martedì 28 novembre 2017

Il diritto d'autore e le licenze open nell'attività didattica. Il mio capitolo per Didatticaduepuntozero

Come ho già accennato altrove, il libro "Didatticaduepuntozero. Scenari di didattica digitale condivisa" a cura di Alberto Panzarasa ed edito da Ledizioni (informazioni complete sull'opera: https://aliprandi.org/books/didatticaduepuntozero/) sarà ufficialmente disponibile sia in versione cartacea che in versione digitale da questo venerdì.
Tuttavia, non resisto alla tentazione di anticipare i contenuti del mio contributo (il capitolo 5) intitolato "Il diritto d'autore e le licenze open nell'attività didattica". Queste venti pagine rappresentano una valida introduzione sintetica agli argomenti di cui mi occupo costantemente nella mia attività di formazione; quindi confido che possano rappresentare un utile riferimento e supporto per chiunque voglia avvicinarsi a questo mondo con una prima infarinatura.

Il capitolo come tutto il libro è rilasciato sotto licenza CC BY-SA.
Buona lettura! Ma soprattutto... aiutatami a diffonderlo e condividerlo.

INDICE DEI PARAGRAFI

1. Introduzione
   1.1. La tecnologia più avanti del diritto
   1.2. Il diritto d’autore sul web: due piani separati
2. Meccanismi di base del diritto d’autore italiano
   2.1. La legge italiana sul diritto d’autore
   2.2. Una tutela “automatica”. Il copyright come “closed by default”
   2.3. Diritti d’autore e diritti connessi
   2.4. Il pubblico dominio
3. Come e quando è possibile utilizzare opere coperte da diritti
   3.1. “Fair use” e libere utilizzazioni
4. Le licenze open (Creative Commons e simili)
   4.1. Radici storiche del fenomeno
   4.2. Il concetto di licenza e i meccanismi del licensing
   4.3. Le sei (+ una) licenze Creative Commons
   4.4. Come applicare una licenza Creative Commons alla propria opera
   4.5. Come trovare opere sotto licenza Creative Commons
5. Workflow per l’utilizzatore di opere creative



lunedì 27 novembre 2017

Pubblicare in Open Access: opportunità e regole per la ricerca universitaria. Tavola rotonda a UniGE

Lunedì 4 dicembre nel pomeriggio sarò con Elena Giglia (coautrice con me e altri del libro "Fare Open Access") all'Università di Genova per una tavola rotonda intitolata "Pubblicare in Open Access: opportunità e regole per la ricerca universitaria" (vedi comunicato).
Discuteremo di come valorizzare i frutti della ricerca scientifica sfruttando le opportunità offerte dalla Open Science e lo faremo con illustri relatori dell'ateneo ospitante. L'appuntamento è alle ore 15 presso presso l'Aula Multimediale del DIMI (Dipartimento di Medicina interna e Specialità mediche) in Viale Benedetto XV, 6 a Genova (vedi mappa).
Ingresso libero. Evento con il patrocinio di AIB Associazione Italiana Biblioteche.

Riporto di seguito la locandina e il programma.


"Come valorizzare il proprio lavoro scientifico sfruttando le opportunità offerte dalla Open Science?"
Ne parliamo con Simone Aliprandi ed Elena Giglia, rispettivamente curatore e coautrice del libro: Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale (Ledizioni, 2017)

Saluti
Prof. Mario Amore, docente di Psichiatria e Preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche

Introduce
Prof. Francesco Puppo, docente di Medicina Interna, Presidente del Sistema Bibliotecario di Ateneo e della Biblioteca di SMF

Coordina
Prof. Lorenzo Schiano di Pepe, docente di Diritto dell’Unione Europea

Intervengono
Prof. Angelo Schenone, docente di Neurologia e coordinatore del GUP (Genova University Press)
Dott. Antonio Scolari, Direttore del Centro di Servizi del Sistema Bibliotecario di Ateneo

mercoledì 22 novembre 2017

Vincoli alla riproduzione dei beni culturali, oltre la proprietà intellettuale. Il mio contributo per Archeologia e Calcolatori

Con grande piacere scopro che in questi giorni è stato ufficialmente pubblicato il volume "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" a cura di Mirella Serlorenzi e Ilaria Jovine. Il volume rappresenta un supplemento 9/2017 della rivista "Archeologia e Calcolatori" ed è edito dalla casa editrice fiorentina All’Insegna del Giglio con ISBN 9788878147812 ed e-ISBN: 9788878147829.

