martedì 19 settembre 2017

Sette motivi per cui Apple è in declino (secondo Maarten Ectors)

Maarten Ectors, Chief Digital Officer - General Insurance di Legal & General (vedi profilo), in un efficace post su LinkedIn Pulse, in cui definisce emblematicamente Apple come la "lock-in company", mette a fuoco sette motivi per cui secondo lui l'azienda inizierà presto il suo declino.

  1. Apple non ha mai eccelso in Cloud e Data
  2. L'Apple Watch sarà presto una commodity
  3. Amazon Echo ha vinto l'ecosistema del controllo vocale
  4. I tablet e il SaaS (software as a service) rimpiazzeranno i Mac
  5. Gli smartphone ora sono evoulzione e non più rivoluzione
  6. Gli ecosistemi open sono una soluzione win-win per tutti, quelli chiusi sono invece in cui a vincere è più che altro un unico soggetto
  7. Apple sta perdendo su campi strategici come IoT, blockchain e altri

A quanto pare, la politica del lock-in, del non rispetto degli standard, dell'approccio iper-proprietario paga sul corto e medio periodo, ma poi il nodo viene al pettine sul lungo periodo.
Per le argomentazioni con cui Ectors sostiene la sua tesi rimando al post originale "The #iCrisis - the decline of the $1 trillion lock-in company" (in inglese).
Siete d'accordo con il suo punto di vista? Commenti e opinioni sono benvenuti.

lunedì 18 settembre 2017

Roma La Sapienza e Bari Politecnico: ricominciano le docenze in giro per l'Italia

Dopo il seminario tenuto a Bologna ancora in periodo estivo, è ormai tempo di riprendere a pieno regime la mia attività di docenza in giro per l'Italia.
Questa seconda metà di settembre sarà molto densa e vedrà due appuntamenti a distanza ravvicianata, inframmezzati da quello di Pavia già annunciato in precedente post.


Mercoledì 20 settembre sarò all'Università La Sapienza di Roma per un corso intitolato "Tutela e gestione del copyright in ambito accademico"; il corso si terrà dalle 9 alle 17 presso la Sala Organi Collegiali Palazzo del Rettorato ma è rigorosamente rivolto unicamente al personale interno (vedi convocazione sul sito di La Sapienza).


Lunedì 25 e martedì 26 settembre terrò invece due intere giornate di formazione presso il Politecnico di Bari, sempre su temi simili ma con maggior livello di approfondimento e con uno sguardo più accurato all'ambito dell'Open Access e delle licenze Creative Commons. Arriverò nel capoluogo pugliese il pomeriggio di domenica 24 e ripartirò la mattina di mercoledì 27.

domenica 17 settembre 2017

Gli editori scientifici contro ResearchGate: "ti facciamo un'offerta che non potrai rifiutare"

La International Association of Scientific Technical and Medical Publishers (STM), associazione di categoria che coinvolge gli editori scientifici, tecnici, medici e professionali di tutto il mondo e nella quale Elsevier ha grande voce in capitolo, ha deciso di inviare una lettera a ResearchGate nella quale propone l'adesione ad un accordo affinché STM e ResearchGate lavorino insieme "to improve user communication around posting policies which would include references to the informational STM-sponsored site www.howcanIshareit.com and would generally note that for non-OA content, most journals do not permit the public posting of the final version of a journal article."
Benché il tono della lettera (firmata dallo studio legale internazionale Lenz Caemmerer) sia più quello di una proposta di collaborazione (ha infatti come oggetto "STM proposal – RG platform to become consistent with usage and access rights for article sharing"), ad un'attenta lettura si atteggia più da lettera di diffida vera e propria, che per di più impone una scadenza molto stretta: ResearchGate è infatti invitata a prendere una decisione e rispondere entro il prossimo 22 settembre.
Riporto di seguito la parte della lettera che indica puntualmente i termini dell'accordo transattivo proposto dai legali di STM.
Staremo a vedere con estrema curiosità gli esiti della vicenda in questi prossimi giorni.
C'è da dire che questo sembra davvero un grosso nodo che sta arrivando al pettine dopo molto tempo in cui molti hanno segnalato l'anomalia della situazione. Tra questi molti vi è ad esempio Elena Giglia che ne ha parlato chiaramente in molte sue presentazioni (segnalo ad esempio quella dello scorso maggio a Torino: vedi video e slides) e nei capitoli da lei curati nel libro Fare Open Access (scarica il libro liberamente).

Ecco i termini della proposta di STM; l'intera lettera è disponibile sul sito Elsevier.com.

STM extends this offer to you as follows:

  • RG’s users could continue “claiming”, i.e. agreeing to make public or uploading documents in the way they may have become accustomed to with RG’s site. An automated system, utilizing existing technologies and ready to be implemented by STM members, would indicate if the version of the article could be shared publicly or privately. If publicly, then the content could be posted widely. If privately, then the article would remain available only to the co-authors or other private research groups consistent with the STM Voluntary Principles. In addition, a message could be sent to the author showing how to obtain rights to post the article more widely. This system could be implemented within 30-60 days and could then handle this “processing” well within 24 hours. Open Access articles, particularly those under a CC-BY licence, can of course be shared in many different ways and hence would not fall under this system.
  • Researchgate and STM could work together to improve user communication around posting policies which would include references to the informational STM-sponsored site www.howcanIshareit.com and would generally note that for non-OA content, most journals do not permit the public posting of the final version of a journal article.
  • For the large number of articles (final versions/proofs) that are currently hosted on RG’s site without authorization or permission and which are being made available publicly, STM is able to offer a two-pronged solution:
    • For content posted before September 2016, STM members would grant permission for you to keep such material available until the end of June 2018, to enable the parties to review and assess whether such content could remain publicly available and under what terms; and
    • For content posted on or after September 2016, but before the new system above is implemented, STM and RG would work together to assess the number of final versions of articles posted without authorization or permission. RG and STM would be using methods that STM and its members have been reviewing and testing and which STM believe can identify and remove such content easily and accurately. STM believe both parties can implement this before the end of this year.
  • Finally, STM members expect as part of this arrangement another important commitment from you and this relates to preserving the academic record: Specifically, RG would end its extraction of content from hosted articles and the modification of any hosted content, including any and all metadata. It would also mean an end to Researchgate’s own copying and downloading of published journal article content and the creation of internal databases of articles. 

Licenze aperte per il coding aperto: mio seminario a CoderDojo Pavia

Sabato prossimo (23 settembre) sarò ospite dell'Associazione ComPVter (cui avevo già fatto visita appena prima della pausa estiva: vedi il video) per il primo incontro CoderDojo Pavia della nuova stagione 2017-2018. L'appuntamento è per le ore 9.30 presso il Polo Tecnologico (via Fratelli Cuzio 42, Pavia) e l'accesso è libero.
Il mio seminario è intitolato "Licenze aperte per il coding aperto" e sarà più che altro rivolto ai genitori dei "ninja" (così vengono chiamati in gergo i giovani partecipanti) e in generale agli adulti che fossero interessati all'argomento.


