lunedì 30 giugno 2014

Processo telematico: metti che esplode tutto subito...

Come alcuni sapranno, io compio gli anni il 1° di luglio. Per l'occasione due potevano essere i regali a me graditi. Il primo doveva essere l'inaugurazione della BreBeMi, la nuova autostrada che mi permetterebbe di andare sul Lago di Garda (posto che amo particolarmente) in un tempo molto ridotto rispetto a prima. Il secondo doveva essere l'ormai avvenuto passaggio al processo telematico.
In realtà l'inaugurazione della BreBeMi, annunciata da mesi proprio per il 1° di luglio è stata poi spostata al 22 luglio, e chissà se poi non verrà ulteriormente procrastinata.
Riguardo all'altra cosa... in realtà il vero regalo non è l'obbligo di deposito telematico in sè; in fondo io faccio poca attività giudiziale e ciò impatterebbe poco sul mio lavoro. Il vero regalo sarebbe invece l'effetto collaterale di questa rivoluzionaria novità: cioè vedere implodere tutti quegli studi legali che hanno sempre considerato l'innovazione tecnologica come una cosa con cui non sporcarsi le mani. [A tal proposito si legga: La ritrosia verso la tecnologia: un vero cancro e La digitalizzazione della giustizia italiana: a chi tocca?]
Per intenderci, mi riferisco a quelli che ai corsi di aggiornamento sull'uso degli strumenti telematici hanno sempre mandato le segretarie, perchè in fondo loro sono i professionisti intellettuali e certe cose è giusto che le facciano le "impiegate". Oppure a quelli che fino a pochi giorni dalla data fatidica si sono sempre disinteressati alla questione confidando in una proroga (che poi, come abbiamo visto, è stata solo parziale). Ma anche quelli che in fondo pensano che basterà essere amici del cancelliere, dirgli che in studio internet non funziona, portargli gli atti cartacei... per poter ancora depositare alla vecchia maniera (ne ho già sentiti alcuni fare discorsi del genere).
Ecco, un bel regalo di compleanno sarebbe proprio vedere tutti questi soggetti andare in tilt nel giro di pochi giorni, rendersi conto che il PCT non è solo un adempimento tecnico in più che si può delegare alle segretarie ma uno strumento che rivoluziona intrinsecamente il modo di lavorare dei professionisti della giustizia (intesi in senso molto ampio, comprendendo quindi anche giudici, consulenti tecnici, cancellieri...). Una rivoluzione davvero copericana di cui pochi hanno ad oggi colto la reale portata.
A ciò si aggiunga che davvero non si hanno garanzie sull'effettiva sostenibilità tecnica di questa innovazione. Se fino a venerdì solo una percentuale minoritaria di avvocati si era collegata ai punti di accesso per effettuare depositi telematici, da domani invece - TEORICAMENTE - tutti gli avvocati dovranno accedervi. Il che comporta per quelle reti un carico di cui non si hanno precedenti e per i quali non sono stati effettuai seri test. Quindi, se da un lato abbiamo avvocati già in ansia totale da disorientamento, dall'altro avremmo un sistema non sufficientemente stabile e affidabile che non farà altro che aumentare l'ansia di chi deve utilizzarlo. In un sogno che ho fatto in queste notti, ho visto avvocati che per l'ansia da PCT si impiccavano con il cavo del mouse e i computer Pentium III delle cancellerie che esplodevano...

Battute a parte, sono davvero curioso di vedere cosa succederà domani. Già ho visto girare foto, scattate venerdì, di cancellerie stracolme di gente che voleva a tutti i costi depositare ancora in modalità "tradizionale"; e già questo mi fa pensare che ci sarà da divertirsi davvero. Ora è tardì, vado a dormire... e quando mi sveglierò spero di poter già leggere nei forum e nei siti specializzati qualche notizia succulenta a riguardo.

1 commento:

Nicola Franchetto ha detto...

Fortnutamente ho un comoda tangenziale che mi porta sul lago, comunque anche qui a Verona, venerdì, c'era la ressa per depositi tutt'altro che urgenti! :D