domenica 23 dicembre 2018

Li ho lasciati lavorare. Ma adesso basta, devo dire le cose come stanno

In questo articolo vi parlerò di un argomento di cui sono sempre riuscito a non parlare pubblicamente: il mio orientamento politico. Nonostante io sia molto attivo sul web e sui social media, sono sicuro che non potete trovare un mio articolo, un mio video, una mia intervista da cui emerga un mio esplicito endorsement per un partito o uno schieramento specifico. Lo considero un lato molto privato della mia vita e in generale, pur avendo io un'attività professionale che mi espone al pubblico e mi pone in contatto con istituzioni pubbliche di vario tipo, ho sempre preferito rimanere neutrale, qualificandomi unicamente come tecnico.
In realtà non vi dirò chi ho votato né chi voterei, ma vi dirò chi non ho votato e chi non voterei. Lo scorso marzo non ho votato per nessuna delle due componenti dell'attuale maggioranza parlamentare, e tanto meno le voterei ora.
Non è detto che questa mia dichiarazione vi interessi (in fondo io chi sono?), ma sento il bisogno di mettere qualche punto fermo, più che altro per me stesso; ma anche perché credo che chiunque abbia anche solo un minimo di visibilità mediatica debba farsi carico di segnalare disagio e disappunto per la situazione politica che sta vivendo attualmente il nostro paese.
Devo infatti ammettere che da quando ho consapevolezza civica e politica (cioè da circa venticinque anni a questa parte) è davvero la prima volta che provo una palpabile preoccupazione per il futuro del mio paese e un sensibile disagio per il clima politico che si respira. Ricordo bene la fine della prima repubblica e il passaggio alla seconda con la discesa in campo di Silvio (nonostante all'epoca non votassi ancora), ricordo bene le legislatura alternatesi negli anni successivi e l'asprezza del dibattito politico tra centro destra e centro sinistra, ricordo gli anni della crisi economica di fine anni 2000, i governi di emergenza, di unità nazionale, dei professori... ma mai come ora ho avuto la brutta sensazione che la classe politica sia davvero allo sbando e sia dedita all'improvvisazione, all'approssimazione, e – ancor peggio – alla manipolazione dell'opinione pubblica.
È da un po' che rifletto sull'opportunità di prendere una posizione in tal senso, ma ho volutamente ritardato il giudizio in ragione del fatto (incontrovertibile) che governare un paese come il nostro, per di più in una congiuntura economica globale non favorevole, sia un'impresa ardua. Ho pensato quindi che in effetti fosse giusto “lasciarli lavorare”, per potermi così esprimere su qualcosa di concreto. Anche perché anch'io ero e sono tutt'ora convinto che in effetti ci volesse un cambiamento sia nella politica interna sia nei rapporti con l'UE.
Ecco, adesso sono passati sette mesi e i tempi sono maturi per dire che non è certo questo il cambiamento di cui il nostro paese ha bisogno; e non sono questi i modi per giungere a un cambiamento. Ciò che si è visto e sentito in questi ultimi mesi e il tristissimo epilogo prenatalizio della manovra economica sono un segnale gravissimo del pericolo a cui è esposto il nostro paese, le sue istituzioni democratiche, il suo tessuto economico e sociale.
La cosa che più mi nausea è la costante e sotterranea attività di delegittimazione della componente intellettuale e scientifica del paese. Chi ha studiato e per vocazione cerca di portare conoscenza e spirito critico nella società deve quasi giustificarsi e starsene in sordina per non essere apostrofato come sapientone, professorone, radical chic, privilegiato. Perché in fondo questo è il momento di quelli che a scuola non ce la facevano; adesso tocca a loro, perché quelli che hanno studiato ci hanno già provato prima e non sono riusciti a fare miracoli. Allora adesso se ne stiano zitti e non facciano i gufi o i “rosiconi”.
Le cose negli anni passati forse non sono andate benissimo, ma teniamo presente che possono anche andare peggio (molto peggio) se non cogliamo la complessità e la delicatezza della fase storica che la nostra politica e la nostra economia stanno vivendo. E l'impressione che ho da qualche mese a questa parte è appunto che chi attualmente sta nella cabina di regia non abbia gli strumenti intellettuali per cogliere questa complessità e ovviamente nemmeno quelli per gestirla. Alcune delle persone che oggi ricoprono cariche di estrema responsabilità ai vertici del paese sono persone che hanno seri problemi cognitivi e che mancano della conoscenza, competenza, esperienza minime per poter assumere qualsivoglia ruolo decisionale in una piccola azienda o in una pubblica amministrazione; figuriamoci come possono dettare le sorti di un paese come l'Italia. A ciò si aggiungono problemi ancor più gravi come la mancanza di onestà intellettuale e l'arroganza; per non citare il sempre minore rispetto per le istituzioni costituzionali.
In questo modo tutto diventa davvero inaccettabile e intollerabile ai miei occhi; non riesco a pensare che il futuro del mio paese e dei nostri figli sia in mano a persone del genere.
Basta. Bisogna dirlo; bisogna scriverlo chiaramente. Ecco, io ho messo nero su bianco con questo post. Chi ha gli strumenti e le capacità dovrebbe fare qualcosa di simile.
E speriamo che presto questa triste parentesi si chiuda in un modo o nell'altro.

PS: sono consapevole che con questo post diventerò meno simpatico a molte persone (succede quasi sempre quando si prende una posizione netta). Ma credo che al momento sia il male minore.

martedì 18 dicembre 2018

Le nuove mappe globali di sismicità sono open e sono "made in Pavia" da GEM

Lo scorso 5 dicembre ho avuto il piacere di partecipare all'evento organizzato a Pavia dagli amici di GEM - Global Earthquake Model per il lancio delle loro nuove mappe sismiche globali. Le mappe ma anche gli strumenti software e le banche dati sottostanti sono interamente open source/open data, come ben spiegato in questa intervista rilasciata da Marco Pagani ad Agi.it.
Gem ha reso note tre mappe: una sulla pericolosità (“Hazard Model”), una sull’esposizione (“Global Exposure”) che mostra la disposizione e il numero degli edifici nel mondo, e la terza sul rischio (“Risk Model”). “Ci abbiamo lavorato dal 2015 e i risultati sono open-source, cioè liberamente riutilizzabili”, prosegue Pagani. Le mappe di pericolosità e rischio sono state calcolate con Open Quake Engine, un software aperto sviluppato da Gem: “Per preparare la mappa di pericolosità abbiamo usato una trentina di modelli esistenti e li abbiamo omogenizzati, descritti cioè in uno stesso formato che li rendesse comparabili e riutilizzabili da altri scienziati.Il nostro obiettivo ora è aggiornare le mappe di anno in anno, mentre il codice di calcolo è disponibile a tutti”. Anche le nuove mappe nazionali preparate dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), per esempio, sono calcolate proprio con quel codice, l’Open Quake Engine.
Condivido nell'album Flickr qui sotto tutte le foto che ho scattato durante l'evento. (Sì, la location era una bellissima chiesa tardo-barocca del centro storico di Pavia).
Nelle prossime settimane sul sito di GEM dovrebbero essere disponibili anche le slides e i video di tutte le presentazioni.

