mercoledì 22 novembre 2017

Vincoli alla riproduzione dei beni culturali, oltre la proprietà intellettuale. Il mio contributo per Archeologia e Calcolatori

Con grande piacere scopro che in questi giorni è stato ufficialmente pubblicato il volume "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" a cura di Mirella Serlorenzi e Ilaria Jovine. Il volume rappresenta un supplemento 9/2017 della rivista "Archeologia e Calcolatori" ed è edito dalla casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio con ISBN 9788878147812 ed e-ISBN: 9788878147829.

Il volume raccoglie sostanzialmente gli atti dell'interessante convegno "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" tenutosi a Roma il 14 ottobre 2015 (vedi dettagli). Per l'occasione avevo tenuto un intervento intitolato "Quando non c'è una licenza. Lo strano principio open by default sui dati delle PA" di cui in questo post potete trovare le slides e il video integrale. Tuttavia, il mio contributo scritto ha allargato il focus occupandosi più in generale dei vincoli alla riproduzione dei beni culturali che vanno anche oltre la cosiddetta proprietà intellettuale. Il paper riprende molti spunti da me già pubblicati in questi mesi di lunga gestazione del volume, tuttavia credo sia utile poter leggere la mia panoramica nel suo complesso e con approccio più sistematico.

Condivido qui l'indice sommario e il PDF editoriale del mio contributo (rilasciato con licenza CC BY-SA) confidando che vogliate diffonderlo il più possibile e convidere con me i vostri commenti.

1. Contesto e scenario
2. Il pubblico dominio
2.1 Che cos’è il pubblico dominio
2.2 Lo spirito originario del diritto d’autore
2.3 Un copyright eterno e il pubblico dominio che si fa chimera
2.4 Tre tipi di pubblico dominio
3. Artifici giuridici per allontanare il “pericolo” del pubblico dominio
3.1 Artificio n. 1: far leva sui diritti connessi
3.2 Artificio n. 2: far leva sui diritti morali
3.3 Artificio n. 3: far leva sulla (cattiva) burocrazia
3.4 Artificio n. 4: far leva sul diritto sui generis (database right)
3.5 Artificio n. 5: far leva sugli altri diritti di privativa, ad esempio i diritti sul marchio
3.6 Artificio n.6: inventare diritti inesistenti, ad esempio diritti generati dalla digitalizzazione
4. Beni culturali “open”?
4.1 Le licenze open Creative Commons e simili nell’ambito dei beni culturali
4.2 Quando non c’è una licenza. Lo strano principio “open by default” sui dati della PA
5. Vincoli (insensati) alla riproduzione dei beni culturali?
5.1 Le norme italiane sulla riproduzione dei beni culturali
5.2 Quali sono la ratio e la natura giuridica di questi vincoli?
6. Conclusioni



martedì 21 novembre 2017

Intervista per il sito AltoAdigeInnovazione.it in occasione di WS Explora 6

In vista dell'evento WS Explora 6 organizzato a Bolzano da Weigh Station (vedi dettagli nel post precedente), sono stato intervistato dal sito AltoAdigeInnovazione.it. Riporto di seguito estratto dell'articolo uscito quest'oggi (e rilasciato sotto licenza CC BY-NC-ND 4.0); la versione integrale è disponibile qui.
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«Un tempo solo esperti specializzati e addetti ai lavori si occupavano di questioni di copyright, oggi tutti gli operatori nel settore culturale sentono l’esigenza di conoscerne almeno i principi base» — spiega l’avvocato esperto di diritto d’autore e della comunicazione Simone Aliprandi. Il 24 e 25 novembre 2017 al Museion di Bolzano Aliprandi svilupperà il tema «copyright e licenze Creative Commons» nell’ambito di WS Explora 6, il ciclo di workshop dedicato alla community di giovani professionisti della cultura e della creatività in Alto Adige. Non solo terrà una lezione aperta — e a ingresso gratuito — sul tema ma sarà anche a disposizione per delle sessioni di consulenza con gli addetti al settore culturale altoatesino. [...]

Ma le questioni legate al copyright non riguardano solo musicisti, registi o scrittori: «Con la nascita del digitale il tema dei diritti d’autore tocca da vicino una molteplicità di professionisti, da chi lavora nei media o organizza eventi fino a chi cura siti istituzionali— spiega l’esperto che da circa 10 anni è attivo come consulente in materia di diritti d’autore, con particolare focus sulle licenze «open», cioè le tipologie di licenze con cui gli autori permettono ad altri di usare, copiare, modificare, ampliare e diffondere la propria opera —. Ma anche da informatici e sviluppatori mi arrivano tantissime richieste di consulenza. Alla fine sono proprio loro i “nuovi” creativi. Chiunque voglia creare una piattaforma web o un software, dovrà farsi qualche domanda sui propri diritti d’autore e su come gestire l’utilizzo o la diffusione di opere di terzi». «Uno dei dubbi più diffusi legati al copyright è senz’altro l’utilizzo di immagini e video sul web, sia sui social media e su blog online,  che sulle pagine web di realtà istituzionali — spiega Aliprandi che tra l’altro fa parte di «Array», un team di professionisti specializzati nel diritto del settore ICT —. Le conseguenze per chi infrange i diritti d’autore possono essere delicate, dalla richiesta di rimozione di contenuti al risarcimento dei danni».

Quali sono le tipologie di opere tutelate, come si può acquisire il diritto d’autore per il proprio lavoro creativo? [...] «Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai partecipanti di WS Explora i principi e nozioni base del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons con un linguaggio accessibile e divulgativo adatto anche a chi non ha conoscenze preliminari nell’ambito» sottolinea l’avvocato che tra le altra cose ha conseguito un dottorato di ricerca in Società dell’informazione e che ha pubblicato diverse monografie sul tema del copyright e delle licenze open.

lunedì 20 novembre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: videointervista per FBK Magazine

In occasione del mio seminario “Dall’Open Access agli Open Science Data: la libera condivisione dei dati nella ricerca” tenutosi il 10 novembre 2017 presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, ho realizzato una videointervista per FBK Magazine sui temi chiave del seminario. Questi gli argomenti trattati nelle sei video-pillole.
  1. Introduzione
  2. H2020 accelera la transizione
  3. Migliora la verifica scientifica
  4. A proposito di serendipity
  5. Quali licenze occorrono?
  6. In Italia come recepiamo questo cambiamento?
Riporto qui sotto la playlist dei video su YouTube. A questo link invece è possibile vedere le slides e il video integrale del seminario.


Al Bolzano per WS Explora 6: seminario e sessione di consulenza per creativi

Dopo le due intense settimane trentine, tornerò anche questa settimana da quelle parti; per la precisione sarò al Museion di Bolzano per un evento di formazione e divulgazione intitolato WS Explora 6 - Creativity Arena (vedi pagina ufficiale) e organizzato dalla realtà altoatesina Weigh Station.
Come si legge sul sito Weighstation.eu, Weigh Station è un laboratorio in progress che crea occasioni di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’innovazione declinate sulle esigenze degli operatori culturali e creativi. Dà un sostegno concreto alla formazione attraverso workshop professionalizzanti, offre supporto tramite consulenze di esperti e promuove occasioni di networking e collaborazione. Weigh Station restituisce al lavoro creativo il significato e il valore che gli sono propri, invitando alla riflessione pubblica attraverso attività di sensibilizzazione.


