venerdì 30 dicembre 2016

Quella volta che Facebook mi bloccò un video innocuo della Nona di Beethoven, in barba al fair use

Oggi in quasi 10 anni di assidua attività sui social media, mi è successa una cosa per me nuova, ma anche per me molto fastidiosa e frustrante.
Ho caricato un video di 30 SECONDI da me girato ieri sera all'Auditorium Gustav Mahler di Milano in cui si è eseguita la Sinfonia n. 9 del Ludovico Van (cit.)... e Facebook mi ha fatto comparire un messaggio in cui segnalava che il video non è stato pubblicato sembra che contenga suoni o immagini coperti da copyright. Tengo a precisare che il video è stato registrato con il mio smartphone in bassa risoluzione e dall'ultima fila della galleria alta. Questo per dire che non può essere in alcun modo considerato "in concorrenza" con una eventuale registrazione "ufficiale" e autorizzata dello spettacolo.
Altra cosa per me inconcepibile è che non sia comparso da alcuna parte un link a un form per poter in qualche modo "contestare" questa mossa (che sicuramente sarà dettata più da un sistema automatizzato che da una scelta umana).
Ho provato quindi ad utilizzare il form generico di segnalazione problemi offerto da Facebook, scrivendo:
Avete rimosso ben due volte un mio video girato "artigianalmente" durante uno spettacolo di musica classica ("Inno alla Gioia" di Beethoven, suonato all'Auditorium Mahler di Milano il 29/12/2016). La diffusione del video è coperta dai principi di "fair use" e non può essere in alcun modo considerato dannoso o pericoloso per lo sfruttamento dei diritti connessi sull'esecuzione. Vi chiedo quindi di riabilitare la sua pubblicazione e farlo comparire... onde evitare di coprirvi di ridicolo.Grazie. Un cordiale saluto.
Chissà se mai prenderanno in seria considerazione la mia lamentela. Vi terrò eventualmente aggiornati in calce a questo post.

Invoco a mio favore tutti i principi di fair use e libera utilizzazione che i legislatori mondiali abbiano mai concepito, nonché un generale principio di libera espressione.
Come ho già spiegato in varie altre occasioni (vedi ad esempio "Censure a nudo"), il sistema di controllo sui contenuti di Facebook è gestito più da software (fatti male) e non da persone; ma i risultati sono davvero penosi e spesso di risolvono nel censurare contenuti legittimi e nel lasciare invece spazio a una miriade di contenuti illeciti (pornografici, violenti, razzisti, terroristici...).

Ad ogni modo, se volete vedere il tanto dannoso e pericoloso video, eccolo qui su Twitter... (NB: sempre che tra poco non lo rimuovano anche da lì).



sabato 24 dicembre 2016

Autori SIAE autorizzati ad utilizzare licenze Creative Commons e simili

Sotto l'albero ho trovato una norma che sostanzialmente obbliga SIAE a consentire ai "suoi" autori di rilasciare opere con licenze open (Creative Commons e simili) quanto meno per usi non commerciali.


Nel nuovo schema di decreto di recepimento della Direttiva Barnier, che riforma la SIAE e tutto il sistema italiano della gestione collettiva dei diritti d'autore, all'articolo 4, comma 5 si legge:
"Resta in ogni caso salvo il diritto dei titolari dei diritti di concedere licenze per l’uso non commerciale di diritti, categorie di diritti o tipi di opere e altri materiali protetti di loro scelta."
Per intenderci, delle sei licenze fornite da Creative Commons rimarranno escluse quelle prive della clausola "Non Commercial".
Vi invito a leggere il testo integrale del decreto, che, salvo imprevisti dell'ultima ora, dovrebbe essere definitivamente ratificato in questa versione. Ovviamente ciò richiederà una necessaria riscrittura delle norme interne di SIAE (Statuto e Regolamento).

Colgo l'occasione per fare a tutti voi lettori di questo blog
i miei più cari auguri di Buon Natale!

domenica 11 dicembre 2016

Referendum e riforme: questioni tecniche non facili per il cittadino medio

Non ho mai preso posizione pubblicamente in merito al referendum costituzionale e non mi va di esprimermi sulla questione politica. Non mi va nemmeno di dire se e cosa ho votato.
In compenso dopo aver parlato con diverse persone che mi hanno espresso le loro opinioni e considerazioni sul voto, mi è venuto il mio solito prurito pedante e sono quindi "costretto" a fare una precisazione su una questione tecnica.

