mercoledì 7 luglio 2021

Big data licensing: video del mio seminario per l'Università di Milano

A fronte di molte richieste, condivido video e slides del mio seminario "Big data licensing" tenuto il 16 giugno scorso nell'ambito del Corso di perfezionamento "Big data, artificial intelligence e piattaforme" dell'Università degli Studi di Milano.

Il seminario è strutturato in cinque parti e vuole porsi come approfondimento e ideale raccordo tra la lezione "Data asset protection" di Giorgio Spedicato (15 giugno), la lezione "Open data" di Fernanda Faini (1 luglio) e la lezione "Dati pubblici e smart cities" di Gabriele Suffia (1 luglio). A questo link trovate il programma completo di tutte le lezioni del corso.

Di seguito riporto l'embedd dei cinque video corrispondenti alle cinque parti del seminario. Le slides sono disponibili su SlideShare qui.




Parte 1 - Premesse concettuali (e qualche provocazione preliminare)


Parte 2 - La proprietà intellettuale sui dati


Parte 3 - Le licenze d’uso per banche dati


Parte 4 - Le licenze per dati aperti (open data)


Parte 5 - Gli open data pubblici e il principio open by default


sabato 3 luglio 2021

A Bologna la nuova summer school in web and social media archiving: i temi del mio intervento

Oltre alla Summer School IANUA (vedi precedente post), sono stato coinvolto come docente anche nella Summer School in "Web and social media archiving and preservation" per la prima volta proposta dal Dipartimento di Beni culturali dell'Università degli Studi di Bologna e programmata per la settimana compresa tra lunedì 6 e venerdì 10 settembre 2021. L'iniziativa, che si terrà interamente online, vede la collaborazione della Fondazione Flaminia e il patrocinio delle associazioni ANAI, AIDUSA, AIB, SISBB e AIUCD. Il termine per le iscrizioni è fissato al 23 agosto.

Secondo quanto spiegato dal sito ufficiale (vedi),

La Summer School intende offrire una formazione di alto livello sui temi emergenti dell’archiviazione e conservazione dei siti web e dei social media, che rappresentano una nuova e diversificata tipologia di materiale la cui conservazione è imprescindibile per tutta una serie di ambiti scientifici (si pensi alla ricerca storica, sociologica, antropologica, etc.) ai fini della futura ricostruzione dell’attuale civiltà. La Summer School intende anche fornire le conoscenze e le competenze necessarie per favorire lo sviluppo di nuove professionalità ed avviare nuovi percorsi lavorativi da parte dei discenti interessati.

La Summer School è rivolta a professionisti dei beni culturali (archivisti, bibliotecari, operatori museali), informatici, funzionari di enti pubblici ed aziende private e a studenti/dottorandi in Library and information science e in Digital humanities e, in generale, a tutti coloro che sono interessati alle questioni legate all’archiviazione e alla conservazione dei siti web, dei blog, dei social media, etc. I partecipanti acquisiranno conoscenze e competenze tecnico-teoriche spendibili in diversi contesti interdisciplinari.

Il mio intervento è previsto per venerdì 10 settembre e tratterà per tutta la mattinata i seguenti temi:

Il diritto d'autore nel web e nel social media archiving; le varie tipologie di licenze e il loro impatto nell'archiviazione del web; la tutela delle fotografie e delle opere letterarie sul web; la tutela delle banche dati e gli open data

Nel pomeriggio farò poi un'ulteriore intervento di un'ora sui seguenti temi:

La tutela della privacy e dei dati personali presenti su siti web e social media: il quadro normativo di riferimento e il GDPR; il diritto alla cancellazione del dato e il diritto all'oblio.

A questo link è possibile leggere il programma completo (che vede altri illustri docenti) e scaricare la locandina.



venerdì 2 luglio 2021

Open Access, open data e software libero: se ne parla alla Summer School IANUA 2021

L'estate non è sempre periodo di pausa per chi come me lavora nel campo della formazione specialistica. Quest'anno sono stato infatti coinvolto in ben due summer school di cui la prima è la IANUA Summer School attivata presso la Scuola Superiore dell'Università di Genova e programmata per i giorni dal 15 al 24 luglio 2021. 