GEM 2018 Event (Pavia, 5 Dec. 2018)

venerdì 14 dicembre 2018

La recensione di Cronache dalla radura scritta da Psicoleggimi

Il social-blog Psicoleggimi (attivo sia su Facebook sia su Instagram) ha scritto una bella recensione del mio "Cronache dalla radura". Li ringrazio sentitamente e ne riporto il testo qui.
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L’uomo è un animale sociale, così scrive Aristotele, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione con le altre persone. Ogni individuo, infatti, vive in un mondo di "relazioni significative", cresce confrontandosi con chi gli sta vicino, imparando dal riflesso che le sue azioni hanno sugli altri.La letteratura scientifica, da sempre, studia e approfondisce temi che riguardano l'importanza dei legami sociali, evidenziando come ci sia un desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di instaurare relazioni intime, prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di garantire rispetto, sostegno, comprensione.

Una delle relazioni più significative che l’uomo instaura è la relazione di coppia. Quando due persone si incontrano portano con sé un bagaglio di modelli e abitudini relazionali, di “teorie” e aspettative e di bisogni evolutivi spesso legati a ruoli e funzioni assunte all’interno della famiglia di origine o a precedenti rapporti di coppia. Secondo Sternberg, il concetto di amore completo si basa su tre componenti fondamentali: l’impegno come componente cognitiva, l’intimità come componente emotiva e la passione come componente motivazionale dell’amore. Si può visualizzare l’amore come un triangolo in cui quanto maggiori sono impegno-intimità-passione, tanto più grande è il triangolo e più intenso l’amore.

L’avvocato Simone Aliprandi, nel suo libro “Cronache dalla radura: Riflessioni ed esperienze sulla complessità delle relazioni di coppia” affronta in chiave moderna le problematiche relative alla vita di coppia attraverso due metafore: il castello e la radura. La radura rappresenta il luogo simbolico e ideale in cui ci mettiamo realmente in gioco per relazioni autentiche, mentre il castello è la nostra “comfort zone” in cui possono svilupparsi solo pseudo-relazioni. Aliprandi, pur non essendo uno psicologo, ci offre una panoramica sui vari livelli di complessità che mettono alla prova le relazioni di coppia in età adulta, e non perde l’occasione per raccontare qualche storia emblematica di fughe, sabotaggi e incontri magici avvenuti proprio lì, tra i sentieri della radura.




L’uomo è un animale sociale, così scrive Aristotele, ha bisogno di confrontarsi con gli altri, di sentirsi parte di un gruppo e di entrare in relazione con le altre persone. Ogni individuo, infatti, vive in un mondo di "relazioni significative", cresce confrontandosi con chi gli sta vicino, imparando dal riflesso che le sue azioni hanno sugli altri.La letteratura scientifica, da sempre, studia e approfondisce temi che riguardano l'importanza dei legami sociali, evidenziando come ci sia un desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di instaurare relazioni intime, prolungate nel tempo, implicanti vicinanza emotiva, capaci di garantire rispetto, sostegno, comprensione. Una delle relazioni più significative che l’uomo instaura è la relazione di coppia. Quando due persone si incontrano portano con sé un bagaglio di modelli e abitudini relazionali, di “teorie” e aspettative e di bisogni evolutivi spesso legati a ruoli e funzioni assunte all’interno della famiglia di origine o a precedenti rapporti di coppia. Secondo Sternberg, il concetto di amore completo si basa su tre componenti fondamentali: l’impegno come componente cognitiva, l’intimità come componente emotiva e la passione come componente motivazionale dell’amore. Si può visualizzare l’amore come un triangolo in cui quanto maggiori sono impegno-intimità-passione, tanto più grande è il triangolo e più intenso l’amore. L’avvocato Simone Aliprandi, nel suo libro “Cronache dalla radura: Riflessioni ed esperienze sulla complessità delle relazioni di coppia” affronta in chiave moderna le problematiche relative alla vita di coppia attraverso due metafore: il castello e la radura. La radura rappresenta il luogo simbolico e ideale in cui ci mettiamo realmente in gioco per relazioni autentiche, mentre il castello è la nostra “comfort zone” in cui possono svilupparsi solo pseudo-relazioni. Aliprandi, pur non essendo uno psicologo, ci offre una panoramica sui vari livelli di complessità che mettono alla prova le relazioni di coppia in età adulta, e non perde l’occasione per raccontare qualche storia emblematica di fughe, sabotaggi e incontri magici avvenuti proprio lì, tra i sentieri della radura.
Un post condiviso da Psicoleggimi (@psicoleggimi) in data:

mercoledì 12 dicembre 2018

3 spunti di approfondimento sul film Bohemian Rhapsody, per scoprire il vero valore dei Queen

Anch'io da buon fan dei Queen in questi giorni ho visto il film Bohemian Rhapsody e non posso far altro che confermare le impressioni diffusamente circolate in questi giorni. Si tratta di un ottimo film, in cui veri protagonisti sono il lato umano della band e soprattutto di Mercury e ancor di più la loro musica nonostante non si abbia mai l'impressione di essere in un film di genere "musical". E da medio conoscitore della storia della band, posso confermare anche che vi sono state varie "licenze poetiche" rispetto alla reale dinamica degli eventi; licenze che hanno l'effetto di rendere più efficace ed epico l'impatto narrativo della sceneggiatura. La cosa non mi scandalizza dato che da un lato non è mai stato venduto come un film-documentario, dall'altro le deviazioni dalla realtà sono state tutte approvate da May e Taylor nel loro ruolo di produttori del film. (Per chi volesse avere una traccia completa di queste deviazioni rimando all'ottimo post pubblicato nei giorni scorsi dal sito MoviePlayer.it Bohemian Rhapsody: tutti gli errori e le inesattezze nel film su Freddie Mercury).
Ma non voglio fare l'ennesima recensione amatoriale del film (credo ne siano circolate fin troppe, anche in virtù de principio per cui ormai basta avere una connessione internet e un account sui social media per diventare tuttologi); voglio invece darvi alcuni spunti di approfondimento di carattere strettamente musicale (andando a rispolverare il mio passato da musicista e di autore di un programma radio), poiché credo che, fin dai tempi in cui Freddie era in vita, la sua eccentricità come personaggio e il mastodontico valore di cantante e frontman nonché il gossip sulle sue vicende personali, abbiano messo in secondo piano l'aspetto musicale troppo spesso. Ciò si sta secondo me replicando in questi giorni con l'uscita del film.


