lunedì 22 aprile 2019

SIAE e Soundreef si accordano e le webradio si agitano. Ma che cosa comporta di preciso l'accordo?

Nella settimana prima di Pasqua è stata annunciata la sottoscrizione di un accordo tra SIAE e Soundreef (e LEA) che da un lato pone fine alle varie azioni legali tra i due enti, dall'altro avrà alcune ripercussioni anche sugli utilizzatori delle opere musicali gestite dai due enti.
I contenuti di questo accordo sono riassunti nel comunicato diffuso l'11 aprile:
  1. la definitiva intervenuta liberalizzazione del mercato sebbene nei limiti dettati dal Decreto legislativo 35/2017;
  2. SIAE riconosce la legittimità di LEA a raccogliere diritti d’autore per conto di Soundreef ltd e i suoi iscritti diretti;
  3. SIAE riconosce che gli utilizzatori di musica italiani dovranno perfezionare una licenza integrativa a quella di SIAE anche con LEA (anche per conto di Soundreef ltd) ove l’utilizzatore suonasse repertorio di quest’ultima e che quindi il pagamento della licenza SIAE non è più esaustivo rispetto all’utilizzo di musica;
  4. la circostanza che ciascun ente di intermediazione dei diritti d’autore – sia esso costituito nella forma dell’organismo per la gestione indipendente dei diritti o dell’entità di gestione indipendente – amministrerà esclusivamente la quota parte dei diritti d’autore a esso affidato in gestione dal titolare dei diritti con esclusione, pertanto, dell’applicazione di qualsivoglia regola sulla comunione dei diritti sulla singola opera e a prescindere da qualsivoglia eventuale intesa tra editori e autori;
  5. il rilascio di licenze c.d. “blanket” è prassi del settore ed è necessario al suo corretto funzionamento anche nell’interesse degli autori.
La notizia di questo accordo ha scatenato un po' di agitazione nel mondo delle webradio in particolare per il punto n. 3: "Ma come?! Adesso dovremo pagare due licenze invece di una?! Ma quindi la caduta del monopolio SIAE in realtà è una fregatura?!".  La preoccupazione è comprensibile; ciò che non mi è chiaro è come mai tale preoccupazione sia emersa solo oggi. Infatti anche prima di questo accordo una webradio che avesse scelto di passare brani di artisti Soundreef avrebbe dovuto chiedere una licenza integrativa. Il disorientamento (a mio avviso "fuori tempo") che si è diffuso nei giorni scorsi ha portato Soundreef a pubblicare sul proprio sito un post di chiarimento, che vi invito a leggere.
È ovvio che si tratta di una fase di passaggio in cui il mercato e la normativa necessitano ancora di "andare a regime" e si dovranno attendere ulteriori sviluppi. Non a caso il comunicato si conclude precisando che SIAE, Soundreef e LEA si sono impegnati a concordare, entro i prossimi dieci giorni una serie di regole operative idonee a garantire che gli utilizzatori siano posti in condizione di perfezionare in maniera agevole tutti i contratti di licenza necessari all’utilizzazione dei diritti rappresentati dalle diverse società e che entro il 30 giugno 2019, le Parti modificheranno i propri Statuti e/o Regolamenti e/o la propria modulistica allo scopo di recepire il contenuto dell’intervenuto accordo.

Ho approfondito questo argomento in un'intervista radiofonica al programma #Indieland condotto da Simone Mercurio in tandem con la giornalista RAI Monica Giandotti e anche in una diretta Facebook per la mia pagina. Riporto di seguito i due file.


Il podcast dell'intervista a #Indieland
(nb: l'intervista inizia al minuto 13:45)



La diretta Facebook di martedì 16 aprile




martedì 9 aprile 2019

Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori. Corso a Trieste

Domani sarò a Trieste per un corso di formazione organizzato dall'Istituto Comprensivo Dante Alighieri e rivolto a docenti, dirigenti scolastici e animatori digitali. Il corso, intitolato "Copyright e privacy nella scuola: agire correttamente ed evitare errori", si terrà dalle 14:30 alle 18:30 presso l'I.C. Divisione Julia in via XX Settembre 26.
Non è stata realizzata una locandina, ma condivido la copertina della mie slides e poi, appena disponibili, anche le slides stesse.



Le slides del corso


lunedì 8 aprile 2019

Rimarchiamo la differenza tra formazione e consulenza

Come sapete la mia attività professionale si estrinseca principalmente sotto le due forme della consulenza e della formazione (se ci fate caso, il mio sito web https://aliprandi.org è chiaramente strutturato secondo questa distinzione). Credo che sia la situazione in cui si trovano molti professionisti; d'altronde, chi ha delle competenze richieste dal mercato le può "far fruttare" in queste due forme.

Tuttavia vedo spesso da parte dei clienti una leggera confusione tra le due forme, a tal punto che le considerano tranquillamente intercambiabili. In realtà non sono affatto intercambiabili e si tratta di "interventi" molto diversi tra loro, benché offerti dallo stesso soggetto. Cerchiamo quindi di fare chiarezza una volta per tutte mettendo a fuoco le caratteristiche distintive dell'una e dell'altra.


FORMAZIONE 

  • c'è un docente che prepara un percorso formativo e lo espone a un gruppo di persone (discenti) che seguono il percorso ed eventualmente chiedono chiarimenti su alcuni passaggi;
  • ha una tariffa tendenzialmente più bassa e vengono conteggiate solo le ore di effettiva docenza e al massimo le ore per la preparazione dei materiali didattici;
  • non comporta responsabilità professionale a carico del formatore.