Come si spiega sul sito ufficiale dell'iniziativa, IANUA Summer School è

un evento di formazione di base comune a tutti gli indirizzi; è articolata su tematiche trasversali, affrontate in senso sia multi- sia inter-disciplinare e contribuisce all’arricchimento scientifico e culturale nonché alla crescita professionale degli Allievi. Nei tre giorni di lavoro, ispirati e coadiuvati dai relatori nazionali e internazionali e dai docenti dell’Università di Genova, gli Allievi IANUA provenienti da tutti i corsi di studio dell’Ateneo studiano e lavorano insieme mettendo a frutto le opportunità di crescita personale, di arricchimento scientifico e culturale e di sviluppo di una rete sia sociale sia professionale offerte dalla IANUA Summer School.

Quest'anno il programma per il "Livello Magistrale - Secondo Anno" (vedi tabella riportata qui sotto) prevede interessanti interventi su temi a me cari come l'Open Access, il software libero e l'open data, oltre ad altre testimonianze su temi di frontiera che toccano l'ambito dell'innovazione e della gestione della proprietà intellettuale. Il mio intervento, in programma per il pomeriggio del 16 luglio, è inserito nel modulo "Informazione scientifica: tra libertà e trappole" (responsabile: Prof. Lucio Marinelli), riguarderà il tema "La sfida degli Open Data: problematiche, tecnologie e prospettive" e vedrà come relatori anche Dario Menasce (INFN, Milano) e Marina Rui (Università di Genova). Tra gli altri docenti coinvolti: Marco Ciurcina, Costantino Pessone, Gregorio Bisso, Giuseppe Sanseverino.





lunedì 21 giugno 2021

Licenze Open Access: perché non c’è più bisogno di discuterne?

Perché non c’è più bisogno di discutere su quali siano le licenze più adeguate per fare Open Access?

Per un semplice motivo: perché la Dichiarazione di Berlino del 2003 è così chiara su quell’aspetto che non ha più senso continuare a chiedersi quali siano le licenze adeguate per fare Open Access. La Dichiarazione di Berlino è il documento manifesto in cui fin dal 2003 sono cristallizzati i principi cardine dell'Open Access e che è stato riconosciuto e sottoscritto da quasi tutti gli atenei e le istituzioni di ricerca del pianeta.

Chiunque sostiene che ci sia bisogno di ulteriore dibattito o non ha letto/compreso quel documento o ha interesse a diffondere incertezza.

Potremmo fermarci qui e rimandare alla lettura della Dichiarazione di Berlino. Ma, per chiarire la questione in modo definitivo, vediamo puntualmente che cosa dice questo documento in merito alla gestione del diritto d'autore.

La Dichiarazione di Berlino pone due semplici requisiti per rientrare nella definizione di Open Access. Il primo dei due requisiti è proprio dedicato alla gestione dei diritti d'autore e letteralmente recita:

L’autore e il detentore dei diritti del contenuto devono garantire a tutti gli utilizzatori il diritto d’accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati, mantenendo comunque l’attribuzione della paternità intellettuale originaria.

Le licenze per fare Open Access

Di conseguenza, usando come riferimento il set di licenze offerto da Creative Commons, le licenze coerenti con la definizione di Open Access sono:

Le altre licenze (Attribution – No Derivatives; Attribution – Non commercial; Attribution – Non commercial – Share Alike; Attribution – Non commercial – No Derivatives) escono dal solco dell'Open Access perché impongono restrizioni eccessive. 

Le principali obiezioni a questo approccio (e le relative smentite)

   0) "Stai semplificando troppo. L'Open Access è un tema più complesso!"
Indubbiamente sto semplificando [forse perché questo è un post divulgativo e non un articolo scientifico o un manuale. Per un testo più articolato rimando al mio capitolo all'interno del libro "Fare Open Access" disponibile liberamente qui]. Ad ogni modo, le cose stanno davvero così; il requisito 1 della dichiarazione di Berlino è molto chiaro e cristallino; gli aspetti dell'Open Access che meritano ulteriore dibattito sono altri (e sono per lo più legati all'interpretazione del requisito 2).