Primo spunto

Oltre al preclaro brano Bohemian Rhapsody che dà il titolo al film e che rappresenta l'indiscusso cavallo di battaglia dei Queen nonché uno dei punti più elevati della musica rock e pop, l'altro brano musicale protagonista dell'opera cinematografica è Love of my life, uscito anch'esso sull'album capolavoro A night at the opera del 1975. Ecco, a chi avesse una conoscenza solo superficiale della musica dei Queen, mediata solo dalla radio o dalla tv o da YouTube, o al massimo da qualche CD raccolta ritrovato in casa, suggerisco di prendersi 4 minuti e ascoltare il brano nella sua versione originale. Anche nel film se ne ascolta solo un breve estratto dal vivo, quindi eseguito "unplugged" solo chitarra e voce, per di più cantato in buona parte dal pubblico.
Ascoltando la versione originale potete capire davvero che cosa sono stati i Queen da un punto di vista musicale e in che cosa sono stati maestri e innovatori. Se nella prima strofa il brano può sembrare una buona ballad romantica al pianoforte come ce ne sono tante, ascoltate le voci polifoniche che compaiono dalla seconda strofa (min. 1:20 circa); e tenete presente che quelle polifonie sono registrate da tre persone (è noto che il bassista Deacon non contribuisse alle voci) con numerose sovraincinsioni vocali. Inoltre dopo la seconda strofa ascoltate l'ingresso di suoni simili a un violoncello, a un flauto e poi a un'intera sezione archi, che danno la sensazione di un'orchestra classica; quei suoni sono realizzati da quel genio di Brian May utilizzando la sua storica chitarra elettrica Red Special.
Si tenga poi conto che tutto ciò (sovraincisioni e suoni) viene realizzato senza l'ausilio di mezzi digitali ma solo "giocando" con le regolazioni analogiche disponibili all'epoca. Oggi sarebbe davvero facile rielaborare le varie tracce con un software di sound processing in post-produzione per duplicando le varie parti vocali e attribuendo effetti sonori "artificiali" alla chitarra. All'epoca era tutto diverso e davvero loro hanno sperimentato nuove frontiere del sound.
Riporto qui il video con la versione originale del brano tratto da YouTube, anche se, volendo proprio fare i puristi del suono, sarebbe meglio ascoltarlo da un supporto a piena definizione (ad esempio un CD originale) e possibilmente con impianto audio o cuffie di alta qualità che permettano di apprezzare tutte le frequenze.


Secondo spunto

Nel film si vede la scena del produttore che critica pesantemente il testo del brano Bohemian Rhapsody definendolo insensato e incomprensibile. In effetti se provate a leggerlo attentamente sembra davvero che in alcuni passaggi, soprattutto la parte "operistica", riporti delle parole a caso scelte unicamente per il loro effetto fonetico. In realtà il brano parla del conflitto interiore vissuto dal suo autore (Freddie) in quella specifica fase della sua vita, legato all'abbandono della sua immagine ideale di figlio maschio erede di una famiglia "ben pensante" e conservatrice verso una sua immagine più aderente alla sua personalità istrionica e creativa. Il testo è ben spiegato in questo video del canale YouTube "L'inspiegabile".




Terzo spunto

Il terzo spunto di approfondimento è un po' tecnico e per "nerd" della musica suonata: il minidocumentario "Inside The Rhapsody". Si tratta di un video in cui Brian May, seduto di fronte al mixer di uno studio di registrazione e post-produzione, illustra il "making of" in studio del brano Bohemian Rhapsody, facendo ascoltare le varie tracce separate e spiegando come sono state poi miscelate. Abbastanza lungo e non ha sottotitoli in italiano. Ma merita guardarlo per comprendere la complessità del lavoro di produzione e post-produzione del brano.
Eccolo.


giovedì 6 dicembre 2018

La trasparenza negli enti di ricerca: i dati scientifici aperti. Il mio intervento a INGV

Come già annunciato nel precedente post, martedì 4 dicembre 2018 ho avuto il piacere di partecipare come relatore alla Giornata della Trasparenza organizzata a Roma dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV).
In questo post condivido le slides e i video del mio intervento intitolato "La trasparenza negli enti di ricerca: i dati scientifici aperti". Condivido anche l'album Flickr con le foto da me realizzate durante il convegno.


VIDEO - Prima parte (introduzione)




VIDEO - Seconda parte (approfondimenti)




Le slides del mio intervento




Alcune fotografie che ho scattato durante il convegno


Giornata della trasparenza (INGV, 04/12/2018)

venerdì 30 novembre 2018

Il 4 dicembre sarò a Roma per la Giornata della Trasparenza di INGV

Nella mattinata di martedì 4 dicembre 2018 sarò tra i relatori della Giornata della Trasparenza organizzata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) presso la sede centrale di Roma.
L'evento è stato promosso dal dott. Stefano Salvi (recentemente nominato Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza dell'ente) e si terrà presso presso la Sala Conferenze in via Vigna Murata, 605.
L'evento sarà ad accesso libero e sarà anche trasmesso in streaming sul canale YouTube istituzionale.

Come si legge sul sito ufficiale,
La giornata rappresenta l’occasione per mostrare le attività svolte dall’INGV in materia di Trasparenza, ovvero l’accessibilità delle informazioni di concreto interesse per la collettività degli utenti. Inoltre, la partecipazione dei portatori di interessi nelle attività dell’INGV permetterà di acquisire riscontri sul grado di soddisfacimento degli utenti con riguardo alla comprensibilità, accessibilità e utilizzabilità dei dati pubblicati, individuando – dove evidenziate – ulteriori necessità di informazione, nel quadro di un processo di miglioramento continuo della trasparenza e della qualità dei servizi. Quest’anno la Giornata prevede un approfondimento sulla Trasparenza dei dati scientifici e sulla politica dei dati dell’INGV.

Riporto di seguito il programma di tutti gli interventi e qui a fianco la locandina.

  • 09.30 | 09.40 – Saluto del Presidente e del Direttore Generale
  • 09.40 | 09.45 – Introduzione alla giornata (Dott. Stefano Salvi, Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza)
  • 09.45 | 10.00 – Il Piano Integrato INGV per la Performance, la Prevenzione della Corruzione e la Trasparenza 2018/2020 (Dott.ssa Simona Mennella, Coordinatrice della Struttura Tecnica Permanente della Performance)
  • 10.00 | 10.45 – La Trasparenza negli Enti di Ricerca (Dott. Giorgio Martellino, Presidente Associazione Italiana Trasparenza ed Anticorruzione - AITRA)
  • 10.45 | 11.15 – Domande e discussione (moderatore Dott.ssa Maria Siclari, Direttore Generale INGV)
  • 11.15 | 11.30 – pausa caffè
  • 11.30 | 12.15 – La Trasparenza negli Enti di Ricerca: i dati scientifici aperti (Avv. Simone Aliprandi, Array Law Firm, Autore di “Fare Open Access”)
  • 12.15 | 12.30 – La politica dei dati dell’INGV (Dott. Mario Locati, Responsabile dell'Ufficio Gestione Dati INGV)
  • 12.30 | 13.00 – Domande e discussione (moderatore Dott. Stefano Salvi, RPCT dell’INGV)
  • 13.00 | 13.10 – Chiusura giornata
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Alcune fotografie che ho scattato durante il convegno

Giornata della trasparenza (INGV, 04/12/2018)


sabato 24 novembre 2018

Strategie innovative per la didattica: corso a Sarnico

L'I.I.S. Serafino Riva di Sarnico (BG) organizza un corso di formazione intitolato "Strategie innovative per la didattica", strutturato in quattro incontri, a partire dalla prossima settimana fino a metà febbraio.
Io avrò il piacere di aprire le danze con il primo incontro intitolato "Il diritto d'autore nella didattica e le OER" che si terrà giovedì 29 novembre nel pomeriggio. Il secondo incontro (6 dicembre) sarà invece tenuto da Luca Piergiovanni e riguarderà "L'apprendimento in mobilità: il podcasting". Poi vi saranno due incontri con Fulvia Mazza sul tema "Creare e condividere risorse didattiche digitali".
Maggiori informazioni sul percorso e il modulo di iscrizione sono disponibili a questa pagina web.
Riporto di seguito la locandina.