In contemporanea ci saranno le normali (e davvero stimolanti) attività previste per gli incontri CoderDojo pavesi, tra cui alcune novità rispetto alle stagioni precedenti. [Non sapete che cos'è CorderDojo? Leggete il mio articolo di un paio di anni fa "Dolcetto o Scratchetto?" scritto per Apogeonline.]
Ci saranno due nuovi laboratori per i ragazzi: per imparare a navigare sicuri in rete e per realizzare videogiochi 3D. I ninja potranno quindi scegliere tra queste sei possibilità, a seconda della loro età e delle loro preferenze:

  • creare il tuo videogioco con Scratch (7-17 anni)
  • creare il tuo videogioco 3D con Unity (11-17 anni, dedicato a chi ha partecipato ad almeno 4 sessioni Scratch e 4 AppInventor)
  • creare la tua App con AppInventor (9-17 anni)
  • primi approcci alla robotica con Sapientino DOC (5-6 anni)
  • dress code: creare tecnologia che puo' essere indossata (6-17 anni)
  • vuoi navigare sicuro in rete? (11-14 anni)

L'incontro sarà anche l'occasione per inaugurare la mostra permanente “I Colori per la Pace: i disegni dei bambini per i grandi della Terra", con Antonio Giannelli (Presidente dell’Associazione “Colori Per La Pace”) e Tommaso Mazzocchi (Presidente di Durabo e fondatore di Polo Tecnologico che ospiterà la mostra permanente).

La partecipazione è libera, ma per questioni organizzative (soprattutto per le attività dei ragazzi) si consiglia di registrarsi attraverso https://coderdojopv.eventbrite.it (iscrizioni aperte a partire da martedì 19 settembre alle ore 20:30). Ricordatevi di verificare i prerequisiti di ciascun laboratorio sul sito.

Di seguito riporto le due pagine della locandina, che vi invito a diffondere presso amici, colleghi e compagni di scuola. Vedi anche l'evento Facebook.
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Vuoi invitarmi come relatore per un seminario simile a questo? Contattami attraverso la appostia sezione del mio sito https://aliprandi.org/.
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venerdì 15 settembre 2017

Le mie videolezioni su Corsidia

Qualche fa mese ho conosciuto Corsidia, piattaforma online per la promozione di attività formative di ogni tipo: sia corsi online, sia corsi in presenza. L'ho provata e l'ho trovata indubbiamente efficace e intuitiva; ho quindi creato un profilo come "scuola" con il brand Copyright-Italia e ho caricato alcuni tra i miei percorsi formativi già diffusi online sotto forma di video e slides. Tutti i percorsi sono fruibili liberamente e gratuitamente; sono infatti caricati sulla versione "gratuita" di Corsidia che risponde al dominio corsidia.org (i corsi a pagamento o comunque rivolti alle aziende vanno invece sotto il dominio corsidia.com).
Contatterò i creatori di Corsidia e scriverò maggiori dettagli sul progetto in altro apposito post; ma intanto ci tenevo a segnalarvi la pubblicazione dei miei corsi.
Li trovate tutti da questa pagina; qui sotto l'immagine riporto i titoli e una breve descrizione.



  • Diritto d'Autore - Videocorso Gratuito OnLineVideocorso completo (nove lezioni di circa 20/30 minuti) sul diritto d'autore.
  • La SIAE e la gestione collettiva dei diritti d'autore (corso introduttivo)Un breve corso introduttivo sulla SIAE e sulla gestione collettiva dei diritti d'autore, strutturato in quattro videolezioni con slides e in un ebook gratuito.
  • Copyright e Privacy a ScuolaPrincipi di base per la corretta gestione di copyright e privacy nell'attività didattica.
  • Conoscere e gestire le licenze Open SourceUn webinar di circa 40 minuti che introduce in modo chiaro ed efficace al mondo delle licenze di software libero/open source.

[Probabilmente nelle prossime settimane caricherò su Corsidia altri corsi, dunque questo elenco verrà via via aggiornato]



lunedì 11 settembre 2017

Elementary, il sistema operativo "minimal" e tutto open source

Si chiama Elementary OS e viene presentato come un nuovo sistema operativo che rappresenta "un'alternativa veloce ed aperta a Windows e macOS". In realtà, più che di un sistema operativo nuovo in senso proprio, si tratta di una nuova distribuzione GNU/Linux derivata da Ubuntu e ispirata a uno stile semplice e "minimal". Fortemente ancorato ad un approccio "desktop" classico, nell'interfaccia grafica si avvicina a MacOS (e a dire il vero anche la grafica del sito ha un chiaro richiamo allo stile Apple); anche se comunque implementa un ambiente desktop appositamente creato, chiamato Pantheon (versione modificata di GNOME 3).


Esistono tre modi di esplorare e quindi utilizzare le risorse del sistema operativo:

  • Griglia: Vedi tutte le tue app in una griglia in ordine alfabetico. Scorri e trova quella che vuoi.
  • Categorie: Vedi le tue app organizzate automaticamente in categorie. Perfetto per grandi collezioni.
  • Cerca: Lancia app, apri pannelli di impostazioni, lancia comandi, e molto altro nella veloce vista cerca.

Nato in versione sperimentale nel 2011, la sua prima "stable versione" chiamata Loki (v. 0.4) è stata rilasciata esattamente un anno fa (il 9 settembre 2016) ed è basata su Ubuntu 16.04; ora si attende il rilascio di una versione 0.5 (chiamata Juno).
Sul sito ufficiale del progetto, dal quale è possibile scaricare il pacchetto istallabile facendo una donazione di qualsiasi cifra, si sottolinea che tutto è "open source" e che non vi è alcuna attività pubblicitaria e di "spionaggio" a danno degli utenti ("non facciamo offerte pubblicitarie e non raccogliamo dati personali sensibili. Il nostro unico reddito viene direttamente dai nostri utenti").
Maggiori informazioni sulla storia del progetto sono disponibili sull'apposita voce di Wikipedia.

mercoledì 6 settembre 2017

Il caso Volontè e i limiti all'immunità parlamentare: la decisione della Cassazione

L'immunità parlamentare copre l'attività svolta da un deputato quale rappresentante italiano nell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa? E' questo il quesito che emerge a livello giuridico dall' "affaire Volontè"; nei giorni scorsi è arrivata l'interpretazione della Suprema Corte.

Nell'ambito del loro lavoro di parlamentari deputati e senatori italiani possono far parte anche di alcuni organi di istituzioni internazionali, quali l'Assemblea parlamentare della NATO, dell'OSCE o -in questo caso- del Consiglio d’Europa.
Photo by European People's Party | License: CC BY
Source: Wikimedia Commons 
Una sentenza della sesta sezione penale della Cassazione (n. 36769/2017) risponde alla domanda se l'immunità parlamentare prevista dall'art. 68 della Costituzione copra anche le attività svolte dai membri del Parlamento quali rappresentanti italiani in questi organi internazionali.
Protagonista della vicenda è l'ex-deputato dell'UDC Luca Volontè, accusato di aver ricevuto una tangente di 2 milioni di euro dal politico azero Elkhan Suleymanov, anche lui componente dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Altra questione affrontata dalla Cassazione è se il deputato sia da considerare pubblico ufficiale anche in questo incarico, diverso dalla formazione delle leggi, e quindi se sia configurabile il reato di corruzione.
Il GIP di Milano aveva inizialmente stabilito il non luogo a procedere. A tale sentenza il PM ha proposto ricorso per Cassazione. Su JurisWiki potete leggere la risposta della Suprema Corte (VAI AL TESTO DELLA SENTENZA).