   1) Ma il sito DOAJ.org indicizza anche le riviste con licenze diverse da quelle tre...
Certo, infatti i responsabili del progetto DOAJ.org sbagliano; l'ho detto in varie occasioni e lo ribadisco. Capisco l'intento di indicizzare tutte le riviste scientifiche rilasciate con licenze open; ma se si mette tutto in un unico calderone (nel quale, pericolosamente, ci sono poi anche alcune licenze scritte dalle case editrici e non riconosciute come open da organizzazioni indipendenti) si rischia di creare confusione negli utenti. Basterebbe indicare le riviste sotto licenza CC BY e CC BY-SA con un colore diverso rispetto alle altre, o anche distinguerle con un asterisco che rimanda a una nota in cui si precisa che solo quelle sono coerenti con la definizione di Open Access.

   2) Ma l’editore XY ha una sezione “open access” sul suo sito e da lì lascia scaricare i PDF di libri e articoli senza alcuna licenza…
Certo; ma quello è marketing, non è vero Open Access. Purtroppo c'è un utilizzo strumentale del termine "open access"; spesso viene artatamente e impropriamente associato al concetto di "gratuito" per cercare di attirare traffico sul proprio sito web o, anche qui, per confondere le acque e diffondere incertezza.

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Di seguito riporto una versione "infografica" e sintetica di questo post (cliccando sull'immagine, si ingrandisce).



domenica 20 giugno 2021

Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d'autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza. La mia lezione per il corso ANAI

Per mia grande soddisfazione, sono stato inserito nel corpo docenti di un ottimo corso di formazione organizzato da ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e intitolato "Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d'autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza".

Come spiega la pagina di presentazione dell'iniziativa sul sito Anai.org, 

il corso si propone di offrire un supporto formativo agli operatori di beni culturali in materia di diritti sulle riproduzioni di beni culturali sul versante del codice dei beni culturali, delle norme sul diritto d’autore e delle norme poste a tutela della riservatezza. Nell’era di internet e del digitale è bene avere precisa contezza di quali siano i limiti e le possibilità garantiti dall’attuale normativa, in rapida e costante evoluzione, per prevenire eventuali rischi connessi alla violazione delle norme. Il tema delle licenze d’uso delle immagini al centro di questo corso risponde quindi essenzialmente a un’esigenza pratica sempre più avvertita tra gli operatori di beni culturali.

Il corso è articolato in otto moduli per una durata complessiva di 21 ore di frequenza; si svolgerà in streaming attraverso sedute sincrone audio e video, distribuite nella seconda metà del mese di giugno. NB: Le iscrizioni al corso sono comunque chiuse dallo scorso 7 giugno.

Gli argomenti trattati sono così suddivisi: 

  • Modulo 1 (14 giugno) – Introduzione (Docente: Mirco Modolo) 
  • Modulo 2 (16 giugno) – Riproduzioni di beni culturali: profilo storico (Docenti: Stefano Gardini; Andrea Brugnoli)
  • Modulo 3 (18 giugno) – Tutela dei dati personali e pubblicazione dei documenti archivistici (Docente: Giulia Barrera)
  • Modulo 4 (21 giugno) – Diritto d’autore e Open Access (Docente: Deborah De Angelis)
  • Modulo 5 (22 giugno) – Diritto d’autore e fotografia (Docente: Cristina Manasse)
  • Modulo 6 (23 giugno) – Diritto d’autore nelle biblioteche e nel web (Docenti: Simone Aliprandi; Massimo Travostino)
  • Modulo 7 (28 giugno) – Strumenti (Docenti: Anna Maria Marras; Deborah De Angelis; Pierfrancesco Fasano; Stefano Gardini) 
  • Modulo 8 (30 giugno) – Tavola rotonda (Partecipano: Iolanda Pensa e Giorgio Resta; Modera: Mirco Modolo)

Nello specifico il modulo di mia competenza (il sesto) tratterà i seguenti temi: Profili di diritto d’autore in ambito bibliotecario: le monografie, le opere in comunione, collettive e collettive periodiche, le opere orfane; protezione delle banche dati online dal punto di vista del diritto d’autore e del diritto sui generis dalla Direttiva 96/9/CE alla Direttiva (EU) 2019/1024 e analisi delle principali eccezioni al diritto d’autore per favorire l’attività di tutela e fruizione svolta da musei, archivi e biblioteche previste dalla recente direttiva 2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitale.

Maggiori dettagli sull'iniziativa e una versione più articolata del programma sono disponibili in questo PDF.