Il volume raccoglie sostanzialmente gli atti dell'interessante convegno "Pensare in rete, pensare la rete per la ricerca, la tutela e la valorizzazione del patrimonio archeologico" tenutosi a Roma il 14 ottobre 2015 (vedi dettagli). Per l'occasione avevo tenuto un intervento intitolato "Quando non c'è una licenza. Lo strano principio open by default sui dati delle PA" di cui in questo post potete trovare le slides e il video integrale. Tuttavia, il mio contributo scritto ha allargato il focus occupandosi più in generale dei vincoli alla riproduzione dei beni culturali che vanno anche oltre la cosiddetta proprietà intellettuale. Il paper riprende molti spunti da me già pubblicati in questi mesi di lunga gestazione del volume, tuttavia credo sia utile poter leggere la mia panoramica nel suo complesso e con approccio più sistematico.

Condivido qui l'indice sommario e il PDF editoriale del mio contributo (rilasciato con licenza CC BY-SA) confidando che vogliate diffonderlo il più possibile e convidere con me i vostri commenti.

1. Contesto e scenario
2. Il pubblico dominio
2.1 Che cos’è il pubblico dominio
2.2 Lo spirito originario del diritto d’autore
2.3 Un copyright eterno e il pubblico dominio che si fa chimera
2.4 Tre tipi di pubblico dominio
3. Artifici giuridici per allontanare il “pericolo” del pubblico dominio
3.1 Artificio n. 1: far leva sui diritti connessi
3.2 Artificio n. 2: far leva sui diritti morali
3.3 Artificio n. 3: far leva sulla (cattiva) burocrazia
3.4 Artificio n. 4: far leva sul diritto sui generis (database right)
3.5 Artificio n. 5: far leva sugli altri diritti di privativa, ad esempio i diritti sul marchio
3.6 Artificio n.6: inventare diritti inesistenti, ad esempio diritti generati dalla digitalizzazione
4. Beni culturali “open”?
4.1 Le licenze open (Creative Commons e simili) nell’ambito dei beni culturali
4.2 Quando non c’è una licenza. Lo strano principio “open by default” sui dati della PA
5. Vincoli (insensati) alla riproduzione dei beni culturali?
5.1 Le norme italiane sulla riproduzione dei beni culturali
5.2 Quali sono la ratio e la natura giuridica di questi vincoli?
6. Conclusioni



martedì 21 novembre 2017

Intervista per il sito AltoAdigeInnovazione.it in occasione di WS Explora 6

In vista dell'evento WS Explora 6 organizzato a Bolzano da Weigh Station (vedi dettagli nel post precedente), sono stato intervistato dal sito AltoAdigeInnovazione.it. Riporto di seguito estratto dell'articolo uscito quest'oggi (e rilasciato sotto licenza CC BY-NC-ND 4.0); la versione integrale è disponibile qui.
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«Un tempo solo esperti specializzati e addetti ai lavori si occupavano di questioni di copyright, oggi tutti gli operatori nel settore culturale sentono l’esigenza di conoscerne almeno i principi base» — spiega l’avvocato esperto di diritto d’autore e della comunicazione Simone Aliprandi. Il 24 e 25 novembre 2017 al Museion di Bolzano Aliprandi svilupperà il tema «copyright e licenze Creative Commons» nell’ambito di WS Explora 6, il ciclo di workshop dedicato alla community di giovani professionisti della cultura e della creatività in Alto Adige. Non solo terrà una lezione aperta — e a ingresso gratuito — sul tema ma sarà anche a disposizione per delle sessioni di consulenza con gli addetti al settore culturale altoatesino. [...]

