giovedì 9 luglio 2015

A Torino per il Festival internazionale dei beni comuni

A Chieri, alle porte di Torino, si terranno tra il 9 e il 12 luglio quattro giornate di dibattito e approfondimento sul tema dei beni comuni, con ospiti di rilievo internazionale. Come si legge nel sito dell'iniziativa, "il Festival Internazionale dei Beni Comuni nasce quale luogo aperto per discutere, confrontarsi, condividere esperienze, tracciare linee e mappe, capire insieme quali, cosa e di chi sono i beni comuni partendo dal territorio locale per passare alla scala nazionale e giungere fino all’ambito internazionale."

Io avrò il piacere di partecipare alla tavola rotonda sui beni comuni digitali, assieme a David Bollier (Commons Strategy Group) e Federico Morando (NEXA Center for Internet & Society, Politecnico di Torino), prevista per la mattina di sabato 11 presso la Sala Conceria (via della Conceria 2, nel centro di Chieri). Vedi il programma integrale delle quattro giornate e la mappa delle varie location del festival. L'ingresso è libero.
Per un approfondimento sui temi trattati nel festival e sugli ospiti di maggior rilievo, suggerisco la lettura dell'articolo Commons, i big mondiali per 4 giorni con noi in Piemonte di Bernardo Parrella.


3 commenti:

Linkedin ha detto...

Il tema "bene comune" è un tema a me molto caro.
Pubblicherete i dati su web (webcast, what?)

All the best and take care,

Cari saluti
Agata Lo Tauro
Linkedin

"chi trova un Amico trova un tesoro, correct?"

Paola Chiesa ha detto...

Molto interessante, ci vediamo a Chieri!

Luigi Bertuzzi ha detto...

Mi sembra che tra i beni comuni digitali sia ancora "non percepito", primo tra tutti, un processo di "knowledge acquisition"[o processo cognitivo] basato sulla capacità di creare le condizioni ambientali [più virtuali che reali] utili a gestire gli errori, che si manifestino cercando di raggiungere obiettivi basati su processi di acquisizione di conoscenza.
Un esempio pratico:
la partecipazione di cittadini, non solo locali, alla tutela di un territorio "bene comune", come le Dolomiti UNESCO.
L'approccio che sto cercando di prendere, da cittadino "foresto nella comunità montana agordina", si propone come "errore", che richiede un "campobase [digitale o virtuale]" per percorsi di recupero.