Venerdì 24 novembre dalle 19 alle 21 terrò una conferenza introduttiva sul diritto d'autore e sulle licenze Creative Commons. La mattina successiva, dalle 10 alle 13, sarò invece a disposizione per incontrare privatamente i creativi e gli imprenditori che volessero sottopormi casi specifici e avere indicazioni più personalizzate. Parallelamente ci sarà anche una sessione di "portfolio review" con altri esperti del settore: Daria Scolamacchia (fotografia), Oscar Diodoro, in arte Odd (illustrazione), Olga Pirazzi (moda), Frida Carazzato (arte contemporanea), Annalisa Baga (graphic design), Riccardo Olocco.
Mentre la conferenza del venerdì sera sarà ad accesso libero, la sessione del sabato sarà invece accessibile dietro versamento di una quota di partecipazione: portfolio review e consulenza copyright (30 min.) a 50€, oppure a 30€ per gli iscritti a WS wall. Gli slot di consulenza saranno di 30 minuti, ma sarà possibile prenotare anche più di uno slot. Per iscriversi, è necessario compilare questo apposito form; al momento della conferma dell’iscrizione vi sarà assegnato l’orario del vostro slot. Per info e dettagli potete scrivere a hello@weighstation.eu.

venerdì 17 novembre 2017

Potrebbe esserci un copyright: il mio intervento a itWikiCon 2017


Come segnalato in un precedente post, domani sarò tra i relatori di itWikiCon 2017, evento di respiro nazionale dedicato ai progetti della Wikimedia Foundation e in cui tutti i wikimediani/wikipediani italiani possono radunarsi per discutere dei temi più caldi.
Quest'oggi sono passato al Palazzo delle Albere per salutare gli organizzatori e ascoltare l'intervento dell'amico Maurizio Napolitano (su OpenStreetMap e JOSM).


Domani mattina il mio seminario (intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio") sarà dalle 10:30 alle 11:30 in sala 2 e sarà introdotto da una chiosa di Cristian Cenci sul progetto WikiLovesMonuments. 
Salvo imprevisti tecnici dell'ultimo minuto, il seminario sarà trasmesso in streaming sul mio canale YouTube (youtube.com/simonealiprandi).
Riporto di seguito le slides.


EDIT: Il video integrale del seminario





L'abstract del seminario: Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 15 novembre 2017

Il paese in cui il "portavoce" degli avvocati dice agli avvocati di violare la legge

Il titolo di questo post è volutamente provocatorio, ma è abbastanza emblematico della situazione paradossale che stanno vivendo gli avvocati italiani.
Per chi non fosse del settore, riassumo in poche righe la vicenda. Nel settembre 2016 un Decreto del Ministero della Giustizia (D.M. Giustizia 22/09/2016) ha stabilito l'obbligo per gli avvocati di dotarsi non solo di un'assicurazione sulla responsabilità professionale (già prevista da normativa precedente), ma anche di una polizza sugli infortuni. Quest'obbligo sarebbe decorso dall'11 ottobre 2017.
Da parte mia, a luglio di quest'anno mi sono attivato per sottoscrivere una polizza infortuni. Non l'ho fatto con molto entusiasmo, poiché non ritengo necessario averla; l'ho fatto solo per rispondere a un obbligo di legge. Circa 300 euro versati a una nota compagnia assicurativa, con la quale già due anni prima avevo sottoscritto la polizza sulla responsabilità professionale.
Fin qui tutto regolare. Arriva però la fatidica scadenza di ottobre e iniziano a circolare voci di una proroga. Avendo sondato che buona parte dei 240mila avvocati italiani non è pronta, il ministero concede la proroga e il problema si sposta in là di trenta giorni (10 novembre). Si noti che la proroga viene concessa con un Decreto formalmente in vigore dal giorno 10 ottobre (quindi 24 ore prima della scadenza) e che il CNF comunica agli avvocati la notizia con un comunicato dell'11 ottobre (a scadenza tecnicamente trascorsa).

Ho già espresso altrove la mia opinione sulle proroghe dell'ultimo minuto in questioni così delicate che impattano su centinaia di persone (non solo sugli avvocati e sulle loro famiglie, ma anche su chi lavora nel mondo delle assicurazioni); quindi rimando agli articoli "Slitta l’assicurazione professionale: l’odiosa prassi della proroga. In gioco è la credibilità dell’ordinamento giuridico" del 2013 (vedi articolo) e "Chi ha tempo aspetti tempo, tanto una proroga arriva sempre" del 2015 (vedi articolo), relativi ad altri due casi di fastidiose proroghe dell'ultimo minuto.

Il bello, comunque, deve ancora arrivare. In quel mese iniziano a circolare altre voci, che suonano davvero come una beffa: il Consiglio Nazionale Forense e il Ministero Giustizia stanno dialogando sulla possibilità di abolire quest'obbligo. Circolano twit, comunicati stampa e circolari a firma di Orlando (Ministro della Giustizia) e Mascherin (Presidente del CNF) in cui in sostanza si lascia intendere che di fatto è già presa la decisione di eliminare quest'obbligo.
La decisione è presa... tuttavia, la modifica della norma richiede ovviamente un iter legis non immediato. Risultato: ad oggi, 15 novembre, l'obbligo è formalmente in vigore da cinque giorni... anche se l'Avv. Mascherin ha diffuso un comunicato del CNF in cui si dice agli avvocati che non avessero ancora sottoscritto la polizza di aspettare gli esiti del suddetto iter legis (riporto qui sotto immagine del comunicato a firma dell'Avv. Mascherin e datato 13 novembre... quindi a scadenza ormai trascorsa da tre giorni).
Di fatto, è come se con questo comunicato, in virtù di una questione di buon senso e razionalità, si esortassero gli avvocati a violare una norma di legge pienamente in vigore; e, come effetto collaterale, è come se si dicesse a quelli che invece hanno rispettato la scadenza che sono "fessi" o quantomeno che sono stati "troppo precipitosi".

Egregio Ministro, Egregio Collega Mascherin: non credo di essere stato precipitoso (quando ho sottoscritto la polizza l'obbligo era in vigore da 10 mesi e mancavano 2 mesi e mezzo alla scadenza), ma in effetti mi sento un po' "fesso" per aver confidato ingenuamente ed erroneamente nella serietà del sistema giustizia italiano.
Tengo a precisare che non ce l'ho specificamente con qualcuno dei protagonisti della vicenda: non ce l'ho con l'Avv. Mascherin che sta cercando in qualche modo di tutelare gli interessi della categoria (anche se fuori tempo massimo); non ce l'ho con il Governo o con il Legislatore (anche se credo non sia questo il modo di gestire certe questioni). Ce l'ho appunto con un sistema che per l'ennesima volta penalizza chi è stato preciso e ligio agli obblighi deontologici e di legge. Sinceramente, è abbastanza svilente e demotivante.

Con osservanza (e con rammarico),
Avv. Simone Aliprandi




lunedì 13 novembre 2017

itWikiCon 2017: a Trento tre giorni di dibattito sui progetti Wikimedia (ci sarò anch'io)

Nei giorni di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 novembre a Trento, presso il Palazzo delle Albere, (splendida villa del 1500) si terrà itWikiCon 2017, la conferenza annuale per la comunità di Wikipedia e dei progetti Wikimedia in lingua italiana.


Come si legge nel sito di Wikimedia Italia,
La tre giorni sarà ricca di interventi e laboratori pratici volti ad approfondire la conoscenza dei progetti “wiki” o a dibattere dei temi più critici o rilevanti per la comunità italiana, come la libertà di panorama, la valorizzazione dei beni culturali sul web o il gender gap.I partecipanti potranno inoltre visitare il laboratorio di digitalizzazione della Biblioteca Comunale di Trento, guidati dai bibliotecari delle raccolte di conservazione e dal Wikipediano in Residenza della biblioteca, e vedere gli scatti premiati per l’edizione 2016 di Wiki Loves Monuments, in mostra nell’atrio del Palazzo che ospiterà la conferenza.
Il programma integrale dei tre giorni è disponibile qui: https://meta.wikimedia.org/wiki/ItWikiCon/2017/Programma.
L'accesso all'evento è ovviamente libero, ma è necessario iscriversi entro martedì 14 novembre compilando questo form.

