mercoledì 3 dicembre 2008

Fare musica libera si può... infatti si fa!


Quello del rapporto fra il modello di gestione dei diritti d'autore basato su un sistema centralizzato come quello della SIAE e il modello disintermediato e autogestito come quello delle licenze Creative Commons e di strumenti similari è sempre stato uno degli argomenti più dibattuti in seno al movimento per la revisione dei principi del diritto d'autore. Io stesso ho avuto modo di occuparmene in occasione di dibattiti pubblici e nelle mie pubblicazioni.
Il tema, tuttavia, sta iniziando in questi mesi ad interessare non più solo gli addetti ai lavori e gli appassionati del mondo copyleft, ma in generale tutto l'ambiente delle produzioni indipendenti: artisti, produttori, etichette, distributori... E non a caso il recente MEI 2008 (cioè il Meeting delle etichette indipendenti che si tiene ogni anno a Faenza) è stato teatro di interessanti momenti di approfondimento e di scambio di esperienze in questa direzione.
Da parte mia, ho avuto modo di fare una breve presentazione del nuovo libro, ospite dello stand dell'ARCI (che appunto è fra i promotori dell'iniziativa editoriale); a fianco a me, vi era anche Pierre-Yves Lanneau-Saint Léger, Responsabile Marketing di www.jamendo.com, ovvero il principale portale di musica interamente rilasciata sotto licenze Creative Commons.
Sempre al MEI, nel pomeriggio di sabato, si è tenuto un interessante dibattito (sicuramente più tecnico) dedicato proprio al rapporto fra SIAE e CC, a cui hanno partecipato i portavoce dei due enti, nonché alcuni operatori del settore (musicisti, giornalisti, organizzatori di eventi).
Non solo: il MEI è stato anche l'occasione di presentare una ammirevole iniziativa culturale (a cui - tra l'altro - ho avuto il piacere di prendere parte come autore), cioè la compilation musicale Liberalarte!3 realizzata da FPML e promossa da FHF. Un doppio cd di musica con 33 brani rilasciati sotto licenza Creative Commons: tutti i brani denotano un certo valore artistico e un ottimo livello di produzione, quindi non certo un banale collage di qualche brano-demo [NB: e non lo dico solo perché la cosa mi coinvolge personalmente. Ascoltatela on-line e mi saprete dire].
Infine, vi è un'altra notizia di non molti giorni fa sempre legata all'argomento e degna di essere citata: anche la FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana, che - in parole povere - è la "Confindustria della produzione musicale") ha aperto un primo spiraglio verso l'utilizzo delle licenze Creative Commons, anche se per ora non propriamente per le opere musicali ma solo per alcuni contenuti del sito web ufficiale.
In generale credo che tutti questi segnali sottolineino l'ormai avvenuta apertura di uno spiraglio verso un nuovo modo di diffondere musica: uno spiraglio che è destinato solamente ad ampliarsi.
Seguono i links ad alcuni utili articoli pertinenti usciti in questi giorni.

Articolo uscito su PI: "SIAE e Creative Commons si cercano. Si troveranno?"
Articolo dal blog di Lorenzo De Tomasi: "Dialogo tra Creative Commons e Siae"
Articolo di Marco Trotta sul sito di Carta: "Verso un accordo tra Creative commons e Siae?"
Intervista ad Enzo Mazza di FIMI sull'uso delle Creative Commons nella musica.
Articolo uscito su PI: "FIMI: le Creative Commons fan parte della famiglia"

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