mercoledì 7 luglio 2021

Big data licensing: video del mio seminario per l'Università di Milano

A fronte di molte richieste, condivido video e slides del mio seminario "Big data licensing" tenuto il 16 giugno scorso nell'ambito del Corso di perfezionamento "Big data, artificial intelligence e piattaforme" dell'Università degli Studi di Milano.

Il seminario è strutturato in cinque parti e vuole porsi come approfondimento e ideale raccordo tra la lezione "Data asset protection" di Giorgio Spedicato (15 giugno), la lezione "Open data" di Fernanda Faini (1 luglio) e la lezione "Dati pubblici e smart cities" di Gabriele Suffia (1 luglio). A questo link trovate il programma completo di tutte le lezioni del corso.

Di seguito riporto l'embedd dei cinque video corrispondenti alle cinque parti del seminario. Le slides sono disponibili su SlideShare qui.




Parte 1 - Premesse concettuali (e qualche provocazione preliminare)


Parte 2 - La proprietà intellettuale sui dati


Parte 3 - Le licenze d’uso per banche dati


Parte 4 - Le licenze per dati aperti (open data)


Parte 5 - Gli open data pubblici e il principio open by default


sabato 3 luglio 2021

A Bologna la nuova summer school in web and social media archiving: i temi del mio intervento

Oltre alla Summer School IANUA (vedi precedente post), sono stato coinvolto come docente anche nella Summer School in "Web and social media archiving and preservation" per la prima volta proposta dal Dipartimento di Beni culturali dell'Università degli Studi di Bologna e programmata per la settimana compresa tra lunedì 6 e venerdì 10 settembre 2021. L'iniziativa, che si terrà interamente online, vede la collaborazione della Fondazione Flaminia e il patrocinio delle associazioni ANAI, AIDUSA, AIB, SISBB e AIUCD. Il termine per le iscrizioni è fissato al 23 agosto.

Secondo quanto spiegato dal sito ufficiale (vedi),

La Summer School intende offrire una formazione di alto livello sui temi emergenti dell’archiviazione e conservazione dei siti web e dei social media, che rappresentano una nuova e diversificata tipologia di materiale la cui conservazione è imprescindibile per tutta una serie di ambiti scientifici (si pensi alla ricerca storica, sociologica, antropologica, etc.) ai fini della futura ricostruzione dell’attuale civiltà. La Summer School intende anche fornire le conoscenze e le competenze necessarie per favorire lo sviluppo di nuove professionalità ed avviare nuovi percorsi lavorativi da parte dei discenti interessati.

La Summer School è rivolta a professionisti dei beni culturali (archivisti, bibliotecari, operatori museali), informatici, funzionari di enti pubblici ed aziende private e a studenti/dottorandi in Library and information science e in Digital humanities e, in generale, a tutti coloro che sono interessati alle questioni legate all’archiviazione e alla conservazione dei siti web, dei blog, dei social media, etc. I partecipanti acquisiranno conoscenze e competenze tecnico-teoriche spendibili in diversi contesti interdisciplinari.

Il mio intervento è previsto per venerdì 10 settembre e tratterà per tutta la mattinata i seguenti temi:

Il diritto d'autore nel web e nel social media archiving; le varie tipologie di licenze e il loro impatto nell'archiviazione del web; la tutela delle fotografie e delle opere letterarie sul web; la tutela delle banche dati e gli open data

Nel pomeriggio farò poi un'ulteriore intervento di un'ora sui seguenti temi:

La tutela della privacy e dei dati personali presenti su siti web e social media: il quadro normativo di riferimento e il GDPR; il diritto alla cancellazione del dato e il diritto all'oblio.

A questo link è possibile leggere il programma completo (che vede altri illustri docenti) e scaricare la locandina.



venerdì 2 luglio 2021

Open Access, open data e software libero: se ne parla alla Summer School IANUA 2021

L'estate non è sempre periodo di pausa per chi come me lavora nel campo della formazione specialistica. Quest'anno sono stato infatti coinvolto in ben due summer school di cui la prima è la IANUA Summer School attivata presso la Scuola Superiore dell'Università di Genova e programmata per i giorni dal 15 al 24 luglio 2021. 

Come si spiega sul sito ufficiale dell'iniziativa, IANUA Summer School è

un evento di formazione di base comune a tutti gli indirizzi; è articolata su tematiche trasversali, affrontate in senso sia multi- sia inter-disciplinare e contribuisce all’arricchimento scientifico e culturale nonché alla crescita professionale degli Allievi. Nei tre giorni di lavoro, ispirati e coadiuvati dai relatori nazionali e internazionali e dai docenti dell’Università di Genova, gli Allievi IANUA provenienti da tutti i corsi di studio dell’Ateneo studiano e lavorano insieme mettendo a frutto le opportunità di crescita personale, di arricchimento scientifico e culturale e di sviluppo di una rete sia sociale sia professionale offerte dalla IANUA Summer School.

Quest'anno il programma per il "Livello Magistrale - Secondo Anno" (vedi tabella riportata qui sotto) prevede interessanti interventi su temi a me cari come l'Open Access, il software libero e l'open data, oltre ad altre testimonianze su temi di frontiera che toccano l'ambito dell'innovazione e della gestione della proprietà intellettuale. Il mio intervento, in programma per il pomeriggio del 16 luglio, è inserito nel modulo "Informazione scientifica: tra libertà e trappole" (responsabile: Prof. Lucio Marinelli), riguarderà il tema "La sfida degli Open Data: problematiche, tecnologie e prospettive" e vedrà come relatori anche Dario Menasce (INFN, Milano) e Marina Rui (Università di Genova). Tra gli altri docenti coinvolti: Marco Ciurcina, Costantino Pessone, Gregorio Bisso, Giuseppe Sanseverino.





lunedì 21 giugno 2021

Licenze Open Access: perché non c’è più bisogno di discuterne?

Perché non c’è più bisogno di discutere su quali siano le licenze più adeguate per fare Open Access?

Per un semplice motivo: perché la Dichiarazione di Berlino del 2003 è così chiara su quell’aspetto che non ha più senso continuare a chiedersi quali siano le licenze adeguate per fare Open Access. La Dichiarazione di Berlino è il documento manifesto in cui fin dal 2003 sono cristallizzati i principi cardine dell'Open Access e che è stato riconosciuto e sottoscritto da quasi tutti gli atenei e le istituzioni di ricerca del pianeta.

Chiunque sostiene che ci sia bisogno di ulteriore dibattito o non ha letto/compreso quel documento o ha interesse a diffondere incertezza.

Potremmo fermarci qui e rimandare alla lettura della Dichiarazione di Berlino. Ma, per chiarire la questione in modo definitivo, vediamo puntualmente che cosa dice questo documento in merito alla gestione del diritto d'autore.

La Dichiarazione di Berlino pone due semplici requisiti per rientrare nella definizione di Open Access. Il primo dei due requisiti è proprio dedicato alla gestione dei diritti d'autore e letteralmente recita:

L’autore e il detentore dei diritti del contenuto devono garantire a tutti gli utilizzatori il diritto d’accesso gratuito, irrevocabile ed universale e l’autorizzazione a riprodurlo, utilizzarlo, distribuirlo, trasmetterlo e mostrarlo pubblicamente e a produrre e distribuire lavori da esso derivati, mantenendo comunque l’attribuzione della paternità intellettuale originaria.

Le licenze per fare Open Access

Di conseguenza, usando come riferimento il set di licenze offerto da Creative Commons, le licenze coerenti con la definizione di Open Access sono:

Le altre licenze (Attribution – No Derivatives; Attribution – Non commercial; Attribution – Non commercial – Share Alike; Attribution – Non commercial – No Derivatives) escono dal solco dell'Open Access perché impongono restrizioni eccessive. 

Le principali obiezioni a questo approccio (e le relative smentite)

   0) "Stai semplificando troppo. L'Open Access è un tema più complesso!"
Indubbiamente sto semplificando [forse perché questo è un post divulgativo e non un articolo scientifico o un manuale. Per un testo più articolato rimando al mio capitolo all'interno del libro "Fare Open Access" disponibile liberamente qui]. Ad ogni modo, le cose stanno davvero così; il requisito 1 della dichiarazione di Berlino è molto chiaro e cristallino; gli aspetti dell'Open Access che meritano ulteriore dibattito sono altri (e sono per lo più legati all'interpretazione del requisito 2).