Dalla sentenza è stata estratta la seguente massima (fonte: Cortedicassazione.it):
La Sesta sezione della Corte di cassazione ha affermato i seguenti principi di diritto:- i membri del Parlamento sono pubblici ufficiali anche in relazione alle attività diverse dalla partecipazione alla formazione di atti aventi forza di legge, in quanto il riferimento alla “funzione legislativa”, contenuto nell’art. 357 cod. pen., è comprensivo di tutte le attività (quali quelle di controllo o di indirizzo politico) tipicamente e storicamente connesse all’esercizio dell’attività parlamentare;- l’attività posta in essere da un membro del Parlamento, quale rappresentante italiano nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, è qualificabile come attività svolta da un pubblico ufficiale o, quanto meno, da un incaricato di pubblico servizio, ai sensi degli artt. 357 e 358 cod. pen.;- l’immunità prevista dall’art. 68 Cost. non preclude la perseguibilità del delitto di corruzione per l’esercizio della funzione, di cui all’art. 318 cod. pen., contestato ad un membro del Parlamento in relazione all’attività svolta anche quale rappresentante italiano nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa.
Per un approfondimento giornalistico sulla vicenda, rimando invece all'articolo-inchiesta di Milena Gabanelli su Corriere.it (Il Consiglio d’Europa e il caso Azerbaijan tra regali e milioni).

domenica 3 settembre 2017

Copyright americano per insegnanti e bibliotecari: corso online gratuito (in inglese)

Segnalo un interessante corso online sul copyright americano pensato per insegnanti (e in senso più ampio formatori ed educatori) e bibliotecari, che ho trovato sulla piattaforma Coursera.org.

Descrizione del corso:
La paura e l'incertezza nei confronti delle norme sul diritto d'autore spesso affliggono gli insegnanti e talvolta impedisce l'insegnamento creativo. Questo corso è un'opportunità di sviluppo professionale mirata a fornire un'introduzione di base alla normativa americana sui diritti d'autore e a far crescere insegnanti e bibliotecari di tutti i livelli. I partecipanti al corso scopriranno che - in realtà - la legge è stata progettata per aiutare gli educatori e i bibliotecari.
Il corso è interamente fruibile online e gratuitamente, in lingua inglese con sottotitoli in inglese ed è interamente basato sul diritto statunitense. Il percorso è stato progettato dalla Duke University, dalla Emory University e dalla University of North Carolina at Chapel Hill e prevede un programma di cinque settimane con videolezioni, materiali di lettura e approfondimento, test di verifica.

Al costo di 49 dollari è possibile richiedere anche un'attestazione.
Il corso parte il prossimo 25 di settembre.

Ecco il programma:

  • Settimana 1: Welcome to Copyright Law
    (presentazione del corso e introduzione agli argomenti)
  • Settimana 2: A Framework for Thinking about Copyright
    • Graded: History of Copyright
    • Graded: A Limited Monopoly
    • Graded: Authorship
  • Settimana 3: Owning Rights
    • Graded: Owning Copyright
    • Graded: Limitations on Ownership
  • Settimana 4: Specific Exceptions for Teachers and Librarians
    • Graded: Educational Performances
    • Graded: An Exception for Libraries
    • Graded: Licensing and Permission
  • Settimana 5: Understanding and Using Fair Use
    • Graded: Final Quiz #1: About Copyright
    • Graded: Final Quiz #2: Issues Related to Teaching a Class
    • Graded: Final Quiz #3: Making and Reusing Student-made Films
Trovate maggiori dettagli sui singoli moduli e il form di iscrizione alla pagina https://www.coursera.org/learn/copyright-for-education.

Ovviamente, per coloro che fossero interessati a un corso basato invece sul diritto italiano o che semplicemente avessero problemi con la lingua inglese, rimando ai miei videocorsi:
  • Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università (VAI)
  • Il copyright nella scuola digitale e nel PNSD: videocorso gratuito (VAI)
  • Introduzione al diritto d'autore: videocorso completo (VAI




mercoledì 9 agosto 2017

Blandini (direttore generale SIAE) in versione samurai: sana ironia o buffonata evitabile?

Questa mattina il direttore Generale della SIAE, dott. Gaetano Blandini, ha postato sul suo profilo Twitter questo video, in cui si pone come paladino-samurai a difesa dei diritti degli autori SIAE (anzi, dei creativi in generale) contro gli speculatori.


Il tweet originale è disponibile qui https://twitter.com/g_blandini/status/895161267874398209; ma nel dubbio che fosse rimosso ho provveduto a farne una copia e caricarlo anche su YouTube (invocando un diritto di cronaca e di fair use che spero Google non voglia negarmi).
Finalmente, dopo anni e anni di dibattito sulla SIAE condotto con toni beceri (da tutte le parti), possiamo dire che adesso ci siamo spostati su un livello ben più civile ed elegante, che privilegia un approccio tecnico-scientifico.*
Alcuni, tra cui per primo Davide D'Atri di Soundreef (vedi tweet), hanno chiesto se Blandini prima di postare il video si sia messo in regola per i diritti di sincronizzazione del noto brano musicale che compare nella colonna sonora del film di Tarantino.
Rimango ancora disorientato tra l'apprezzare la vena autoironica del Blandini e lo stigmatizzare un comportamento discutibile per qualcuno che ricopre una carica istituzionale (in una fase delicata come questa).
Mi chiedo anche chi siano di preciso gli "speculatori" a cui simbolicamente rivolge la lama della sua katana.
Gradirei sentire l'opinione a caldo di voi miei pochi lettori.


* ovviamente sono sarcastico

mercoledì 12 luglio 2017

La farsa dell'abolizione del roaming: se poi gli operatori applicano altri balzelli...

Dal 15 giugno è entrato in vigore il regolamento (UE) n. 531/2012 relativo al roaming sulle reti pubbliche di comunicazioni mobili all’interno dell’Unione (vai al testo del regolamento). Si tratta di una novità normativa che mira ad abbattere le barriere nazionali tra i servizi di telefonia e a creare quello che viene chiamato Digital Single Market.

Come spiega un articolo di IlPost.it, per effetto di questo nuovo regolamento, a partire dal giorno 15 giugno,
telefonate, messaggi e traffico internet all’estero costeranno quanto in Italia, e rientreranno nei pacchetti stipulati con l’operatore nazionale. Chi ha un contratto senza soglie massime di minuti, messaggi continuerà a non avere limiti sulle chiamate e sui messaggi in roaming.
Bello, bellissimo! Ma allora posso utilizzare le "chiamate illimitate" del mio piano tariffario e chiamare liberamente i miei colleghi di dottorato che stanno a Londra o i miei amici che stanno in Germania!
No, attenzione, è meno semplice di quello che può sembrare e di come è stato presentato dagli organi di stampa (e io per primo ci sono cascato nei giorni scorsi).

Innanzitutto chiariamo che cos'è il roaming. Il roaming consiste nell'appoggiarsi ad un operatore telefonico estero per accedere alla rete telefonica. Il nuovo regolamento implica che gli operatori telefonici UE non possano far pagare un balzello aggiuntivo per il semplice servizio di roaming.