venerdì 23 novembre 2018

Copyright e diritto d'autore nella rete: corso per gli insegnanti della Provincia di Bolzano

Lunedì 26 novembre sarò a Bolzano per tenere un intervento formativo di tre ore rivolto ai docenti di ogni ordine e grado dell'Alto Adige e organizzato dall'Intendenza scolastica italiana della Provincia autonoma di Bolzano.
Il modulo si intitola "Copyright e diritto d'autore nella rete" e rientra nell'ambito del percorso formativo "Digilab: strumenti e risorse per la didattica con il digitale".
Il modulo si propone di favorire un uso consapevole delle opportunità del web da parte dei docenti. Il modulo affronterà le implicazioni relative alla definizione della proprietà intellettuale e alla tutela delle opere di ingegno proprie e altrui attraverso l'analisi delle principali modalità di utilizzo delle risorse della rete nella pratica didattica e nel contesto scolastico. Saranno inoltre affrontati alcuni aspetti inerenti alla tutela della privacy digitale anche in relazione al comune utilizzo dei social network.
Coordinatori del progetto sono Mauro Valer e Susanna Addario. Maggiori dettagli sul percorso ed elenco di tutti i moduli qui.

EDIT: Le slides del corso



Le libertà digitali: dibattito a Bookcity 2018 con Aliprandi e Piana

Sabato 17 novembre al Teatro Parenti, all'interno di Bookcity 2018, si è tenuto una dibattito sul tema "Le libertà digitali" in cui io e Carlo Piana abbiamo dialogato, prendendo le mosse dai nostri rispettivi libri, pubblicati con Ledizioni.
Carlo ha infatti di recente pubblicato il libro "Open source, software libero e altre libertà", di cui io ho scritto la post-fazione (info sul libro qui).
In questo post riporto i video dei nostri due interventi: il mio, più introduttivo, e il suo più focalizzato sul tema delle tecnologie open. I video sono rilasciati con licenza CC Attribution.





venerdì 16 novembre 2018

Cronache dalla foresta di pianura: aperitivo con l'autore a Lodi

Domenica 25 novembre alle ore 18:30 sarò protagonista di un aperitivo con l'autore che si terrà al Caffè delle arti di Lodi, la mia città di origine. Il titolo scherzoso che abbiamo voluto dare alla presentazione è "Cronache dalla foresta di pianura", con un richiamo a un parco naturale in cui noi lodigiani siamo soliti andare a fare passeggiate e biciclettate.
Per l'occasione, dialogherà con me Silvia Tempesti.

Sarà un momento di confronto e riflessione sulla complessità delle relazioni di coppia, tema del mio ultimo libro "Cronache dalla radura" (vedi maggiori informazioni sull'opera).

Ingresso libero con tessera dell'associazione (costo tessera: 5 euro).
Di seguito riporto sia la locandina realizzata da me secondo il solito template, sia la locandina realizzata dal Caffè delle Arti.






giovedì 15 novembre 2018

La nuova direttiva copyright e i suoi potenziali effetti (video e slides)

Condivido in questo post il video integrale e le slides del mio intervento "Le possibili ripercussioni della nuova direttiva nel panorama normativo italiano e i potenziali effetti in ambito accademico e scientifico" che ho tenuto nella tavola rotonda "La nuova direttiva UE sul copyright: un dibattito aperto" presso l'Università di Firenze il 14 novembre 2018 (vedi il programma completo degli interventi).

Nell'intervento ho cercato di mettere a fuoco i principali aspetti innovativi portati dalla direttiva, con particolare attenzione al mondo accademico e scientifico, partendo dalle nuove definizioni introdotte, passando per i nuovi diritti di utilizzazione e arrivando alle nuove eccezioni previste. Come emerge dal mio commento la situazione è tutt'altro che chiara e non lo sarà fino a quando gli stati membri non approveranno le norme di recepimento dei principi stabiliti dalla direttiva. Ad ogni modo, credo che questo possa essere un buon quadro di partenza per una maggiore comprensione dell'argomento e per un dibattito più costruttivo e informato. Si noti che nell'intervento non mi sono occupato del più discusso tra gli articoli della direttiva (cioè l'art. 13) poiché era competenza di altri relatori del convegno.

IL VIDEO

LE SLIDES


Su autorizzazione dell'autore, condivido anche il video di Luca Martinelli (Wikimedia Italia) che ha portato invece il punto di vista della community di Wikipedia e degli altri progetti Wikimedia.


domenica 11 novembre 2018

Offro ufficio in locazione a Lodi

Nei mesi scorsi mi sono attivato per ristrutturare l'ufficio di Lodi in cui da anni svolgiamo l'attività professionale sia io sia mio padre. Visto le particolari caratteristiche dell'immobile (due ingressi e possibilità di ricavare due bagni), l'ho diviso in due parti. Una parte continuerà ad essere utilizzata da noi; l'altra è invece a disposizione per chi volesse prenderla in locazione.
In questo post condivido alcune foto e un video che mostrano lo stato attuale dell'immobile nonché alcune informazioni tecniche. Per informazioni più specifiche, contattatemi in privato.

Informazioni tecniche

Come si può vedere dalla planimetria qui a fianco, l'immobile consta di un open space di circa 32 metri quadrati, con bagno e sgabuzzino. Una finestra dà sulla strada (via Legnano) e due finestre invece danno sul cortile interno.
Qualora ci fosse l'esigenza, l'open space può essere diviso in due ambienti più piccoli con l'inserimento di elementi di arredo (ad esempio, una libreria) o di una struttura in vetro e metallo.
Il tutto è dotato di finiture signorili, come pavimento in marmo pregiato, serramenti efficienti da un punto di vista termico e acustico, porta blindata, cabina armadio/sgabuzzino di fattura artigianale in legno laccato.
L'ufficio è parzialmente arredato; l'arredo potrà essere completato/modificato secondo le esigenze del conduttore.
Trattandosi di un ufficio ricavato dal frazionamento di un'unità immobiliare più ampia, impianto idrico e impianto elettrico sono condivisi con l'ufficio confinante; il che significa che luce e riscaldamento verranno forniti da noi e conteggiati forfettariamente all'interno del canone di locazione proporzionalmente alla metratura delle due frazioni (60% a nostro carico; 40% a vostro carico); significa anche che non dovrete attivare alcuna utenza, se non per la linea telefonica. Lo stesso discorso varrà per le spese condominiali, che rimarranno formalmente a nostro carico e rimborsate secondo la proporzione del 40%.

Canone mensile richiesto: 480 euro (+ rimborso utenze e spese condominiali).


Immagini





Video



giovedì 8 novembre 2018

Il 17 novembre vi aspetto a Bookcity Milano... in duplice veste

Quest'anno, grazie all'organizzazione del mio editore Ledizioni, avrò l'onore di partecipare a Bookcity Milano, uno degli eventi più importanti a livello nazionale del settore editoria.
E vista la mia recente pubblicazione di un libro diverso rispetto ai miei soliti canoni, mi presenterò in due diverse vesti: quella di divulgatore nel campo dei diritti digitali e quello di saggista autore del recente libro "Cronache dalla radura. Riflessioni ed esperienze sulla complessità delle relazioni di coppia".