Ma le questioni legate al copyright non riguardano solo musicisti, registi o scrittori: «Con la nascita del digitale il tema dei diritti d’autore tocca da vicino una molteplicità di professionisti, da chi lavora nei media o organizza eventi fino a chi cura siti istituzionali— spiega l’esperto che da circa 10 anni è attivo come consulente in materia di diritti d’autore, con particolare focus sulle licenze «open», cioè le tipologie di licenze con cui gli autori permettono ad altri di usare, copiare, modificare, ampliare e diffondere la propria opera —. Ma anche da informatici e sviluppatori mi arrivano tantissime richieste di consulenza. Alla fine sono proprio loro i “nuovi” creativi. Chiunque voglia creare una piattaforma web o un software, dovrà farsi qualche domanda sui propri diritti d’autore e su come gestire l’utilizzo o la diffusione di opere di terzi». «Uno dei dubbi più diffusi legati al copyright è senz’altro l’utilizzo di immagini e video sul web, sia sui social media e su blog online,  che sulle pagine web di realtà istituzionali — spiega Aliprandi che tra l’altro fa parte di «Array», un team di professionisti specializzati nel diritto del settore ICT —. Le conseguenze per chi infrange i diritti d’autore possono essere delicate, dalla richiesta di rimozione di contenuti al risarcimento dei danni».

Quali sono le tipologie di opere tutelate, come si può acquisire il diritto d’autore per il proprio lavoro creativo? [...] «Il mio obiettivo è quello di trasmettere ai partecipanti di WS Explora i principi e nozioni base del diritto d’autore e delle licenze Creative Commons con un linguaggio accessibile e divulgativo adatto anche a chi non ha conoscenze preliminari nell’ambito» sottolinea l’avvocato che tra le altra cose ha conseguito un dottorato di ricerca in Società dell’informazione e che ha pubblicato diverse monografie sul tema del copyright e delle licenze open.

lunedì 20 novembre 2017

Dall'Open Access agli Open Science Data: videointervista per FBK Magazine

In occasione del mio seminario “Dall’Open Access agli Open Science Data: la libera condivisione dei dati nella ricerca” tenutosi il 10 novembre 2017 presso la Fondazione Bruno Kessler di Trento, ho realizzato una videointervista per FBK Magazine sui temi chiave del seminario. Questi gli argomenti trattati nelle sei video-pillole.
  1. Introduzione
  2. H2020 accelera la transizione
  3. Migliora la verifica scientifica
  4. A proposito di serendipity
  5. Quali licenze occorrono?
  6. In Italia come recepiamo questo cambiamento?
Riporto qui sotto la playlist dei video su YouTube. A questo link invece è possibile vedere le slides e il video integrale del seminario.


A Bolzano per WS Explora 6: seminario e sessione di consulenza per creativi

Dopo le due intense settimane trentine, tornerò anche questa settimana da quelle parti; per la precisione sarò al Museion di Bolzano per un evento di formazione e divulgazione intitolato WS Explora 6 - Creativity Arena (vedi pagina ufficiale) e organizzato dalla realtà altoatesina Weigh Station.
Come si legge sul sito Weighstation.eu, Weigh Station è un laboratorio in progress che crea occasioni di approfondimento sulle tematiche più attuali dell’innovazione declinate sulle esigenze degli operatori culturali e creativi. Dà un sostegno concreto alla formazione attraverso workshop professionalizzanti, offre supporto tramite consulenze di esperti e promuove occasioni di networking e collaborazione. Weigh Station restituisce al lavoro creativo il significato e il valore che gli sono propri, invitando alla riflessione pubblica attraverso attività di sensibilizzazione.


