giovedì 12 marzo 2015

Non va bene per i servizi. Carta canta, ebook tassato

Riemerge mostruosamente la discrasia tra la velocità con cui si evolve il diritto e quella con cui si evolvono tecnologia e mercato.

In questi giorni è tornata alla ribalta una vicenda che riguarda l’editoria elettronica e il suo inquadramento da parte del diritto (e nello specifico del diritto tributario); per capirla pienamente è necessario fare un passo indietro.
In Italia sui libri (cartacei) si applica un regime IVA agevolato, che prevede una aliquota del quattro percento calcolata sul prezzo di... [continua a leggere su Apogeonline]

Articolo uscito su Apogeonline il 12 marzo 2015. Vai alla fonte originaria.

[Una chiosa aggiuntiva]
Se da un lato il ragionamento della Corte di Giustizia (cioè di considerare la cessione di ebook un SERVIZIO e non un bene) può avere anche un senso per i libri che vengono ceduto in licenza con DRM (vedi il classico caso di Amazon), dall’altro lato ci sono molti store che vendono i file senza restrizioni. In questo caso il file ceduto dovrebbe essere considerato un BENE e non un SERVIZIO. Il problema è che comunque la Corte vincola la distinzione tra BENE e SERVIZIO all’esistenza di un supporto ceduto assieme all’opera… e questa mi sembra una forzatura anacronistica che andrebbe superata. E per superare questo nodo non c’è bisogno dell’intervento legislativo; basterebbe anche una interpretazione un po’ più coraggiosa e lungimirante da parte della stessa Corte.

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