lunedì 30 marzo 2015

Italian Digital Cialtrons

Da qualche anno a questa parte sono solito utilizzare goliardicamente il termine "cialtrone" per definire ironicamente me stesso e tutti quei colleghi con cui ho particolare confidenza, in riferimento alla nostra attività di divulgazione legata ai temi dell'innovazione, del digitale, dell'openness, delle nuove istanze per la proprietà intellettuale. "Cialtrone" non tanto nel senso di "persona non competente/falsamente competente" (quindi di "ciarlatano"), quanto nel senso di "persona che si
riempie la bocca di parole", che appunto preferisce andare in giro a raccontare cose invece di rimanere chiuso in ufficio a produrre. Come se fosse idealmente in opposizione a coloro che fanno: i "maker", un altro termine di gran moda (e forse a sua volta abusato ed eccessivamente enfatizzato).

Per esempio, quando ci incontriamo ad un convegno li saluto dicendo "ehi, vedo che alla fine i cialtroni si ritrovano sempre!"; oppure quando so che si sta organizzando un evento in cui potrei essere coinvolto dico "ehi, se ti serve un cialtrone in più da aggiungere al programma, io ci sono"; oppure ancora, quando vedo il programma di un evento in cui non sono stato invitato (e un po' mi rode), "ehi, vedo che quest'anno avete chiamato solo cialtroni dilettanti; se ti serve un professionista, fammi sapere!". Loro, sorridendo, rispondono a tono, aggiungendo qualche altro simile sfottò.
Insomma, non è altro che un espediente goliardico per ricordarci vicendevolmente quanto sia importante non prendersi troppo sul serio nel fare quello che facciamo.

In questi giorni Wired.it ha pubblicato una (non)intervista ad Alessandra Poggiani, in merito alle sue recenti dimissioni da direttore dell'Agenzia Italia Digitale. Nell'articolo emergono alcuni "sfoghi" della Poggiani in merito all'ambiente in cui si è messo in questo anno di attività, tra cui spicca il seguente:
Il mondo digitale è un circo ristretto, una camera dell'eco. Ce la raccontiamo tra di noi, piccole invidie, rivalità da cortile, divisioni personali. Ci sono troppi protagonismi, nemmeno le rockstar! Il 90% delle cose che vengono raccontate non sono vere, il 7 sono presunte e forse solo un 3% è costituito da fatti.
Mi pare di capire quindi che tra i vari "cialtroni digitali" ce ne siano anche molti a cui un bagno di umiltà e autoironia non farebbe male.
Ovvio che si tratta di una dichiarazione detta con un po' di dente avvelenato e più come sfogo personale che come dichiarazione ufficiale; tuttavia, queste parole fanno abbastanza riflettere.

1 commento:

Alessandro Buccilli ha detto...

Doverosa l'introduzione sul significato proprio del "cialtrons". Ad ogni modo non ho capito perchè ritiene quel 7% riguardo l'Agenzia Digitale non veritiero.