martedì 10 settembre 2019

Un mio corso su diritto d'autore e Creative Commons alla Biblioteca Teßmann di Bolzano

Lunedì 23 settembre sarò a Bolzano per un corso su Diritto d'autore e Creative Commons in ambito bibliotecario organizzato dalla Biblioteca Provinciale Teßmann.
Il corso si estenderà per tutta la giornata dalle ore 9 alle ore 17, con pausa pranzo di un'ora e si terrà presso il Centro parrocchiale (Via Parrocchia, 24).
Il corso è aperto a tutti gli interessati ma ha un limite massimo di iscrizioni dovuto alla capienza dell'aula; è quindi assolutamente necessario iscriversi per tempo scrivendo via email all'organizzatrice Monica Kostner (monica.kostner@tessmann.it).



lunedì 2 settembre 2019

Il master Progettazione, Organizzazione e Comunicazione delle Attività Musicali: nuova avventura come docente al Conservatorio di Torino

Per l'imminente anno accademico sono stato coinvolto come docente in un nuovo interessante Master Universitario (di secondo livello, 60 CFU) presso il Conservatorio di Torino intitolato "Progettazione, organizzazione e comunicazione delle attività musicali".
Come si legge sulla pagina ufficiale,
il master intende fornire strumenti teorico pratici adeguati alla progettazione e alla gestione di attività di spettacolo musicale, alla pianificazione di indirizzi professionali attinenti alle competenze musicali acquisite nel percorso AFAM.
Il piano didattico proposto permetterà ai partecipanti di acquisire conoscenze e competenze tecniche indispensabili per porsi in modo professionale rispetto ai contesti in cui si troveranno ad operare come musicisti e/o professionisti legati alla progettazione e organizzazione dello spettacolo.
Obiettivo del Master è creare le competenze per gestire le complesse difficoltà legate al lavoro artistico, per questo il progetto didattico prevede la collaborazione di con Istituzioni musicali e la partecipazione di docenti di riconosciuto prestigio nel settore.
Saranno approfonditi aspetti legati ad aree specifiche, come progettazione e organizzazione, comunicazione, legislazione dello spettacolo e ricerca fondi, sponsor e partnership, audience development e audience engagement, aspetti fiscali e amministrativi nello spettacolo, impiegando un approccio basato sugli aspetti pratici e sulle esperienze dirette.
Il percorso di studi prevede un totale di 360 ore di lezione/attività, 690 ore tra stage, seminari e prova finale e 450 ore di studio individuale.
In collaborazione con altri due docenti (Lorenzo Ferrero e Andrea Maggiora), mi occuperò della parte dedicata al contesto normativo che comprende:
- diritto e legislazione dello spettacolo;
- diritto d’autore e proprietà intellettuale: quadri normativi, procedure SIAE;
- nuove opportunità: copyleft, Creative Commons, nuove forme di gestione del diritto d'autore.
È possibile fare domanda di ammissione fino al 20 ottobre; e le ammissioni verranno comunicate entro il mese successivo.
A questo link trovate tutte le informazioni sul master (compresi i moduli per fare domanda) e di seguito riporto la locandina diffusa dal Conservatorio di Torino (che pubblicizza anche altri due interessanti master, tra cui uno in bibliografia e biblioteconomia musicale).


giovedì 22 agosto 2019

Ti ho visto a Superquark!

Periodicamente (tendenzialmente in periodo estivo, quando la tv propina più spesso programmi in replica) qualcuno mi scrive o mi telefona per dirmi di avermi visto a Superquark o in qualche altro programma Rai a tema tecnologia/innovazione.
Scrivo questo post a perenne memoria e per poterlo linkare in occasione di futuri altri messaggi di amici e conoscenti che mi chiedono se sono davvero io.
Ebbene sì, sono io quello che compare nello schermo di un pc portatile durante una video chiamata.
Qui sotto riporto il video (minuto 7:10 circa) e tre screenshot.

