Le finte interviste che in realtà nascondono un servizio a pagamento

Per la terza volta vengo contattato dalla Redazione di Story-Time, una sorta di webradio/webTV che propone interviste a professionisti di ogni genere (davvero di ogni genere: dal ristoratore all'avvocato, dal dentista all'estetista, con un inevitabile effetto calderone) per offrire una finestra di visibilità sotto forma di intervista... Intervista non proprio "giornalistica" perché viene coordinata a tavolino dall'ospite che può parlare di sé in toni anche pubblicitari e celebrativi senza un vero contraltare (guardate alcune interviste e ne avrete conferma).

Quello che ovviamente non emerge subito (ma che è facilmente intuibile a chi non è proprio sceso ieri dalle valli) è che il servizio richiede il versamento di un contributo da parte del professionista a titolo di rimborso delle spese per realizzare il video e diffonderlo sui loro canali social. un contributo non alto ma comunque un contributo da versare.

È ovvio e comprensibile: perché altrimenti dovrebbero essere così insistenti (tre contatti da tre persone diverse in un anno) per avere un ospite che non fa altro che venire a parlare della sua attività?

Io la prima volta ci stavo pensando; poi dopo riflessioni più approfondite ho pensato che non fosse il caso.

L'ultima persona che mi ha contattato si è pure offesa e mi ha bloccato sostenendo che non capisco il loro prezioso lavoro di divulgazione. siamo onesti, su; è una vetrina a pagamento. È legittimo farsi pagare. Ma non spacciandola come terra promessa della libertà di espressione, per favore.

Tra l'altro, tra queste persone che ti contattano mi pare di capire che siano giovani studenti che lo fanno come secondo lavoro, forse un po' impreparati ad affrontare annotazioni e critiche da chi è in questo settore da qualche anno in più di loro. 

Qualcun altro di voi è stato contattato da loro? Come la vedete?

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