Io sarò presente il sabato mattina e terrò (dalle 10:30 alle 11:30) un intervento intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio"; con me anche Cristian Cenci che presenterà alcuni punti critici dell'iniziativa Wiki Loves Monuments (maggiori informazioni).

Riporto l'abstract del mio intervento:
Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 1 novembre 2017

Venerdì 3 novembre potrete "AMArmi" su Reddit. Non mancate!

[EDIT: Ecco il link diretto per leggere tutte le domande e risposte dell'AMA]

Questo venerdì (3 novembre) indicativamente dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio sarò disponibile a rispondere alle domande degli utenti di ItalyInformatica, community su Reddit in cui si discute di informatica e in particolare del panorama informatico italiano in tutti i suoi aspetti.
Per chi non fosse del settore, una delle tradizioni di Reddit è infatti quella di organizzare gli AMA (acronimo di Ask Me Anything), specifici forum in cui un personaggio pubblico si mette a disposizione degli utenti per rispondere a tutte le loro domande nel corso di un'intera giornata.

Nelle scorse settimane è toccato a personaggi come Marco Calamari (giornalista esperto di privacy), Salvatore Sanfilippo (sviluppatore di fama internazionale), Italo Vignoli (fondatore del progetto LibreOffice), Maurizio Napolitano (esperto di open data e technologist presso FBK) Marco d'Itri (attivista della community italiana del software libero, nonché System Network Manager di Seeweb).


Ammetto che si tratta di un'esperienza abbastanza nuova per me, che però credo possa risultare un utile strumento di divulgazione e anche un'occasione divertente per fare networking.
Dunque se volete "AMArmi" ;-) vi basterà connettervi e registrarvi su www.reddit.com/r/ItalyInformatica/.


martedì 31 ottobre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: seminario a FBK Trento

Come già segnalato in un precedente post, la prossima settimana sarò a Trento per tenere un corso di formazione al Centro Musica nei giorni di mercoledì 8 e giovedì 9 novembre.
Il giorno successivo, venerdì 10 novembre dalle 10.30 alle 12.30, sarò invece ospite della Fondazione Bruno Kessler (FBK) per un seminario intitolato "Dall'Open Access agli Open Science Data. La libera condivisione dei dati nella ricerca".

Di seguito riporto l'abstract del seminario:

Il dibattito sull’accesso aperto alle pubblicazioni scientifiche è stato inaugurato all’inizio degli anni 2000 ed è diventato ormai maturo. Ora, anche grazie alla spinta di Horizon2020, il focus si sta allargando, arrivando a comprendere anche i dati della ricerca in un’ottica di verifica dei risultati e riproducibilità di esperimenti e calcoli. Qual è lo stato dell’arte? Quali sono gli strumenti giuridici (licenze) e tecnologici (standard e repository) per diffondere proficuamente i dati della ricerca?

A introdurre il seminario sarà Maurizio Napolitano, divulgatore molto attivo nel campo degli open data e tecnologist presso FBK (e-Democracy/SoNetCenter for Information Tecnology).

L'ingresso al seminario è libero. Il tutto è trasmesso in streaming sul mio canale YouTube. DI seguito trovate l'embedd del video (il primo video è relativo al mio intervento, il secondo è invece quello dell'intervento di Maurizio Napolitano sui repository per gli Open Science Data). Sotto riporto anche le slides.





lunedì 23 ottobre 2017

Fine del monopolio SIAE: il nuovo art. 180 della legge sul diritto d'autore

Come abbiamo già segnalato nelle scorse settimane il D.L. 16 ottobre 2017 n. 148 è intervenuto (con l'art. 19 rubricato "Liberalizzazione in materia di collecting diritti d'autore") sull'annosa questione del superamento del monopolio SIAE, sposando una soluzione prudente e di compromesso secondo la quale la gestione collettiva dei diritti non è più attività riservata alla SIAE ma è consentita anche ad altri enti, a condizione che si tratti di associazioni no-profit di autori. A SIAE tuttavia rimane in via esclusiva la gestione dei diritti a compenso come quelli relativi alla copia privata, alla reprografia, all'equo compenso in campo cinematografico e simili.

Ricordo inoltre che l'articolo 19 del nuovo decreto stabilisce che "per gli organismi di gestione collettiva di cui all'articolo 180 comma 1 della legge sul diritto d'autore, stabiliti in Italia, l'esercizio dell'attività di intermediazione è in ogni caso subordinata alla verifica del rispetto dei requisiti da parte dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ai sensi del decreto legislativo 15 marzo 2017 n. 35."

Riporto il nuovo testo dell'articolo 180 della legge sul diritto d'autore (L. 633/1941) come è stato modificato dal decreto (fonte: Normattiva.it), indicando in rosso il testo novellato. Si tenga presente che, trattandosi di decreto legge, le norme sono già pienamente vigenti ma sarà necessaria una conversione in legge entro 60 giorni dalla sua approvazione; conversione che potrebbe portare con sé ulteriori modifiche.

Per approfondire segnalo il commento di Laura Chimienti su LinkedIn Pulse: L’OLIGOPOLIO DELLE COLLECTING UE: DL. 148/2017.

Art. 180, Legge 633/1941 
L'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta o indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche di cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione ivi compresa la comunicazione al pubblico via satellite e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate, e' riservata in via esclusiva alla Società italiana degli autori ed editori (SIAE) ed agli altri organismi di gestione collettiva di cui al decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35. Tale attività è esercitata per effettuare:
1) la concessione, per conto e nell'interesse degli aventi diritto, di licenze e autorizzazioni per l'utilizzazione economica di opere tutelate;
2) la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
3) la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.
[...]
La suddetta esclusività di poteri non pregiudica la facoltà spettante all'autore, ai suoi successori o agli aventi causa, di esercitare direttamente i diritti loro riconosciuti da questa legge. Nella ripartizione dei proventi prevista al n. 3 del secondo comma una quota parte deve essere in ogni caso riservata all'autore. I limiti e le modalità della ripartizione sono determinati dal regolamento.
[...]

mercoledì 18 ottobre 2017

A Trieste per la OpenAccess Week si parla di open science data

La prossima settimana sarà la International OpenAccess Week 2017 e quest'anno (anno per me particolarmente importante per via dell'uscita del mio libro Fare Open Access) la celebrerò venerdì 27 ottobre all'Università di Trieste in veste di docente di una giornata di dibattito e approfondimento sulla libera diffusione dei dati della ricerca.
L'evento si terrà nell'aula Bachelet, edificio centrale (ala sinistra - primo piano), in piazzale Europa 1 a Trieste, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.
Questo il programma dettagliato della giornata e di seguito la locandina.