Per i più curiosi racconto anche la storia di quel video.
Come potrete facilmente notare (anche dalla capigliatura che sfoggio nel video) si tratta di riprese molto datate, risalenti al 2011, che la RAI periodicamente ripropone e a volte ricicla in altri contesti.
In quel periodo stavo facendo il dottorato all'Università di Milano-Bicocca. Un giorno da uno dei docenti del mio dottorato arrivò la notizia che l'indomani sarebbe arrivata in dipartimento una troupe della RAI per realizzare un servizio sul rapporto tra nuove tecnologie e didattica. Il docente ci chiese di essere presenti per poter mostrare alla troupe di essere un gruppo cospicuo e laborioso.
A qualcuno della troupe venne l'idea di simulare una videoconferenza per poter rappresentare la situazione di un gruppo che lavora anche a distanza, utilizzando le nuove tecnologie (nota: nel 2011 lavorare e interagire con un collega attraverso Skype o GoogleTalk era percepita ancora come una novità).
Io mi proposi come quello che doveva andare in un'altra stanza e collegarmi in videochiamata con gli altri miei colleghi. Presi il mio portatile, andai in una stanza vuota disponibile lì adiacente e chiamai su Skype uno dei colleghi. Nel frattempo la troupe RAI registrava immagini nella stanza in cui erano rimasti i miei colleghi.

Ecco qui: svelato l'arcano. Seguono il video e gli screenshot.








martedì 20 agosto 2019

Problemi con Github se lavori da Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria. Meglio sposarsi su altri repository?

Alcune realtà internazionali dello sviluppo di software stanno spostando il loro codice da Github ad altri repository a causa delle recenti leggi "protezionistiche" del Governo USA, che rendono giuridicamente complicato accedere al servizio da paesi considerati ostili come Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.
Per rispettare le leggi statunitensi sul controllo commerciale, GitHub ha recentemente apportato alcune modifiche necessarie al modo in cui effettuiamo i nostri servizi. Con l'evolversi delle leggi sul controllo commerciale degli Stati Uniti, continueremo a collaborare con le autorità di regolamentazione statunitensi per quanto riguarda la misura in cui possiamo offrire servizi di collaborazione in codice libero agli sviluppatori in mercati sanzionati. Riteniamo che l'offerta di tali servizi gratuiti sostenga la politica estera americana di incoraggiare il libero flusso di informazioni e la libertà di parola in tali mercati.
si legge sull'apposita pagina https://help.github.com/en/articles/github-and-trade-controls.

Per approfondire leggi anche: "GitHub ferma chi sviluppa in Iran, Siria e Crimea" su Punto-Informatico.it (da cui è anche tratto lo screenshot qui a fianco).

Di seguito riporto una traduzione italiana delle FAQ rilasciate da Github sul tema.

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Su quali paesi e territori vengono applicate le sanzioni del governo americano?
Crimea, Cuba, Iran, Corea del Nord e Siria.

I viaggi in queste regioni saranno interessati?
I viaggi in queste regioni possono influire sullo stato del tuo account, ma la disponibilità può essere ripristinata una volta che sei fuori dal paese o dal territorio sanzionato dopo aver inviato una richiesta di ricorso .

Cosa è disponibile e non disponibile?
La disponibilità nei paesi e territori sanzionati dagli Stati Uniti sarà limitata, tuttavia alcuni servizi GitHub potrebbero essere disponibili per account GitHub.com individuali e gratuiti. Ciò include un accesso limitato ai servizi di repository pubblici GitHub (come l'accesso alle pagine GitHub e ai repository pubblici utilizzati per progetti open source), solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. La restrizione include anche l'accesso sospeso ai servizi di repository privati ​​e ai servizi a pagamento (come la disponibilità di account organizzativi privati ​​e servizi del marketplace GitHub).

I repository privati ​​degli utenti con restrizioni commerciali possono essere resi pubblici?
Gli amministratori dei repository possono rendere pubblici i repository privati ​​con restrizioni, solo per comunicazioni personali e non per scopi commerciali. I proprietari possono farlo accedendo alla scheda delle impostazioni del repository e facendo clic sul pulsante "Rendi pubblico". Una volta che il repository è pubblico, gli utenti hanno accesso ai servizi di repository pubblici. Questa azione non può essere annullata.

