degli sciami in cui siamo costantemente immersi, più o meno consapevolmente, è quello dei dati diffusi attraverso le tecnologie digitali e la rete internet. Fotografie, video, post testuali, recensioni, commenti, ma anche dati ben più delicati relativi ai nostri spostamenti, alle nostre condizioni di salute, alle nostre preferenze sessuali o politiche, vengono continuamente messi in circolazione dai singoli utenti e nello stesso tempo vengono raccolti, monitorati e riutilizzati dai grandi player della cosiddetta new economy. Si usa chiamarli "big data", cioè grandi agglomerati di dati e informazioni che generano business e vengono monetizzati da soggetti commerciali che rappresentano la nuova faccia del capitalismo. Con Simone Aliprandi discuteremo dell'argomento e ci chiederemo quali siano i diritti degli utenti e quali le strategie per muoversi in questo mondo con maggior consapevolezza.

L'ospite

Simone Aliprandi è Dottore di ricerca in Società dell'informazione ed è un avvocato dedito ad attività di consulenza, formazione e ricerca nell'ambito del diritto d'autore e più in generale del diritto delle nuove tecnologie. Partecipa costantemente a convegni e conferenze divulgative e svolge attività di docenza presso vari enti di formazione sia pubblici che privati. Ha pubblicato diversi libri, articoli e contenuti multimediali sugli argomenti di sua competenza, rilasciando tutte le opere con licenze open. È fondatore e tutt'ora coordinatore dei progetti Copyleft-Italia e JurisWiki e collabora con il team di legali specializzati Array.


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Il video integrale dell'incontro



domenica 24 febbraio 2019

Disponibile stanza nel mio studio di Lodi

Come già spiegato in un precedente post, nei mesi scorsi mi sono attivato per ristrutturare l'ufficio di Lodi in cui da anni svolgiamo l'attività professionale sia io sia mio padre. La ristrutturazione è stata mirata ad un utilizzo degli spazi più razionale e ottimizzato, di conseguenza ora una delle due stanze prima utilizzate da noi risulta invece disponibile per un altro professionista (possibilmente un altro avvocato, o eventualmente un commercialista) che avesse bisogno di una base in centro a Lodi.

Descrizione degli spazi

L'ufficio è in via Legnano, in pieno centro storico a Lodi, a 50 metri dall'area pedonale di Corso Roma; ha finiture di pregio: pavimento in parquet e in marmo bianco appena lucidati, finestre efficienti a livello acustico e termico, porte nuove con serrature a cilindro Yale, riscaldamento autonomo e con caldaia di ultima generazione, illuminazione a LED di ultima generazione. La stanza ha una metratura di circa 15 mq ed è completamente arredata con mobili di pregio: scrivania signorile con cassettiera in noce massello, tavolino separato in noce massello, libreria in  noce massello con vetrinetta, poltrona presidenziale in vera pelle, due poltroncine design anni 60 originali in pelle nera, divanetto in vera pelle. L'utilizzo della stanza comprende anche l'accesso alle zone comuni che, oltre al corridoio di ingresso, comprendono la stanza-archivio con fotocopiatrice e il bagno.
Dalle immagini e dal video qui sotto potete verificare coi vostri occhi quanto descritto.

Descrizione dei servizi offerti

Oltre all'utilizzo degli spazi privati e condivisi sopra descritti, la sottoscrizione del contratto comprende anche il riscaldamento, l'energia elettrica, la linea telefonica (con connessione internet su fibra via wifi), l'uso della stanza-archivio, l'uso di armadietto personale (con chiave) nel locale bagno, le pulizie periodiche.

Canone

Il canone mensile richiesto per l'utilizzo degli spazi e dei servizi secondo quanto descritto è di € 295 (duecento novanta cinque) con emissione di fattura, in quanto contratto di prestazione di servizi rientrante nella mia attività professionale (la somma è già comprensiva anche del 4% per quota previdenziale). La fattura verrà emessa mensilmente e il contratto avrà durata di 24 mesi con preavviso di recesso di 3 mesi.