   1) Ma il sito DOAJ.org indicizza anche le riviste con licenze diverse da quelle tre...
Certo, infatti i responsabili del progetto DOAJ.org sbagliano; l'ho detto in varie occasioni e lo ribadisco. Capisco l'intento di indicizzare tutte le riviste scientifiche rilasciate con licenze open; ma se si mette tutto in un unico calderone (nel quale, pericolosamente, ci sono poi anche alcune licenze scritte dalle case editrici e non riconosciute come open da organizzazioni indipendenti) si rischia di creare confusione negli utenti. Basterebbe indicare le riviste sotto licenza CC BY e CC BY-SA con un colore diverso rispetto alle altre, o anche distinguerle con un asterisco che rimanda a una nota in cui si precisa che solo quelle sono coerenti con la definizione di Open Access.

   2) Ma l’editore XY ha una sezione “open access” sul suo sito e da lì lascia scaricare i PDF di libri e articoli senza alcuna licenza…
Certo; ma quello è marketing, non è vero Open Access. Purtroppo c'è un utilizzo strumentale del termine "open access"; spesso viene artatamente e impropriamente associato al concetto di "gratuito" per cercare di attirare traffico sul proprio sito web o, anche qui, per confondere le acque e diffondere incertezza.

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Di seguito riporto una versione "infografica" e sintetica di questo post (cliccando sull'immagine, si ingrandisce).



domenica 20 giugno 2021

Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d'autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza. La mia lezione per il corso ANAI

Per mia grande soddisfazione, sono stato inserito nel corpo docenti di un ottimo corso di formazione organizzato da ANAI (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) e intitolato "Beni culturali e diritti di riproduzione: tra diritto d'autore, codice dei beni culturali e diritto alla riservatezza".

Come spiega la pagina di presentazione dell'iniziativa sul sito Anai.org, 

il corso si propone di offrire un supporto formativo agli operatori di beni culturali in materia di diritti sulle riproduzioni di beni culturali sul versante del codice dei beni culturali, delle norme sul diritto d’autore e delle norme poste a tutela della riservatezza. Nell’era di internet e del digitale è bene avere precisa contezza di quali siano i limiti e le possibilità garantiti dall’attuale normativa, in rapida e costante evoluzione, per prevenire eventuali rischi connessi alla violazione delle norme. Il tema delle licenze d’uso delle immagini al centro di questo corso risponde quindi essenzialmente a un’esigenza pratica sempre più avvertita tra gli operatori di beni culturali.

Il corso è articolato in otto moduli per una durata complessiva di 21 ore di frequenza; si svolgerà in streaming attraverso sedute sincrone audio e video, distribuite nella seconda metà del mese di giugno. NB: Le iscrizioni al corso sono comunque chiuse dallo scorso 7 giugno.

Gli argomenti trattati sono così suddivisi: 

  • Modulo 1 (14 giugno) – Introduzione (Docente: Mirco Modolo) 
  • Modulo 2 (16 giugno) – Riproduzioni di beni culturali: profilo storico (Docenti: Stefano Gardini; Andrea Brugnoli)
  • Modulo 3 (18 giugno) – Tutela dei dati personali e pubblicazione dei documenti archivistici (Docente: Giulia Barrera)
  • Modulo 4 (21 giugno) – Diritto d’autore e Open Access (Docente: Deborah De Angelis)
  • Modulo 5 (22 giugno) – Diritto d’autore e fotografia (Docente: Cristina Manasse)
  • Modulo 6 (23 giugno) – Diritto d’autore nelle biblioteche e nel web (Docenti: Simone Aliprandi; Massimo Travostino)
  • Modulo 7 (28 giugno) – Strumenti (Docenti: Anna Maria Marras; Deborah De Angelis; Pierfrancesco Fasano; Stefano Gardini) 
  • Modulo 8 (30 giugno) – Tavola rotonda (Partecipano: Iolanda Pensa e Giorgio Resta; Modera: Mirco Modolo)

Nello specifico il modulo di mia competenza (il sesto) tratterà i seguenti temi: Profili di diritto d’autore in ambito bibliotecario: le monografie, le opere in comunione, collettive e collettive periodiche, le opere orfane; protezione delle banche dati online dal punto di vista del diritto d’autore e del diritto sui generis dalla Direttiva 96/9/CE alla Direttiva (EU) 2019/1024 e analisi delle principali eccezioni al diritto d’autore per favorire l’attività di tutela e fruizione svolta da musei, archivi e biblioteche previste dalla recente direttiva 2019/790 sul diritto d'autore nel mercato unico digitale.

Maggiori dettagli sull'iniziativa e una versione più articolata del programma sono disponibili in questo PDF.




venerdì 18 giugno 2021

La gestione della privacy tra didattica online e social media: corso online il 26 giugno

Sabato 26 giugno in mattinata dalle 10 alle 12:30 terrò un corso online per il sito web Italosformazione.it, intitolato "La gestione della privacy tra didattica online e social media".

Il corso si rivolge a chi ha un sito web di promozione/vendita di lezioni online o altre attività formative, a chi gestisce una pagina Facebook o una newsletter per promuovere la propria attività, ai docenti e formatori di corsi online.

Qualunque sia la tua attività, ti muovi in un’economia interamente basata sullo scambio di dati. Pertanto, è importante saper capire quando entrano in gioco quelle informazioni riconducibili a una persona fisica e quindi coperte dalle norme a tutela della privacy. È altresì fondamentale conoscere le regole da rispettare e le migliori strategie da applicare nella nostra attività professionale di formatori online, in un’ ottica di rispetto della riservatezza e sicurezza dei dati dei nostri studenti/utenti.

In questo corso, offrirò una panoramica sintetica ma completa dei principi cardine che sorreggono la tutela della privacy a livello europeo e internazionale; aiuterò i partecipanti a prendere dimestichezza con concetti chiave come dato personale, trattamento dei dati, data protection officer, GDPR; presenterò esempi di informative e policy fondamentali per l'attività quotidiana di formatori online; faremo qualche commento sulle policy di Facebook e di LinkedIn; e alla fine ci terremo circa 20 minuti per il dibattito e le richieste di chiarimento.

Trovate tutte le informazioni per iscriversi a questa pagina; di seguito riporto la locandina dell'evento.




giovedì 17 giugno 2021

Big data licensing: il mio seminario per il Corso di perfezionamento "Big data, artificial intelligence e piattaforme di UniMI

Ieri sera ho avuto il piacere di tenere un seminario di approfondimento nell'ambito dell'interessantissimo Corso di perfezionamento "Big data, artificial intelligence e piattaforme" dell'Università degli studi di Milano (alla sua prima edizione), coordinato dal Prof. Giovanni Ziccardi e dal Prof. Pierluigi Perri. Riporto di seguito la locandina del corso con il programma integrale delle lezioni curricolari; maggior informazioni sul corso qui.

(clicca sull'immagine per ingrandire)

Il mio seminario è intitolato "Big data licensing" e si è strutturato in cinque parti:

  • Parte 1 - Premesse concettuali (e qualche provocazione preliminare)
  • Parte 2 - La proprietà intellettuale sui dati
  • Parte 3 - Le licenze d’uso per banche dati
  • Parte 4 - Le licenze per dati aperti (open data)
  • Parte 5 - Gli open data pubblici e il principio open by default

Esso vuole porsi come approfondimento e ideale raccordo tra la lezione "Data asset protection" di Giorgio Spedicato (15 giugno), la lezione "Open data" di Fernanda Faini (1 luglio) e la lezione "Dati pubblici e smart cities" di Gabriele Suffia (1 luglio).

Nell'embedd qui sotto trovate le slides da me utilizzate per il seminario, rilasciate con licenza Creative Commons e quindi liberamente scaricabili e riutilizzabili. Per chi volesse approfondire gli argomenti trattati segnalo che buona parte dei contenuti delle slides riprendono quanto da me esposto nel recente libro "Software licensing & data governance. Tutelare e gestire le creazioni tecnologiche"; a questo link trovate tutte le informazioni sul libro nonché cospicui estratti liberamente scaricabili (anche il libro è sotto licenza Creative Commons). Inoltre segnalo che sul mio canale Youtube ci sono i video integrali di altri miei interventi su temi limitrofi; in particolare:

  • Le licenze per dati: capirle una volta per tutte (Politecnico Torino, feb. 2020)VIDEO
  • La proprietà intellettuale nella PA e il riutilizzo di dati pubblici (Università Bicocca, 7 aprile 2021) > VIDEO 
  • Data governance: tra proprietà intellettuale e tutela dei dati personali (aprile 2020) > VIDEO

LE SLIDES DEL SEMINARIO

lunedì 31 maggio 2021

Il 4 giugno si tiene la giornata dell’animatore digitale: evento formativo in streaming

Venerdì 4 giugno parteciperò come relatore all'evento formativo "AD DAY – Giornata dell’Animatore Digitale" organizzato dall'Ufficio Scolastico Territoriale di Monza e della Brianza e ospitato virtualmente dall'Istituto Tecnico Statale "A. Mapelli" di Monza.