Mattina: Seminario di approfondimento "Open Science Data" 
  • 9.30-10.00: Saluti e introduzione alla giornata (Fabio Benedetti, Coordinatore della Commissione di Ateneo per l’accesso aperto, Università degli Studi di Trieste)
  • 10.00-11.00: Open Data della pubblica amministrazione e Open Science Data: quali differenze?
  • 11.00-11.15: Coffee break
  • 11.15-12.30: Open Access e Open Science Data: tra obblighi giuridici e scelte strategiche
Pomeriggio: Corso di approfondimento "Pubblicare per la ricerca e la didattica in Open Access"
  • 14.00-16.00: Parte prima
    - Introduzione storica e principi di base dell’Open Access
    - Indicazioni per fare Open Access correttamente
    - Le licenze per fare Open Access: Creative Commons e simili
  • 16.00-16.15: Coffee break
  • 16.15-17.30: Parte seconda
    - Diffondere i dati della ricerca in modalità open (Open Science Data)
    - Le piattaforme social per la comunicazione scientifica: quando sono davvero Open Access?
Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).

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EDIT: Le slides del mio intervento


lunedì 16 ottobre 2017

Licenze d'autore: a Trento quattro giorni di formazione per musicisti

Nel mese di novembre, per quattro incontri, sarò il docente di un corso di formazione intitolato "Licenze d'autore: le frontiere live e web della musica" e organizzato in quel di Trento da Mattia Pessina (giovane imprenditore attivo nel settore della comunicazione digitale), in collaborazione con il Comune di Trento.
I miei quattro incontri seguiranno il seguente calendario e avranno i seguenti argomenti (che potranno essere ancora oggetto di qualche rifinitura).

Mercoledì 8 novembre: Principi base di diritto d'autore
  • Che cosa tutela di preciso il diritto d'autore
  • Come si acquisiscono i diritti d'autore su una propria opera
  • La tutela della paternità dell'opera e il plagio
  • Tipologie di diritti: diritti morali, diritti di utilizzazione economica e diritti connessi (con focus su quelli rilevanti in campo musicale)
  • Chi sono i titolari dei diritti (con focus su quelli più rilevanti in campo musicale)
  • Quando il diritto d'autore scade: il pubblico dominio (cenni)
  • Libere utilizzazioni ed eccezioni al diritto d'autore (cenni)
  • Quali diritti nel mondo digitale?

Giovedì 9 novembre: Contratti, termini d'uso e licenze
  • Introduzione: liberatorie, licenze, contratti di cessione
  • Il contratto di edizione musicale
  • I contratti di rappresentazione e di esecuzione
  • I termini d'uso delle piattaforme online (YouTube, SoundCloud...)
  • Introduzione al fenomeno open licensing
  • Le licenze Creative Commons in ambito musicale

Mercoledì 15 novembre: Tutela del brand e promozione online del proprio progetto musicale
  • La tutela dei diritti di immagine degli artisti
  • Introduzione alla tutela del brand in campo musicale
  • La ditta e l'insegna
  • Il marchio registrato vs marchio di fatto
  • Marchio di forma, marchio sonoro, marchio di colore e altre tipologie di marchio
  • Il nome, lo pseudonimo, il nome a dominio
  • [ci sarà poi una parte sulla promozione online del progetto musicale, curata da Mattia Pessina]

Giovedì 16 novembre: La gestione collettiva dei diritti e le cooperative di musicisti
  • Le società di gestione collettiva
  • La SIAE: storia e natura giuridica dell'ente
  • L'equo compenso per copia privata
  • Avere a che fare con la SIAE: lato titolari dei diritti
  • Avere a che fare con la SIAE: lato utilizzatori delle opere
  • La gestione collettiva dei diritti connessi (SCF, Nuovo IMAIE, etc.)
  • La questione del monopolio
  • La liberalizzazione del settore e le relative problematiche
  • [ci sarà poi una parte sulle cooperative di musicisti e sugli aspetti fiscali/previdenziali trattata da altro docente]



Tutti gli incontri si tengono in orario serale dalle 18 alle 22, e comprendono un buffet aperto a tutti i partecipanti.
Inoltre, sabato 25 novembre ci sarà un quinto incontro conclusivo, sotto forma di convegno/dibattito, intitolato "Il futuro del diritto d'autore nella musica" a cui parteciperanno Alfredo Esposito di Patamu e Lucian Beierling di SoundReef.

Per il pacchetto completo (comprensivo quindi della partecipazione ai cinque incontri, del materiale didattico e del buffet) è richiesta una quota di partecipazione - davvero simbolica - di 25 euro a persona. Il materiale didattico da me realizzato verrà comunque rilasciato liberamente con una licenza Creative Commons.
Tra l'altro è stata prevista anche la possibilità di seguire il corso in streaming (previa iscrizione, al costo di 20 euro). Quindi anche chi non è della zona di Trento potrà partecipare.

Le iscrizioni sono aperte fino al 31 ottobre e possono essere inoltrate compilando il form che si trova a questo link. Per rimanere aggiornati sull'iniziativa, potete anche seguire l'apposita pagina Facebook.

Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).

mercoledì 11 ottobre 2017

Gestione dei diritti nella comunicazione scientifica open access: mio intervento a IZS di Padova

Domani e venerdì presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it) nei pressi di Padova (Legnaro, viale dell'Università 10) si terrà un corso ECM da 30 crediti intitolato "Risorse e strumenti per la ricerca e la pubblicazione scientifica - come scrivere un articolo", al quale parteciperò come docente.
Come da descrizione ufficiale, il corso si propone di fornire le competenze di base per redigere testi formalmente corretti e curati ai fini della pubblicazione scientifica. Verranno descritte le fasi principali della stesura di un articolo e utili indicazioni per un uso corretto dell’inglese scientifico. Si approfondiranno gli aspetti legati alla authorship, alla submission, al copyright e al processo di revisione. Verranno illustrati il flusso dell’attività scientifica istituzionale e i parametri di valutazione ministeriale per il finanziamento della ricerca corrente. Verranno presentati sistemi di gestione bibliografica utili alla stesura dell'articolo scientifico.
La responsabile scientifica dell'iniziativa è la dott.ssa Licia Ravarotto – Direttore Struttura Complessa “Comunicazione e conoscenza per la salute”. Il corso di formazione è riservato al personale interno.
Il mio intervento si terrà venerdì 13 ottobre dalle ore 11:30 alle ore 13:00 e si intitolerà "Gestione dei diritti nella comunicazione scientifica open access: una questione di consapevolezza".

Chi volesse organizzare un corso simile e volesse coinvolgermi come docente può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).



