JK Rowling per l'emergenza COVID-19 autorizza gli insegnanti a fare video leggendo i libri di Harry Potter

Nei giorni scorsi l'autrice JK Rowling ha diffuso sul suo sito ufficiale una dichiarazione con cui autorizza gli insegnanti di tutte le zone del mondo in cui non è possibile recarsi a scuola a causa dell'emergenza sanitaria da coronavirus a fare video con letture dei sette libri di Harry Potter. Tali video dovranno appunto essere fatti dagli insegnanti, rivolti ai loro alunni e diffusi unicamente su piattaforme didattiche interne o su siti web ad accesso vincolato; non potranno quindi essere diffusi liberamente su Internet o sulle piattaforme social.
Questa sorta di "liberatoria temporanea" riguarda SOLO LA VERSIONE ORIGINALE dei testi (le traduzioni hanno diritti separati) ed è valida fino alla fine dell'anno scolastico, oppure fino alla fine di luglio nell'emisfero meridionale.
L'iniziativa, legata all'hashtag #HarryPotterAtHome, pare essere solo la prima di altre iniziative simili per permettere l'intrattenimento dei bambini a casa grazie alle storie di Harry Potter.



Riportiamo la dichiarazione comparsa sul sito jkrowling.com in traduzione italiana.
Gli insegnanti possono ora pubblicare video di sé stessi che leggono ad alta voce i libri di Harry Potter a quei bambini a cui è stato impedito di frequentare la scuola a causa del virus Covid-19. Ne consegue che JK Rowling e i suoi agenti The Blair Partnership lasceranno maggiore elasticità sulle autorizzazioni di copyright normalmente richieste in questi casi.Agli insegnanti di qualsiasi parte del mondo è consentito pubblicare video di se stessi che leggono dai libri di Harry Potter 1-7 sulle reti sicure delle scuole o sulle piattaforme didattiche chiuse da oggi fino alla fine dell'anno scolastico (o alla fine di luglio nell'emisfero meridionale). Una serie completa di "Linee guida per gli insegnanti" è scaricabile qui.La licenza aperta per gli insegnanti è la prima di numerose iniziative in programma per aiutare a portare Harry Potter ai bambini a casa, che saranno annunciate a breve.
Anche se l'utilizzo del termine "open license" mi sembra un po' eccessivo (a ben vedere la licenza è comunque abbastanza limitata, sia nel tempo sia nella portata), si tratta indubbiamente di una scelta meritoria, che altri autori e altre case editrici dovrebbero compiere in queste settimane. Chissà se chi detiene i diritti sulle traduzioni italiane decideranno di seguire questo esempio.
Consiglio comunque di leggere attentamente le linee guida indicate prima di procedere alle letture. Leggendole è possibile avere un'idea più chiara dei vincoli normalmente imposti dal diritto d'autore per le letture di opere letterarie.

Per approfondimenti in tema di letture in pubblico di opere letterarie, suggerisco la lettura di questo mio articolo del 2016 relativo al Tolkien Reading Day e ai relativi impedimenti opposti all'epoca dalla SIAE. 

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