giovedì 1 marzo 2012

La figura goliardica di Germano Mosconi e il suo effetto... catartico

Lo so, può sembrare fuori luogo dedicare un post su questo blog (pensato per temi piuttosto tecnici) al personaggio di Germano Mosconi, venuto a mancare quest'oggi.
Al di là dello scandalo che i suoi filmati possono suscitare nei più ortodossi (ammetto che io stesso la prima volta che li vidi rimasi un po' disorientato), non si può negare che essi abbiano davvero fatto epoca nella goliardia tipica del mondo di internet, ponendo la figura dello sventurato giornalista come seconda solo a quella dell'inarrivabile Chuck Norris (quantomeno in Italia). C'è chi l'ha indicato come prova dell'inesistenza di Dio, chi come profeta di una nuova religione (il Mosconismo), chi come l'Anti-Cristo che ha da venire... Si veda - con spirito leggero e goliardico, s'intende - la pagina che gli dedica Nonciclopedia.
Ad ogni modo... non voglio entrare in valutazioni morali sul messaggio comunicato dai suoi famigerati fuori-onda... e ammetto che se avessi un figlio piccolo sarei il primo a cercare di non farglieli vedere... ma non si può non riconoscere a quei filmati un effetto catartico, una forma di liberazione dalla rabbia e dal nervosismo che spesso accumuliamo nella nostra routine. Guardare qualche spezzone (sempre se lo si fa con il giusto spirito e con mente leggera e aperta) diventa un modo per lasciar fluire la rabbia... un po' come lasciare che il Germano si inalberi e imprechi al posto nostro.
Basti pensare al suo emblematico
Se io trovo quello che mi ha fatto innervosire, [censura], ghe dò un punio che ghe spaco la testa. E lo troverò quel deficiente prima o dopo, eh!
Mi rammarica solo che, stando a quanto è trapelato in rete, lui non abbia mai accettato serenamente questa strana notorietà derivatagli dal passaparola telematico... Forse un po' bisogna capirlo. Ma la notizia di oggi davvero un po' mi rattrista; ciò che emergeva da quei filmati era comunque una personalità buona e simpatica... nonostante quel colorito "vizietto".
Pace all'anima tua, Germano; spero sentitamente che dove ti trovi ora non ci sia nessun mona che batte la porta (e che chiude urlando).

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