Riformare la SIAE... ma come? Alcune idee

A sparare a zero sulla SIAE sono capaci tutti; e ultimamente, con il montare della protesta nei forum online, è diventato un bersaglio ancora più facile. D'altronde è sotto gli occhi di tutti la situazione di stallo in cui versa l'ente da un po' di anni e il malcontento che esso genera soprattutto tra gli operatori più piccoli e indipendenti del mondo dello spettacolo.
Inoltre, basta ricostruire un po' la storia della SIAE per capire che negli anni, alla sua funzione originaria di rappresentanza degli interessi degli autori e di intermediazione nella gestione dei loro diritti, sono andate aggiungendosi varie funzioni di controllo e riscossione che hanno sempre più appesantito e burocratizzato il funzionamento dell'ente.
Un po' più difficile è proporre soluzioni concrete e praticabili che risultino davvero innovative.
Una delle idee di cui sono sempre più convinto è che un primo fondamentale passo sia scorporare le funzioni di controllo e riscossione da quelle di gestione e intermediazione dei diritti, creando così un unico ente (di carattere pubblico) per le prime e liberalizzando invece il mercato delle seconde. Ovviamente il tutto dev'essere fatto in modo da garantire una vera liberalizzazione e ponendo regole chiare per tutti i soggetti che parteciperanno al gioco.
In questo parlamento pare esistano esponenti davvero convinti a far sì che questa sia davvero la volta buona. Si tratta di una spinta trasversale a diverse forze politiche, come dimostrato dalle mozioni presentate alla Camera qualche mese fa. E poi... diciamolo onestamente... questa volta abbiamo il vero stimolo che porta alle riforme in Italia da qualche decennio a questa parte: l'espressa richiesta da parte dell'Unione Europea, la quale ha approvato di recente una direttiva proprio per modernizzare l'assetto delle collecting societes di tutti gli stati membri.
Oggi è arrivato anche un comunicato ufficiale da parte di Andrea Romano (capogruppo alla Camera di Scelta Civica), che si è preso l'impegno politico a guidare l'iter della riforma.
Il nostro obiettivo politico è la maggior tutela degli autori. Il 60% degli autori paga più tasse dei diritti che percepisce per le proprie opere. È chiaro che le regole del gioco debbano essere cambiate. --spiega Romano-- Nello stesso modo non credo che il ricorso al mercato possa risolvere ogni problema, ma si deve tenere conto della mutata realtà del panorama di riferimento. Forse è diventato opportuno cominciare a parlare di uno spacchettamento delle tante funzioni che oggi sono delegate alla sola Siae.
E' anche disponibile un video con una breve intervista a Romano.
Sul sito di SIAE si trova invece un breve comunicato in cui l'ente segnala di non essere stato coinvolto nel dibattito sul disegno di legge di Romano e di essere comunque a disposizione per discuterne.

Commenti