Infatti sabato 17 novembre alle ore 15:30 sarò tra i partecipanti del dibattito "Innamorarsi (online e non): le relazioni di coppia" assieme a Raimondo Aiello, Rossella Dolce, Fiorenzo Pilla (anch'essi autori per Ledizioni), che si terrà al Teatro Parenti Digital Studio (via Pier Lombardo 14, Milano) e qualche ora dopo, alle 18:30, nella stessa location sarò co-protagonista con l'amico e collega Carlo Piana di una presentazione intitolata "Le libertà digitali" e legata alla recente uscita del suo libro "Open source, software libero e altre libertà" di cui io ho scritto la post-fazione.
Entrambi i dibattiti sono a INGRESSO LIBERO.
Di seguito riporto alcuni link per approfondire e gli screenshot tratti dal sito ufficiale dell'evento.





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L'album Flickr con le foto scattate durante l'evento

Bookcity 2018

mercoledì 7 novembre 2018

La tutela delle opere di architettura e dei progetti di ingegneria: corso a Lodi (4 crediti)

Venerdì 16 novembre, dalle 14:30 alle 18:30, terrò un corso di formazione intitolato “La tutela delle opere di architettura e dei progetti di ingegneria” e organizzato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Lodi, in collaborazione con l'Ordine degli Architetti della Provincia di Lodi.
Il corso ha l'obiettivo di fornire i principi essenziali per sapersi orientare dal punto di vista giuridico in merito alla proprietà intellettuale (diritto d’autore, opere di architettura e ingegneria, design industriale), con uno specifico focus sull’attività libero-professionale.

L'evento è valido per 4 crediti formativi per i soli iscritti all'Albo degli Ingegneri (Crediti validi su tutto il territorio nazionale). La frequenza, ai fini del conseguimento dei crediti, è obbligatoria nella misura del 100% della durata. Gli iscritti ad altri ordinamenti (Architetti, Geologi, Geometri, Periti, ecc..) interessati all'evento, per il riconoscimento dei CFP devono rivolgersi preventivamente al proprio Ordine/Collegio.

Sede del corso: Sede dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Lodi (Via Massimo d’Azeglio 14 a Lodi).

Argomenti trattati:
  • Introduzione alla proprietà intellettuale
  • Principi generali di diritto d'autore
  • La tutela delle opere di architettura
  • Le opere di grafica e di fotografia
  • La tutela del design industriale
  • La tutela dei progetti di ingegneria
  • Titolarità e gestione dei diritti su opere create da liberi professionisti
La quota di iscrizione è pari ad € 20,00 + IVA (per complessivi €24.40).
Per l'iscrizione è richiesto l'invio dell'apposito modulo di iscrizione che si trova sul sito dell'Ordine Ingegneri Lodi.

Se volete organizzare un corso simile a questo presso il vostro ordine professionale, potete contattarmi attraverso il form contatti del mio sito https://aliprandi.org/.

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Le slides utilizzate per il corso




martedì 6 novembre 2018

La nuova direttiva UE sul copyright: un dibattito aperto: tavola rotonda a Firenze

Mercoledì 14 novembre (mattina) parteciperò a una tavola rotonda intitolata "La nuova direttiva UE sul copyright: un dibattito aperto" e organizzata presso l'Università degli Studi di Firenze. Il mio intervento si occuperà delle possibili ripercussioni della nuova direttiva nel panorama normativo italiano e i potenziali effetti in ambito accademico e scientifico.
La location sarà l'Aula 0.05 dell'Edificio D15 nel Polo delle Scienze Sociali in Piazza Ugo di Toscana, 5.

Come si legge sul sito di UniFI, la giornata vuole offrire la possibilità di una discussione libera e aperta sulle clausole che hanno creato maggior dibattito, anche nell’opinione pubblica, e sulle eventuali ripercussioni o conseguenze per il contesto accademico e per la scienza aperta.

L’incontro, promosso e organizzato dalla Commissione per l’accesso aperto dell'Università di Firenze, sarà l’occasione per analizzare la nuova direttiva UE sul copyright, così come attualmente si presenta, dopo la votazione del Parlamento Europeo dello scorso 12 settembre.
La mattinata sarà aperta da un videomessaggio dell'europarlamentare Isabella Adinolfi.
La partecipazione è libera e gratuita per gli appartenenti all'Università di Firenze; per questioni organizzative, agli interessati non appartenenti all'Università di Firenze è richiesta la registrazione (ma la partecipazione rimane comunque gratuita).

Riporto di seguito il programma e la locandina dell'evento.

09.30 - Saluti istituzionali e Introduzione
Francesco Cingari, Dipartimento di Scienze giuridiche, Università di Firenze
Marco Bindi, prorettore alla Ricerca Nazionale e Internazionale e presidente della Commissione Open Access, Università di Firenze

09.50 - Isabella Adinolfi, deputata del Parlamento Europeo (videomessaggio)

10.00 - “Copyright in the Digital Single Market: origins and evolution of the new directive”
Giovanni Sartor, Università di Bologna e European University Institute
Urszula Furgal, European University Institute

10.40 - “Le possibili ripercussioni della nuova direttiva nel panorama normativo italiano e i potenziali effetti in ambito accademico e scientifico”
Simone Aliprandi, avvocato esperto di diritto d’autore e Open Access

11.20 - “Il luddismo di Lady GAFA: direttiva, diritto d’autore e innovazione”
Piero Attanasio, Associazione Italiana Editori

11.50 - “La posizione di Wikimedia nel dibattito sulla nuova direttiva”
Luca Martinelli, Wikimedia Italia

12.20 - Dibattito, moderatore Mauro Guerrini, membro Commissione Open Access CRUI e MIUR e docente di Biblioteconomia, Università di Firenze

12.50 - Domande e dibattito

13.00 - Conclusioni

lunedì 5 novembre 2018

Acrobazie per risparmiare pochi euro di consulenza

Avendo un po' di visibilità sui social media e ponendomi come una persona aperta e disponibile, succede spesso che le persone cerchino di approfittare del mio tempo, della mia pazienza, della mia disponibilità, dimenticando o -peggio- ignorando deliberatamente il mio ruolo di libero professionista (avvocato) che fornisce consulenza professionale sui temi di cui mi occupo. E ciò anche nonostante io fin dai primi contatti risponda rimandando a una specifica informativa che si trova sul mio sito web in cui spiego che non offro consulenza gratuita attraverso i social media.
In particolare gli episodi più bizzarri avvengono su Facebook dove l'utenza è più varia e dove raggiungo un pubblico più ampio siccome ho sia un profilo privato sia una pagina pubblica. Nella pagina pubblica volutamente mi pongo come autore/divulgatore e non come avvocato, perché preferisco così; e perché credo (ingenuamente) che comunque la gente sia in grado di distinguere quando sta chiedendo una semplice informazione/chiarimento su un mio libro/articolo/video e quando invece sta cercando una consulenza professionale specializzata per risolvere un problema contingente.
In un altro post cercherò di mettere ironicamente in chiaro la differenza tra il chiedere un'informazione e il chiedere una consulenza, ma intanto vi invito a leggere questo scambio di chat avvenuto nei gironi scorsi proprio attraverso la mia pagina Facebook. Premetto che il tizio non lo conosco minimamente; non ce l'ho tra gli "amici", non l'ho mai incontrato a un convegno o a un seminario. E' solo un perfetto sconosciuto che è arrivato alla mia pagina tramite una semplice ricerca sul web. Leggete quali acrobazie fa pur di risparmiare una consulenza telefonica di base che normalmente faccio pagare poco più di 100 euro e che ovviamente (come preciso nella chat) è libero di richiedere a qualsiasi altro mio collega. Piuttosto si sorbisce tutti i libri, gli opuscoli, i video divulgativi, perdendo ore e ore del suo tempo e assumendosi il rischio di non aver capito e quindi di persistere nell'errore... ma la consulenza no, non si chiede, è questione di principio... tutto dev'essere gratis e facilmente fruibile via internet
Per fortuna il mio giro d'affari ora è sufficientemente solido e posso permettermi di ignorare "clienti" come questo (se così vogliamo chiamarli), ma resta un po' di amarezza e frustrazione nel notare la percezione distorta che molta gente ha delle professioni intellettuali e del loro valore; frustrazione incrementata dal fatto che come scelta etica io condivido liberamente e con licenze open tutto il materiale legato alla mia attività di divulgazione e formazione (quindi non dite al tizio che ha "comprato" il mio libro su Kindle che lo stesso libro si trovava gratuitamente e sotto licenza libera su molti repository open).