Per maggiore chiarezza, nel documento "Il roaming a tariffa nazionale: domande frequenti" disponibile sul sito della Commissione Europea si legge a pagina 1:
Ci sono eccezioni o regole nascoste per questo nuovo diritto?
Si potrà usufruire del roaming a tariffa nazionale durante qualsiasi permanenza temporanea in uno Stato membro diverso da quello in cui si vive. Chi si trasferisce stabilmente in un altro paese dell’UE non potrà più beneficiare delle offerte di roaming a tariffa nazionale degli operatori del paese di provenienza. Potrà invece usufruire del roaming a tariffa nazionale durante i viaggi in altri Stati membri sottoscrivendo un abbonamento di telefonia mobile nel nuovo paese di residenza.
Più avanti, a pagina 3, si legge inoltre:
I miei nuovi diritti riguardano anche le chiamate verso gli amici all’estero fatte dal mio paese di residenza?
No. Le chiamate fatte dal proprio paese di residenza non rientrano nel roaming. I nuovi diritti riguardano le comunicazioni (chiamate, SMS, dati) effettuate quando si utilizzano i servizi di roaming nell’UE, ossia quando si viaggia in un altro paese dell’UE. I prezzi delle chiamate dal proprio paese di residenza verso un paese straniero, anche dell’UE, non sono regolamentati.
In sostanza si sta spiegando che ci si libera dei costi di roaming solo quando si è all'estero e appunto, utilizzando il nostro telefono italiano, ci agganciamo alla rete di un operatore locale. Ma in tutti gli altri casi i costi non cambiano (o forse addirittura, come spiego più avanti, sono paradossalmente aumentati). Come capirete questo quadro non legittima affatto a salutare questo regolamento come l'avvenuto abbattimento delle barriere telefoniche trai i 28 paesi dell'UE come alcuni organi di stampa hanno fatto; una maggior precisione nella comunicazione forse non avrebbe guastato.

Ad ogni modo, colto dal dubbio, questa sera ho fatto una chiamata al servizio clienti di Vodafone per capire la mia situazione e in effetti l'operatrice (palesemente disorientata dalle mie richieste) mi ha confermato che mi sono stati addebitati circa 7 euro per alcune chiamata transazionali da me effettuate in questi giorni.
Le dico di voler contestare quella spesa e le chiedo di avviare una richiesta di storno. Mi risponde che non può farlo e dunque risolviamo con la mia promessa di contestare formalmente la fattura una volta che verrà emessa.

Mentre discuto con lei, però, mi sovviene che quando andai all'estero pochi mesi fa, appena superato il confine, mi arrivò un SMS di Vodafone che mi avvisava dell'attivazione di Vodafone Passport, servizio che al costo di 3 euro mi permetteva di usare il cellulare liberamente per tutta la giornata. Era una soluzione pratica ed economica che permetteva di usare dati e chiamate entro una certa soglia. Visto che avevo attivato questa opzione già molti mesi fa, chiedo all'operatrice come mai non sia scattata anche questa volta. Mi risponde che con l'avvento di questo nuovo regolamento sul roaming Vodafone ha deciso di disattivarla per i paesi UE. Allora le chiedo: "Mi scusi, visto che sarò all'estero ancora nei prossimi giorni, come potrò fare per non pagare costi aggiuntivi nelle chiamate e nell'utilizzo dati?"
La risposta è stata: "Mi spiace, ma adesso non ci sono più offerte relative ai paesi UE e quindi potrà chiamare solo a consumo al costo di X centesimi al minuto".

Tutto ciò mi lascia molto perplesso. Alla fine, nei fatti, per come è interpretato e applicato questo regolamento attualmente, pare che gli utenti non ne escano molto avvantaggiati; in sostanza sono stati sì tolti i costi di roaming in sé, ma nello stesso tempo gli utenti da un lato sono rimasti ingannati da una imprecisa comunicazione da parte della stampa (compresi gli spot tv circolati in queste settimane), dall'altro sono rimasti vittime di modifiche delle promozioni sul traffico estero precedentemente offerte dai loro operatori.

Confido che le istituzioni preposte al controllo e le associazioni dei consumatori si attivino quanto prima per far sì che questa situazione sia superata e che presto le barriere artificiose nelle comunicazioni telefoniche all'interno dell'UE vengano abbattute. Intendo abbattute DAVVERO e non abbattute solo nominalmente.


Per approfondire:

Videocorso | Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università

Il 20 giugno 2017 ho tenuto presso l'Università degli Studi di Trieste un corso di formazione intitolato "Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università".

L'intento del corso, durato complessivamente circa 3 ore, era fornire un’introduzione di carattere generale alla legge sul diritto d’autore, focalizzandosi sulle sue applicazioni nel settore dell’editoria accademica, sia per quanto riguarda i contratti di edizione che per l’archiviazione e disseminazione delle pubblicazioni scientifiche su repository istituzionali e archivi della ricerca nel contesto dell’accesso aperto.

Tutta la mattinata è stata videoregistrata con apparecchiature professionali e i materiale video è stato poi montato per realizzare un videocorso che possa essere fruito efficacemente anche online da chiunque fosse interessato.

Il corso è strutturato come segue:
  • Introduzione - Studiare e comprendere il diritto d'autore (in ambito accademico) [circa 15 minuti]
  • Parte 1 - Principi di base del diritto d'autore [circa 100 minuti]
  • Parte 2 - Pubblico dominio, fair use e libere utilizzazioni [circa 25 minuti]
  • Parte 3 - Il diritto d'autore negli enti pubblici (per la legge italiana) [circa 15 minuti]
  • Parte 4 - Le licenze open (Creative Commons e simili) [circa 40 minuti]

Condivido di seguito i cinque video e le slides utilizzate. I file MP4 sono anche scaricabili liberamente (sotto licenza CC) dal repository istituzionale dell'ateneo triestino a questo LINK.

I VIDEO






martedì 20 giugno 2017

Arte e consapevolezza digitale: fra diritto d’autore e creatività collettiva. Incontro divulgativo a Trieste

La mia trasferta triestina non si conclude con la giornata di formazione di oggi, ma continua domani con un incontro divulgativo che si terrà alla Stazione Rogers (riva Grumula, 14) alle ore 18.30 (con ingresso libero).
Il titolo dell'incontro è "Arte & Consapevolezza digitale: fra diritto d’autore e creatività collettiva"; oltre a me, interverrà Alessandro Rinaldi (fondatore del collettivo DMAV_Social Art Ensemble), mentre Giovanna Tinunin (esperta di relazioni digitali) farà da moderatrice.
L’incontro è un’iniziativa promossa dalla Casa dell’Arte di Trieste in collaborazione con la Stazione Rogers nell’ambito del progetto multimediale “Varcare la frontiera #4 Flussi di marea”, un articolato festival organizzato dall’associazione Cizerouno e curato da Mila Lazić e Massimiliano Schiozzi, che si avvale del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

Riporto di seguito il testo di presentazione dell'evento dal sito Varcarelafrontiera.it e rimando per maggiori dettagli al comunicato stampa (disponibile qui):
Mercoledì 21 giugno 2017 alle ore 18.30 alla Stazione Rogers di Trieste si terrà un incontro multimediale sul delicato tema del diritto d’autore ai tempi del web e della crisi, in bilico fra creatività individuale, libertà sociale e consapevolezza digitale, andando così ad aggiungere un nuovo fondamentale tassello alle indagini innescate dalla Casa dell’Arte di Trieste con il ciclo di eventi espositivi e di dibattito “Immaginario oltre la crisi”, che hanno già trattato questioni urgenti come il viaggio low budget o il cibo ai tempi della crisi, parlando dell’oggi con esempi dell’arte di oggi. L’iniziativa prevede gli interventi dell’avvocato Simone Aliprandi, esperto di diritto d’autore, che rifletterà su consapevolezza digitale, leggi e ruolo dell’artista, e dell’artista Alessandro Rinaldi del collettivo DMAV_Social Art Ensemble, la cui ultima produzione si interroga proprio sui margini di libertà individuale e sociale negli spazi digitali, moderati da Giovanna Tinunin, esperta di ambienti digitali e digital storytelling, che coinvolgerà il pubblico in provocatorie e spiazzanti esercitazioni pratiche.