EDIT: Le slides utilizzate per il seminario

venerdì 6 ottobre 2017

Ancora equivoci sul senso delle licenze Creative Commons

Alla fine dei miei corsi spesso somministro dei test con domande a risposta multipla per verificare l'efficacia del mio intervento formativo. Si tratta di domande relativamente semplici, a cui chiunque abbia seguito il corso dovrebbe essere in grado di rispondere correttamente.
Ce n'è però una che, pur risultando ai miei occhi facile quanto le altre, genera spesso dubbi e richiede da parte mia ulteriori precisazioni. Si tratta di una domanda sulle licenze Creative Commons le cui risposte multiple da me predisposte condensano alcuni dei principali equivoci (per non dire leggende metropolitane) sul tema.
Riporto di seguito la domanda con le risposte multiple e poi procedo a un breve commento.
Quale di queste definizioni può essere considerata corretta?
1) le licenze CC sono licenze di libera distribuzione per opere dell’ingegno;
2) le licenze CC sono un metodo di tutela della paternità di un’opera creativa;
3) le licenze CC sono documenti che impediscono a priori usi impropri delle opere;
4) le licenze CC sono contratti di cessione esclusiva di diritti d’autore. 
Quand'anche non si avesse certezza sulla risposta esatta, ritengo si possa procedere per esclusione; e così infatti procederemo.
Partiamo dalla "più sbagliata" in assoluto, cioè la n. 4. Le licenze CC sono per definizione non esclusive, non comportano una cessione dei diritti e a ben vedere non sono nemmeno propriamente dei contratti.
La n. 2 e la n. 3 incarnano invece due equivoci molto diffusi ma assolutamente da sradicare.
Nonostante tutte le sei licenze CC contengano la clausola "Attribution", le licenze CC non sono in sé un metodo di tutela della paternità di un'opera creativa. Infatti se Tizio è autore di un brano musicale e di questa sua "paternità" c'è piena prova, non è la presenza di una licenza CC a cambiare la situazione; in altre parole, che Tizio rilasci l'opera con licenza CC o meno il suo status di autore e titolare originario dei diritti non cambia (a tal proposito vedi il post Le licenze non tutelano!).
Poi, pensare che le licenze CC siano documenti che impediscono a priori usi impropri delle opere è altamente ingenuo se non addirittura pericoloso. Detto in parole molto povere: se qualcuno vuole fare usi impropri della vostra opera, li può fare comunque, al di là che vi sia una licenza o un bel disclaimer "copyright - all rights reserved". Non è la presenza di una licenza che vi da"a priori" maggiore controllo e maggiore tranquillità in tal senso. Anzi, paradossalmente, rilasciare un'opera con licenza CC può addirittura aumentare il rischio di usi impropri perché - purtroppo - molti utenti non conoscono bene il senso delle CC e pensano che "Creative Commons" significhi "fai quello che vuoi" (si veda ad esempio quanto accaduto al fotografo Caranti l'anno scorso).
Per esclusione dunque si arriva a poter dire che l'unica definizione "non sbagliata" tra queste quattro è la n. 1. Ammetto che la dizione "licenze di libera distribuzione" non è più molto diffusa e utilizzata (nemmeno io la utilizzo più molto nei miei materiali); ma resta comunque l'unica definizione corretta tra le opzioni offerte.

domenica 1 ottobre 2017

Copyright, pubblico dominio e licenze open: corso per i bibliotecari del Politecnico di Milano

Poco dopo l'ampio intervento formativo al Politecnico di Bari della scorsa settimana, questo giovedì (5 ottobre) sarò al Politecnico di Milano sempre per un corso sul diritto d'autore e le licenze open specificamente pensato per gli operatori delle biblioteche.
L'idea è quella di replicare l'esperienza positiva del corso "Tutto ciò che un bibliotecario deve sapere sul diritto d’autore" organizzato da AIB Friuli Venezia Giulia a Trieste nel febbraio 2016, ovviamente con i dovuti aggiornamenti.
Il corso di giovedì sarà invece organizzato da CAeB - Cooperativa Archivistica e Bibliotecaria che gestisce i servizi bibliotecari per il Politecnico di Milano e sarà riservato al personale interno.
Il corso si terrà al Campus Leonardo in via Bonardi 3 (Edificio 14–Nave, piano -1, DASTU, Aula informatica) con orario 9:00–12:30 / 13:30–17:00.

Chi volesse organizzare un corso simile può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).


EDIT: Le slides utilizzate per il corso


venerdì 29 settembre 2017

La proprietà intellettuale in ambito accademico e le licenze open. I materiali del corso di Bari

Condivido in questo post le slides utilizzate per il corso di formazione tenuto questa settimana presso il Politecnico di Bari. Il corso è durato due giornate intere (per un totale di circa 16 ore) e quindi risulta essere uno degli interventi formativi più completi tra quelli da me svolti in questi anni di attività di docenza.
Nella prima giornata mi sono occupato di un'introduzione al diritto d'autore con i suoi principi di base e la presentazione di un quadro di tutti i diritti previsti dalla legge italiana, arrivando a trattare nel dettaglio anche i temi del pubblico dominio, del fair use e delle libere utilizzazioni.
Nella seconda giornata sono invece passato a trattare il mondo degli strumenti di gestione e cessione dei diritti (liberatorie, licenze e contratti), focalizzandomi in particolare sulle licenze open (Creative Commons e simili) e sulla loro applicazione alla produzione scientifico-accademica (Open Access).
Confido che vogliate diffondere il più possibile questo materiale.

Chi volesse organizzare un corso simile può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web (VAI).



martedì 19 settembre 2017

Sette motivi per cui Apple è in declino (secondo Maarten Ectors)

Maarten Ectors, Chief Digital Officer - General Insurance di Legal & General (vedi profilo), in un efficace post su LinkedIn Pulse, in cui definisce emblematicamente Apple come la "lock-in company", mette a fuoco sette motivi per cui secondo lui l'azienda inizierà presto il suo declino.

  1. Apple non ha mai eccelso in Cloud e Data
  2. L'Apple Watch sarà presto una commodity
  3. Amazon Echo ha vinto l'ecosistema del controllo vocale
  4. I tablet e il SaaS (software as a service) rimpiazzeranno i Mac
  5. Gli smartphone ora sono evoulzione e non più rivoluzione
  6. Gli ecosistemi open sono una soluzione win-win per tutti, quelli chiusi sono invece in cui a vincere è più che altro un unico soggetto
  7. Apple sta perdendo su campi strategici come IoT, blockchain e altri

A quanto pare, la politica del lock-in, del non rispetto degli standard, dell'approccio iper-proprietario paga sul corto e medio periodo, ma poi il nodo viene al pettine sul lungo periodo.
Per le argomentazioni con cui Ectors sostiene la sua tesi rimando al post originale "The #iCrisis - the decline of the $1 trillion lock-in company" (in inglese).
Siete d'accordo con il suo punto di vista? Commenti e opinioni sono benvenuti.

lunedì 18 settembre 2017

Roma La Sapienza e Bari Politecnico: ricominciano le docenze in giro per l'Italia

Dopo il seminario tenuto a Bologna ancora in periodo estivo, è ormai tempo di riprendere a pieno regime la mia attività di docenza in giro per l'Italia.
Questa seconda metà di settembre sarà molto densa e vedrà due appuntamenti a distanza ravvicianata, inframmezzati da quello di Pavia già annunciato in precedente post.


Mercoledì 20 settembre sarò all'Università La Sapienza di Roma per un corso intitolato "Tutela e gestione del copyright in ambito accademico"; il corso si terrà dalle 9 alle 17 presso la Sala Organi Collegiali Palazzo del Rettorato ma è rigorosamente rivolto unicamente al personale interno (vedi convocazione sul sito di La Sapienza).


Lunedì 25 e martedì 26 settembre terrò invece due intere giornate di formazione presso il Politecnico di Bari, sempre su temi simili ma con maggior livello di approfondimento e con uno sguardo più accurato all'ambito dell'Open Access e delle licenze Creative Commons. Arriverò nel capoluogo pugliese il pomeriggio di domenica 24 e ripartirò la mattina di mercoledì 27.

domenica 17 settembre 2017

Gli editori scientifici contro ResearchGate: "ti facciamo un'offerta che non potrai rifiutare"

La International Association of Scientific Technical and Medical Publishers (STM), associazione di categoria che coinvolge gli editori scientifici, tecnici, medici e professionali di tutto il mondo e nella quale Elsevier ha grande voce in capitolo, ha deciso di inviare una lettera a ResearchGate nella quale propone l'adesione ad un accordo affinché STM e ResearchGate lavorino insieme "to improve user communication around posting policies which would include references to the informational STM-sponsored site www.howcanIshareit.com and would generally note that for non-OA content, most journals do not permit the public posting of the final version of a journal article."
Benché il tono della lettera (firmata dallo studio legale internazionale Lenz Caemmerer) sia più quello di una proposta di collaborazione (ha infatti come oggetto "STM proposal – RG platform to become consistent with usage and access rights for article sharing"), ad un'attenta lettura si atteggia più da lettera di diffida vera e propria, che per di più impone una scadenza molto stretta: ResearchGate è infatti invitata a prendere una decisione e rispondere entro il prossimo 22 settembre.
Riporto di seguito la parte della lettera che indica puntualmente i termini dell'accordo transattivo proposto dai legali di STM.
Staremo a vedere con estrema curiosità gli esiti della vicenda in questi prossimi giorni.
C'è da dire che questo sembra davvero un grosso nodo che sta arrivando al pettine dopo molto tempo in cui molti hanno segnalato l'anomalia della situazione. Tra questi molti vi è ad esempio Elena Giglia che ne ha parlato chiaramente in molte sue presentazioni (segnalo ad esempio quella dello scorso maggio a Torino: vedi video e slides) e nei capitoli da lei curati nel libro Fare Open Access (scarica il libro liberamente).

