domenica 21 gennaio 2018

L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia. Convegno all'Eurac di Bolzano

Mercoledì 24 gennaio sarò tra i relatori di un convegno intitolato "L’immagine: diritto e Creative Commons in fotografia" e organizzato presso l'EURAC di Bolzano (via Druso).

L'evento rientra nel più ampio progetto “Patrimonio fotografia”, che rappresenta una cooperazione tra il lead partner Archivio Tirolese per la documentazione e l’arte fotografica (TAP) di Lienz ed i partner di progetto Ripartizione Musei e Ufficio Film e Media della provincia di Bolzano e la Città di Brunico. Il progetto ha lo scopo di elaborare e definire le linee guida necessarie per assicurare un approccio qualificato alla fotografia storica nell’intera area progettuale Tirolo e Alto Adige (maggiori dettagli sul progetto qui).

Riporto qui a fianco la locandina (cliccare sull'immagine per ingrandirla) e di seguito il programma dell'intera giornata. L'evento è ad accesso libero, ma è necessaria la previa registrazione attraverso questo form.



PROGRAMMA DEL CONVEGNO

10.00 Saluti di benvenuto: Richard Piock (Lienz)

10.15–12.00 – Relazioni parallele – Fotografia e diritto: una panoramica sull’ordinamento UE e i Creative Commons
  • Rainer Beck (Graz): Focus sull‘ordinamento austriaco
  • Simone Aliprandi (Pavia): Focus sull‘ordinamento italiano
12.00–13.30 – Pausa pranzo

13.30–14.30 – Spazio “casi esemplari”: Rainer Beck e Simone Aliprandi rispondono a domande sugli aspetti giuridici legati alla fotografia – Moderazione: Sabina Frei (Montan/Montagna)

14.30–16.00 – Tavola rotonda (Moderazione: Sabina Frei) – Rappresentanti dei settori archivio, fotografia, giornalismo, educazione e formazione giovanile:
  • Barbara Weis (Bozen/Bolzano), Ufficio Film e media della Provincia Autonoma di Bolzano Florian Andergassen (Kaltern/Caldaro), Presidente del gruppo di mestiere dei fotografi nel lvh.apa
  • Elisabeth Harasser (Innsbruck), Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Tirolo
  • Christoph Franceschini (Eppan/Appiano), giornalista, autore e documentarista
16.00–16.30 – Conclusione e anticipazioni
Martin Kofler (Lienz) / Marlene Huber (Bozen/Bolzano)

sabato 20 gennaio 2018

Arriva LEA e finisce il monopolio SIAE: le mie interviste radiofoniche sul tema

Notizia di questa settimana è la nascita di LEA (Liberi Editori e Autori), ente non-profit che può svolgere attività di raccolta diritti in concorrenza con SIAE secondo i nuovi parametri previsti dalla legge. Soundreef e altre realtà simili possono ora appoggiarsi su questo nuovo ente per agire sul territorio italiano.
Vista la novità del fenomeno, ovviamente ci sono ancora alcuni aspetti da chiarire e approfondire.
Sul tema lo scorso mercoledì (17 gennaio) sono stato intervistato sia su Radio Onda D'Urto sia su Radio Popolare.

Riporto di seguito i link per ascoltare i due podcast.

Radio Onda D'Urto: ascolta la mia intervista | ascolta le interviste agli altri esperti

Radio Popolare: ascolta la mia intervista (dal minuto 3:30 circa)


martedì 9 gennaio 2018

Didatticaduepuntozero: incontro con gli autori a Tortona

Mercoledì 17 gennaio alle ore 17:30 si terrà il primo incontro pubblico con tutti gli autori del libro "DidatticaDuePuntoZero. Scenari di didattica digitale condivisa" curato da Alberto Panzarasa e pubblicato nella mia collana "I libri di Copyleft-Italia" per Ledizioni.


La location sarà la libreria Namastè di Tortona, in provincia di Alessandria; ingresso libero. Sarà un'occasione più unica che rara per incontrare tutti insieme gli autori del libro: Marco Cau, Riccardo Colangelo, Graziano Maino, Maria Aurora Mangiarotti, Alberto Panzarasa, Marzio Rivera e il sottoscritto.

Riporto qui a fianco la locandina, mentre per aggiornamenti rimando all'apposito evento Facebook.




[EDIT] La presentazione è stata trasmessa in diretta attraverso la mia pagina Facebook.
Ecco il video integrale.




venerdì 29 dicembre 2017

Qualche numero sul mio 2017 in rete

Faccio una cosa che non ho mai fatto in una decina d'anni di costante attività sul web: un resoconto del mio anno con un po' di numeri e con i post che hanno ottenuto maggiore riscontro.
Colgo l'occasione di questo post per fare a tutti voi che mi seguite il mio sincero augurio di Buon inizio 2018, sperando che vogliate aiutarmi a far crescere questi "numeri" nel nuovo anno.


Pagina Facebook

La pagina Facebook è passata dai circa 1050 follower di fine dicembre 2016 ai circa 2800 follower attuali, con un aumento di 1750 follower nell'arco dell'anno.
Il post con che ha totalizzato più like e più condivisioni in assoluto è stato questo:

Al secondo posto c'è invece questo post: https://www.facebook.com/simone.aliprandi.page/photos/a.10152959362625687.1073741829.43860635686/10155172895450687/; infine al terzo posto c'è questo https://www.facebook.com/simone.aliprandi.page/photos/a.10152995562905687.1073741831.43860635686/10155214757950687/.