[EDIT] Il video integrale del mio intervento


sabato 17 giugno 2017

Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università. Martedì 20 a Trieste

Dopo la tappa al CRO di Aviano, martedì 20 giugno sarò all'Università di Trieste per un corso di formazione intitolato "Pubblicare per la ricerca e la didattica: la gestione del diritto d'autore nell'università".
Il corso intende fornire un’introduzione di carattere generale alla legge sul diritto d’autore, focalizzandosi sulle sue applicazioni nel settore dell’editoria accademica, sia per quanto riguarda i contratti di edizione che per l’archiviazione e disseminazione delle pubblicazioni scientifiche su repository istituzionali e archivi della ricerca nel contesto dell’accesso aperto.
Verranno inoltre approfonditi alcuni fondamentali aspetti della legge sul diritto d'autore italiana, come i diritti esclusivi spettanti agli enti pubblici (artt. 5 e 11) e le libere utilizzazioni (artt. 68 e 70).


Il corso è rivolto a docenti e dottorandi dell'Università degli Studi di Trieste e si terrà nell'Aula Conferenze di via Weiss 21. Sarà proposto in una prima sessione dalle 9 alle 13 e riproposto identico in una seconda sessione dalle 14 alle 18 (numero massimo di partecipanti per sessione: 40).

Per iscrizioni e informazioni contattare la dott.ssa Samantha Tedesco all’indirizzo email tedesco@units.it oppure al numero di telefono 040 5586101.
Agli interessati che abbiano frequentato almeno tre ore del corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.

martedì 13 giugno 2017

Pubblicare e fare scienza nell'era digitale: giornata di formazione al CRO di Aviano

Lunedì 19 giugno sarò tra i docenti di una giornata di formazione organizzata presso il CRO di Aviano e intitolata "Diritti d'autore, Licenze Creative Commons, CRO OpenDocuments: pubblicare e fare scienza nell'era digitale".
Ad affiancarmi come docenti ci saranno anche Ivana Truccolo della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano (nonché coautrice del libro "Fare Open Access"), Mauro Mazzocut (anch'egli della Biblioteca Scientifica e Pazienti CRO Aviano), Jordan Piscanc e Romano Trampus dell'Ufficio Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università di Trieste e Paolo De Paoli (Direttore Scientifico CRO Aviano).

L'obiettivo formativo della giornata è acquisire familiarità con gli aspetti pratici legati ai seguenti temi: diritto di proprietà intellettuale nell’era digitale, licenze Creative Commons, portale CRO OpenDocuments.
L'incontro attribuisce ai partecipanti 7.5 ECM. Informazioni e iscrizioni: Centro Attività Formative - tel 0434.659830 - fax 0434.659864 - email: infoformazione@cro.it.

Il programma della giornata

  • 09.00 / 09.30: Presentazione del corso e presentazione all’esperto dei quesiti raccolti (Ivana Truccolo)
  • 09.30 / 10.00: Il diritto di proprietà intellettuale (Simone Aliprandi)
  • 10.00 / 10.45: Il diritto d’autore nel mondo digitale: pubblicazioni, immagini, dati (Simone Aliprandi)
  • 10.45 / 11.00: Pausa caffè
  • 11.00 / 12.00: Licenze libere: Creative Commons e simili (Simone Aliprandi)
  • 12.00 / 13.00: Alcune liberatorie CRO riviste con l’esperto (Simone Aliprandi)
    • 13.00 / 14.15: Pausa pranzo
  • 14.15 / 15.15: Confronto con l’esperto (Simone Aliprandi)
  • 15.15 / 15.45: CRO OpenDocuments (Mauro Mazzocut, Jordan Piscanc, Romano Trampus)
  • 15.45 / 16.00: La Policy Open Access del CRO (Paolo De Paoli)
    • 16.00 / 16.30: Test finale di apprendimento

mercoledì 7 giugno 2017

A Torino si parla di Open Science con gli autori del libro Fare Open Access: il 14 giugno al Politecnico

Dopo l'appuntamento di Verona (vedi), il libro "Fare Open Access" sbarca in quel di Torino mercoledì 14 giugno alle ore 15, per un incontro di approfondimento con gli autori intitolato "Comunicazione scientifica e gestione dei diritti: cosa cambia nell'era della Open Science?" e organizzato da Politecnico di Torino e Università di Torino con il patrocinio di AIB - Associazione Italiana Biblioteche. La location sarà la Sala consultazione della Biblioteca Centrale di Ingegneria del Politecnico di Torino (Corso Duca degli Abruzzi, 24).

Il tema: nell’era della Open Science ci sono nuovi canali per diffondere e valorizzare la propria ricerca scientifica. L’Open Access garantisce la massima visibilità; ma come tutelare i propri diritti? Come “fare Open Access” in modo semplice e corretto? 

Oltre a me interverranno Elena Giglia e Nicola Cavalli, miei coautori del libro.
Introduce il prof. Marco Masoero, Delegato del Rettore per i Servizi Bibliotecari dell'Ateneo presso Politecnico di Torino; coordina il prof. Francesco Costamagna, docente di Diritto dell'Unione Europea presso Università di Torino).

Ingresso libero. Vedi il comunicato sul sito PoliTo.it. Qui a lato la locandina (cliccare per ingrandirla).





EDIT: I video degli interventi


Simone Aliprandi, Il libro "Fare Open Access" e i suoi temi centrali (vai alle slides)



Nicola Cavalli, L'editoria al servizio dell'accademia




Nicola Cavalli, Modelli economici per l'editoria open access




Elena Giglia, Fare Open Access





mercoledì 31 maggio 2017

Scenari Didattici Aperti e Innovativi: 6 giugno convegno a Vigevano

Martedì 6 giugno alle ore 15 presso l’Aula Magna dell’IC di via Anna Botto di Vigevano (ingresso da via B. Giusto, 3) si terrà il convegno conclusivo del Progetto “Formazione Insegnanti Generazione Web” organizzato dalla rete di scuole Didatticaduepuntozero e intitolato "Scenari didattici aperti e innovativi".
L'anno scorso più o meno in questo periodo vi era stato un evento simile (vedi) a cui avevo avuto il piacere di partecipare come relatore. Quest'anno non sarò relatore, ma sarò comunque presente e gestirò uno spazio di condivisione di materiale informativo, tra cui alcuni libri della collana Copyleft-Italia e altri libri curati dai relatori del convegno.