Gli utenti con restrizioni commerciali possono accedere ai dati del repository privato (ad es. Download o cancellazione dei dati del repository)?
Sfortunatamente, la nostra interpretazione della legge non ci dà la possibilità di consentire il download o la cancellazione di contenuti di repository privati, se non diversamente autorizzato dal governo degli Stati Uniti. Sosterremo con forza, con il legislatore statunitense, il diritto degli utenti con restrizioni commerciali a proteggere i contenuti dei loro archivi privati. Sosterremo inoltre una maggiore disponibilità dei servizi GitHub per gli sviluppatori nei mercati sanzionati e sottolineeremo ulteriormente l'importanza della collaborazione in codice nel supporto delle comunicazioni personali per gli sviluppatori a livello globale.

Come si definiscono questo particolare tipo di utenti?
Se GitHub determina che un utente o un client si trova in una regione soggetta alle restrizioni del controllo commerciale degli Stati Uniti o che un utente è altrimenti soggetto a sanzioni economiche statunitensi, l'account affiliato viene limitato per conformarsi a tali requisiti legali. La determinazione della posizione dell'utente e del cliente per attuare queste restrizioni legali deriva da una serie di fattori, tra cui indirizzi IP e cronologia dei pagamenti. Nazionalità ed etnia non vengono utilizzate per contrassegnare gli utenti per restrizioni sanzionatorie.

In che modo GitHub garantisce che le persone che non vivono e/o hanno legami professionali con i paesi e i territori sanzionati abbiano ancora accesso o capacità di presentare ricorso?
Nel raro caso in cui un account sia interessato involontariamente o per errore, abbiamo una procedura di ricorso per affrontare tali casi.
Se un utente ritiene di essere stato segnalato per errore, quell'utente ha l'opportunità di fare appello al flag fornendo informazioni di verifica a GitHub. Se GitHub riceve informazioni sufficienti per verificare che l'utente non sia residente in un territorio sanzionato o altrimenti limitato da sanzioni economiche statunitensi, la bandiera verrà rimossa.

lunedì 29 luglio 2019

Trenitalia fa causa a chi usa i suoi dati... e forse anche a chi fa un link al suo sito

Grazie all'articolo di Riccardo Saporiti per Wired Italia vengo a conoscenza della bizzarra diatriba legale che vede protagonisti da un lato Trenitalia dall'altro Trenit (startup con base a Londra ma creata dall'italiano Daniele Baroncelli). La prima ha fatto causa alla seconda per aver utilizzato all'interno della sua app i dati relativi al traffico ferroviario esposti sul sito Viaggiatreno.it senza però aver chiesto autorizzazione, bensì considerandoli #opendata liberamente riutilizzabili da chiunque.
Saporiti si ferma più sull'aspetto etico chiedendosi che senso abbia che dati raccolti e gestiti da un'azienda pubblica e relativi a un servizio pubblico che viaggia su una rete di proprietà anch'essa pubblica, possano essere trattati come proprietari.

Io invece mi sono sempre occupato dell'aspetto giuridico del fenomeno Open Data e questa notizia ha generato in me un prurito intellettuale non da poco. Purtroppo però per poter offrire un'argomentazione più solida avrei bisogno di qualche elemento in più ma non sono sicuro che le due parti interessate abbiano voglia di condividere gli atti di causa (che ovviamente sono sottoposti a vincoli di riservatezza e a segreto professionale). Per ora quello che sappiamo della vicenda lo sappiamo solo dal comunicato rilasciato da Trenit (vedi) e dalle interviste rilasciate in questi giorni dai responsabili della startup.

L'unico documento "legalese" che ho avuto occasione di leggere sono i termini d'uso del sito Viaggiatreno nel quale ho notato alcuni passaggi - per così dire - interessanti. Metto in luce punto per punto le parti a mio avviso più problematiche, che sono proprio quelle relative alla gestione della proprietà intellettuale.

1) «ViaggiaTreno è un marchio registrato di proprietà di Trenitalia S.p.A.. È vietata la riproduzione del marchio salva autorizzazione scritta di Trenitalia S.p.A.. Il marchio ViaggiaTreno ed i nomi "Trenitalia" o "Trenitalia S.p.A.", parzialmente e/o per intero, congiuntamente e/o disgiuntamente, non possono essere utilizzati come indirizzo internet di altri siti, o quale parte di tali indirizzi.» 