Tre delle persone con cui ho parlato, mi hanno espressamente confessato di aver votato NO o di non essere andati a votare non tanto perché contrari ai contenuti della riforma, quanto perché non avevano apprezzato il fatto che questa riforma mettesse tante questioni insieme. "Sarebbe stato meglio avere dei quesiti separati, come negli altri referendum", hanno detto.
Ecco che arriva il nodo della questione tecnico-giuridica.
La nostra costituzione prevede due tipi di referendum: abrogativo e confermativo. Quelli visti in questi ultimi anni su singoli quesiti erano abrogativi. Il referendum del 4 dicembre era invece confermativo.
Nel referendum confermativo i cittadini votano su un testo di legge che è già stato approvato dal parlamento in tre sedute (secondo una procedura complessa). Sostanzialmente il popolo è chiamato a dire se quel testo di legge (in questo caso, Legge Costituzionale) gli va bene o non gli va bene.
Per com'è strutturata il nostro sistema costituzionale e il procedimento di revisione costituzionale, un referendum confermativo su una legge costituzionale non può che essere fatto di un unico quesito. Non è stata una scelta strategica o politica, bensì l'unica possibilità.
Questo per dire che la motivazione "ho votato NO/non sono andato a votare perché preferivo i quesiti separati" è una motivazione insensata.

Come corollario a questa riflessione tecnico-giuridica, ne faccio per un'altra più ampia. Le persone che mi hanno fornito questo loro punto di vista avevano tutte e tre una formazione molto elevata (post lauream). Non erano dei giuristi o dei politologi, ma comunque sono persone con un alto profilo culturale e che si informano costantemente.
Mi viene da pensare quindi: se persone come loro sono cadute in questo equivoco, pensiamo in quali altri equivoci sono cadute le persone che hanno strumenti culturali ancora minori per comprendere i complessi meccanismi dell'amministrazione della cosa pubblica.
Non è un discorso classista e non è per dire che il voto in materia costituzionale debba essere riservato agli esperti di diritto costituzionale; ma è più che altro per dire che nell'attività di informazione e comunicazione relativa ad occasioni storiche e delicate come questa (quindi ad esempio anche il referendum UK sulla Brexit) bisogna considerare questo problema di "comprensione" da parte del cittadino medio. Un cittadino che non comprendere adeguatamente le questioni in gioco è una preda più facile per il populismo e per chi vuole strumentalizzare il suo voto. E questo è un problema.

My2Cents.

venerdì 9 dicembre 2016

Creare contenuti digitali a scuola: come gestire i diritti d'autore? (video e slides)

Lo scorso 27 maggio ero stato relatore in un interessante convegno intitolato DidatticaDuePuntoZero e organizzato da un'omonima rete di scuole pubbliche nell'ambito di un progetto finanziato da Regione Lombardia, con capofila l’Istituto Comprensivo di Via Anna Botto (vedi dettagli sul convegno).
Tra gli altri relatori: Alberto Panzarasa, Marzio Rivera, Riccardo Colangelo, Alberto Ardizzone (vedi i video degli altri interventi sul sito del progetto).
L'evento è stata l'occasione per me di creare una presentazione a slides e una videolezione su un tema che crea molti interrogativi e curiosità tra gli operatori della scuola e dell'insegnamento in generale: Creare contenuti digitali a scuola: come gestire i diritti d'autore?.

Riporto di seguito il video (con slides incorporate) e la presentazione su SlideShare.

Il video con slides incorporate


La presentazione da SlideShare

martedì 6 dicembre 2016

La fotografia e il pubblico dominio (Torino, 3 dicembre 2016)

Sabato 3 dicembre alla Biblioteca Civica Centrale di Torino, in chiusura di un intenso festival di 5 giorni dedicato al pubblico dominio e alla cultura open, si è tenuto il dibattito "La fotografia e il pubblico dominio", cui abbiamo partecipato io e Lorenza Bravetta (fondatrice di CAMERA).

Il mio intervento si è concentrato su tre casi di studio emblematici e utilissimi per cogliere i problemi in materia di uso libero delle immagini: la questione irrisolta della libertà di panorama (approfondisci), la curiosa storia del monkey selfie (approfondisci) e la scadenza dei diritti nel caso di foto aeree scattate per realizzare mappe e documentare aree geografiche.

Dopo di me, il microfono è passato all'altra relatrice, la quale, avendo portato un punto di vista - per così dire - inatteso rispetto agli argomenti core del festival, ha scatenato un acceso dibattito.
Un estratto dell'intervento di L. Bravetta (minuto 11:04 circa del secondo video)
"penso che non sia giusto che chiunque possa immettere [immagini] in rete. Questa non è cultura... Che cultura immettiamo in rete pur di renderla accessibile a tutti?! Bisogna tenere un filtro. E bisogna tenere un filtro non solo per preservare l'autore, ma anche per dare la garanzia della fruibilità di un prodotto diverso. Io credo che il vero tema sia questo."