Ecco i termini della proposta di STM; l'intera lettera è disponibile sul sito Elsevier.com.

STM extends this offer to you as follows:

  • RG’s users could continue “claiming”, i.e. agreeing to make public or uploading documents in the way they may have become accustomed to with RG’s site. An automated system, utilizing existing technologies and ready to be implemented by STM members, would indicate if the version of the article could be shared publicly or privately. If publicly, then the content could be posted widely. If privately, then the article would remain available only to the co-authors or other private research groups consistent with the STM Voluntary Principles. In addition, a message could be sent to the author showing how to obtain rights to post the article more widely. This system could be implemented within 30-60 days and could then handle this “processing” well within 24 hours. Open Access articles, particularly those under a CC-BY licence, can of course be shared in many different ways and hence would not fall under this system.
  • Researchgate and STM could work together to improve user communication around posting policies which would include references to the informational STM-sponsored site www.howcanIshareit.com and would generally note that for non-OA content, most journals do not permit the public posting of the final version of a journal article.
  • For the large number of articles (final versions/proofs) that are currently hosted on RG’s site without authorization or permission and which are being made available publicly, STM is able to offer a two-pronged solution:
    • For content posted before September 2016, STM members would grant permission for you to keep such material available until the end of June 2018, to enable the parties to review and assess whether such content could remain publicly available and under what terms; and
    • For content posted on or after September 2016, but before the new system above is implemented, STM and RG would work together to assess the number of final versions of articles posted without authorization or permission. RG and STM would be using methods that STM and its members have been reviewing and testing and which STM believe can identify and remove such content easily and accurately. STM believe both parties can implement this before the end of this year.
  • Finally, STM members expect as part of this arrangement another important commitment from you and this relates to preserving the academic record: Specifically, RG would end its extraction of content from hosted articles and the modification of any hosted content, including any and all metadata. It would also mean an end to Researchgate’s own copying and downloading of published journal article content and the creation of internal databases of articles. 

Licenze aperte per il coding aperto: mio seminario a CoderDojo Pavia

Sabato prossimo (23 settembre) sarò ospite dell'Associazione ComPVter (cui avevo già fatto visita appena prima della pausa estiva: vedi il video) per il primo incontro CoderDojo Pavia della nuova stagione 2017-2018. L'appuntamento è per le ore 9.30 presso il Polo Tecnologico (via Fratelli Cuzio 42, Pavia) e l'accesso è libero.
Il mio seminario è intitolato "Licenze aperte per il coding aperto" e sarà più che altro rivolto ai genitori dei "ninja" (così vengono chiamati in gergo i giovani partecipanti) e in generale agli adulti che fossero interessati all'argomento.
In contemporanea ci saranno le normali (e davvero stimolanti) attività previste per gli incontri CoderDojo pavesi, tra cui alcune novità rispetto alle stagioni precedenti. [Non sapete che cos'è CorderDojo? Leggete il mio articolo di un paio di anni fa "Dolcetto o Scratchetto?" scritto per Apogeonline.]
Ci saranno due nuovi laboratori per i ragazzi: per imparare a navigare sicuri in rete e per realizzare videogiochi 3D. I ninja potranno quindi scegliere tra queste sei possibilità, a seconda della loro età e delle loro preferenze:
  • creare il tuo videogioco con Scratch (7-17 anni)
  • creare il tuo videogioco 3D con Unity (11-17 anni, dedicato a chi ha partecipato ad almeno 4 sessioni Scratch e 4 AppInventor)
  • creare la tua App con AppInventor (9-17 anni)
  • primi approcci alla robotica con Sapientino DOC (5-6 anni)
  • dress code: creare tecnologia che puo' essere indossata (6-17 anni)
  • vuoi navigare sicuro in rete? (11-14 anni)
L'incontro sarà anche l'occasione per inaugurare la mostra permanente “I Colori per la Pace: i disegni dei bambini per i grandi della Terra", con Antonio Giannelli (Presidente dell’Associazione “Colori Per La Pace”) e Tommaso Mazzocchi (Presidente di Durabo e fondatore di Polo Tecnologico che ospiterà la mostra permanente).
La partecipazione è libera, ma per questioni organizzative (soprattutto per le attività dei ragazzi) si consiglia di registrarsi attraverso https://coderdojopv.eventbrite.it (iscrizioni aperte a partire da martedì 19 settembre alle ore 20:30). Ricordatevi di verificare i prerequisiti di ciascun laboratorio sul sito.
Di seguito riporto le due pagine della locandina, che vi invito a diffondere presso amici, colleghi e compagni di scuola. Vedi anche l'evento Facebook.
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Vuoi invitarmi come relatore per un seminario simile a questo? Contattami attraverso la appostia sezione del mio sito https://aliprandi.org/.
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(clicca sulle immagini per ingrandirle)

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EDIT: Le slides utilizzate per il mio seminario.
nb: la presentazione riprende - con qualche modifica - quella del webinar "Conoscere e
gestire le licenze open source" di cui è disponibile online il video integrale (VEDI).



venerdì 15 settembre 2017

Le mie videolezioni su Corsidia

Qualche fa mese ho conosciuto Corsidia, piattaforma online per la promozione di attività formative di ogni tipo: sia corsi online, sia corsi in presenza. L'ho provata e l'ho trovata indubbiamente efficace e intuitiva; ho quindi creato un profilo come "scuola" con il brand Copyright-Italia e ho caricato alcuni tra i miei percorsi formativi già diffusi online sotto forma di video e slides. Tutti i percorsi sono fruibili liberamente e gratuitamente; sono infatti caricati sulla versione "gratuita" di Corsidia che risponde al dominio corsidia.org (i corsi a pagamento o comunque rivolti alle aziende vanno invece sotto il dominio corsidia.com).
Contatterò i creatori di Corsidia e scriverò maggiori dettagli sul progetto in altro apposito post; ma intanto ci tenevo a segnalarvi la pubblicazione dei miei corsi.
Li trovate tutti da questa pagina; qui sotto l'immagine riporto i titoli e una breve descrizione.



  • Diritto d'Autore - Videocorso Gratuito OnLine -- Videocorso completo (nove lezioni di circa 20/30 minuti) sul diritto d'autore.
  • La SIAE e la gestione collettiva dei diritti d'autore (corso introduttivo) -- Un breve corso introduttivo sulla SIAE e sulla gestione collettiva dei diritti d'autore, strutturato in quattro videolezioni con slides e in un ebook gratuito.
  • Copyright e Privacy a Scuola -- Principi di base per la corretta gestione di copyright e privacy nell'attività didattica.
  • Conoscere e gestire le licenze Open Source -- Un webinar di circa 40 minuti che introduce in modo chiaro ed efficace al mondo delle licenze di software libero/open source.