Il programma del pomeriggio prevede i seguenti interventi:
  • Apertura dei lavori e benvenuto - Alberto Panzarasa, Dirigente Scolastico 
  • Didattica senza barriere - Andrea Mangiatordi, Esperto in universal design e tecnologie per le disabilità, Università degli Studi Milano Bicocca Dipartimento Scienze Umane per la Formazione
  • Ambienti di apprendimento e altre storie - Angelo Bardini, Esperto di innovazione didattica e di tecnologie per le disabilità
  • Il mondo Open Source negli Atelier Creativi - Paolo Mauri, Esperto di innovazione tecnologica
  • Creatività digitale e successo formativo - Laura Brandolini, Esperta di robotica educativa, Associazione comPVter
  • Spazi di apprendimento innovativi - Marzio Rivera, Dirigente Scolastico Istituto Comprensivo di Via Dante

_________________EDIT_________________


Il video integrale dell'intervento di Andrea Mangiatordi



Il video integrale dell'intervento di Marzio Rivera



Alcune foto del convegno (album Flickr)

Scenari Didattici Aperti e Innovativi (Vigevano, 6 giugno 2017)



venerdì 26 maggio 2017

Fare Open Access alla Società Letteraria di Verona (8 giugno)

Il prossimo evento legato al nuovo libro "Fare Open Access" sarà giovedì 8 giugno presso la prestigiosa sede della Società Letteraria di Verona in piazzetta Scalette Rubiani 1 (adiacente a Piazza Bra e con vista sull'Arena) dove alle ore 17.30 si terrà una conferenza di presentazione introdotta e condotta dalla dott.ssa Daniela Brunelli (Presidente della Società Letteraria).
A dialogare con me e con Nicola Cavalli (Direttore editoriale di Ledizioni e coautore del libro) ci saranno inoltre il Prof. Mario Pezzotti (Docente di Genetica agraria all'Università di Verona e Delegato del Rettore alla Ricerca) e l'Avv. Lorenzo Albertini (Docente di Proprietà intellettuale e diritto dell’editoria al Master in editoria dell'Università di Verona).

L'ingresso è libero fino ad esaurimento posti; l'intero evento sarà trasmesso in diretta audio streaming sul sito http://www.societaletteraria.it/streaming/.
Riporto qui a fianco la locandina (cliccare per ingrandirla) e di seguito le slides utilizzate per l'incontro.





Alcune foto dell'evento

Fare Open Access alla Società Letteraria (Verona, 08/06/17)


mercoledì 24 maggio 2017

Giovane ricercatore colombiano sotto processo per aver condiviso online un paper scientifico senza permesso: assolto

Diego Gomez, studente in un Master di Biologia presso l'Università di Quindio in Colombia, nel 2014 aveva caricato su Scribd (piattaforma per la condivisione di documenti) un paper di ricerca senza l'autorizzazione dell'autore e della casa editrice. L'autore del paper pare non averla presa molto bene e, invece di limitarsi a chiederne le rimozione al gestore della piattaforma, ha avviato un procedimento penale contro l'ingenuo Gomez. Le leggi colombiane in materia di copyright infatti sono estremamente severe su questi aspetti; egli infatti rischiava fino a 8 anni di carcere e multe molto salate.

Dopo tre anni di udienze e di ritardi vari, è arrivata la sentenza di primo grado che ha assolto il malcapitato. Ora però si attende che i titolari del copyright presentino appello alla Corte di Bogotà.

Fonte della notizia: Young Researcher Cleared by Colombian Court for Sharing an Academic Paper Online (dal sito Righttoresearch.org, interessante blog di The Right to Research Coalition); articolo del 24 maggio 2017.


Per chi volesse approfondire il tema del libero accesso alla letteratura scientifica, rimando al libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale.


giovedì 18 maggio 2017

Evento formativo PON/PNSD su innovazione e formazione digitale (Olbia, 19 e 20 maggio)

Venerdì 19 e sabato 20 all'Istituto Deffenu di Olbia si terrà l'evento formativo PON/PNSD "Innovazione e formazione digitale": due giornate di studio e approfondimento sui principali argomenti chiave della scuola digitale.

I laboratori si svolgeranno in modalità BYOD con propri dispositivi (in linea di massima si consigliano un netbook/notebook e uno smartphone/minitablet/tablet connesso).

Io terrò un seminario specialistico di due ore intitolato "Il diritto d'autore nella didattica e le OER" e previsto per sabato alle ore 11.
Per i dettagli per l'iscrizione a seminari e laboratori rimando alla nota della scuola capofila.
Riporto di seguito il programma integrale delle due giornate (tratto da qui); cliccare sulle immagini per ingrandirle.


Programma di venerdì 19 maggio



Programma di sabato 20 maggio




sabato 13 maggio 2017

Fare Open Access: aperitivo con gli autori a Milano

Mercoledì 24 maggio 2017 alle ore 18.30 a Milano presso il Grecale's Ub (locale in via Festa del Perdono 12, di fronte all'Università Statale) ci sarà un aperitivo con gli autori del nuovo libro "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell'era digitale", gentilmente offerto da Ledizioni (casa editrice dell'opera).
Ecco la locandina (clicca sull'immagine per ingrandire).

In quei giorni (mercoledì 24 e giovedì 25) proprio presso l'Università Statale di Milano si terrà un interessante convegno intitolato "Open Research Data Management: policies and tools" che vede relatori di rilevanza internazionale. Confidiamo che mercoledì pomeriggio, dopo la conclusione dei lavori in università, alcuni partecipanti del convegno vogliano proseguire il dibattito di fronte a un buon bicchiere di prosecco.

L'ingresso è libero e aperto a tutti. Solo al fine di agevolare la gestione degli spazi e la predisposizione del rinfresco, sarebbe cosa utile che chi intende partecipare confermi la sua presenza nell'apposito evento Facebook.

venerdì 12 maggio 2017

I materiali dei corsi PON per docenti al De Pace di Lecce (maggio 2017)


Riporto qui le slides utilizzate questa settimana nei corsi PON all'Istituto De Pace di Lecce.


Lezione di martedì 9 maggio


Vincoli e artifici per allontanare il "pericolo" del pubblico dominio in campo musicale

Oggi mi sarei dovuto trovare a Napoli per la giornata di studi "Note di legalità. Musica, copyright e biblioteche" organizzata da IAML Italia (Associazione Italiana Biblioteche, Archivi e Centri di documentazione musicale) con il contributo della Regione Campania e in collaborazione con SIEDAS (Società Italiana Esperti Diritto delle Arti e dello Spettacolo) e Associazione Italiana Biblioteche - Sez. Campania (vedi locandina dell'evento);
tuttavia, a causa di uno spostamento di date non previsto, l'evento si è sovrapposto con la mia attività di formazione a Lecce, rendendo impossibile per me presenziare fisicamente.

In accordo con gli organizzatori dell'evento napoletano ho quindi preparato un intervento video disponibile sul mio canale YouTube, che quindi rimarrà come testimonianza e materiale informativo anche per coloro che non sono potuti presenziare oggi a Napoli.


martedì 9 maggio 2017

Fare Open Access con i social media: il 23 maggio a Pavia

Martedì 23 maggio 2017 alle ore 15.30 presso la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia (Aula Ferrata, 1° Piano Palazzine ex cliniche mediche) si terrà una tavola rotonda intitolata Fare Open Access con i social media, a cui parteciperanno alcuni degli autori del libro "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell'era digitale" (Ledizioni, 2017).
L'evento è organizzato dall'Università di Pavia (Servizi Bibliotecari) e ha il patrocinio della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo.
Ingresso libero. Al termine ci sarà un rinfresco offerto dagli organizzatori.