A proposito la mia pagina Facebook è questa www.facebook.com/simone.aliprandi.page/; se questo post vi è piaciuto, potete mettere LIKE... così quando vi serve un avvocato potete scrivermi lì e vi rispondo gratis. [scherzo!] 

Per approfondire, vi consiglio la lettura del mio articolo del 2014 "Ok, ma prima spiegami bene perchè dovrei farti consulenza gratuita" che proponeva un acclamatissimo modulo standard per la richiesta di consulenza gratuita.







domenica 4 novembre 2018

Sicurezza dello smartphone: cose da NON fare

Oggi ho trovato un cellulare per terra a Lodi e l'episodio è stato ispirazione per un breve video divulgativo sulle cose da NON fare se si vogliono mantenere al sicuro le informazioni personali contenute all'interno degli smartphone.


lunedì 29 ottobre 2018

Ho discusso con delle fashion blogger e...

Mi sono trovato a scambiare commenti su Facebook con delle FASHION BLOGGER e alla fine ho scoperto di essere un vecchio inacidito che ha ormai perso il passo con i tempi. Ad ogni modo ci tenevo a condividere qui la mia risposta conclusiva nel thread.
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Non ho nessun particolare pregiudizio sul settore moda, che è in effetti un fiore all'occhiello della produzione italiana. Ho invece un po' più di dubbi sul concetto di fashion blogger come professione. In generale mi sembra che la cosa stia sfuggendo di mano. L'Italia è il paese con il patrimonio artistico culturale maggiore del mondo eppure sembra che le persone siano più interessate a sapere se quest'anno va di più il calzino corto, o il leopardato
 Gli account di gente che si autoprofessa esperta di style proliferano, mentre gli account di persone che cercano di diffondere contenuti culturali o scientifici rimangono nella nicchia della nicchia. Questa deriva è un cancro che ci sta distruggendo e che sta facendo del nostro nobile paese lo zimbello d'Europa per livello di ignoranza e analfabetismo funzionale. Vedere colleghi che hanno fatto il dottorato con me, svegli, onesti in gamba, prendere 1350 euro al mese con contratti di 2 anni e vedere che invece avere un account Instagram in cui si indossano costumi e gonnelline è diventato un lavoro, un po' mi crea disagio.
Detto questo, visto che faccio anch'io parte del mondo reale degli adulti, so che i soldi non hanno odore e, se sono guadagnati onestamente, non ci sono problemi. Quindi se qualcuno vi paga per fare quello che fate, fate bene a farlo. Assolutamente. Ma lasciatemi la consolazione di sperare che questa deriva duri poco e che presto vengano riconosciute economicamente altre figure professionali. Buona fortuna.

giovedì 25 ottobre 2018

Il copyright sul web e sui social media: corso di formazione a Udine

Dopo l'intensa giornata di formazione presso il CRO di Aviano (vedi), mi sposterò a Udine per un altro corso intitolato "Il copyright sul web e sui social media".
L'evento è organizzato da CompaFVG, ente presso cui già alcune settimane fa avevo tenuto un corso sulla tutela e condivisione del patrimonio artistico-culturale, ed è rivolto a dipendenti della pubblica amministrazione, segretari, amministratori, associazioni di categoria, imprese, società civile. Partecipazione gratuita previa iscrizione attraverso il sito di CompaFVG (vai alla pagina).

Per organizzare un corso simile, contattami attraverso il form contatti del mio sito.

 Contenuti del corso

- Introduzione al diritto d'autore (principi generali)
- Libere utilizzazioni e pubblico dominio
- Il diritto d'autore degli enti pubblici e lo pseudo-copyright sui beni culturali
- Le licenze open (Creative Commons e simili)
- Riflessioni sul diritto d'autore nell'era digitale
- Il diritto d'autore online e la nuova direttiva UE
- Downloading, FileSharing, Linking, Content-embedding
- Utilizzo degli user generated content sulle piattaforma social
- Il copyright nelle principali piattaforme social (Facebook, Instagram, YouTube, Twitter)


mercoledì 24 ottobre 2018

Diritto d'autore per i servizi di formazione: corso al CRO di Aviano (9.1 crediti ECM)

Lunedì 29 ottobre sarò al CRO (Centro di Riferimento Oncologico) di Aviano per tenere un corso intitolato "Diritto d'autore per i servizi di formazione". Di seguito riporto l'abstract del corso e il programma dettagliato della giornata.
Il CRO ha sempre organizzato giornate di formazione molto interessanti e innovative sui temi a me cari e alle quali ho avuto il piacere di partecipare come docente. Ad esempio: "Pubblicare e fare scienza nell'era digitale" (giugno 2017), "Pubblicare in ambito scientifico: gestione dei diritti di proprietà intellettuale e diffusione dei contenuti nell'era dell'Open Access e dei social network" (settembre 2016), "La gestione dei diritti di proprietà intellettuale nell'era dell'accesso aperto" (settembre 2015).
Il corso vale per 9.1 crediti ECM ed è rivolto esclusivamente agli operatori dei Centri Formazione della Regione Friuli-Venezia Giulia.
Iscrizioni e dettagli logistici sull'apposita pagina del sito del CRO.

Per organizzare un corso simile, contattami attraverso il form contatti del mio sito.

ABSTRACT

L'era dell'Open Access è ricca di opportunità ma richiede una maggiore consapevolezza in tema dei diritti di proprietà intellettuale. Per capire i propri diritti e doveri, come autori e come utilizzatori, di manoscritti, dati, immagini, è necessario formarsi. In particolare, i servizi formazione degli enti pubblici gestiscono una elevata mole di dati relativi alla produzione di materiali didattici dei docenti / tutor di attività di educazione continua in medicina. Per approfondire tale conoscenza si è organizzato un incontro con un esperto con modalità interattiva in modo che, dopo una presentazione dei principali riferimenti teorici, vi sia la possibilità che l'esperto risponda alle domande che il personale di questi servizi si trova quotidianamente ad affrontare sul tema.
Lo scopo è anche quello di acquisire informazioni utili a educare i lavoratori delle aziende pubbliche e degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico sia in termini di produttori di materiali didattici e, in generale, di pubblicazioni di carattere divulgativo, che di utilizzatori e diffusori.