L'evento è aperto agli animatori digitali di tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Monza e Brianza; a lavori conclusi, i partecipanti riceveranno un attestato di partecipazione.

Riporto di seguito il programma e la locandina.

Programma dell'evento

16:00 - 16:30 | Il ruolo svolto dall'AD nell'emergenza pandemica (Prof. Francesco Parrella)

16:30 - 17:00 | La gestione e il trattamento dei dati nelle Piattaforme della DAD (Avv. Simone Aliprandi, autore del libro Software licensing & data governance)

17:00 - 17:30 | Piattaforme e didattica digitale integrata: esperienze e consigli per l’uso (Proff. Marco Redaelli, Paolo Coppola, Marco Incarbone)

17:30 - 18:00 | La formazione e le iniziative di supporto per le scuole. Ruoli dei Future lab, EFT e scuole Polo - Iniziative di formazione specifica per Animatori Digitali (Prof.ssa Daniela Maiolino - Prof.ssa Cristina Bralia)

18:00 - 18:30 | Animare digitalmente una Scuola (anche senza Dad) (Prof.ssa Giordano Silvia)

18:30 - 19:00 | FAQ - Varie ed eventuali





domenica 30 maggio 2021

Gestione e tutela dei diritti d'autore nel mondo digitale: corso online per CAeB

Nell'ottobre 2017 avevo già avuto modo di collaborare con CAeB (Cooperativa Archivistica e Bibliotecaria) come docente in un corso tenutosi presso il Politecnico di Milano. CAeB è un ente attivo dal 1979 che eroga servizi di consulenza e di formazione per moltissime realtà pubbliche e private. Nelle scorse settimane mi hanno ricontattato per proporre un nuovo corso che si terrà interamente online nelle mattinate di giovedì 3 giugno e martedì 8 giugno, intitolato "Gestione e tutela dei diritti d'autore nel mondo digitale". Condivido di seguito il programma del corso e la locandina.

[Chi volesse organizzare un corso simile può contattarmi seguendo le indicazioni nella sezione "formazione" del mio sito web -- VAI].

Parte generale (3 giugno 2021 | h 9:30 – 12:30)

  • Introduzione allo studio del diritto della proprietà intellettuale
  • Il diritto d’autore: opere tutelate, soggetti titolari e acquisizione del diritto
  • Diritti morali, diritti di utilizzazione economica e diritti connessi
  • Il copyright come sistema closed by default
  • Il pubblico dominio e le relative problematiche

Parte speciale (8 giugno 2021 | h 9:30 – 12:30)

  • Fair use ed eccezioni al diritto d’autore
  • Casi particolari di libero utilizzo previsti dalla legge italiana (fotocopie, prestito bibliotecario, citazione a scopo di critica o discussione, utilizzi specifici per i portatori di handicap)
  • Strumenti contrattuali per la gestione dei diritti: licenze d’uso e contratti di cessione
  • Le licenze open (Creative Commons e simili): scenario teorico e applicazione pratica
  • L’Open Access alla letteratura scientifica: cenni



giovedì 27 maggio 2021

La tutela del copyright come strumento di censura: diretta con Germano Milite e Marco Amendola

Oggi alle 13, assieme al giornalista Marco Amendola, sarò ospite dei canali social di Germano Milite per una diretta sul tema "La tutela del copyright come strumento di censura". Sarà possibile seguire in diretta sia su Youtube (QUI) sia su Facebook (QUI).

IL VIDEO


L'abstract del dibattito è il seguente: "Deficienze artificiali, sistemi di controllo automatico, multinazionali made in USA che non hanno voglia di investire in risorse umane qualificate e...il sistema mostruoso ed iniquo è servito."


Germano Milite è un giornalista e imprenditore nel settore digital marketing, attualmente CEO di INSEM SPA con delega alla comunicazione. Ha fondato il sito web di informazione e divulgazione https://you-ng.it/ e sui social media cura la rubrica FUFFLIX, con la quale mette a nudo le falsità e le esagerazioni diffuse da alcuni sedicenti guru della new economy. Emblematici sono la sua partecipazione allo speciale del programma TV "Le Iene" sul discutibile Mirko Scarcella e le sue inchieste su altri personaggi poco trasparenti come Federico Pistono e Matteo Pittaluga.

Nelle scorse settimane, proprio un video Youtube dedicato a Pittaluga, in cui vi era un passaggio di pochi secondi tratto da un altro video, ha fatto scattare una segnalazione per violazione di copyright e una temporanea sospensione del canale gestito da Milite. In questo articolo di Agendadigitale.eu trovate la ricostruzione dell'episodio e le conseguenti riflessioni da parte dello stesso Milite su come il diritto d'autore può spesso andare in conflitto con la libertà di informazione, specie se gestito da sistemi di controllo automatizzati.

Da queste riflessioni prenderemo le mosse per la diretta di oggi.

lunedì 3 maggio 2021

Il copyright sui contenuti digitali: webinar gratuito per Hangar Piemonte

Giovedì 6 maggio, in mattinata, dalle 11 alle 13 terrò il webinar "Il copyright sui contenuti digitali" per il progetto Hangar Piemonte, progetto voluto dall’Assessorato alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte e realizzato dalla Fondazione Piemonte dal Vivo. Come si legge sul sito, l'iniziativa "si rivolge a chiunque voglia sviluppare le proprie competenze e capacità manageriali in ambito culturale, dai liberi professionisti alle istituzioni, associazioni, enti no profit. L’obiettivo è diffondere la cultura progettuale e potenziare la capacità di ciascuno di prendere decisioni strategiche."

Il mio webinar è ad accesso gratuito, previa registrazione alla piattaforma. Tutte le informazioni per partecipare sono disponibili qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-copyright-sui-contenuti-digitali-151725271371.

Un breve abstract del webinar:
La rivoluzione digitale ha portato con sé una crescita esponenziale delle possibilità di diffusione, condivisione, riutilizzo di contenuti creativi: testi, immagini, video, musiche, slides, infografiche. Ma come possono tutelarsi i creatori di questi contenuti? E quali sono le regole per riutilizzare i contenuti che troviamo in rete?
Con questa introduzione al tema di Simone Aliprandi, avvocato e formatore, inizieremo a capire come funziona il diritto d'autore e a gestirlo correttamente.



 

giovedì 29 aprile 2021

Diritto d’autore e licenze Creative Commons per gli operatori della cultura: corso per il progetto SapereDigitale

Martedì 11 e 13 maggio nel pomeriggio terrò un corso online intitolato Diritto d’autore e licenze Creative Commons per gli operatori della cultura nell'ambito del Progetto SapereDigitale.org, progetto sostenuto dalla Regione Piemonte – Settore Biblioteche e dalla Compagnia di San Paolo (bando I luoghi della Cultura 2019) nato con l’obiettivo di stimolare il ruolo cruciale che le biblioteche possono giocare a supporto dell’educazione civica digitale e della diffusione di una sempre maggior consapevolezza nel corretto utilizzo del digitale. L'iniziativa è virtualmente ospitata dalla Biblioteca di Economia e management dell’Università degli Studi di Torino e organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi del Piemonte Orientale.

Maggiori dettagli, sul sito https://www.saperedigitale.org/diritto-dautore-e-licenze-creative-commons-per-gli-operatori-della-cultura/.

Programma del corso

PRIMO INCONTRO – 11 maggio 2021

  • Introduzione allo studio del diritto d’autore: concetti chiave e fonti normative
  • L’oggetto della tutela: quali opere sono tutelate dal diritto d’autore?
  • Titolarità dei diritti: acquisizione del copyright e prova della paternità
  • Utilizzazione economica, diritti connessi
  • La tutela delle fotografie nella legge italiana: opere fotografiche vs semplici fotografie

SECONDO INCONTRO – 13 maggio 2021

  • Fair use, libere utilizzazioni e pubblico dominio
  • Le eccezioni al diritto d’autore per il mondo delle biblioteche:
  • prestito, fotocopie, letture in pubblico
  • Le licenze open: Creative Commons e simili
  • Utilizzare correttamente le licenze Creative Commons
  • Il concetto di Open Access applicato alla letteratura scientifica


mercoledì 21 aprile 2021

Il prof. Caso ci spiega i problemi emergenti in materia di brevetti sui vaccini COVID

In queste settimane si parla molto del problema dei brevetti sui vaccini anti-COVID e dei vincoli di proprietà intellettuale e di segretezza sulle relative informazioni. Il tema è particolarmente tecnico e delicato e non si fa abbastanza divulgazione a riguardo.