CONSULENZA

  • c'è un soggetto che ha una questione da approfondire e risolvere e, non avendo le necessarie competenze, la sottopone a professionista specializzato; il professionista raccoglie il quesito, fa i dovuti approfondimenti e fornisce una risposta;
  • ha una tariffa tendenzialmente più alta e vengono conteggiate anche le ore di lavoro necessarie per ricerche e approfondimenti;
  • comporta responsabilità professionale a carico del professionista.


La cosa più fastidiosa è che spesso questa "confusione" è – per così dire – maliziosa. Il cliente preferisce travestire da attività formativa quella che in realtà è una chiara esigenza di consulenza, per il semplice motivo che la formazione gli costa di meno. Infatti, come indicato qui sopra, la tariffa applicata è tendenzialmente minore; e spesso aziende ed enti pubblici hanno finanziamenti esterni per la formazione che possono spendere più agevolmente, mentre per la richiesta di consulenza dovrebbero pescare da altri budget e dovrebbero mettere in moto una più complessa macchina per incaricare il professionista.



Ho parlato di questi stessi argomenti in questa diretta Facebook.



venerdì 29 marzo 2019

La triste pagina di Brexit nella Costituzione non scritta del Regno Unito

Osservando (basito) ciò che sta accadendo in Regno Unito, quella cosa che siamo soliti chiamare #Brexit, mi torna alla memoria il primo anno di università quando stavo preparando l'esame di Storia Costituzionale. È stato un esame che mi ha formato molto e che ricordo sempre con piacere. Nel programma vi era una parte sull'evoluzione delle democrazie parlamentari con un focus monografico sul sistema britannico, che si studiava su un ottimo libro del Prof. Giuseppe Floridia (La costituzione dei moderni. Dal Medioevo inglese al 1791, Giappichelli, 1991).
Mi appassionai molto a quel pezzo di storia e rimasi affascinato da come in Regno Unito erano stati raggiunti traguardi istituzionali che nel resto d'Europa sarebbero arrivati solo alcuni secoli dopo e da come un sistema costituzionale privo di una costituzione scritta era passato indenne da secoli di guerre di ogni tipo (navali, civili, di religione), di lotte di classe, di sanguinosi avvicendamenti tra dinastie, di due guerre mondiali. In questi giorni, invece, constato con rammarico l'inadeguatezza del sistema politico e istituzionale britannico di fronte a quella che potrebbe essere una catastrofe politico-economica senza precedenti. Tutto unicamente per stupido orgoglio e per patetici giochi di poltrona.
Stamattina ne parlavo con un collega di origini inglesi e mi chiedevo se, di fronte alla sostanziale paralisi di governo e parlamento, forse non sia il caso che la Regina prenda in mano la situazione; un po' come farebbe il Presidente della Repubblica se qualcosa del genere succedesse da noi. Ma pare che non sia prassi. Tuttavia bisogna capire se, in assenza di una Costituzione scritta che vieta espressamente un intervento un po' più incisivo da parte della Regina/Capo dello Stato, non si possa inaugurare una nuova prassi istituzionale, "scrivendo" una nuova pagina non scritta nella Costituzione non scritta.

sabato 9 marzo 2019

Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola: corso di formazione a Roma

Sabato 30 marzo dalle ore 9:30 alle 16:30 sarò a Roma (presso l’ITIS “Galileo Galilei” in Via Conte Verde 51) per tenere un corso di formazione intitolato "Copyright, licenze e risorse educative aperte a scuola" e rivolto agli insegnanti di ogni ordine e grado. Il corso è proposto da Fidenia, in collaborazione con Etic Srl (ente accreditato per la formazione MIUR, ai sensi della direttiva 170/2016).
La quota di iscrizione è di € 90,00 (pagabili anche con Carta del Docente).
Tutte le informazioni per iscriversi sono disponibili sull'apposita pagina del sito Shop.fidenia.com.

Obiettivi del corso
Con questo corso imparerai come creare e usare contenuti all’interno delle tue attività scolastiche quotidiane. Come ottenere la licenza d’uso per i materiali di terzi? Come tutelarsi nel caso di contenuti creati da te?

Al termine del corso saprai:

  • Conoscere i vari tipi di diritto d’autore
  • Riconoscere quali opere sono di pubblico dominio
  • Utilizzare le risorse educative aperte
  • Creare materiali didattici digitali in Licenza Creative Commons

Programma degli argomenti

  1. Scenario: creazione e riutilizzo dei contenuti didattici nella scuola digitale
  2. Introduzione: il diritto d’autore, che cos’è e che cosa tutela
  3. Diversi tipi di diritti, vari soggetti in gioco
  4. Focus: i diritti sulle fotografie nella legge italiana
  5. Quando un contenuto didattico è in pubblico dominio?
  6. Fair use e libere utilizzazioni: aree franche per l’attività didattica
  7. Le cosiddette “Open Educational Resources”
  8. Introduzione alle Licenze Creative Commons
  9. Applicare licenze Creative Commons ai propri materiali
  10. Trovare e utilizzare opere sotto licenza Creative Commons
  11. Casi d’uso di licenze Creative Commons in ambito didattico e accademico.
La locandina del corso