giovedì 13 agosto 2015

Avvocati, arrivato il decreto specializzazioni

Il Ministro della Giustizia Orlando ha firmato il 12 agosto 2015 il decreto ministeriale che introduce e regolamenta le specializzazioni in ambito forense. Da oggi l'utilizzo del titolo "avvocato specialista" sarà subordinato al rispetto di precise norme.
Come recita l'articolo 2 del decreto,
Ai fini del presente decreto è avvocato specialista l'avvocato che ha acquisito il titolo in uno dei settori di specializzazione di cui all'articolo 3.Il titolo di avvocato specialista è conferito dal Consiglio Nazionale Forense in ragione del percorso formativo previsto dall'articolo o dalla comprovata esperienza professionale maturata dal singolo avvocato a norma dell'articolo 8.Commette illecito disciplinare l'avvocato che spende il titolo di specialista senza averlo conseguito.
Il citato elenco dell'articolo 3 comprende diciotto aree di specializzazione, che sono le seguenti:

  1. diritto delle relazioni familiari, delle persone e dei minori;
  2. diritto agrario;
  3. diritti reali, di proprietà, delle locazioni e del condominio;
  4. diritto dell’ambiente;
  5. diritto industriale e delle proprietà intellettuali;
  6. diritto commerciale, della concorrenza e societario;
  7. diritto successorio;
  8. diritto dell’esecuzione forzata;
  9. diritto fallimentare e delle procedure concorsuali;
  10. diritto bancario e finanziario;
  11. diritto tributario, fiscale e doganale;
  12. diritto della navigazione e dei trasporti;
  13. diritto del lavoro, sindacale, della previdenza e dell’assistenza sociale;
  14. diritto dell’Unione europea;
  15. diritto internazionale;
  16. diritto penale;
  17. diritto amministrativo;
  18. diritto dell’informatica.

L'acquisizione del titolo per comprovata esperienza richiede i seguenti requisiti:

  • l'avvocato deve aver maturato un’anzianità di iscrizione all’Albo di almeno 8 anni;
  • l'avvocato deve aver esercitato negli ultimi 5 anni “in modo assiduo, prevalente e continuativo, attività di avvocato in uno dei settori di specializzazione”, (ciò implica che egli, nei 5 anni precedenti, abbia ricevuto almeno 15 incarichi professionali annui rilevanti in quella materia);
  • l'avvocato istante deve comparire di fronte al CNF per un colloquio di verifica.

L'acquisizione del titolo attraverso specifici percorsi formativi prevede invece la proficua ed effettiva frequenza (nei 5 anni precedenti) di corsi di specializzazione predisposti in ambito universitario, con programmi definiti da un'apposita commissione istituita presso il Ministero della Giustizia.

Maggiori dettagli nel testo del decreto disponibile qui.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre, si privilegiano avvocati già con grosso giro di clienti per penalizzare i più giovani.
Anche i requisiti sui docenti sono ridicoli: richiedere abilitazione al patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori conferma la visione gerontocratica della educazione in Italia.
Se io voglio specializzarmi in diritto dell'informatica e imparare per bene il diritto di autore sul web preferisco avere te come docente e non un "vecchio " avv. che ha la fortuna di essere abilitato solo grazie all'anzianità.

Anonimo ha detto...

E il diritto assicurativo? E la branca della responsabilità civile contrattuale ed extracontrattuale? Sono tantissime le cause su questi argomenti e occorre un'adeguata preparazione. Il ministro le ha dimenticate?

Anonimo ha detto...

credo che gioco/forza i parametri verranno rivisti, a limite a botte di tar et simili.