Il 17 febbraio avevo realizzato un video divulgativo con il prof. Giuseppe Mazziotti (guardalo qui) e nell'occasione ci siamo accorti di quanto fosse vasto e articolato l'argomento. Lo scorso 9 marzo il prof. Roberto Caso dell'Università di Trento (Delegato di Ateneo per l'open access e le politiche contro il plagio dello stesso ateneo e fondatore di AISA Associazione Italiana Scienza Aperta) ha tenuto un ottimo seminario online per il Dottorato di Ricerca in Scienze Giuridiche dell'Università di Perugia dal titolo "La ricerca sui vaccini fra brevetti e accesso aperto alla conoscenza scientifica". L'ho seguito in diretta e devo dire che è stata davvero un'occasione preziosa per comprendere le questioni emergenti.

Riporto di seguito il video e le slides del Prof. Caso. [Nota: il video è un estratto; dalla versione integrale (disponibile qui su Facebook) ho rimosso i primi 10 minuti circa (che purtroppo avevano l'audio danneggiato) e tutta la parte di dibattito finale (che è molto lunga e anch'essa presenta alcuni problemi di audio).]

IL VIDEO


LE SLIDES

Nuova direttiva copyright: approvato il testo delle legge delega; si attende ora il decreto legislativo

Ieri martedì 20 aprile il Senato della Repubblica ha approvato definitivamente il Disegno di Legge n. 1721-B (Legge di delegazione europea 2019-2020), nel quale sono contenute le norme quadro con il quale il Parlamento dà formale delega al Governo per il recepimento di molteplici direttive EU in attesa di attuazione. Tra queste si trova la nuova direttiva copyright (più propriamente Direttiva 2019/790 - vedi testo) che viene trattata nell'articolo 9 della nuova Legge di delegazione, riportato integralmente in calce a questo post assieme al precedente articolo 8 sulla Direttiva 2019/789.

Si tratta tuttavia solo di un primo step; si deve infatti attendere il decreto legislativo che il Consiglio dei Ministri dovrà licenziare (probabilmente a breve, dato che il termine imposto dalla direttiva è giugno 2021); lì ci saranno le norme specifiche e dettagliate che andranno a modificare la Legge sul diritto d'autore (Legge 633/1941) per conformarle ai principi della direttiva e alle indicazioni della Legge di delegazione.

Fonte del testo normativo qui riportato: Senato.it.

martedì 20 aprile 2021

Videocorso gratuito: Tutela e gestione del copyright in ambito accademico

Nei prossimi giorni proporrò un videocorso gratuito intitolato "Tutela e gestione del copyright in ambito accademico" che sarà fruibile in contemporanea sulla mia pagina Facebook (www.facebook.com/simone.aliprandi.page/) e sul mio canale YouTube (www.youtube.com/simonealiprandi/).

L'appuntamento è per giovedì 22 aprile alle ore 15 (modulo A) e per venerdì 23 aprile sempre alle ore 15 (modulo B).

Per seguire il corso sarà sufficiente diventare follower della pagina o del canale e collegarsi all'ora indicata. Sarà possibile interagire con il docente tramite i commenti allo streaming. Siete invitati a diffondere la notizia attraverso i vostri canali social.

Di seguito la locandina e il programma dettagliato del corso.



Modulo A (giovedì 22 aprile, dalle ore 15 alle ore 16:45 circa)

  • Parte 0  Introduzione e scenario
  • Parte 1.1  Quali opere sono tutelate dal diritto d’autore (con particolare focus sulle opere prodotte in ambito scientifico-accademico)
  • Parte 1.2 – Acquisizione dei diritti e portata della tutela: come divento titolare dei diritti sulle mie opere e su cosa si esercita la mia possibilità di tutela e controllo delle opere.
  • Parte 1.3 – Panoramica dei diritti che entrano in gioco: diritti morali, diritti di utilizzazione economica, diritti connessi
  • Parte 2 – Pubblico dominio, fair use e libere utilizzazioni: quando e in quali termini posso utilizzare opere di altri autori

Modulo B (venerdì 23 aprile, dalle ore 15 alle ore 16:45 circa)

  • Parte 3 – La gestione dei diritti tra licenze, termini d’uso e contratti (con particolare focus sui contratti di edizione e sui termini d'uso di piattaforme di condivisione di contenuti scientifici e didattici)
  • Parte 4.1 – Le licenze open per contenuti e dati (Creative Commons e simili): introduzione teorica e principi di base
  • Parte 4.2 – Applicare licenze Creative Commons a contenuti scientifici (con esempi pratici di applicazione di licenze e di ricerca di contenuti CC)
  • Parte 5 – Introduzione all’Open Access e agli open data della ricerca: le licenze per fare Open Access e per condividere liberamente i dati della ricerca


lunedì 12 aprile 2021

Tutela e gestione del copyright in ambito accademico: corso per i dottorandi dell'Università di Trieste

Questo giovedì (15 aprile) terrò un corso di formazione online per i dottorandi di ricerca dell'Università degli Studi di Trieste e intitolato "Tutela e gestione del copyright in ambito accademico".

Il corso durerà un totale di 4 ore così ripartite: mattina dalle 10 alle 12; pomeriggio dalle 14:30 alle 16:30.

Programma del corso

  • Studiare e comprendere il diritto d'autore
  • Principi e meccanismi di base del diritto d'autore
  • Che cosa tutela e che cosa non tutela il diritto d'autore
  • Quali diritti entrano in gioco, in particolare nell'attività accademica
  • Fair use e libere utilizzazioni (con particolare riferimento a quelle rilevanti per il mondo della didattica e della ricerca)
  • Liberatorie e contratti di cessione per l'editoria scientifica
  • Le licenze open (Creative Commons e simili)
  • Il fenomeno Open Access: inquadramento teorico e indicazioni operative

Maggiori informazioni e form d'iscrizione QUI.




sabato 10 aprile 2021

Brevetti: caratteristiche tecniche e non tecniche delle invenzioni industriali

Riporto l'embedd di un utile post LinkedIn pubblicato da Erica Ghironi (Patent Intelligence & Patent Specialist), nel quale si chiarisce con un'efficace infografica il concetto di caratteristiche tecniche nell'invenzione industriale oggetto di brevettazione.


mercoledì 7 aprile 2021

Journal of Open Access to Law (JOAL): rivista internazionale sul tema del libero accesso al diritto

Scopro con piacere l'esistenza di Journal of Open Access to Law (JOAL). A peer-reviewed journal of legal information science, policy, and publishing

JOAL è una rivista accademica ad accesso aperto e peer-reviewed di portata internazionale, con base presso la Cornell University (Ithaca, USA). Il suo scopo è promuovere la ricerca internazionale sul tema del libero accesso al diritto.

JOAL offre un forum internazionale per ricercatori accademici e professionisti dell'editoria legale aperta.

 Gli argomenti centrali di interesse includono:

  • costruzione critica di metodi di informazione giuridica
  • governance dei nuovi modelli di editoria giuridica
  • il rapporto tra informazioni giuridiche ad accesso aperto e tecnologia
  • progetti sull'aperto accesso al diritto
  • le sfide tecniche e le opportunità economiche create dall'accesso aperto al diritto e alle informazioni del settore pubblico
  • le dimensioni economiche del libero accesso al diritto
  • tendenze e cambiamenti suggeriti dalla globalizzazione dell'accesso

JOAL ha lo scopo di stimolare e promuovere un approccio interdisciplinare al diritto, trasferendo argomenti classici in un nuovo quadro all'incrocio tra diritto e storia, diritto e letteratura, diritto e filosofia, diritto e tecnologia, diritto e intelligenza artificiale.

Il Comitato di redazione invita alla presentazione di saggi, articoli di attualità, commenti, recensioni critiche, che saranno valutati da un comitato indipendente di referee sulla base della loro qualità accademica, originalità e contributo al rimodellamento di punti di vista e prospettive legali.

martedì 30 marzo 2021

Le licenze dei siti della pubblica amministrazione: l'intervista di oggi con Andrea Borruso

Oggi sono stato intervistato da Andrea Borruso dell'Associazione onData, ente no profit che promuove l’apertura dei dati pubblici per renderli accessibili a tutti e che, tra i vari progetti, porta avanti da alcuni mesi la campagna #DatiBeneComune per una piena disponibilità e condivisione dei dati relativi all'epidemia COVID-19 in Italia.