[Probabilmente nelle prossime settimane caricherò su Corsidia altri corsi, dunque questo elenco verrà via via aggiornato]



lunedì 11 settembre 2017

Elementary, il sistema operativo "minimal" e tutto open source

Si chiama Elementary OS e viene presentato come un nuovo sistema operativo che rappresenta "un'alternativa veloce ed aperta a Windows e macOS". In realtà, più che di un sistema operativo nuovo in senso proprio, si tratta di una nuova distribuzione GNU/Linux derivata da Ubuntu e ispirata a uno stile semplice e "minimal". Fortemente ancorato ad un approccio "desktop" classico, nell'interfaccia grafica si avvicina a MacOS (e a dire il vero anche la grafica del sito ha un chiaro richiamo allo stile Apple); anche se comunque implementa un ambiente desktop appositamente creato, chiamato Pantheon (versione modificata di GNOME 3).


Esistono tre modi di esplorare e quindi utilizzare le risorse del sistema operativo:

  • Griglia: Vedi tutte le tue app in una griglia in ordine alfabetico. Scorri e trova quella che vuoi.
  • Categorie: Vedi le tue app organizzate automaticamente in categorie. Perfetto per grandi collezioni.
  • Cerca: Lancia app, apri pannelli di impostazioni, lancia comandi, e molto altro nella veloce vista cerca.

Nato in versione sperimentale nel 2011, la sua prima "stable versione" chiamata Loki (v. 0.4) è stata rilasciata esattamente un anno fa (il 9 settembre 2016) ed è basata su Ubuntu 16.04; ora si attende il rilascio di una versione 0.5 (chiamata Juno).
Sul sito ufficiale del progetto, dal quale è possibile scaricare il pacchetto istallabile facendo una donazione di qualsiasi cifra, si sottolinea che tutto è "open source" e che non vi è alcuna attività pubblicitaria e di "spionaggio" a danno degli utenti ("non facciamo offerte pubblicitarie e non raccogliamo dati personali sensibili. Il nostro unico reddito viene direttamente dai nostri utenti").
Maggiori informazioni sulla storia del progetto sono disponibili sull'apposita voce di Wikipedia.

mercoledì 6 settembre 2017

Il caso Volontè e i limiti all'immunità parlamentare: la decisione della Cassazione

L'immunità parlamentare copre l'attività svolta da un deputato quale rappresentante italiano nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa? E' questo il quesito che emerge a livello giuridico dall' "affaire Volontè"; nei giorni scorsi è arrivata l'interpretazione della Suprema Corte.

Nell'ambito del loro lavoro di parlamentari deputati e senatori italiani possono far parte anche di alcuni organi di istituzioni internazionali, quali l'Assemblea parlamentare della NATO, dell'OSCE o -in questo caso- del Consiglio d’Europa.
Photo by European People's Party | License: CC BY
Source: Wikimedia Commons 
Una sentenza della sesta sezione penale della Cassazione (n. 36769/2017) risponde alla domanda se l'immunità parlamentare prevista dall'art. 68 della Costituzione copra anche le attività svolte dai membri del Parlamento quali rappresentanti italiani in questi organi internazionali.
Protagonista della vicenda è l'ex-deputato dell'UDC Luca Volontè, accusato di aver ricevuto una tangente di 2 milioni di euro dal politico azero Elkhan Suleymanov, anche lui componente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Altra questione affrontata dalla Cassazione è se il deputato sia da considerare pubblico ufficiale anche in questo incarico, diverso dalla formazione delle leggi, e quindi se sia configurabile il reato di corruzione.
Il GIP di Milano aveva inizialmente stabilito il non luogo a procedere. A tale sentenza il PM ha proposto ricorso per Cassazione. Su JurisWiki potete leggere la risposta della Suprema Corte (VAI AL TESTO DELLA SENTENZA).

Dalla sentenza è stata estratta la seguente massima (fonte: Cortedicassazione.it):
La Sesta sezione della Corte di cassazione ha affermato i seguenti principi di diritto:- i membri del Parlamento sono pubblici ufficiali anche in relazione alle attività diverse dalla partecipazione alla formazione di atti aventi forza di legge, in quanto il riferimento alla “funzione legislativa”, contenuto nell’art. 357 cod. pen., è comprensivo di tutte le attività (quali quelle di controllo o di indirizzo politico) tipicamente e storicamente connesse all’esercizio dell’attività parlamentare;- l’attività posta in essere da un membro del Parlamento, quale rappresentante italiano nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, è qualificabile come attività svolta da un pubblico ufficiale o, quanto meno, da un incaricato di pubblico servizio, ai sensi degli artt. 357 e 358 cod. pen.;- l’immunità prevista dall’art. 68 Cost. non preclude la perseguibilità del delitto di corruzione per l’esercizio della funzione, di cui all’art. 318 cod. pen., contestato ad un membro del Parlamento in relazione all’attività svolta anche quale rappresentante italiano nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Per un approfondimento giornalistico sulla vicenda, rimando invece all'articolo-inchiesta di Milena Gabanelli su Corriere.it (Il Consiglio d’Europa e il caso Azerbaijan tra regali e milioni).

domenica 3 settembre 2017

Copyright americano per insegnanti e bibliotecari: corso online gratuito (in inglese)

Segnalo un interessante corso online sul copyright americano pensato per insegnanti (e in senso più ampio formatori ed educatori) e bibliotecari, che ho trovato sulla piattaforma Coursera.org.

Descrizione del corso:
La paura e l'incertezza nei confronti delle norme sul diritto d'autore spesso affliggono gli insegnanti e talvolta impedisce l'insegnamento creativo. Questo corso è un'opportunità di sviluppo professionale mirata a fornire un'introduzione di base alla normativa americana sui diritti d'autore e a far crescere insegnanti e bibliotecari di tutti i livelli. I partecipanti al corso scopriranno che - in realtà - la legge è stata progettata per aiutare gli educatori e i bibliotecari.
Il corso è interamente fruibile online e gratuitamente, in lingua inglese con sottotitoli in inglese ed è interamente basato sul diritto statunitense. Il percorso è stato progettato dalla Duke University, dalla Emory University e dalla University of North Carolina at Chapel Hill e prevede un programma di cinque settimane con videolezioni, materiali di lettura e approfondimento, test di verifica.

Al costo di 49 dollari è possibile richiedere anche un'attestazione.
Il corso parte il prossimo 25 di settembre.

Ecco il programma:

  • Settimana 1: Welcome to Copyright Law
    (presentazione del corso e introduzione agli argomenti)
  • Settimana 2: A Framework for Thinking about Copyright
    • Graded: History of Copyright
    • Graded: A Limited Monopoly
    • Graded: Authorship
  • Settimana 3: Owning Rights
    • Graded: Owning Copyright
    • Graded: Limitations on Ownership
  • Settimana 4: Specific Exceptions for Teachers and Librarians
    • Graded: Educational Performances
    • Graded: An Exception for Libraries
    • Graded: Licensing and Permission
  • Settimana 5: Understanding and Using Fair Use
    • Graded: Final Quiz #1: About Copyright
    • Graded: Final Quiz #2: Issues Related to Teaching a Class
    • Graded: Final Quiz #3: Making and Reusing Student-made Films
Trovate maggiori dettagli sui singoli moduli e il form di iscrizione alla pagina https://www.coursera.org/learn/copyright-for-education.