Venerdì 24 novembre dalle 19 alle 21 terrò una conferenza introduttiva sul diritto d'autore e sulle licenze Creative Commons. La mattina successiva, dalle 10 alle 13, sarò invece a disposizione per incontrare privatamente i creativi e gli imprenditori che volessero sottopormi casi specifici e avere indicazioni più personalizzate. Parallelamente ci sarà anche una sessione di "portfolio review" con altri esperti del settore: Daria Scolamacchia (fotografia), Oscar Diodoro, in arte Odd (illustrazione), Olga Pirazzi (moda), Frida Carazzato (arte contemporanea), Annalisa Baga (graphic design), Riccardo Olocco.
Mentre la conferenza del venerdì sera sarà ad accesso libero, la sessione del sabato sarà invece accessibile dietro versamento di una quota di partecipazione: portfolio review e consulenza copyright (30 min.) a 50€, oppure a 30€ per gli iscritti a WS wall. Gli slot di consulenza saranno di 30 minuti, ma sarà possibile prenotare anche più di uno slot. Per iscriversi, è necessario compilare questo apposito form; al momento della conferma dell’iscrizione vi sarà assegnato l’orario del vostro slot. Per info e dettagli potete scrivere a hello@weighstation.eu.

[EDIT] Condivido di seguito le slides utilizzate durante il seminario. Tutta la serata è stata videoregistrata. Appena possibile metterò a disposizione il video.



[EDIT] Un video realizzato dalla platea con l'incipit del seminario



venerdì 17 novembre 2017

Potrebbe esserci un copyright: il mio intervento a itWikiCon 2017


Come segnalato in un precedente post, domani sarò tra i relatori di itWikiCon 2017, evento di respiro nazionale dedicato ai progetti della Wikimedia Foundation e in cui tutti i wikimediani/wikipediani italiani possono radunarsi per discutere dei temi più caldi.
Quest'oggi sono passato al Palazzo delle Albere per salutare gli organizzatori e ascoltare l'intervento dell'amico Maurizio Napolitano (su OpenStreetMap e JOSM).


Domani mattina il mio seminario (intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio") sarà dalle 10:30 alle 11:30 in sala 2 e sarà introdotto da una chiosa di Cristian Cenci sul progetto WikiLovesMonuments. 
Salvo imprevisti tecnici dell'ultimo minuto, il seminario sarà trasmesso in streaming sul mio canale YouTube (youtube.com/simonealiprandi).
Riporto di seguito le slides.


EDIT: Il video integrale del seminario





L'abstract del seminario: Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 15 novembre 2017

Il paese in cui il "portavoce" degli avvocati dice agli avvocati di violare la legge

Il titolo di questo post è volutamente provocatorio, ma è abbastanza emblematico della situazione paradossale che stanno vivendo gli avvocati italiani.
Per chi non fosse del settore, riassumo in poche righe la vicenda. Nel settembre 2016 un Decreto del Ministero della Giustizia (D.M. Giustizia 22/09/2016) ha stabilito l'obbligo per gli avvocati di dotarsi non solo di un'assicurazione sulla responsabilità professionale (già prevista da normativa precedente), ma anche di una polizza sugli infortuni. Quest'obbligo sarebbe decorso dall'11 ottobre 2017.
Da parte mia, a luglio di quest'anno mi sono attivato per sottoscrivere una polizza infortuni. Non l'ho fatto con molto entusiasmo, poiché non ritengo necessario averla; l'ho fatto solo per rispondere a un obbligo di legge. Circa 300 euro versati a una nota compagnia assicurativa, con la quale già due anni prima avevo sottoscritto la polizza sulla responsabilità professionale.
Fin qui tutto regolare. Arriva però la fatidica scadenza di ottobre e iniziano a circolare voci di una proroga. Avendo sondato che buona parte dei 240mila avvocati italiani non è pronta, il ministero concede la proroga e il problema si sposta in là di trenta giorni (10 novembre). Si noti che la proroga viene concessa con un Decreto formalmente in vigore dal giorno 10 ottobre (quindi 24 ore prima della scadenza) e che il CNF comunica agli avvocati la notizia con un comunicato dell'11 ottobre (a scadenza tecnicamente trascorsa).