Abbiamo parlato del tema spinoso delle licenze utilizzate dai siti dell'Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute e in generale dei problemi legati al licensing di dati pubblici in Italia.

Riporto qui sotto l'embedd del video; il video originario (comunque identico a questo) è disponibile sul canale YouTube di OnData qui.

Per approfondire il tema della proprietà intellettuale negli enti pubblici e delle licenze per dati, suggerisco i seguenti contenuti:

- La proprietà intellettuale nella PA e il riuso di dati pubblici: videolezione presso Università Bicocca, aprile 2020

Le licenze per dati: capirle una volta per tutte: intervento tenuto il 19 febbraio 2020 al Politecnico di Torino in occasione dell'evento FOSS4G-it

La proprietà intellettuale sui dati: scenari e problematiche della derivazione e integrazione di dataset: estratto dal libro “Software licensing & data governance. Tutelare e gestire le creazioni tecnologiche” (Apogeo Editore, settembre 2020)


 


venerdì 26 marzo 2021

Per una comprensione delle licenze free software e open source

Dopo l'articolo La proprietà intellettuale sui dati: scenari e problematiche della derivazione e integrazione di dataset (vedi), pubblico questo secondo estratto dal libro “Software licensing & data governance. Tutelare e gestire le creazioni tecnologiche” (Apogeo Editore, settembre 2020); opera liberamente riproducibile nei termini della licenza Creative Commons Attribution – Non Commercial – Share Alike 4.0 International. Maggiori dettagli sul libro: https://aliprandi.org/books/software-licensing-data-governance/.  


SOMMARIO

1. Introduzione alle licenze software – 1.1. Le licenze software: tra compravendita e locazione – 1.2. Le varie categorie di licenze per software – 2. Strumenti giuridici per rilasciare software in modalità open – 2.1. La soluzione del rilascio in pubblico dominio – 2.2. Le licenze permissive – 2.3. Le licenze di copyleft forte e la GPL come licenza capostipite – 2.4. La licenza GPL – 2.5. Le varie versioni della GPL e le altre licenze di copyleft forte – 2.6. La Affero GPL e il copyleft di rete – 2.7. Le licenze di copyleft debole – 3. Compatibilità tra licenze open source – 4. Il meccanismo del dual licensing (o multilicensing).

Di seguito trovate l'embedd da SlideShare, ma potete trovare il file anche su Zenodo (vai) e su Academia.edu (vai).



mercoledì 24 marzo 2021

Scienza aperta: Open Access e copyright nel mondo della ricerca (giornata di studi dell'Università della Tuscia)

Riporto lo streaming e i materiali di "Scienza aperta. Open Access e copyright nel mondo della ricerca", giornata di studi organizzata dal Centro di Ateneo per le Biblioteche (CAB) dell'Università della Tuscia in occasione dell’avvio del nuovo repository della ricerca DSpace CRIS.

Di seguito riporto anche le slides disponibili.



LO STREAMING


LE SLIDES

Le slides di Roberto Caso: https://zenodo.org/record/4629377.

martedì 23 marzo 2021

L'immagine del bene culturale tra diritto d'autore, norme di tutela e diritto al patrimonio: il seminario di Mirco Modolo

Giovedì 25 marzo 2021 alle ore 15:00 il dott. Mirco Modolo (Archivio Centrale dello Stato) terrà un seminario intitolato "L'immagine del bene culturale tra diritto d'autore, norme di tutela e diritto al patrimonio" nell'ambito del Dottorato di Ricerca Patrimoni archeologici, storici architettonici e paesaggistici mediterranei: sistemi integrati di conoscenza, progettazione dell'Università Aldo Moro di Bari. Introduce il prof. Giuliano Volpe, coordinatore del dottorato. L'evento si svolgerà interamente online e sarà visibile su YouTube anche per chi non è iscritto al dottorato (vedi il canale).

Riporto la locandina dell'evento.


EDIT: IL VIDEO INTEGRALE DEL SEMINARIO



lunedì 22 marzo 2021

L'eccessiva enfasi sull'immunità di gregge. Lo scenario sarà diverso da quello raccontato dai media (e va bene così)

Sabato tu TechEconomy2030.it è uscito un mio articolo intitolato "5 motivi per smettere di parlare di immunità di gregge" nel quale ho spiegato in modo dettagliato (e spero anche chiaro) perché a mio avviso "immunità di gregge" è un termine che trasmette un’aspettativa inverosimile sulla fine della pandemia e che quindi non andrebbe utilizzato, eventualmente sostituito da "immunità diffusa". Vi invito a leggerlo integralmente (clicca qui).

Credo davvero che raccontare la storiella dell'immunità di gregge come fosse un traguardo che una volta raggiunto ci restituirà la nostra vita di prima e ci premierà degli sforzi fatti con la campagna vaccinale sia solo "oppio per il popolo", una scelta di comunicazione volta da un lato a tranquillizzare gli animi dall'altro a rafforzare l'adesione alla vaccinazione. Ma non è certo uno scenario verosimile e scientificamente riconosciuto. Quindi, a mio modesto parere, chi vuole fare una comunicazione intellettualmente onesta sul futuro della pandemia deve smettere di parlare di immunità di gregge ed eventualmente parlare di immunità diffusa (che - sia chiaro - è già un'ottima prospettiva).

In questo post (che potrebbe essere periodicamente aggiornato) voglio però raccogliere alcune voci autorevoli che hanno detto sostanzialmente la stessa cosa.

1) Innanzitutto la prof.ssa Antonella Viola (Università di Padova) che nei giorni scorsi, intervistata su La7 sia a Piazzapulita (Formigli) sia a Otto e mezzo (Gruber), si è espressa in modo netto e cristallino, rilasciando le seguenti dichiarazioni.

Otto e mezzo, 15 marzo 2021 -> "Nella maggior parte delle persone questo virus si supera tranquillamente. I vaccini anti COVID hanno una bassa efficacia quindi l'immunità di gregge è matematicamente impossibile."

Piazzapulita, 18 marzo 2021 -> "Il nostro obiettivo non deve essere l'immunità di gregge ma mettere al sicuro le persone fragili. È il motivo per cui in estate saremo comunque fuori da questa situazione, perché avremo protetto le persone fragili con i vaccini. Anche se il virus continuerà a circolare non succederà nulla di speciale, perché si ammaleranno soltanto le persone giovani e sane, quelle per cui il Covid ha sintomi simili a una influenza". [VEDI VIDEO]


2) Paolo Giordano nell’illuminante articolo “Solo superando le trappole otterremo l’immunità” su Corriere.it scrive:

"La campagna vaccinale è stata presentata da diversi esperti come una specie di interruttore, che raggiunta una certa soglia spegnerà il contagio, eliminando il problema del tutto. È un eccesso di semplificazione ed è probabile che non avverrà nulla del genere. Le soglie dell’immunità di gregge sono variabili e dipendono da molti fattori […]. Allo stato attuale l’immunità di gregge, tirata in ballo di continuo dall’inizio della pandemia, potrebbe essere una chimera."


3) Il Dott. Nino Cartabellotta (Fondazione GIMBE) in un tweet del 14 marzo 2021 (vedi) ha dichiarato:

"Sino a quando non avremo un vaccino per gli under 16 possiamo parlare solo di % di popolazione vaccinata. Non di immunità di gregge".


4) Il 22 marzo 2021 Milena Gabanelli nella sua sempre efficace rubrica Dataroom per Corriere.it ha pubblicato l'articolo "Il Covid quando finirà? Con i vaccini può diventare come l’influenza: la data della ripartenza" (vedi) in cui scrive:

"Perché l’immunità di gregge è difficile da raggiungere? L’immunità di gregge è raggiunta quando grazie a una sufficiente percentuale di persone vaccinate si riesce a bloccare la circolazione del virus. Se avessimo un vaccino con efficacia contro il contagio al 100% e una copertura a lungo termine, tenendo conto della velocità di diffusione del virus con un R0 tra 2,5 e 3,5, il risultato si otterrebbe vaccinando il 60–72% della popolazione. Non è però questo il caso: i vaccini Pfizer e Moderna hanno un’efficacia contro il contagio del 95%, J&J del 72% e AstraZeneca, a seconda delle stime, del 62-82%. Tenendo conto di quest’ultimo parametro, l’immunità di gregge si potrebbe ottenere solo vaccinando almeno il 97% della popolazione: una percentuale irrealistica, anche considerando che c’è chi non vuol fare il vaccino. In più c’è la variante inglese che fa crescere l’R0 a 4,5 e con ogni probabilità aumenta la letalità del virus. Infine, non sappiamo ancora quanto durerà l’immunità nel tempo. Messe insieme tutte queste variabili è possibile capire, come sostengono gli esperti da tempo tra cui l’immunologa Antonella Viola, perché l’immunità di gregge se non un miraggio sia quantomeno un’incognita. Altra cosa invece è l’immunità di massa, cioè riuscire a proteggere l’80% della popolazione vaccinandola, traguardo a cui il commissario per l’emergenza Francesco Paolo Figliuolo vuole arrivare entro il mese di settembre. Nel frattempo la convivenza con il virus diventerà meno dannosa perché il progredire delle vaccinazioni ne abbasserà la letalità. E con strategie vaccinali corrette si può raggiungere l’obiettivo di ridurre la letalità di Covid-19 a quella dell’influenza ben prima del prossimo autunno."