PROGRAMMA

09:00 - 09:30 Presentazione del corso. Storia e principi generali del diritto d'autore

09:30 - 10:30 Il diritto d'autore: che cosa tutela

10:30 - 11:00 Modalità di acquisizione del diritto d'autore

11:15 - 12:00 Le diverse tipologie di diritti

12:00 - 12:30 Pubblico dominio e libere utilizzazioni

12:30 - 13:00 Discussione

14:00 - 14:30 Strumenti di gestione dei diritti

14:30 - 15:00 Licenze Open: Creative Commons e simili

15:00 - 15:30 Licenza open nella didattica e Open educational resources

15:30 - 16:00 Diritto d'autore degli enti pubblici

16:00 - 16:30 Gestione del copyright sul web e sui social media

16:30 - 17:00 Discussione finale

17:00 - 17:15 Verifica dell'apprendimento


venerdì 19 ottobre 2018

L'impatto della nuova disciplina privacy (GDPR) nell'agire amministrativo

Dietro segnalazione di un docente di scuola pubblica (che ringrazio), ho trovato online il documento "Il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) e la Pubblica Amministrazione: l’impatto della nuova disciplina sul trattamento dei dati personali nell’agire amministrativo." Si tratta sostanzialmente della dispensa utilizzata per un corso di formazione e-learning rivolto ai funzionari del Ministero Istruzione Università e Ricerca (MIUR); può tuttavia essere utile per qualsiasi operatore della PA italiana.

Il documento è disponibile qui: http://www.fermimn.gov.it/privacy/a.s.2017-18/GDPR-Miur.pdf.

mercoledì 17 ottobre 2018

A Novara per il LinuxDay2018: software libero e libera circolazione delle idee

Per l'edizione di quest'anno del LinuxDay sarò a Novara, ospite dell'Associazione Culturale Linox Lug Novara, che organizza una tavola rotonda sul tema "Il Software Libero e la libera circolazione delle idee". Il mio intervento si intitolerà "Lo spirito delle licenze open: dal software libero agli open data".
L'evento, che ha il patrocinio del Comune di Novara e dell’Ufficio Scolastico Regionale Piemonte, si terrà nel pomeriggio di sabato 27 ottobre presso la sala di quartiere di San Martino in via Perazzi 5/E a Novara, con il seguente programma. Ingresso libero.

15:00 Introduzione e saluti degli organizzatori

Prima sessione: Il Software Libero a Novara

15:10 Simona Mondelli (Istituto Comprensivo “Fornara Ossola”)
Le potenzialità software Open Source di qualità per l’inclusione e la didattica: L’esperienza del CTS
nell’ambito della promozione dell’Open Source nelle scuole.

15:30 Lorenzo Arco (Istituto Tecnico Industriale “G. Omar”)
Open source e cloud per una didattica sempre più efficace e condivisiva: Open Roberta, App Inventor, Fritzing e Arduino

15:50 Fausto Bartolucci (Istituto Tecnico Industriale “G.Fauser”)
Struttura del DataCenter dell'istituto: I servizi installati su server Linux (RedHat Debian Centos); Server http-https Dns MAil Server (Postifix Qmail, servizi di webmail ); Server di VM tutte in ambiente Linux; Le nostre certificazioni (Cisco ITE CCNA)

16:10 Silvia Gandini (Università del Piemonte Orientale)
Software Libero e cultura libera; Aspetti di Change Management legati ai progetti di migrazione a
Software Libero; opportunità offerte dal Master in “Management del Software Libero”

Seconda sessione: Il Software Libero e la libera circolazione delle idee

16:45 Avv. Simone Aliprandi (Progetto Copyleft-Italia.it)
Lo spirito delle licenze open: dal software libero agli open data

17:30 Piercarlo Coretta (LINOX Lug Novara)
Hackers & Hacking

17:50 Alberto Campiglio (LINOX Lug Novara)
Idee per un uso efficace di Internet nella scuola

_______________________ [EDIT] ________________________

Riporto qui il video integrale e le slides del mio intervento



domenica 14 ottobre 2018

Come ricevere una copia omaggio del libro "Cronache dalla radura"

Al fine di far conoscere il mio libro "Cronache dalla radura" a un pubblico più ampio rispetto a quello che normalmente segue i miei canali, vorrei fare una proposta a coloro che sono attivi sui social e che si occupano di recensioni di libri, di promozione di iniziative culturali o semplicemente dei temi trattati nell'opera. Invierò personalmente una copia omaggio del libro a coloro che avranno i seguenti requisiti:

1) avere un account abbastanza seguito su almeno uno dei principali social media, cioè Facebook, Twitter, Instagram, LinkedIn (per "abbastanza seguito" intendo un profilo pubblico/pagina con almeno 1000 follower);
    1b) o in alternativa, avere un sito web o un blog con un certo numero di lettori fissi;

2) impegnarsi a fare un post con un commento al libro o -ancora meglio- una breve recensione; il post dovrà contenere i riferimenti editoriali completi (titolo completo, autore, editore, isbn) e il link alla pagina https://aliprandi.org/radura/.

Mi riservo di valutare anche richieste da chi, pur non avendo i requisiti di cui sopra, mi potrà garantire adeguata visibilità anche attraverso altri canali (ad esempio amministratori di community/gruppi, gestori di newsletter, etc.).

Chi avesse questi requisiti e fosse interessato a ricevere la copia, può contattarmi in privato per accordarci sulla spedizione. NB: l'offerta è limitata a un certo quantitativo di copie omaggio a mia disposizione.


venerdì 5 ottobre 2018

Open Access: non cadete nelle leggende metropolitane (parola di Elena Giglia)

Dietro autorizzazione di Elena Giglia, che con me e altri autori ha scritto il libro "Fare Open Access. La libera diffusione del sapere scientifico nell’era digitale" (Ledizioni, 2017), replico qui sul mio blog un suo post Facebook che a mio avviso merita maggiore visibilità per la sua particolare efficacia (vedi post originario qui). Si tratta di una risposta molto chiara e ficcante alle più diffuse critiche al modello Open Access, che mostra la debolezza di tali argomentazioni (tant'è che Elena le definisce "leggende metropolitane"). Per approfondimenti sul tema rimando proprio al testo del libro che potete trovare liberamente online in vari repository oppure in versione cartacea nei principali bookstore o direttamente presso l'editore. 


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Chi pensa che l’Open Access sia caro, sa quanto si spende ogni anno per gli abbonamenti alle riviste? 7 miliardi e mezzo, globalmente (dato 2016). E per cosa? Per chiudere fuori tutti quelli che non possono permettersi abbonamenti da migliaia di dollari per rivista (medici, professionisti, Piccole e Medie imprese). Il libro bianco del 2016 ha calcolato che se anche tutte le riviste Open Access facessero pagare una APC (spesa di pubblicazione), invece di 7, 5 miliardi se ne spenderebbero 3,5. Dato sovrastimato, perché solo il 26% delle riviste Open Access fa pagare APC.