IMMAGINI E VIDEO DELL'UFFICIO







venerdì 15 febbraio 2019

Un mio corso sulla tutela di arte e design all'Università di Bolzano

Oltre al già annunciato incarico di docenza presso l'ISIA di Firenze, questa primavera sarò impegnato anche in un altro mini-corso in terra altoatesina. Nel mese di maggio, infatti, sarò docente a contratto presso la Libera Università di Bolzano per un corso di 18 ore intitolato "Tutela e gestione dei diritti sulle opere di design" all'interno del Corso di laurea in Design e Arti.
Sul sito ufficiale dell'ateneo si trova il syllabus completo del corso (link).



domenica 3 febbraio 2019

La mia nuova avventura come professore a contratto all'ISIA di Firenze

Quest'anno inizia per me una nuova avventura nel mondo accademico: sono stato infatti incaricato come docente a contratto presso l'ISIA di Firenze.
Per chi non conoscesse l'ISIA, l'acronimo sta per Istituto Superiore per le Industrie Artistiche ed è «un istituto pubblico di livello universitario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) che da 50 anni si occupa di formazione e ricerca nell’ambito del design. Propone un’offerta formativa di primo e secondo livello: un triennio di base in Design e un biennio specialistico in Design con indirizzo “Design del prodotto industriale e dei sistemi” e “Design della comunicazione e del prodotto digitale”». [Trovate maggiori dettagli, oltre che sul sito dell'ente, anche sulla relativa pagina di Wikipedia]
Mi occuperò di un corso semestrale intitolato "Gestione dell'attività professionale" (settore disciplinare ISSE/02); una dicitura abbastanza ampia nella quale, in accordo con ISIA e nel rispetto dei requisiti ministeriali, cercherò di far rientrare tutti gli aspetti teorici e strategici che è importante conoscere quando si vuole aprire una attività da libero professionista o da piccolo imprenditore, ovviamente con un occhio di riguardo al settore del design e più in generale della creatività.
L'idea è quindi di portare non solo le mie conoscenze in campo legale e fiscale, ma anche la mia esperienza diretta (ormai più che decennale) di libero professionista; e ovviamente non potrà mancare una cospicua parte del corso dedicata all'ambito (a me molto caro) della proprietà intellettuale e alle modalità di tutela e gestione dei diritti sulle opere creative e sulle opere di design nello specifico.
Il corso che sarà di 48 ore totali e sarà suddiviso in 12 mezze giornate di 4 ore ciascuna, a partire dall'inizio di marzo per arrivare a fine maggio.
Ringrazio la direzione accademica di ISIA Firenze per avermi offerto questa opportunità e confido di trovare una buona risposta da parte degli studenti. Ad ogni modo, come di consueto, vi terrò aggiornati sulle mie trasferte fiorentine attraverso ai miei profili social. Quindi... keep in touch.
Nella foto qui sotto, il suggestivo edificio che ospita l'ISIA Firenze all'interno del parco di Villa Strozzi.


sabato 2 febbraio 2019

Diritto e Creative Commons in fotografia. Un ottimo white paper in italiano e tedesco

Nelle scorse settimane è stato diffuso il documento "L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia", white paper realizzato nell’ambito del progetto Interreg “Argento vivo. Fotografia patrimonio culturale” (www.lichtbild-argentovivo.eu) nel quale ho avuto il piacere di essere coinvolto. Nel gennaio del 2018 ero stato infatti tra i relatori di un omonimo convegno tenutosi all'Eurac di Bolzano; nei mesi successivi i coordinatori del progetto si sono attivati per raccogliere gli atti del convegno in questo documento che trovo estremamente utile e ben fatto poiché contempera con equlibrio sia gli aspetti teorici sia quelli pratici. Inoltre tratta gli argomenti dal punto di vista sia del diritto italiano sia del diritto austriaco ed è stato rilasciato sia in lingua inglese sia in lingua tedesca (è in studio anche una versione inglese).

INDICE DEI CONTRIBUTI
  • Prefazione (Richard Piock)
  • I diritti d’immagine in Austria (Rainer Beck)
  • Fotografia e diritti d’immagine nel diritto italiano (Simone Aliprandi)
  • Facilitare l’utilizzo di fotografie storiche. Open data in campo culturale (Ivo Planötscher, Verena Malfertheiner)
  • L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia. Alcune nozioni sul diritto in fotografia (Alessandro Campaner, Marlene Huber, Simone Aliprandi)
  • Domande sui diritti d’immagine nella vita di tutti i giorni (Notburga Siller)
  • Bibliografia e link consigliati

Qui sotto nel post trovate "embeddata" la versione integrale del documento, mentre a questo link trovate invece l'estratto con solo il mio contenuto.
Le versioni in tedesco sono invece disponibili sul sito del progetto. Infine è disponibile anche una versione "elearning" navigabile online.



lunedì 28 gennaio 2019

Insegnare rispettando il diritto d’autore: corso per insegnanti e dirigenti a IPRASE Rovereto

Dopo la pausa natalizia, con la prossima settimana riprende la mia attività di formazione in giro per l'Italia. Martedì 5 e mercoledì 6 febbraio sarò all'IPRASE di Rovereto (TN) per un corso intitolato "Insegnare rispettando il diritto d’autore. Copyright, pubblico dominio e licenze Creative Commons" rivolto a docenti, animatori digitali e dirigenti scolastici delle scuole del Trentino.
Le due giornate avranno lo stesso programma e gli utenti potranno scegliere la data più congeniale; l'orario è dalle 15 alle 19 entrambi i giorni.
Le iscrizioni scadono il 4 febbraio e vanno perfezionate attraverso apposito form del sito di IPRASE.