5) Il Prof. Massimo Galli intervistato ad Agorà (Rai3) il 22 marzo 2021 ha dichiarato:

"Siamo lontani dall'idea di un vaccino in grado di sviluppare l'immunità di gregge, ma quelli che abbiamo dovranno essere aggiornati per le nuove varianti. Anche se va detto che quando un anziano vaccinato incontra il virus in qualche variante sconosciuta difficilmente dovrebbe finire in ospedale." 


6) Su Corriere.it (sezione Salute) il 25 marzo 2021 è uscito l'articolo "Covid: i motivi per cui l'immunità di gregge è probabilmente impossibile" di Silvia Turin (vedi), articolo che per struttura e contenuti sembra una rielaborazione del mio articolo pubblicato su TechEconomy2030.it. Si legge:

"Quello che inizia a delinearsi all'orizzonte, però, è la possibilità che la libertà guadagnata non coincida con l'immunità di gregge, ma con una ridotta, seppur efficace, immunità di massa"


7. In una intervista raccolta da Francesco Rigatelli e uscita su LaStampa del 3 aprile 2021 (pag. 5), il prof. Massimo Galli ha dichiarato: "Stiamo vaccinando per salvare vite, non per la mitica immunità di gregge".


8. In una intervista del 22 maggio 2021 per Adnkronos, riportata anche da IlMessaggero, il prof. Fabrizio Pregliasco ha dichiarato: "Non la raggiungeremo mai. Si tratta infatti della condizione in cui, secondo modelli matematici, risulta azzerata la diffusione della malattia, e noi non ce la facciamo, nel senso che la malattia diventerà endemica, riusciremo ad abbassare molto l'incidenza e quindi a convivere con il virus. E questo riusciremo a farlo nell'arco di 2-3 mesi".



giovedì 18 marzo 2021

Il mondo della scuola nell'era del COVID: convegno online il 20 marzo

Sabato 20 marzo per l'intera giornata si terrà un convegno online intitolato "Il mondo della scuola nell'era del COVID" e organizzato dal progetto internazionale Diritto del pensiero e delle espressioni artistiche e da AGIF Associazione Giuristi Italiani per la Famiglia, in collaborazione con il sito StudioCataldi.it. L'evento è accreditato ai fini della formazione professionale presso l'Ordine degli Avvocati di Avezzano (5 crediti).

Io sarò tra i relatori della mattinata e mi occuperò del tema Copyright e didattica online.

L'iscrizione è libera e gratuita ma è comunque richiesta la registrazione scrivendo agli indirizzi avv.manuelarinaldi@yahoo.it (per gli avvocati del Foro di Avezzano) e elenaquarta534@gmail.com per tutti gli altri interessati.

La sessione mattutina avrà inizio alle ore 9:30 e prevede i seguenti relatori: Prof. Avv. Manuela Rinaldi, Prof. Avv. Paolo Maci, Dott.ssa Elena Quarta, Avv. Paolo Maria Storani, Prof. Vincenzo Capodieci, Prof. Avv. Giorgio Fontana, Avv. Paola Perrone, Avv. Luisa Carpentieri, Avv. Simone Aliprandi, Prof. Ciro De Angelis, Prof. Vittorio Lodolo D'Oria, Dott. Remo Trezza, Dott. Fabrizio Cesareo

La sessione pomeridiana avrà inizio alle ore 15:30 e prevede i seguenti relatori: Avv. Paolo Maria Storani, Avv. Maria Chiara Landolfo, Notaio Anna Dellaquila, Prof.ssa Antonella Manca, Dott.ssa Maristella Taurino, Dott.ssa Isabel Martina, Prof. Avv. Paolo Maci.

Di seguito riporto la locandina con dettagli più precisi sui vari interventi (cliccare sull'immagine per ingrandirla o scaricarla).



martedì 9 marzo 2021

La ricerca sui vaccini fra brevetti e accesso aperto alla conoscenza scientifica: seminario di Roberto Caso

Questa mattina alle ore 11 Roberto Caso, professore associato presso l'Università di Trento e Delegato per l'open access e le politiche contro il plagio dello stesso ateneo, terrà un seminario online per il Dottorato di Ricerca in Scienze Giuridiche dell'Università di Perugia dal titolo "La ricerca sui vaccini fra brevetti e accesso aperto alla conoscenza scientifica".

Il seminario sarà trasmessa in streaming sulla pagina Facebook del dottorato a questo indirizzo: https://www.facebook.com/Dottorato-di-Ricerca-in-Scienze-Giuridiche-Perugia-225118854944990. Oppure guardalo direttamente nell'embedd qui sotto.

Sullo stesso argomento segnalo anche la chiacchierata divulgativa con il Prof. Giuseppe Mazziotti, tenutasi lo scorso 17 febbraio e disponibile su YouTube qui: https://youtu.be/oNFN031Y5Ws.


LA LOCANDINA


L'EMBEDD DELLO STREAMING FACEBOOK

mercoledì 3 marzo 2021

Copyright e licenze aperte per la cultura nel web: le 100 FAQ e la tavola rotonda di domani

Domani pomeriggio ci sarà una interessantissima giornata di studi online sul tema "Copyright e licenze aperte per la cultura nel web", aperta a chiunque previa registrazione. Segnalo in particolare le due tavole rotonde delle ore 15 e 16, a cui partecipano istituzioni ed esperti di primissimo piano che porteranno la loro esperienza concreta di soggetti che quotidianamente si scontrano con questi problemi.

Inoltre la prossima settimana (giovedì 11) ci sarà un secondo evento, sempre online, più dedicato all'interazione con gli operatori del settore cultura, che potranno sottoporre direttamente i loro quesiti agli esperti. Un'occasione davvero preziosa.

Maggiori informazione, brochure completa e form di iscrizione: http://www.icom-italia.org/copyright-e-licenze-aperte-per-la-cultura-nel-web-a-cura-del-gruppo-di-ricerca-digital-cultural-heritage-di-icom-italia/.

L'opuscolo PDF con le 100 domande/risposte è liberamente scaricabile QUI.


LO STREAMING DELL'EVENTO



La proprietà intellettuale sui dati: scenari e problematiche della derivazione e integrazione di dataset

La proprietà intellettuale sui dati: scenari e problematiche della derivazione e integrazione di dataset

Estratto dal libro “Software licensing & data governance. Tutelare e gestire le creazioni tecnologiche” (Apogeo Editore, settembre 2020); opera liberamente riproducibile nei termini della licenza Creative Commons Attribution – Non Commercial – Share Alike 4.0 International.

Sommario: 1. I concetti di “derivazione” e “integrazione” nel mondo delle banche dati – 1.1. Derivazione – 1.2. Integrazione – 2. Scenari più frequenti di integrazione e derivazione tra banche dati – 2.1. Integrazione di dataset preesistenti – 2.2. Semplice rielaborazione matematica di dati provenienti da dataset preesistenti – 2.3. Il particolare caso della mera validazione di dati – 2.4. Dataset realizzati attraverso un processo di modellazione di dati prelevati da un dataset preesistente – 2.5. Rappresentazione grafica del contenuto di un dataset.

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1. I concetti di “derivazione” e “integrazione” nel mondo delle banche dati

1.1. Derivazione

Buona parte dei problemi in tema di licenziamento e riutilizzo di dati deriva dalle clausole che limitano/condizionano l’attività di realizzazione di database “derivati” (ne parleremo meglio quando tratteremo licenze come la Open Database License e le Creative Commons con clausola share alike).