Riporto qui a fianco la locandina (cliccare sull'immagine per ingrandirla) e di seguito il programma del pomeriggio.

Con i saluti di:
• Lorenzo Duico, Responsabile Area Beni culturali – Università di Pavia
• Moreno Curti, Responsabile Servizio Documentazione Scientifica – Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo

Presiede e modera:
• Giorgio Panizza, Delegato del Rettore al Sistema bibliotecario di ateneo – Università di Pavia

Intervengono:
• Valeria Scotti, bibliotecaria presso Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo di Pavia
• Simone Aliprandi, avvocato presso Array e responsabile Progetto Copyleft-Italia.it
• Nicola Cavalli, direttore editoriale di Ledizioni


[EDIT] L'articolo a tutta pagina uscito su La Provincia pavese del 23 maggio 2017
(clicca sull'immagine per ingrandirla; o vai al sito del giornale per leggere il testo)



lunedì 8 maggio 2017

Proprietà intellettuale per imprese creative: seminario con aperitivo al SellaLab di Lecce

Come avevo già preannunciato (vedi post precedente), questa settimana sarò in Salento per la quarta e ultima volta (almeno fino a nuovi incarichi professionali).
Terrò lezione ancora all'Istituto De Pace di Lecce nei giorni di martedì 9 e di venerdì 12 maggio nell'ambito dei corsi PON/Snodi Formativi; ma soprattutto sarò il relatore del DigitalDrink di maggio del SellaLab di Lecce.


Il SellaLab è uno spazio coworking per professionisti, esperti di digitale, startup e innovatori, promosso e sostenuto da Banca Sella e con sede in Viale Michele de Pietro 3 nel centro di Lecce (zona Tribunale). I DigitalDrink sono incontri mensili accompagnati da un aperitivo e dedicati alla discussione e approfondimento di temi strategici per i frequentatori del coworking e per la sua rete di contatti.
L'appuntamento dunque è per giovedì 11 maggio alle ore 18 e il tema di questo incontro è la proprietà intellettuale e la tutela dei progetti imprenditoriali.
L'ingresso è gratuito ma è necessario registrarsi per tempo da questo sito: https://www.beecode.it/c/brevetti_e_proprieta_intellettuale_11_maggio_lecce.

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Brevetti, marchi, diritti d’autore... Come districarsi tra tutti questi concetti?
Questo appuntamento vuole proprio mettere ordine fra queste opzioni con casi pratici e spunti di riflessione, per permettere ai partecipanti di scegliere per il proprio progetto quella più utile per loro.
Durante la serata verranno trattati i seguenti argomenti:
  • Come si tutela un’idea creativa?
  • Brevetti, diritto d’autore e marchi. Qual è la soluzione migliore per me?
  • La tutela attraverso un contratto
  • Il segreto industriale
  • La tutela del brand e del design
La serata è quindi rivolta a tutti gli imprenditori con un progetto o un’idea da tutelare, nonché a tutti i professionisti della creatività.
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[EDIT] Le slides del seminario

mercoledì 3 maggio 2017

Sai come fa Google Maps a conoscere in tempo reale la situazione del traffico?

Questa è una delle domande che si trovano nei test preliminari dei miei corsi. In sostanza si tratta di questionari somministrati prima dell'inizio dei corsi con lo scopo di fornire al docente indicazioni sul livello di conoscenza e consapevolezza dei corsisti sugli argomenti del corso.
Questa domanda secondo me è un'ottima cartina tornasole per vedere quanto gli utenti dei servizi Internet – e in questo specifico caso dei servizi di geolocalizzazione – siano consapevoli del fenomeno big data e del concetto di crowdsourcing, che impregnano la nostra vita quotidiana da "uomini digitali" e sui quali si fonda una buona fetta dell'economia globale contemporanea.
Come fa Google Maps a conoscere in tempo reale la situazione del traffico in buona parte del pianeta?


In questo grafico mostro il risultato di un test da me somministrato negli scorsi mesi. Volutamente non fornisco specifiche indicazioni di luogo e tempo che permettano di capire a quale corso faccio riferimento; posso però dire che si tratta di un corso di formazione rivolto a soggetti con livello di istruzione medio-alto (almeno laurea triennale), tutti dipendenti pubblici, di età compresa tra i 40 e i 55 anni.
Quando alla fine del test faccio la domanda: "ma quanti di voi utilizzano Google Maps come navigatore?" un buon 80/90% alza la mano. Dunque lì emerge la mia vena pedante e faccio notare che allora in teoria quasi tutti avrebbero dovuto rispondere correttamente, dato che i termini d'uso dell'applicazione segnalano chiaramente (con avvertenze che spesso ricompaiono in corrispondenza degli aggiornamenti) che i dati forniti dagli utenti verranno raccolti dal provider e che poi tali dati saranno utilizzati per migliorare e perfezionare il servizio.

Ah, dimenticavo...
Per chi non avesse colto, la risposta esatta è la D, cioè "sono gli stessi utenti a fornire i dati a Google attraverso l'utilizzo dell'applicazione". Ciò nonostante quasi sempre la maggioranza dei rispondenti sceglie la B mostrando una certa ingenuità.

lunedì 24 aprile 2017

Le licenze per fare (davvero) Open Access

Al di fuori della rubrica su Open Access per il sito TechEconomy, condivido qui sul blog un'altra anticipazione del libro "Fare Open Access" che sarà disponibile in cartaceo e ebook tra pochissimi giorni.
Benché le licenze Creative Commons vengano definite genericamente "open", in realtà solo alcune di esse risultano compatibili  con la definizione di Open Access accettata a livello internazionale. Ecco qualche approfondimento in questo estratto del paragrafo 3 del mio capitolo.

Attualmente le licenze Creative Commons sono sei, a cui si aggiunge CC Zero (che però non è propriamente una licenza bensì una dichiarazione per il rilascio in pubblico dominio); tuttavia solo alcune risultano pienamente compatibili con la definizione di Open Access ormai diffusamente accettata. Tra i due requisiti fondanti fissati dalla Dichiarazione di Berlino, il primo prevede che “l'autore e il detentore dei diritti relativi al contributo creativo garantiscano a tutti gli utilizzatori il diritto d'accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l'autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati in ogni formato digitale per ogni scopo responsabile, soggetto all'attribuzione autentica della paternità intellettuale”.
Ne consegue che, delle sei licenze Creative Commons, quelle che incarnano questo approccio sono la Attribution (Attribuzione) e la Attribution - Share Alike (Attribuzione - Stessa licenza), cioè le due più libere e meno restrittive.
La prima permette massima libertà di utilizzo dell'opera, anche a scopi commerciali e con possibilità di modifica e realizzazione di opere derivate, con l'unica condizione di attribuire sempre la paternità all'autore originario (o comunque al titolare dei diritti che dà in licenza l'opera). La seconda invece aggiunge la sola condizione che, nel caso vengano realizzate opere derivate, anche queste ultime siano rilasciate con la stessa licenza; in questo modo le libertà d'utilizzo presenti sull'opera originaria vengono trasmesse anche sulle opere derivate, e via via anche sulle derivate delle derivate.
A queste due licenze si aggiunge per ovvi motivi CC Zero, strumento che, rilasciando l'opera in uno status di pubblico dominio - per così dire - "anticipato e artificiale" toglie qualsivoglia vincolo di copyright (tra cui teoricamente anche quello della citazione dell'autore originario, in quegli ordinamenti in cui non esista una norma che invece renda ciò un obbligo a priori).

