venerdì 1 maggio 2015

Parlando con l'ex Garante Privacy di JurisWiki e di privacy nelle sentenze

Ieri su Twitter ho avuto modo di confrontarmi con Franco Pizzetti, ex Garante Privacy (in carica tra il 2005 e il 2012), in merito al controverso tema della diffusione di sentenze contenenti dati personali. Lo spunto è stato un mio articolo uscito in questi giorni ovviamente legato al lancio "problematico" del sito JurisWiki.it.
Riporto qui la conversazione sotto forma di screenshot affinché sia visibile anche a chi non frequenta Twitter e per raccogliere opinioni di più ampio respiro.
Resto comunque perplesso sulle argomentazioni proposte da Pizzetti su questo specifico aspetto. Non si capisce perché alcune regole dovrebbero essere unicamente rivolte a case editrici in senso proprio e non anche al CED della Cassazione che di fatto fa la stessa attività di un editore di database giuridici e che, tra l'altro, viene descritta nel sito ufficiale come "una struttura autonoma" (si veda la pagina di presentazione del sito ufficiale).




[addendum del 3 maggio 2015]
La Corte di Cassazione dichiara nella pagina Privacy del sito di aver fatto riferimento non alle linee guida citate da Pizzetti via Twitter (cioè le Linee guida per l'informazione giuridica del 2 dicembre 2010), bensì alle Linee guida, in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalita' di pubblicazione e diffusione sul web del 2 marzo 2011), che sono un provvedimento con finalità e destinatari profondamente diversi. La confusione del quadro normativo di riferimento aumenta.

Riporto di seguito il testo della pagina "Privacy" del sito della Cassazione.
Trattamento dei dati personali contenuti nel sito web della Corte Suprema di Cassazione è effettuato secondo le disposizioni di cui al d.lgs. 196/2003 e le indicazioni contenute nelle “Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web”, adottate con provvedimento n. 88 del 2 marzo 2011 del Garante per la Protezione dei dati personali.
Il trattamento dei dati sensibili e dei dati giudiziari avviene secondo i principi di cui agli artt. 22, 46-47 e 51-52 del d.lgs. 196/2003.
I dati giudiziari vengono trattati e diffusi solo ove autorizzato, consentito o imposto da espressa disposizione di legge e con l’osservanza del provvedimento del Garante del 2 marzo 2011.
La Corte Suprema di Cassazione non risponde del trattamento di dati effettuati su siti web esterni che siano stati raggiunti dall’utente tramite link dall’indirizzo www.cortedicassazione.it.
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La discussione continua... e io ho le idee ancora più confuse adesso. Mi arrendo.



1 commento:

Emidio Stani ha detto...

Come è finita ?