Il concetto di “opera derivata” proviene infatti dal diritto d’autore classico, cioè il diritto d’autore applicato alle opere creative in senso pieno: tipici esempi di opere derivate sono la traduzione di un testo letterario, il remix di un brano musicale, l’adattamento cinematografico di un’opera teatrale. La realizzazione di una banca dati “nuova” partendo da una banca dati preesistente comporta un’attività diversa, che quindi, per essere correttamente inquadrata dal punto di vista giuridico, necessita di essere definita in modo molto preciso a livello contrattuale (appunto nelle licenze d’uso applicate).

Al contrario di quanto accade con le opere dell’ingegno tutelate dal diritto d’autore (comprese le banche dati con carattere creativo), per le quali si parla spesso di “derivazioni”, “elaborazioni creative” e “opere derivate”, non è chiaro se si possa applicare la categoria della derivazione ai database tutelati da mero diritto sui generis. Ciò è dovuto al fatto che tra i diritti esclusivi del costitutore di banca dati non vengono annoverati i diritti relativi alle classiche forme di derivazione e rielaborazione (come per esempio la traduzione, il riassunto, l’adattamento ad altro media, il riarrangiamento musicale); bensì, più propriamente, viene annoverato solo un diritto di impedire attività di estrazione e reimpiego di dati dal database (per la precisione di parti sostanziali del database).

1.2. Integrazione

Dobbiamo poi mettere a fuoco il concetto di integrazione tra database poiché in effetti “integrare” un database non creativo all’interno di un altro database non creativo è un’operazione diversa rispetto all’integrazione di due testi letterari o di due pacchetti software. Si tratta in sostanza di riversare i dati di un database all’interno di un altro autonomo database, rendendo le due masse di dati non più distinguibili, e lasciare che poi il database risultante venga diffuso, utilizzato, consultato come un “tutt’uno”. Ma non si ha una vera e propria “contaminazione” stilistica e creativa come appunto avviene con altri tipi di opere.

Non a caso, nel mondo dei database non creativi rilasciati, a volte il problema della compatibilità tra licenze si risolve tenendo i dataset separati e facendo in modo che l’utilizzatore possa interrogarli attraverso un’unica interfaccia software (realizzando così quella che nell’ambito software abbiamo chiamato “mera aggregazione”).

Per fare un esempio in metafora, integrare due dataset differenti è come miscelare due diversi tipi di cereali: da un lato abbiamo la confezione di fiocchi d’avena, dall’altro la confezione di riso soffiato, e li versiamo entrambi in un unico contenitore. Otteniamo così un mix che contiene sia fiocchi d’avena sia riso soffiato dal quale è difficile e poco pratico dividere di nuovo i due tipi cereali. Scriveremo sul contenitore “mix di fiocchi d’avena e riso soffiato”, che, seguendo sempre il senso della metafora, corrisponde alla classica avvertenza con i credits in cui indichiamo le due diverse fonti dei dati che sono state integrate in questo nuovo dataset derivato. Se però per qualche ragione contingente abbiamo necessità di poterli sempre separare anche a posteriori (per esempio, nostro figlio è intollerante ai fiocchi d’avena), non possiamo far altro che avere un contenitore che comunque abbia al suo interno due vaschette separate in cui da una parte possiamo mettere i fiocchi d’avena e dall’altra il riso soffiato. All’atto pratico, quando vorremo versare i cereali nella scodella, potremo comunque versarli insieme mescolandoli nella scodella; ma quando invece dovremo preparare la colazione per nostro figlio, potremo prendere solo i cereali dalla vaschetta del riso soffiato.

Uscendo dalla metafora, l’intolleranza di nostro figlio, che appunto ci obbliga a tenere separati i cereali anche se vengono conservati in un unico contenitore, corrisponde a una questione di incompatibilità tra i due database; incompatibilità che potrà essere derivante dalle rispettive licenze oppure dalla natura non omogenea dei dati.

2. Scenari più frequenti di integrazione e derivazione tra banche dati

2.1. Integrazione di dataset preesistenti

Come primo scenario poniamo quello in cui Tizio realizza il Dataset A con il numero dei casi di morbillo registrati nel 2015 in tutti i comuni della Provincia Autonoma di Bolzano. Caio realizza un autonomo Dataset B il numero dei casi di morbillo registrati nello stesso anno nei comuni della Provincia Autonoma di Trento. Sempronio vuole realizzare un Dataset C con il numero di tutti i casi registrati nel 2015 nella Regione Trentino-Alto Adige suddivisi per comuni e dunque può farlo semplicemente aggregando Dataset A e Dataset B in un più ampio Dataset C. In Dataset C i dati vengono riorganizzati secondo un criterio diverso. I due dataset originari perdono quindi i loro “confini” e si fondono in un nuovo e autonomo dataset.

Questa attività di integrazione fa sì che il Dataset C debba essere considerato come un dataset derivato contemporaneamente da Dataset A e da Dataset B. Di conseguenza Sempronio dovrà ottenere il permesso per l’attività di integrazione sia da Tizio sia da Caio; oppure, qualora i due dataset originari siano rilasciati con una licenza pubblica, dovrà verificare se le due licenze consentono quella specifica attività e se sono tra esse compatibili. Sempronio dovrà infatti rispettare sia le condizioni della licenza di Dataset A, sia le condizioni della licenza di Dataset B.

Diversa però sarebbe la situazione se Sempronio si limitasse a diffondere Dataset A e Dataset B in un unico file di archiviazione (tipo ZIP), mantenendoli tecnicamente separati e indicando per ciascuno la titolarità del copyright e la licenza applicata. In questo caso si verificherebbe quella che comunemente chiamiamo “mera aggregazione” e non saremmo di fronte a un’attività di derivazione/integrazione, dato che il file ZIP non costituisce un dataset a sé e Dataset A e Dataset B rimangono separati. Ovviamente anche in questo caso Sempronio dovrebbe ottenere da Tizio e da Caio un permesso anche per la sola ripubblicazione dei dataset originari (che è comunque un’attività riservata) o verificare se tale attività è consentita dalle rispettive licenze.

2.2. Semplice rielaborazione matematica di dati provenienti da dataset preesistenti

Tizio realizza il Dataset A con i livelli di polveri sottili registrati da apposite centraline posizionate in tutti i comuni d’Italia e che rilevano il dato ora per ora, ottenendo così 24 valori per ciascun comune. Caio utilizza i dati contenuti nel Dataset A per realizzare un Dataset B più semplificato che non fa altro che dare un valore medio giornaliero per ciascun comune, quindi da 24 valori per comune si passa a 1 valore per comune. Questo valore è ottenuto senza un’apprezzabile attività intellettuale bensì attraverso un banale calcolo matematico (una media), impostato automaticamente e scevro da un intervento intellettuale/creativo apprezzabile. Il Dataset B non contiene un’estrazione vera e propria dei valori del Dataset A perché nel Dataset B non si trovano valori presenti nel Dataset A, e dal Dataset B non è possibile risalire ai valori più dettagliati del Dataset A. Da un lato quindi verrebbe da pensare che il Dataset B non riproduce dati contenuti nel Dataset A; dall’altro lato tuttavia il Dataset B rappresenta comunque una forma di “reimpiego” di una parte sostanziale del dataset così come definito dall’art. 7, co. 2 dalla Direttiva 96/9/CE.

2.3. Il particolare caso della mera validazione di dati

Quello della mera validazione dei dati contenuti in un Dataset preesistente è uno scenario molto interessante e abbastanza ricorrente in ambito scientifico. Ipotizziamo che Tizio realizzi il Dataset A con il livello di pericolosità sismica di una determinata faglia in dinamica storica, con tutti gli eventi sismici registrati negli ultimi cento anni. Caio analizza i dati presenti in Dataset A per procedere a una loro validazione tecnico-scientifica basata sulla sua maggiore esperienza nel settore e sulla base di altri dati fondamentali (per esempio: le caratteristiche del terreno) e pubblica un Dataset A-bis sostanzialmente identico, ma validato; cioè senza alcun intervento sui dati ma solo con l’indicazione che il dataset è stato da lui validato. Oppure semplicemente nel Dataset A-bis Caio riporta una colonna aggiuntiva con l’indicazione dei dati validati e dei dati non validati.