Questa immagine mostra le 6+1 licenze in ordine dalla più libera alla più restrittiva, con indicazione di quelle compatibili con i principi dell'Open Access.


In alcuni casi specifici, ad esempio nel caso di opere saggistiche, nelle quali la visione personale dell'autore ha un forte peso, può essere ritenuta accettabile la licenza Attribution - NoDerivatives (Attribuzione - Non opere derivate), cioè una licenza che permette ampie libertà di riutilizzo ma non consente la realizzazione di opere derivate. Si tenga comunque presente che questa licenza non risulta compatibile con la definizione di Open Access.
Non vi è dubbio invece che le licenze con clausola “Non Commercial” (per altro molto utilizzate dalle case editrici che abusano del termine “Open Access”) restino escluse dalle licenze considerate pienamente “aperte”.

Per altri approfondimenti e indicazioni pratiche come questa, rimando alla lettura dell'intero libro.

giovedì 20 aprile 2017

Open Access: come fare? Una mia nuova rubrica per TechEconomy.it

In occasione dell'imminente uscita del libro Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale, che – ricordiamolo – è fissata definitivamente per venerdì 28 aprile, inizia oggi la mia collaborazione con il sito TechEconomy.it, per il quale curerò una serie di articoli proprio mirati a fornire consigli operativi e chiarimenti teorici su come mettere in pratica correttamente i principi dell'open licensing nell'ambito della comunicazione scientifica.
Questi articoli rappresentano di fatto un'anticipazione di parte dei contenuti del capitolo 4 del libro da me scritto e intitolato proprio "Come gestire i diritti d’autore per fare Open Access".
Di seguito i titoli e i link agli articoli che man mano usciranno:

Screenshot della pagina 111 del libro (inizio del paragrafo 4 del capitolo 4)

giovedì 13 aprile 2017

Il nuovo bando MIUR sulla cittadinanza digitale: un'occasione imperdibile per parlare di openness

Nelle scorse settimane il Ministero Istruzione Università e Ricerca ha pubblicato il nuovo bando per lo sviluppo del pensiero computazionale, della creatività digitale e delle competenze di “cittadinanza digitale”, a supporto dell'offerta formativa.
Credo si tratti di un'occasione imperdibile per far sì che alcuni temi a me cari inizino seriamente a essere parte integrante dell'offerta formativa per gli insegnanti, i dirigenti e gli altri operatori della scuola pubblica.
Mi riferisco in particolare ai principi fondanti del diritto d'autore, specialmente nella loro applicazione al mondo della creatività digitale e multimediale; ma penso anche ai nuovi modelli di gestione del diritto d'autore come le licenze Creative Commons che permettono un riuso collaborativo dei contenuti didattici, facendoli diventare a pieno titolo Open Educational Resources; e infine – perché no – non tralascerei i temi del riuso virtuoso di software open source, degli standard aperti e dell'interoperabilità delle tecnologie.
Si legge infatti nel bando:
Per i percorsi di “pensiero computazionale e creatività digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a: 
  • promuovere gli elementi fondamentali per l’introduzione alle basi della programmazione, anche allo scopo di sviluppare le competenze collegate all’informatica; 
  • sviluppo del pensiero computazionale per rafforzare la capacità di analisi e risoluzione dei problemi  e l’utilizzo dei suoi strumenti e metodi, sia attraverso tecnologie digitali sia attraverso attività  unplugged, per stimolare un’interazione creativa tra digitale e manuale, anche attraverso  esperienze di making, robotica educativa e internet delle cose.
 Per i percorsi di “cittadinanza digitale”, particolare attenzione deve essere riservata a:
  • consapevolezza delle norme sociali e giuridiche in termini di “Diritti della Rete”, educazione all’uso positivo e consapevole dei media e della Rete, anche per il contrasto all’utilizzo di linguaggi  violenti, alla diffusione del cyberbullismo, alle discriminazioni; 
  • educazione alla valutazione della qualità e della integrità delle informazioni, alla lettura, scrittura e  collaborazione in ambienti digitali, alla comprensione e uso dei dati e introduzione all’open  government, al monitoraggio civico e al data journalism; 
  • azioni per stimolare la creatività e la produzione digitale, l’educazione all’uso dei nuovi linguaggi  del digitale, ai nuovi modelli di lavoro e produzione, alle potenzialità dell’interazione tra fisico e digitale.
Per qualche spunto sugli argomenti da sviluppare legati appunto al mondo del diritto d'autore on line e delle licenze open in ambito didattico, rimando ai materiali da me realizzati per il corso “animatori digitali” tenuto all'Istituto Cairoli di Pavia nonché alle videolezioni da me registrate per il sito WikiScuola.it. Confido vivamente che le varie scuole e gli snodi formativi coinvolti nell'iniziativa abbiano la lungimiranza di strutturare le loro proposte di partecipazione al bando declinandole in questa direzione.
Ricordo infine che il bando prevede come scadenza il giorno 5 maggio (ore 15), che la trasmissione dei piani firmati dovrà avvenire poi entro il giorno 15 maggio e la conclusione dei corsi entro l'anno scolastico 2018/2019; la procedura è a carico dei dirigenti scolastici.
Un'utile sintesi schematica del bando e dei vari adempimenti è stata realizzata dal Prof. Antonio Leo ed è disponibile online qui.

mercoledì 12 aprile 2017

Due giornate di formazione per la Regione Friuli Venezia Giulia

In questi giorni sto tenendo un corso di formazione per i dipendenti della Regione Friuli-Venezia Giulia intitolato "Il diritto d'autore sul web e sui social media. Percorso per gli operatori degli enti pubblici" che rientra nel ciclo di incontri formativi "#RegioneFVG: Percorsi per la realizzazione di una comunicazione istituzionale web partecipata".

Condivido qui le slides utilizzate durante il corso.



martedì 4 aprile 2017

I materiali dei corsi per docenti e animatori digitali al De Pace di Lecce (aprile 2017)

Come già segnalato in altro post, in questi giorni (da lunedì 3 a venerdì 7 aprile) sto tenendo dei corsi PON/FSE presso lo snodo formativo "Istituto De Pace" di Lecce. Si tratta di tre corsi rispettivamente rivolti a docenti, animatori digitali e personale amministrativo.
Gli argomenti delle singole lezioni:
  • 3 aprile (Docenti): PSND; E-security e privacy; Educazione ai social media
  • 4 aprile (Animatori digitali): 1- Sicurezza dati e privacy; 2- Diritto d'autore e licenze Creative Commons 
  • 5 aprile (Personale tecnico): Sicurezza dati e privacy (definizioni e norme)
  • 6 aprile (Docenti): Privacy e copyright sul web e sui social media 
  • 7 aprile (Personale tecnico): Dematerializzazione dei documenti nella PA (documento informatico, accessibilità, open data)

Condivido di seguito i materiali da me utilizzati, ricordandovi che si tratta di documenti liberamente riutilizzabili in quanto rilasciati con licenza CC Attribution-ShareAlike (per dettagli aprire il link con la licenza presente in ciascun file).


Lezione di lunedì 3 aprile - Docenti


Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte prima)



Lezione di martedì 4 aprile - Animatori digitali (parte seconda)




Lezione di mercoledì 5 aprile - Personale tecnico