Davvero è la prima volta che sento che il diritto di marchio può arrivare a tanto. In pratica, secondo questa impostazione, se io registro il nome a dominio simonealiprandi.it potrei vietare ad altri anche la registrazione di domini che contengano le stesse combinazioni di lettere. Se ad esempio esistesse un signor Simone Alipra automaticamente lui dovrebbe chiedere a me il permesso per poter registrare e utilizzare il dominio simonealipra.it. Lo stesso dicasi per la signora francese Simon Ealì; anche lei dovrebbe chiedere a me il permesso prima di registrare un dominio che rappresenti il suo nome e cognome. Bellissimo. Non ci avevo mai pensato.

2) «Le predette denominazioni non possono essere contenute all'interno dei codici html (o diversi linguaggi di compilazione) delle pagine di altri siti: è infatti vietato il loro utilizzo all'interno dei c.d. meta-tags da parte di soggetti terzi.» 

Anche qui mi sembra che il diritto di marchio sia esteso ben oltre le sue possibilità di tutela. Chi ha scritto questa parti di termini d'uso probabilmente non conosce l'istituto dell'uso del marchio altrui in funzione descrittiva. Pensate a un'officina di riparazione automobili che espone sui suoi depliant la dicitura "Forniamo ricambi solo per automobili Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Opel e Seat": secondo voi dovrà chiedere il permesso per utilizzare questi marchi, oppure l'utilizzo di questi marchi sarà consentito in quanto ha funzione solo descrittiva? [Sì, lo so; spiegato così sembra troppo semplificato; ma per approfondire potete leggere questa tesi di dottorato].

3) «I contenuti, la grafica e le immagini sono soggetti a Copyright. Ogni diritto sui contenuti (a titolo esemplificativo e non esaustivo: l'architettura del servizio, i testi, le immagini grafiche e fotografiche, ecc.) è riservato ai sensi della normativa vigente. I contenuti di ViaggiaTreno non possono, neppure in parte, essere copiati, riprodotti, trasferiti, caricati, pubblicati o distribuiti in qualsiasi modo senza il preventivo consenso scritto della società Trenitalia S.p.A.. È possibile scaricare i contenuti nel proprio computer e/o stampare estratti unicamente per utilizzo personale di carattere informativo.»

Ecco, la classica "pappardella" per dire che sul sito c'è un pieno copyright. La cosa interessante è che non si menzionano i DATI (che sono il pomo della discordia in questa vicenda) ma si parla più che altro di CONTENUTI. È vero che qualcuno potrebbe sostenere che "contenuti" in senso lato potrebbe intendere "tutto ciò che il sito contiene" comprendendo così anche i dati. Ma un giurista che conosce bene la materia suggerirebbe di precisare se anche i dati sono sottoposti a un diritto esclusivo e con quali limiti. Ricordiamo infatti che i dati sono coperti da un diritto diverso rispetto al "classico" copyright: sono coperti dal cosiddetto "diritto sui generis", un diritto che ha dinamiche ben diverse dal copyright che invece si applica ai contenuti.

4) «Qualsiasi forma di link al sito www.ViaggiaTreno.it deve essere preventivamente autorizzata e non deve recare danno all'immagine e alle attività di Trenitalia S.p.A.. È vietato il cd. deep linking ossia l'utilizzo, su siti di soggetti terzi, di parti del Servizio Internet o, comunque, il collegamento diretto alle pagine senza passare per la home page del Servizio Internet.»

Questa è la parte più assurda. Che il link a un sito debba essere pre-autorizzato dal titolare del sito stesso è una teoria che forse circolava in qualche aula di giurisprudenza negli anni 90 quando i giuristi avevano serie difficoltà a inquadrare quella nuova "entità" che era Internet. Ma per fortuna poi tale teoria è stata abbandonata presto. Pensate che cosa sarebbe internet oggi se quella teoria invece avesse preso piede... Probabilmente uno di quei giuristi, che all'epoca aveva 65 anni e adesso ne avrà 90, è finito nell'ufficio legale di Trenitalia e non molla il cadreghino.
Ad ogni modo, per sfregio al diritto (?!?) e come arrogante provocazione mi accingo a linkare al sito senza aver precedentemente chiesto autorizzazione.

Link alla home page: http://www.viaggiatreno.it
Deeplink alla pagina con questi assurdi termini d'uso: http://www.viaggiatreno.it/viaggiatrenonew/index.jsp

Ora resto qui in attesa di azioni legali nei miei confronti.