Ho già espresso altrove la mia opinione sulle proroghe dell'ultimo minuto in questioni così delicate che impattano su centinaia di persone (non solo sugli avvocati e sulle loro famiglie, ma anche su chi lavora nel mondo delle assicurazioni); quindi rimando agli articoli "Slitta l’assicurazione professionale: l’odiosa prassi della proroga. In gioco è la credibilità dell’ordinamento giuridico" del 2013 (vedi articolo) e "Chi ha tempo aspetti tempo, tanto una proroga arriva sempre" del 2015 (vedi articolo), relativi ad altri due casi di fastidiose proroghe dell'ultimo minuto.

Il bello, comunque, deve ancora arrivare. In quel mese iniziano a circolare altre voci, che suonano davvero come una beffa: il Consiglio Nazionale Forense e il Ministero Giustizia stanno dialogando sulla possibilità di abolire quest'obbligo. Circolano twit, comunicati stampa e circolari a firma di Orlando (Ministro della Giustizia) e Mascherin (Presidente del CNF) in cui in sostanza si lascia intendere che di fatto è già presa la decisione di eliminare quest'obbligo.
La decisione è presa... tuttavia, la modifica della norma richiede ovviamente un iter legis non immediato. Risultato: ad oggi, 15 novembre, l'obbligo è formalmente in vigore da cinque giorni... anche se l'Avv. Mascherin ha diffuso un comunicato del CNF in cui si dice agli avvocati che non avessero ancora sottoscritto la polizza di aspettare gli esiti del suddetto iter legis (riporto qui sotto immagine del comunicato a firma dell'Avv. Mascherin e datato 13 novembre... quindi a scadenza ormai trascorsa da tre giorni).
Di fatto, è come se con questo comunicato, in virtù di una questione di buon senso e razionalità, si esortassero gli avvocati a violare una norma di legge pienamente in vigore; e, come effetto collaterale, è come se si dicesse a quelli che invece hanno rispettato la scadenza che sono "fessi" o quantomeno che sono stati "troppo precipitosi".

Egregio Ministro, Egregio Collega Mascherin: non credo di essere stato precipitoso (quando ho sottoscritto la polizza l'obbligo era in vigore da 10 mesi e mancavano 2 mesi e mezzo alla scadenza), ma in effetti mi sento un po' "fesso" per aver confidato ingenuamente ed erroneamente nella serietà del sistema giustizia italiano.
Tengo a precisare che non ce l'ho specificamente con qualcuno dei protagonisti della vicenda: non ce l'ho con l'Avv. Mascherin che sta cercando in qualche modo di tutelare gli interessi della categoria (anche se fuori tempo massimo); non ce l'ho con il Governo o con il Legislatore (anche se credo non sia questo il modo di gestire certe questioni). Ce l'ho appunto con un sistema che per l'ennesima volta penalizza chi è stato preciso e ligio agli obblighi deontologici e di legge. Sinceramente, è abbastanza svilente e demotivante.

Con osservanza (e con rammarico),
Avv. Simone Aliprandi




lunedì 13 novembre 2017

itWikiCon 2017: a Trento tre giorni di dibattito sui progetti Wikimedia (ci sarò anch'io)

Nei giorni di venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 novembre a Trento, presso il Palazzo delle Albere, (splendida villa del 1500) si terrà itWikiCon 2017, la conferenza annuale per la comunità di Wikipedia e dei progetti Wikimedia in lingua italiana.


Come si legge nel sito di Wikimedia Italia,
La tre giorni sarà ricca di interventi e laboratori pratici volti ad approfondire la conoscenza dei progetti “wiki” o a dibattere dei temi più critici o rilevanti per la comunità italiana, come la libertà di panorama, la valorizzazione dei beni culturali sul web o il gender gap.I partecipanti potranno inoltre visitare il laboratorio di digitalizzazione della Biblioteca Comunale di Trento, guidati dai bibliotecari delle raccolte di conservazione e dal Wikipediano in Residenza della biblioteca, e vedere gli scatti premiati per l’edizione 2016 di Wiki Loves Monuments, in mostra nell’atrio del Palazzo che ospiterà la conferenza.
Il programma integrale dei tre giorni è disponibile qui: https://meta.wikimedia.org/wiki/ItWikiCon/2017/Programma.
L'accesso all'evento è ovviamente libero, ma è necessario iscriversi entro martedì 14 novembre compilando questo form.