È un caso giuridicamente interessante perché comunica efficacemente la differenza tra il diritto d’autore classico e il diritto sui generis sulle banche dati. Se parlassimo di un testo letterario o di un’opera musicale (cioè di opere tutelate da diritto d’autore), un intervento di validazione che non modifica l’opera in modo percepibile non potrebbe in alcun modo portare a un’opera derivata. Nel caso delle banche dati invece anche la mera attività di verifica di un database rientra nelle attività rilevanti ai fini della Direttiva 96/9/CE. L’art. 7, co. 1, precisa infatti che il costitutore di una banca dati non creativa è titolare del diritto sui generis “quando il conseguimento, la verifica e la presentazione del contenuto di una banca dati attestino un investimento rilevante sotto il profilo qualitativo o quantitativo”. A ben vedere, dunque, anche la semplice aggiunta di una colonna in una tabella di cento colonne rappresenta un’attività di reimpiego del dataset; attività che, benché possa risultare marginale a livello quantitativo, ha indubbiamente rilevanza sul piano qualitativo poiché va a modificare il concept generale del dataset, il suo valore e la sua possibilità di essere utilizzato da più utenti.

2.4. Dataset realizzati attraverso un processo di modellazione di dati prelevati da un dataset preesistente

Altro scenario abbastanza diffuso, che crea spesso fraintendimenti, è quello dell’attività di modellazione: mi riferisco ai modelli di previsione utilizzati per le previsioni meteo, per il calcolo del rischio sismico, per fornire proiezioni in finanza. Il modello è sostanzialmente un procedimento matematico che, a fronte di alcuni dati input, restituisce un output che appunto è la previsione/proiezione. Il modello quindi è più simile a software (opera tutelata dal diritto d’autore) e a un’espressione matematica (che teoricamente non potrebbe essere tutelata con diritto d’autore, ma più propriamente con l’applicazione del segreto industriale). A ogni modo, il modello è qualcosa di idealmente separato dai dati che esso “macina”, è un’opera dell’ingegno a sé stante. Ne consegue che il titolare dei diritti sul modello può essere un soggetto diverso da quello che realizza la banca dati da cui il modello estrae informazioni per fornire i suoi output. Ci si chiede quindi se vi sia un rapporto di derivazione tra i dataset input e il dataset prodotto dal modello come output; ma anche se vi sia un rapporto di derivazione tra i dataset input e il modello in sé. Lo focalizziamo meglio ponendo uno scenario ipotetico.

Tizio realizza il Dataset A con le temperature registrate in una determinata zona negli ultimi tre giorni; Caio realizza un autonomo Dataset B con il tasso di umidità registrato nella stessa zona negli ultimi tre giorni; Sempronio realizza un autonomo Dataset C con la pressione atmosferica registrata nella stessa zona negli ultimi tre giorni. Mevio, ha realizzato un modello di calcolo che incrocia i dati presenti nei Dataset A, B e C e permette di creare un Dataset Z con la probabilità di precipitazioni nelle prossime ore in quell’area.

Dataset Z dovrà essere considerato come dataset derivato dai Dataset A, B e C? La risposta è positiva. Il modello di calcolo può generare i suoi output e andare così a popolare il Dataset Z solo con un’attività di estrazione e reimpiego di parti sostanziali dei Dataset A, B e C. Ne consegue che colui che “fa girare il calcolo” e pubblica il Dataset Z dovrà avere ottenuto le adeguate autorizzazioni da parte dei titolari dei diritti dei Dataset input. In alternativa, i tre dataset di input dovranno essere rilasciati con licenze pubbliche che autorizzano quell’attività e dovranno inoltre essere tra loro compatibili; quindi il Dataset Z dovrà rispettare le indicazioni di titolarità dei diritti (c.d. attribution) di tutti i tre database input e la licenza scelta per il Dataset Z dovrà comunque essere compatibile con tutte e tre le licenze dei dataset di input.

2.5. Rappresentazione grafica del contenuto di un dataset

Altro scenario molto frequente è quello della rappresentazione grafica dei dati contenuti in una banca dati: grafici, tabelle, mappe e tutte le altre forme di data visualization.

Mostrare una mappa con dei dati presi da un dataset crea un rapporto di derivazione? Indubbiamente si tratta di un’attività di “estrazione e reimpiego”; tuttavia bisogna ricordare che la direttiva del 1996 parla più propriamente di “estrazione e reimpiego di parti sostanziali” di una banca dati. Quindi la risposta al quesito diventa necessariamente “dipende”, perché va parametrata sul concetto di “parte sostanziale”.

Benché sia più rara, si verifica anche la situazione opposta: utilizzare una mappa per estrarre informazioni e realizzare una banca dati. Una mappa non è una banca dati in sé bensì un’opera grafica tutelata da un diritto d’autore in senso classico; ma se si tratta di una mappa che riporta dei dati e se la raccolta di questi dati ha comportato per il suo autore un investimento rilevante, allora l’autore deterrà anche il famigerato diritto sui generis e potrà impedirne attività di estrazione e reimpiego dei dati. Anche in questo caso, comunque, per rispondere è necessario valutare se si tratti davvero di una parte sostanziale della banca dati.

Altra variabile interessante da valutare nella rappresentazione di dati su mappa è l’aspetto - per così dire - informatico. Una mappa contenente dati può essere diffusa online come file raster, ma può anche essere rappresentata come un file vettoriale composto da una serie di “strati” trasparenti che idealmente si “appoggiano” su una mappa neutra. Nel caso della mappa raster ha in effetti senso chiedersi se vi sia un rapporto di derivazione tra la mappa e il dataset originario da cui sono tratti i dati rappresentati nella mappa. Nel caso di una mappa “a strati” in realtà la questione va considerata in modo diverso, poiché non è la mappa in sé a rappresentare i dati bensì i vari strati trasparenti che ad essa si sovrappongono; e la mappa rimane solo di sfondo. In questo caso quindi, a seconda di come viene impostata l’interfaccia utente che mostra i dati sulla mappa, è possibile mantenere separati i vari dataset facendo corrispondere a ciascuno di essi uno strato di dati.

A complicare lo scenario intervengono anche i testi delle varie licenze d’uso per banche dati che, come vedremo, spesso contengono una definizione di “opera derivata” più precisa. In particolare vedremo nei prossimi paragrafi che la licenza OdbL (licenza open appositamente pensata per le banche dati) fa una distinzione tra Derivative Database e Produced Work, e dalle due diverse fattispecie fa dipendere diversi effetti giuridici. Come avremo modo di approfondire, il caso della realizzazione di una grafica o di una mappa basata sui dati di una banca dati rilasciata con licenza ODbL è proprio l’esempio più classico di Produced Work.

sabato 27 febbraio 2021

Open Data Day 2021: lo celebrerò online con il Sistema Bibliotecario Di Fano

Come ogni anno alla fine dell'inverno cade l'Open Data Day, cioè la giornata in cui in tutto il mondo si tengono iniziative di informazione e divulgazione sul tema dei dati aperti.

Quest'anno sarò ospite virtuale del Sistema Bibliotecario Di Fano per una chiacchierata con Pierluigi Feliciati incentrata su alcuni dei miei libri; cercheremo di spiegare in modo comprensibile a un ampio pubblico che cosa sono gli open data, quali sono i vantaggi dei dati aperti e perché è importante incoraggiarne l'adozione nella pubblica amministrazione, nell'impresa e nella società civile. Introduce l'incontro Samuele Mascarin, Assessore alle Biblioteche del Comune di Fano.

L'appuntamento è per sabato 6 marzo alle ore 11 sul canale YouTube del Sistema Bibliotecario Di Fano (VAI). Non è necessario registrarsi; è sufficiente collegarsi all'ora indicata.

Di seguito la locandina dell'evento.



mercoledì 24 febbraio 2021

La proprietà intellettuale nella PA e il riutilizzo di dati pubblici: mio seminario per UniMiB il 7 aprile

Come ormai avviene da alcuni anni, il prossimo 7 aprile terrò un seminario di approfondimento per il corso di Informatica della Pubblica Amministrazione dell'Università di Milano-Bicocca (corso di laurea in "Scienze dei servizi giuridici"). Il mio intervento si inserisce in un più ampio ciclo che è stato organizzato a cavallo di marzo e aprile dalla Prof.ssa Silvia Salardi e dal Prof. Andrea Rossetti e che prevede contributi da parte di colleghi relatori di primissimo piano. Si parlerà di temi fondamentali come la privacy nella PA, il processo amministrativo telematico, il Codice dell'amministrazione digitale, firma digitale e documento informatico.

Io mio occuperò della proprietà intellettuale nella pubblica amministrazione e il riutilizzo di dati pubblici. Il seminario (come anche tutti gli altri) sarà online e sarà possibile richiedere l'accesso scrivendo all'indirizzo email f.stocchi [at] campus.unimib.it.

Riporto di seguito la locandina.


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[EDIT] Le slides utilizzate per il seminario