L’Azione #19 del Piano Provinciale #ScuolaDigitaleTrentina, prevede “la promozione dell’uso delle risorse libere e della condivisione dei materiali”. Vengono, così, richieste azioni di creazione, condivisione e riuso ponendo una serie di interrogativi in merito ai diritti d’autore e alle norme giuridiche che regolano sia l’utilizzo che la distribuzione dei contenuti digitali.

Questo incontro formativo cade proprio in concomitanza con il Safer Internet Day 2019, la giornata internazionale dedicata alla promozione di un utilizzo più consapevole e sicuro di Internet.

In questo incontro tratteremo i seguenti argomenti:
1. Introduzione e scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella
scuola digitale
2. Il diritto d'autore, che cos'è e che cosa tutela
3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
4. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
5. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l'attività didattica
6. Le licenze Creative Commons e le cosiddette open educational resources
7. Trovare e utilizzare opere sotto licenza CC
8. Discussione di casi e quesiti
[Per organizzare un corso simile, contattami attraverso il form contatti del mio sito.]

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Le slides utilizzate per il corso


sabato 26 gennaio 2019

Gli americani che bevono l'acqua in bottiglia italiana (e la pagano come la Pepsi)

Ho appena vista la puntata di PresaDiretta di questa settimana (vedi su RaiPlay), dedicata agli impatti del trattato CETA sull'export dei prodotti italiani in Canada.
Fico! Si mostra quanto i Canadesi stanno iniziando ad apprezzare i nostri fiori all'occhiello: i formaggi, i salumi, i vini, la pasta... l'acqua minerale: la San Benedetto, la San Pellegrino, la Ferrarelle. Questa cosa mi manda fuori di testa e mi fa davvero riflettere sulla stupidità umana.
D'altronde, il Canada, un paese che ha gran parte del suo territorio fatto di foreste, laghi e fiumi ancora incontaminati, ha bisogno di far arrivare l'acqua italiana; ovviamente in bottiglie di plastica, che viaggiano prima su navi attraverso l'Oceano Atlantico e poi su camion. Lo capirei se si trattasse del Marocco, del Qatar, di qualsiasi paese con un territorio desertico, con oggettive carenze idriche. Ma il Canada, santo cielo no!
Questa storia mi fa ripensare a quando stavo in California e una volta chiesi a una mia amica americana come mai bevesse l'acqua italiana (nel caso si trattava della San Pellegrino, che in effetti si trova in molti bar e ristoranti USA ad un prezzo simile a quello della Coco Cola o della Pepsi); e la sua risposta fu: "perché ha le bolle!". Terrificante.

venerdì 4 gennaio 2019

Una norma per l'open data

Nei giorni scorsi sul sito TechEconomy.it (con cui collaboro da tempo) è uscito un mio articolo intitolato "Open data: serve una norma più chiara. L’open by default non funziona" nel quale da un lato illustro quelli che per me sono i segni evidenti del fallimento del principio "open by default" introdotto nel 2012 (art. 52 Codice Amministrazione Digitale - D.Lgs. 82/2005), dall'altro propongo un intervento di modifica di un'altra norma (l'art. 5 della Legge sul diritto d'autore - L. 633/1941) che potrebbe a mio avviso essere risolutivo. Leggete a questo link tutto l'articolo per comprendere nel dettaglio le mie argomentazioni.
Di seguito riporto sia il testo dell'art. 5 come fu approvato dal legislatore nel lontano 1941 (e com'è tutt'ora), sia il testo della mia proposta di modifica.

Art. 5 Legge 633/1941 – TESTO ATTUALE 
Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere. 

Art. 5 Legge 633/1941 – MIA PROPOSTA 
Le disposizioni di questa legge non si applicano:   a) ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere;   b) alle banche dati e ai documenti realizzati e pubblicati dallo stato e dalle pubbliche amministrazioni nell’esecuzione della propria missione istituzionale o comunque in ossequio a un obbligo di legge. Questa previsione si estende alle opere dell’ingegno, come immagini, disegni, tabelle, mappe e opere simili, che sono parte integrante dei documenti realizzati e pubblicati.