Chi pensa che l’Open Access sia illiberale, dovrebbe considerare che il 39% di margine di guadagno netto di Elsevier – su un lavoro fornito gratuitamente da autori e revisori – significa che su un milione che il mio ateneo paga a Elsevier 390.000 euro di soldi pubblici [perché di questo stiamo parlando] vanno nelle tasche dei privati investitori in azioni di Elsevier.

Chi pensa che Open Access significhi scarsa qualità, forse dovrebbe dare un’occhiata a Retraction Watch. Ogni giorno ci sono ritrattazioni, per articoli con dati falsi o fabbricati o “scientific misconduct”. Tutti articoli pubblicati su riviste “prestigiose”, peer reviewed, di editori commerciali. E se ha ancora cinque minuti di tempo, si legga l’articolo di Casadevall che dimostra una correlazione netta fra l’Impact Factor della rivista e il numero di ritrattazioni. E in altri cinque minuti può leggere le “Cause della persistenza della Impact Factor mania” che riassume bene tutti i difetti strutturali dell’Impact Factor – che almeno in un caso è stato palesemente falsificato, quando nel 2003 Current Biology fu comprato da Elsevier e magicamente su JCR il numero di articoli pubblicati nel 2001 passò da 528 a 300, portando l’IF da 7 a 11.

Chi pensa che l’attuale sistema di valutazione non abbia alcuna influenza sulla crisi attuale della comunicazione scientifica, può leggere l’editoriale di un chirurgo, che lamenta: dati falsi, dati gonfiati, metodologie poco solide, riproducibilità pari a zero, perché oggi è più importante pubblicare un risultato che ottenere un risultato vero. Oppure si legga lo studio che evidenzia un 179% in più di auto-citazioni in Italia dopo la VQR.

E forse sarebbe anche utile sapere che l’Open Access è solo una piccola parte della Open Science, che significa rendere aperti tutti i passi della ricerca. O che in Open Access se si deposita il proprio paper si abilitano servizi come Unpaywall, lo SciHub legale, che funzionerebbe al 100% invece che al 54% se tutti depositassero il proprio lavoro. O come Open Knowledge Maps, mappe visuali della conoscenza. O che si possono preregistrare gli esperimenti (AsPredicted), depositare i dati (Zenodo), i software (GitHub), immagini dati e figure (Figshare), interi procolli (Protocols.io), interi workflow (My Experiment). O che si possono usare gli Open Lab Notebook che eseguono in tempo reale i calcoli fatti sui dati, o che si può annotare ogni pagina web (Hypothes.is).

Trovate tutti i riferimenti alla letteratura e ai servizi citati in queste slides (https://www.oa.unito.it/new/materiale-scaricabile/) o in questo video (https://www.oa.unito.it/new/video/#) e maggiori informazioni su Open Science e Open Access su www.oa.unito.it.
Il mondo, fuori dall’Italia e dall’ANVUR, sta cambiando. Forse dovremmo accorgercene anche qui, evitando nel 2018 i pregiudizi e le leggende metropolitane di 10 anni fa.

martedì 2 ottobre 2018

"Il nome sarà sbagliato ma il numero è giusto". Le assurde chiamate dei call center

Mi chiama un numero sconosciuto con prefisso 02 (Milano) e risponde la solita voce con accento straniero con tipico rumore di sottofondo da call center. Si presenta e chiede: "Parlo con il signor Simone?"; io, per levarmi dalle scatole l'ennesima proposta commerciale inutile e non richiesta, rispondo dicendo che non mi chiamo Simone e che probabilmente ha sbagliato numero.
Ecco, attenzione che qui arriva la parte surreale.
Normalmente quando qualcuno ti risponde "non sono io, credo abbia sbagliato numero" l'unica reazione sensata è scusarsi e mettere giù. Invece no! La tizia mi incalza dicendo: "magari il nome non è corretto, ma il numero sì!".
Io sorridendo chiedo spiegazioni; e mi dice: "Probabilmente qualcuno ha segnato un nome errato, ma il numero è corretto... SIGNOR SIMONE!".
Io inizio a irrigidirmi: "Scusi... lei continua a chiamarmi Simone, ma le ho già detto che non sono Simone...".
Lei inizia con il suo discorso standard di proposta commerciale: "Va beh, ok, pazienza... Ad ogni modo la chiamavo per offrirle una convenzione..."

Innervosito la fermo e le dico: "Ma scusi... questa convenzione dovrebbe offrirla al Signor Simone che stava cercando non a me! Che senso ha quello che sta facendo?! Altrimenti mi costringe a pensare che state facendo marketing indiscriminato e che quindi qualsiasi numero di telefono per voi sia buono."
Messa alle strette, mette giù il telefono.
Ovviamente ho subito provveduto a memorizzare il numero di telefono da cui mi hanno chiamato e a inserirlo nella lista dei "rompipalle".
Consiglio a tutti di provare questo "gioco": quando intuite che vi stanno chiamando da un call center di telemarketing (e ormai è abbastanza facile intuirlo) provate a negare di essere la persona che stanno cercando e divertitevi a osservare la loro reazione insensata.

giovedì 13 settembre 2018

Codice Privacy. Raffronto nuovo testo vs vecchio testo (a cura di M. Alovisio e G.M. Leotta)

Condivido con piacere uno strumento utilissimo curato da Mauro Alovisio e Giovanni Maria Leotta per il CSIG (Centro Studi Informatica Giuridica di Ivrea e Torino): il testo del Codice sul trattamento dati personali (d.lgs. 196/2003) come modificato dal recente D.lgs. 101/2018 con le due versioni a confronto. Documento rilasciato con licenza CC BY-NC-ND.
Fonte originaria: www.csigivreatorino.it/il-nuovo-decreto-di-armonizzazione-privacy-gdpr/.


mercoledì 12 settembre 2018

Tutela e condivisione del patrimonio artistico-culturale: corso a Udine

Martedì 25 settembre, il giorno dopo il corso che terrò a Roma per AIB Lazio, sarò a Udine per tenere un'altra intera giornata di formazione organizzata da ComPA FVG (Centro di Competenza per la Pubblica Amministrazione dell'ANCI Friuli -Venezia Giulia).
Il corso, rivolto principalmente a dipendenti e dirigenti della PA, amministratori pubblici, ma anche a operatori di associazioni e imprese e a semplici studenti, si intitola "Tutela e condivisione del patrimonio artistico-culturale: tra diritto d'autore e Creative Commons" e si terrà presso la sede ENAIP in via Leonardo da Vinci 27 a Pasian di Prato (alle porte di Udine).


L'obiettivo formativo del corso è acquisire le conoscenze di base sui meccanismi di funzionamento del diritto d'autore, del pubblico dominio e della gestione dei diritti in ottica open.

I contenuti trattati saranno in linea di massima i seguenti:
  • introduzione al diritto d'autore (storia e principi generali); 
  • che cosa tutela il diritto d'autore; 
  • come di acquisisce il diritto d'autore; 
  • tipologie di diritti; 
  • pubblico dominio e libere utilizzazioni; 
  • la gestione del copyright sul web e sui social media; 
  • strumenti di gestione dei diritti;
  • le licenze open (Creative Commons e simili); 
  • applicazione delle licenze CC.
Maggiori informazioni sull'iniziative e modalità di iscrizione al corso sono disponibili sul sito di ComPA FVG a questa pagina.

Per organizzare un corso simile, contattami attraverso il form contatti del mio sito.