Profilo Slideshare

Il profilo SlideShare ha visto l'aggiunta di 50 nuove presentazioni e di una decina di altri altri documenti. In tutto il 2017 il profilo ha totalizzato quasi 67mila visualizzazioni (vedi grafico qui sotto).
La presentazione con più visualizzazioni è stata "E-Safety: fare didattica in sicurezza (sicurezza dati e privacy) - marzo 2017"; la seconda "Il diritto d'autore sul web e sui social media (marzo 2017)".



Profilo Twitter

Il tweet più visualizzato e più retwittato è stato il seguente:

Blog aliprandi.blogspot.it

Il blog post con più letture è stato "La matematica è un'opinione. E l'ignoranza una certezza"; il secondo invece è stato "I materiali per il corso animatori digitali al Cairoli di Pavia".

giovedì 28 dicembre 2017

Riproduzione con mezzi propri in biblioteca: libera... ma prima va compilato un modulo

Pensavo di aver davvero chiuso fino all'anno nuovo con notizie e commenti, ma mi è stata segnalata una perla troppo gustosa per non occuparmene tempestivamente.
In vari articoli ho segnalato che il sistema di tutela dei beni archivistici e culturali non mi convince; si veda l'articolo più recente "Tutela dei beni culturali: abbiamo un problema?".  Non mi convince nonostante lo scorso agosto sia stata approvata una nuova formulazione dell'art. 108 Codice Beni Culturali con cui si è stabilita la libertà di riproduzione con mezzi propri. Riporto a fini di completezza la parte rilevante della norma (commi 3 e 3 bis):
3. Nessun canone è dovuto per le riproduzioni richieste o eseguite da privati per uso personale o per motivi di studio, ovvero da soggetti pubblici e privati per finalità di valorizzazione, purché attuate senza scopo di lucro. I richiedenti sono comunque tenuti al rimborso delle spese sostenute dall’amministrazione concedente. 
3-bis. Sono in ogni caso libere le seguenti attività, svolte senza scopo di lucro, per finalità di studio, ricerca, libera manifestazione del pensiero o espressione creativa, promozione della conoscenza del patrimonio culturale: 1) la riproduzione di beni culturali diversi dai beni archivistici sottoposti a restrizioni di consultabilità ai sensi del capo III del presente titolo attuata nel rispetto delle disposizioni che tutelano il diritto di autore e con modalità che non comportino alcun contatto fisico con il bene, né l’esposizione dello stesso a sorgenti luminose, né, all’interno degli istituti della cultura, l’uso di stativi o treppiedi; 2) la divulgazione con qualsiasi mezzo delle immagini di beni culturali, legittimamente acquisite, in modo da non poter essere ulteriormente riprodotte a scopo di lucro.
Nonostante questa nuova formulazione sia un indiscusso passo avanti, comunque è l'approccio generale del sistema a non piacermi. Non mi piace cioè il fatto che la riproduzione di opere e documenti (i quali - ricordiamolo - sono stati realizzati secoli fa in tempi storici in cui non esisteva il concetto di "copyright" e in alcuni casi per la loro natura non sarebbero nemmeno soggetti a copyright in quanto non "creativi"), sia considerata "gentile concessione" della pubblica amministrazione nonché "eccezione" a un generale regime di riproduzione vietata e vincolata.
Questa mentalità di "gentile concessione" ed "eccezione" si riflette in casi deprecabili di singole pubbliche amministrazioni che fanno di tutto per trovare artifici con cui limitare ulteriormente e inspiegabilmente la riproduzione.
Emblematico è il caso dell'Archivio di Stato di Palermo, la cui dirigenza sembra continuare a infischiarsi della legge ormai in vigore da quattro mesi e a mantenere vincolate le riproduzioni secondo una propria autonoma interpretazione. A tal proposito rimando all'articolo "Libere riproduzioni con mezzo proprio: lettera di Archim alla direzione dell’Archivio di Stato di Palermo", dove potete trovare anche il testo della assurda risposta della direzione dell'archivio.

Ma oltre alla vicenda di Palermo, già nota da qualche mese, oggi me n'è stata segnalata un'altra; forse meno grave, ma comunque sintomo della mentalità distorta di cui sopra.
Se andate sul sito della Biblioteca Marucelliana di Firenze alla pagina www.maru.firenze.sbn.it/servizi.htm#ser20 e cliccate sulla sezione "riproduzioni" arriverete al documento "Riproduzione fotografica con mezzi propri" (vedi screenshot nell'immagine qui sotto) che, con l'intento di voler informare l'utente sulla normativa vigente, ne fornisce un'interpretazione anche qui artatamente distorta.
Si legge infatti:
"L’autorizzazione alla libera riproduzione deve essere in ogni caso richiesta al personale compilando un modulo con cui si dichiara di conoscere la normativa sul diritto d’autore e le disposizioni introdotte dal Codice dei Beni culturali, di sopra richiamate."
Mi spiace, ma non funziona così. Se la riproduzione è LIBERA, è libera; punto. Vanno sì rispettati i limiti già chiaramente indicati dalla legge; ma al di là di quei limiti è libera, a priori e generalmente. Non può essere subordinata alla compilazione di un modulo. Altrimenti torniamo al solito approccio della "gentile concessione" offerta dalla PA.
Confido che i responsabili della biblioteca fiorentina intervengano quanto prima per riparare a questo "infortunio".

EDIT: dopo la pubblicazione dell'articolo, mi è stato segnalato che in realtà la primogenitura di questa "brillante idea" è di altro ente fiorentino. Infatti sul sito della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze si trova anche il modulo da compilare (link visitato oggi 28/12/2017), di cui riporto qui sotto uno screenshot. Trovo davvero assurdo questo modus operandi. Che libertà è se per esercitarla devo prima compilare un modulo e fornire le mie generalità?!