Io sarò presente il sabato mattina e terrò (dalle 10:30 alle 11:30) un intervento intitolato "Potrebbe esserci un copyright. Il condizionale che uccide il pubblico dominio"; con me anche Cristian Cenci che presenterà alcuni punti critici dell'iniziativa Wiki Loves Monuments (maggiori informazioni).

Riporto l'abstract del mio intervento:
Il pubblico dominio è quello status che si raggiunge quando tutti (davvero tutti) i diritti di privativa e gli altri vincoli su un'opera creativa vengono meno, facendola diventare patrimonio culturale dell'umanità.
Tuttavia, per come si è evoluto il meccanismo del copyright nei decenni, non è affatto cosa semplice determinare con chiarezza e certezza la caduta in pubblico dominio delle opere e di conseguenza, per una questione di prudenza o di semplice mancanza di informazione, ci si astiene dal diffondere materiale che invece, a rigor di buon senso, dovrebbe essere ampiamente caduto nel pubblico dominio. Dal canto loro, i titolari dei diritti, che ovviamente uscirebbero danneggiati dalla caduta in pubblico dominio delle loro creazioni, hanno via via trovato espedienti giuridici (tra cui alcuni davvero discutibili) per allungare artificiosamente la durata della tutela e per aumentare questo clima di FUD (fear, uncertainty and doubt) in merito alla titolarità di diritti.
A complicare la situazione, vi sono anche strani vincoli provenienti dal diritto amministrativo che coprono le riproduzioni dei beni culturali e archivistici risalenti addirittura a periodi storici in cui il copyright non esisteva, complicando ad esempio la realizzazione di Wiki Loves Monuments in Italia. Insomma, una situazione decisamente intricata e delicata dal punto di vista giuridico, che non può che ripercuotersi anche sui progetti e le iniziative della Wikimedia Foundation.
In questo seminario, dopo un'introduzione di scenario sul concetto di pubblico dominio, vi accompagnerò in una ricognizione sui principali artifici che allontanano il "pericolo" del pubblico dominio o che comunque creano il clima di incertezza che non permette al pubblico dominio di estrinsecarsi concretamente.

mercoledì 1 novembre 2017

Venerdì 3 novembre potrete "AMArmi" su Reddit. Non mancate!

[EDIT: Ecco il link diretto per leggere tutte le domande e risposte dell'AMA]

Questo venerdì (3 novembre) indicativamente dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio sarò disponibile a rispondere alle domande degli utenti di ItalyInformatica, community su Reddit in cui si discute di informatica e in particolare del panorama informatico italiano in tutti i suoi aspetti.
Per chi non fosse del settore, una delle tradizioni di Reddit è infatti quella di organizzare gli AMA (acronimo di Ask Me Anything), specifici forum in cui un personaggio pubblico si mette a disposizione degli utenti per rispondere a tutte le loro domande nel corso di un'intera giornata.

Nelle scorse settimane è toccato a personaggi come Marco Calamari (giornalista esperto di privacy), Salvatore Sanfilippo (sviluppatore di fama internazionale), Italo Vignoli (fondatore del progetto LibreOffice), Maurizio Napolitano (esperto di open data e technologist presso FBK) Marco d'Itri (attivista della community italiana del software libero, nonché System Network Manager di Seeweb).


Ammetto che si tratta di un'esperienza abbastanza nuova per me, che però credo possa risultare un utile strumento di divulgazione e anche un'occasione divertente per fare networking.
Dunque se volete "AMArmi" ;-) vi basterà connettervi e registrarvi su www.reddit.com/r/ItalyInformatica/.