Un altro estratto (minuto 16:16 circa del secondo video):
"... mio figlio -9 anni- pensa che Wikipedia sia il verbo. No, Wikipedia non è il verbo, e bisogna secondo me normare ciò a cui accediamo, per avere chiara la comprensione che si può accedere a molto di più ma non è detto che tutto sia giusto, tutto sia dello stesso livello, tutto sia buono, tutto possa essere riutilizzato..."

Ecco i video dei due interventi; buona visione.
Inutile dire che ulteriori commenti, spunti (e magari ricondivisioni) saranno molto graditi.

INTERVENTO DI SIMONE ALIPRANDI


INTERVENTO DI LORENZA BRAVETTA E DIBATTITO


lunedì 5 dicembre 2016

Creative Commons e pubblico dominio per i servizi della Biblioteca digitale di Ateneo: seminario a Padova

Dopo la maratona torinese sul pubblico dominio, mercoledì 7 dicembre sarò all'Università di Padova per tenere un seminario dal titolo "Le licenze Creative Commons per i servizi della Biblioteca digitale di Ateneo, con particolare riferimento agli ambiti della ricerca e del patrimonio culturale".

L'appuntamento è per le ore 11.30 presso l'Aula Nievo (Cortile antico del Bo); ci sarà una pausa pranzo (libera) di circa un'ora e riprenderemo fino alle ore 16.30. Introdurrà i temi del Seminario la dott.ssa Antonella De Robbio (CAB - Centro di Ateneo per le Biblioteche Università degli Studi di Padova).
L'incontro, organizzato dal Sistema Bibliotecario di Ateneo, è aperto a tutti gli interessati, gratuitamente e nei limiti della capienza della sala.

Il programma completo sarà il seguente:
  • 11:45 – 12:00 | Introduzione ai temi del seminario
  • 12:00 – 13:30 | Le licenze Open
    - Il meccanismo dell’Open Licensing
    - Le principali licenze Open Content
  • 13:30 – 14:15 | pausa pranzo
  • 14:15 – 16:00 | Licenze Creative Commons e possibili applicazioni: digitalizzazioni di beni culturali, dati della ricerca, materiali didattici e promozionali
    - Il pubblico dominio
    - Il rilascio con CC0
    - Social networks per le comunità di ricerca e condizioni d’uso
  • 16:00 – 16:30 | Casi di studio e discussione finale
Per maggiori dettagli vai all'apposita pagina sul sito www.unipd.it.

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[EDIT] LE SLIDES UTILIZZATE PER IL SEMINARIO
(nota: il titolo e i contenuti sono stati lievemente modificati rispetto al programma originario)



domenica 4 dicembre 2016

Le licenze open per la distribuzione e promozione della musica (Torino, 3 dicembre 2016)

In questo post condivido il video e le slides del mio intervento all'interno dell'incontro Musica - FROM NOW ON - Produrre, tutelare, distribuire e (perché no?) vendere la musica in modalità "open", organizzato nell'ambito del Pubblico Dominio #OpenFestival 2016 e tenutosi presso la Biblioteca Civica Centrale di Torino il 3 dicembre 2016.

L'incontro, introdotto da Luca Vittonetto (Biblioteche Torino) e moderato da Modera Mariangela Ciriello (Border Radio), rappresenta l'idea presecuzione della tavola rotonda UNTIL NOW: uso e riuso del passato da Mascagni a Happy Birthday. Le regole del pubblico dominio applicate alla produzione musicale tenutosi il giorno precedente alla Biblioteca del Politecnico di Torino (vedi le slides di quest'altro incontro).



IL VIDEO con slides incorporate



venerdì 2 dicembre 2016

Vincoli e artifici per allontanare il “pericolo” del pubblico dominio

Condivido qui Condivido di seguito video e slides del mio intervento nella tavola rotonda "UNTIL NOW: uso e riuso del passato da Mascagni a Happy Birthday. Le regole del pubblico dominio applicate alla produzione musicale", tenutasi questo pomeriggio presso la Biblioteca Centrale del Politecnico di Torino. L'incontro fa parte del "Pubblico Dominio #OpenFestival 2016", interessantissimo evento organizzato per la prima volta nel capoluogo piemontese (vedi maggiori dettagli).
Il mio intervento si è soffermato sui vari vincoli e artifici utilizzati dai titolari dei diritti per allontanare il “pericolo” della caduta delle opere nel pubblico dominio.

IL VIDEO



LE SLIDES