Ovviamente, per coloro che fossero interessati a un corso basato invece sul diritto italiano o che semplicemente avessero problemi con la lingua inglese, rimando ai miei videocorsi:
  • Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università (VAI)
  • Il copyright nella scuola digitale e nel PNSD: videocorso gratuito (VAI)
  • Introduzione al diritto d'autore: videocorso completo (VAI




mercoledì 9 agosto 2017

Blandini (direttore generale SIAE) in versione samurai: sana ironia o buffonata evitabile?

Questa mattina il direttore Generale della SIAE, dott. Gaetano Blandini, ha postato sul suo profilo Twitter questo video, in cui si pone come paladino-samurai a difesa dei diritti degli autori SIAE (anzi, dei creativi in generale) contro gli speculatori.


Il tweet originale è disponibile qui https://twitter.com/g_blandini/status/895161267874398209; ma nel dubbio che fosse rimosso ho provveduto a farne una copia e caricarlo anche su YouTube (invocando un diritto di cronaca e di fair use che spero Google non voglia negarmi).
Finalmente, dopo anni e anni di dibattito sulla SIAE condotto con toni beceri (da tutte le parti), possiamo dire che adesso ci siamo spostati su un livello ben più civile ed elegante, che privilegia un approccio tecnico-scientifico.*
Alcuni, tra cui per primo Davide D'Atri di Soundreef (vedi tweet), hanno chiesto se Blandini prima di postare il video si sia messo in regola per i diritti di sincronizzazione del noto brano musicale che compare nella colonna sonora del film di Tarantino.
Rimango ancora disorientato tra l'apprezzare la vena autoironica del Blandini e lo stigmatizzare un comportamento discutibile per qualcuno che ricopre una carica istituzionale (in una fase delicata come questa).
Mi chiedo anche chi siano di preciso gli "speculatori" a cui simbolicamente rivolge la lama della sua katana.
Gradirei sentire l'opinione a caldo di voi miei pochi lettori.


* ovviamente sono sarcastico

mercoledì 12 luglio 2017

La farsa dell'abolizione del roaming: se poi gli operatori applicano altri balzelli...

Dal 15 giugno è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (vai al testo del regolamento). Si tratta di una novità normativa che mira ad abbattere le barriere nazionali tra i servizi di telefonia e a creare quello che viene chiamato Digital Single Market.

Come spiega un articolo di IlPost.it, per effetto di questo nuovo regolamento, a partire dal giorno 15 giugno,
telefonate, messaggi e traffico internet all’estero costeranno quanto in Italia, e rientreranno nei pacchetti stipulati con l’operatore nazionale. Chi ha un contratto senza soglie massime di minuti, messaggi continuerà a non avere limiti sulle chiamate e sui messaggi in roaming.
Bello, bellissimo! Ma allora posso utilizzare le "chiamate illimitate" del mio piano tariffario e chiamare liberamente i miei colleghi di dottorato che stanno a Londra o i miei amici che stanno in Germania!
No, attenzione, è meno semplice di quello che può sembrare e di come è stato presentato dagli organi di stampa (e io per primo ci sono cascato nei giorni scorsi).

Innanzitutto chiariamo che cos'è il roaming. Il roaming consiste nell'appoggiarsi ad un operatore telefonico estero per accedere alla rete telefonica. Il nuovo regolamento implica che gli operatori telefonici UE non possano far pagare un balzello aggiuntivo per il semplice servizio di roaming.

Per maggiore chiarezza, nel documento "Il roaming a tariffa nazionale: domande frequenti" disponibile sul sito della Commissione Europea si legge a pagina 1:
Ci sono eccezioni o regole nascoste per questo nuovo diritto?
Si potrà usufruire del roaming a tariffa nazionale durante qualsiasi permanenza temporanea in uno Stato membro diverso da quello in cui si vive. Chi si trasferisce stabilmente in un altro paese dell’UE non potrà più beneficiare delle offerte di roaming a tariffa nazionale degli operatori del paese di provenienza. Potrà invece usufruire del roaming a tariffa nazionale durante i viaggi in altri Stati membri sottoscrivendo un abbonamento di telefonia mobile nel nuovo paese di residenza.
Più avanti, a pagina 3, si legge inoltre:
I miei nuovi diritti riguardano anche le chiamate verso gli amici all’estero fatte dal mio paese di residenza?
No. Le chiamate fatte dal proprio paese di residenza non rientrano nel roaming. I nuovi diritti riguardano le comunicazioni (chiamate, SMS, dati) effettuate quando si utilizzano i servizi di roaming nell’UE, ossia quando si viaggia in un altro paese dell’UE. I prezzi delle chiamate dal proprio paese di residenza verso un paese straniero, anche dell’UE, non sono regolamentati.
In sostanza si sta spiegando che ci si libera dei costi di roaming solo quando si è all'estero e appunto, utilizzando il nostro telefono italiano, ci agganciamo alla rete di un operatore locale. Ma in tutti gli altri casi i costi non cambiano (o forse addirittura, come spiego più avanti, sono paradossalmente aumentati). Come capirete questo quadro non legittima affatto a salutare questo regolamento come l'avvenuto abbattimento delle barriere telefoniche trai i 28 paesi dell'UE come alcuni organi di stampa hanno fatto; una maggior precisione nella comunicazione forse non avrebbe guastato.

Ad ogni modo, colto dal dubbio, questa sera ho fatto una chiamata al servizio clienti di Vodafone per capire la mia situazione e in effetti l'operatrice (palesemente disorientata dalle mie richieste) mi ha confermato che mi sono stati addebitati circa 7 euro per alcune chiamata transazionali da me effettuate in questi giorni.
Le dico di voler contestare quella spesa e le chiedo di avviare una richiesta di storno. Mi risponde che non può farlo e dunque risolviamo con la mia promessa di contestare formalmente la fattura una volta che verrà emessa.

Mentre discuto con lei, però, mi sovviene che quando andai all'estero pochi mesi fa, appena superato il confine, mi arrivò un SMS di Vodafone che mi avvisava dell'attivazione di Vodafone Passport, servizio che al costo di 3 euro mi permetteva di usare il cellulare liberamente per tutta la giornata. Era una soluzione pratica ed economica che permetteva di usare dati e chiamate entro una certa soglia. Visto che avevo attivato questa opzione già molti mesi fa, chiedo all'operatrice come mai non sia scattata anche questa volta. Mi risponde che con l'avvento di questo nuovo regolamento sul roaming Vodafone ha deciso di disattivarla per i paesi UE. Allora le chiedo: "Mi scusi, visto che sarò all'estero ancora nei prossimi giorni, come potrò fare per non pagare costi aggiuntivi nelle chiamate e nell'utilizzo dati?"
La risposta è stata: "Mi spiace, ma adesso non ci sono più offerte relative ai paesi UE e quindi potrà chiamare solo a consumo al costo di X centesimi al minuto".

Tutto ciò mi lascia molto perplesso. Alla fine, nei fatti, per come è interpretato e applicato questo regolamento attualmente, pare che gli utenti non ne escano molto avvantaggiati; in sostanza sono stati sì tolti i costi di roaming in sé, ma nello stesso tempo gli utenti da un lato sono rimasti ingannati da una imprecisa comunicazione da parte della stampa (compresi gli spot tv circolati in queste settimane), dall'altro sono rimasti vittime di modifiche delle promozioni sul traffico estero precedentemente offerte dai loro operatori.

Confido che le istituzioni preposte al controllo e le associazioni dei consumatori si attivino quanto prima per far sì che questa situazione sia superata e che presto le barriere artificiose nelle comunicazioni telefoniche all'interno dell'UE vengano abbattute. Intendo abbattute DAVVERO e non abbattute solo nominalmente.


Per approfondire: