martedì 2 ottobre 2018

"Il nome sarà sbagliato ma il numero è giusto". Le assurde chiamate dei call center

Mi chiama un numero sconosciuto con prefisso 02 (Milano) e risponde la solita voce con accento straniero con tipico rumore di sottofondo da call center. Si presenta e chiede: "Parlo con il signor Simone?"; io, per levarmi dalle scatole l'ennesima proposta commerciale inutile e non richiesta, rispondo dicendo che non mi chiamo Simone e che probabilmente ha sbagliato numero.
Ecco, attenzione che qui arriva la parte surreale.
Normalmente quando qualcuno ti risponde "non sono io, credo abbia sbagliato numero" l'unica reazione sensata è scusarsi e mettere giù. Invece no! La tizia mi incalza dicendo: "magari il nome non è corretto, ma il numero sì!".
Io sorridendo chiedo spiegazioni; e mi dice: "Probabilmente qualcuno ha segnato un nome errato, ma il numero è corretto... SIGNOR SIMONE!".
Io inizio a irrigidirmi: "Scusi... lei continua a chiamarmi Simone, ma le ho già detto che non sono Simone...".
Lei inizia con il suo discorso standard di proposta commerciale: "Va beh, ok, pazienza... Ad ogni modo la chiamavo per offrirle una convenzione..."

Innervosito la fermo e le dico: "Ma scusi... questa convenzione dovrebbe offrirla al Signor Simone che stava cercando non a me! Che senso ha quello che sta facendo?! Altrimenti mi costringe a pensare che state facendo marketing indiscriminato e che quindi qualsiasi numero di telefono per voi sia buono."
Messa alle strette, mette giù il telefono.
Ovviamente ho subito provveduto a memorizzare il numero di telefono da cui mi hanno chiamato e a inserirlo nella lista dei "rompipalle".
Consiglio a tutti di provare questo "gioco": quando intuite che vi stanno chiamando da un call center di telemarketing (e ormai è abbastanza facile intuirlo) provate a negare di essere la persona che stanno cercando e divertitevi a osservare la loro reazione insensata.

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