lunedì 30 maggio 2016

Parlo di diffide di SIAE e la SIAE... mi diffida

Come qualcuno avrà già avuto modo di leggere sui miei canali social, nei giorni scorsi ho ricevuto una formale diffida dalla SIAE relativa ad un post da me pubblicato lo scorso 25 maggio sul blog http://lasiae.blogspot.it (vedi il post in questione).
Ieri ho già provveduto ad aggiungere al post un disclaimer. Qui di seguito fornisco tutti i dettagli della vicenda, riportando i testi integrali della diffida da me ricevuta e della relativa risposta da me inviata poco fa.


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Il testo della diffida che ho ricevuto venerdì 27 maggio 2016 alle 20:34
sul mio indirizzo PEC (presente negli elenchi pubblici degli avvocati)
da parte della collega Maria Piera Saija del Foro di Roma


Data 27 maggio 2016
Oggetto: Articolo apparso sul Blog “Lasiae.blogspot.it”

Scrivo la presente in nome e per conto della Società Italiana Autori ed Editori per contestare l’infondatezza delle informazioni riportate sul Suo blog.
Mi riferisco in particolare all’articolo intitolato “Le email di diffida che SIAE invia ai gestori di webradio”, pubblicato il 25 maggio u.s., nel quale si trascrive il testo di due email che la SIAE avrebbe inviato ad alcune web radio.
Comprendiamo che Lei è stato probabilmente indotto in errore, ma Il testo ivi riportato è frutto della strumentale manipolazione di una comunicazione ufficiale effettivamente inviata dall’Ufficio Multimedialità della SIAE, che è difforme dal testo da Lei riportato, sia per i contenuti, che per la forma.
Tale manipolazione concreta di fatto una falsità materiale ed ideologica ed ha arrecato, anche per l’ampia risonanza mediatica, un grave pregiudizio e discredito alla Società, 
Tanto premesso, La invito e diffido a provvedere alla immediata rimozione di quanto pubblicato sul Blog “Lasiae.blogspot.it” e alla rettifica dell’informazione data, con riserva ogni diritto e azione nelle competenti sedi.

Con i migliori saluti.
Maria Piera Saija

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La mia risposta inviata sempre via PEC lunedì 30 maggio 2016 alle 11:31

Buongiorno.
Ho ricevuto la vostra segnalazione e ho effettuato le dovute verifiche.
Ho già provveduto (alle ore 23:40 del giorno 29 maggio 2016) a pubblicare una rettifica come da vostra richiesta, inserendo nell'incipit del post in questione (cioè http://lasiae.blogspot.it/2016/05/email-diffida-siae-webradio.html) un'apposita avvertenza in grassetto.

A quanto pare qualche "buontempone" ha voluto giocare un brutto scherzo alla webradio in questione (e di conseguenza anche a chi come me ha diffuso la notizia), utilizzando un servizio di fake-mail e inviando due messaggi email con contenuto solo in parte simile a quello dell'email inviate da SIAE in passato ad altre webradio per altre vicende simili. Il tutto facendo sembrare, con un artificio informatico (tecnicamente banale ma non noto a tutti), che il messaggio fosse arrivato effettivamente da una casella email di SIAE.
La mia fonte, che ritengo affidabile in quanto uno dei massimi esperti di webradio a livello nazionale e attento osservatore del settore, aveva dapprima pubblicato il testo dell'email sui sui canali social e successivamente, dietro mia richiesta, mi aveva inoltrato i testi dei due messaggi così come lui stesso li aveva ricevuti dalla webradio in questione. I messaggi inoltrati non contenevano l'header completo del messaggio originariamente ricevuto dalla webradio e dunque non permettevano di effettuare una verifica completa sul mittente.
Vista la credibilità della fonte, viste le precedenti iniziative da parte di SIAE nei confronti di molte webradio "italiane" appoggiate sulla piattaforma Radionomy, visto anche il linguaggio tecnico-giuridico utilizzato nelle email fake, ho ritenuto che si trattassero di messaggi autentici e IN TOTALE BUONA FEDE ho realizzato il post in questione. 
Dopo aver ricevuto la vostra diffida mi sono attivato per ricostruire la catena delle fonti riuscendo in effetti ad ottenere i messaggi originariamente ricevuti dalla webradio, completi di header; e ho così potuto appurare che in realtà provenivano dai server di Emkei.cz, servizio di fake-mail.

Fin qui le mie riflessioni e i miei chiarimenti sul fatto. Lasciate però che, in quanto avvocato, mi esprima anche sul merito giuridico della questione.
A tal proposito tengo infatti a farvi presente che nella vicenda non ravvedo gli estremi per una responsabilità penale a mio carico, come invece da voi paventato. D'altronde, siete voi stessi ad ammettere nella vostra PEC di diffida "comprendiamo che Lei è stato probabilmente indotto in errore", confermando che nel mio comportamento si esclude ogni malafede e animus nocendi
Credo dunque che sarebbe stato sufficiente (e più opportuno) inviarmi una normale email in cui far presente la vostra posizione e chiedere una rettifica, come normalmente si fa quando un giornale, una tv o un sito web diffondono PER ERRORE una notizia non del tutto aderente al vero. Vi segnalo anche che il mio blog, come la maggior parte dei blog, dispone di un comodissimo spazio commenti grazie al quale qualsiasi lettore può intervenire, aggiungendo le sue considerazione direttamente al di sotto dei singoli post, ed eventualmente anche segnalare se un post necessita di rettifiche o presenta qualsivoglia problema.

In conclusione, ribadisco che la mia attività di divulgazione non è certo mirata a gettare discredito sulla SIAE; non vedo come potrei trarne vantaggio. Le mie iniziative di comunicazione attraverso libri, articoli sul web e conferenze sono più che altro volte a diffondere informazioni sulle dinamiche e sul funzionamento della SIAE, al fine di aumentare il livello di informazione e consapevolezza da parte degli utenti. Rimango dell'idea che se la comunicazione di SIAE fosse più trasparente, queste mie attività non sarebbero necessarie e sicuramente non si creerebbero equivoci come quello che ha portato alla vostra diffida nei miei confronti.

Confido dunque che questa mia risposta sia sufficiente a ritenere chiarita e definitivamente conclusa la diatriba che mi riguarda.

Distinti saluti. Avv. Simone Aliprandi

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