Ovviamente, nel caso venga adottata una soluzione simile, sarà necessario adeguare di nuovo il CAD per evitare ridondanze e ulteriori sovrapposizioni.
Certo, è solo l’umile proposta di un giurista indipendente e sicuramente può essere oggetto di ulteriori migliorie. Ma credo che sia un buon punto di partenza per un dibattito sull’eventualità di una riforma delle norme sull’open data.



martedì 1 gennaio 2019

Oggi è un public domain day speciale: molte nuove opere in pubblico dominio

Come ogni Primo Gennaio, oltre a festeggiare l'inizio di un nuovo anno, festeggiamo l'entrata (o come si usa dire, la caduta) nel pubblico dominio delle opere creative di molti autori.
Tra questi si possono annoverare nomi di rilievo come Agatha Christie, Thomas Mann, Marcel Proust, David Herbert Lawrence.
Quest'anno però è un anno speciale perché inizieranno a scadere anche i termini artificiosamente estesi dal legislatore americano con il cosiddetto "Mickey Mouse Protection Act" del 1998, legge che prevedeva l'estensione del copyright a 95 anni (e non più 75 come era previsto in precedenza) per le opere realizzate tra 1923 a 1977. I 95 anni dal 1923 sono trascorsi proprio ieri, il 31 dicembre 2018; dunque da quest'anno inizieranno a "cadere" in pubblico dominio molte nuove opere realizzate negli Stati Uniti.


Oggi infatti diventano libere anche opere cinematografiche di rilievo come “I Dieci Comandamenti” di Cecil B. DeMille (nb: la prima versione "muta" del 1923) e “Il Pellegrino” di Charlie Chaplin.
Poi, nei prossimi anni, toccherà anche ad altri grandi nomi come Virginia Woolf, F. Scott Fitzgerald, William Faulkner, Rudyard Kipling, Ernest Hemingway, Willa Cather, Joseph Conrad, P.G. Woodhouse, Robert Frost.
Quindi in alto i calici e brindiamo: oggi un bel pezzo di cultura e conoscenza diventa patrimonio dell'umanità.
Avvertenza importante: il passaggio al pubblico dominio vale per i testi originali e non per le traduzioni; le traduzioni hanno i diritti dei traduttori che appunto hanno scadenze separate. Però quando un'opera diventa public domain, si possono fare nuove traduzioni senza chiedere il permesso a nessuno.
Altra avvertenza importante: il passaggio in pubblico dominio è legato anche alle regole nazionali. Ad esempio in Europa il riferimento è quello classico dei 70 anni dalla morte dell'autore. Negli USA invece la situazione è un po' diversa proprio a causa del citato Mickey Mouse Protection Act, per il quale la scadenza dei diritti era legata alla data di pubblicazione dell'opera e non alla morte dell'autore. Ne consegue che, ad esempio, le opere di Proust erano già in pubblico dominio in Europa dal 1993 (essendo lui morto nel 1922) ma non erano ancora in pubblico dominio negli USA; altro esempio, le opere di Thomas Mann pubblicate nel 1923 passano in pubblico dominio negli USA già da quest'anno, ma per l'Europa passeranno in pubblico dominio nel 2026 (essendo lui morto nel 1955). Si rende quindi sempre necessaria una verifica caso per caso fatta da un esperto del settore. Ad ogni modo, ad aiutarci c'è l'ottimo "Public Domain Calculator" del sito http://outofcopyright.eu/.

Sul tema del pubblico dominio ho però da raccontarvi un aneddoto meno "roseo" avvenuto ieri pomeriggio. Ero con amici in una piccola località turistica (preferisco non dire dove) e mi sono trovato a fare un passeggiata nella piazza centrale della località. C'era un palco montato e in quel momento una band stava facendo le prove per la serata di San Silvestro. Chiedendo ai passanti, ho scoperto che si trattava di una band abbastanza conosciuta a livello nazionale anche se non certo di grande notorietà; anche perché altrimenti li avrei riconosciuti, essendo comunque io una persona che segue abbastanza il mondo musicale.
La piazza era per lo più vuota a causa dell'orario; c'erano solo alcune persone che sembravano comunque tecnici e addetti ai lavori. Mi sono messo lì a "curiosare" e, appena hanno iniziato a fare un brano, ho estratto il cellulare per fare qualche foto. Quasi subito sono venute ben tre persone a dirmi che era assolutamente vietato fare foto e riprese.
Io mi sono abbastanza infastidito; infatti si trattava di suolo pubblico, di un evento aperto al pubblico e probabilmente finanziato in buona parte con soldi pubblici... e - lasciatemi dire con tono un po' sarcastico - non si trattava certo della grande anteprima di un nuovo brano dei Rolling Stones ma della normalissima prova generale di una band dedita a promuovere il suo repertorio. Questi divieti mi suonano davvero eccessivi e giuridicamente infondati.