venerdì 8 novembre 2019

La stupidità di Facebook e del suo sistema di censura

L'immensa stupidità del sistema di censura di Facebook è già stata ampiamente e ripetutamente dimostrata. Emblematico era stato il caso, nemmeno molto lontano nel tempo (scorso giugno), della censura della copertina di uno storico album dei Led Zeppelin (vedi articolo di Repubblica.it).
All'epoca l'assurdità dei criteri di censura decisi (arbitrariamente) da Facebook sotto forma di "standard della comunità" e l'incoerenza del sistema di controllo messo in atto dal social network di Zuckerberg erano state egregiamente messe in luce da alcuni post di inchiesta/protesta del sito web ValigiaBlu.it (vedi).
Pochi giorni fa ho ricevuto una comunicazione da Facebook che mi ha fatto capire che le cose non sono cambiate molto: uno dei post del mio profilo privato è stato censurato perché  attenzione – "Facebook non consente la presenza di simboli, elogi o supporto a persone o organizzazioni pericolose". Che cosa avrò mai condiviso?!
Guardate l'immagine qui sotto e capirete.



Si trattava di una classica vignetta-meme tratta dal film "Corsa a Witch Mountain" che ritrae l'attore Dwayne Johnson al volante.  La vignetta (che a dire il vero non avevo realizzato io, ma avevo semplicemente trovato in rete) voleva sbeffeggiare un episodio di cronaca risalente a inizio settembre quando alcuni "fenomeni" avevano manifestato in piazza per chiedere elezioni anticipate (cosa più che legittima) e l'avevano inneggiando al Duce con saluti romani e cori fascisti (cosa molto meno legittima, e soprattutto poco sensata). Qui trovate un articolo di cronaca del 10 settembre che racconta e commenta l'episodio.
non ci vuole né grande sagacia né un master all'Alta Accademica di Umorismo per capire il tono ironico della vignetta. Di certo non è una vignetta che inneggia al fascismo o a qualche altra "filosofia" pericolosa, bensì  al contrario  è una vignetta che fa sarcasmo sull'assurdità di chiedere libere elezioni e contemporaneamente inneggiare al fascismo.
Quando ho ricevuto la notifica, ho pensato: "Può essere che il sistema automatizzato di Facebook abbia rilevato asetticamente la parola DUCE e quindi abbia segnalato il contenuto come pericoloso". Ho quindi chiesto il riesame del caso confidando che in quel modo la vignetta finisse in mano a un essere umano... ma meno di 24 ore dopo ho ricevuto la risposta che leggete nello screenshot.
I casi sono due: o anche il riesame è stato gestito da un software (che ovviamente non può percepire queste sfumature), oppure gli addetti alla censura di Facebook sono dei poveri imbecilli.
Resta il fatto che tutto ciò è per me profondamente fastidioso e inaccettabile.

Un altro mio articolo sulla stupidità della censura dei principali social media:
Censure a nudo: https://www.apogeonline.com/articoli/censure-a-nudo-simone-aliprandi/.

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