giovedì 29 gennaio 2015

Il copyright sui social network: alcuni miti da sfatare

La vicenda delle vignette prelevate da Internet e ripubblicate in un libro dal Corriere della sera ha risvegliato alcune teorie bizzarre sulla gestione del copyright in rete e in particolare sui social network. Ma come stanno davvero le cose?

Il mio repertorio di leggende metropolitane sul funzionamento del diritto d’autore è già piuttosto fitto, e pensavo di averle ormai chiarite più o meno tutte con i miei vari articoli e rubriche. Ma ce ne sono alcune che periodicamente tornano a circolare e quindi a rafforzarsi. Ne approfittiamo per dare una lettura più attenta a un esempio di quei “Termini di servizio” (ToS) che nessuno legge mai, salvo quando capita la magagna; e che ‒ a quanto pare ‒ anche quando vengono letti, non sempre vengono capiti. [continua a leggere su MySolutionPost]

Articolo uscito su MySolutionPost il 29 gennaio 2015. Vai alla fonte originaria.

mercoledì 28 gennaio 2015

Una giornata di privacy. E tre domande da porsi

La dieta della riservatezza sulle informazioni personali: i quattro consigli di Mozilla per mantenersi in rete in forma perfetta.

Settimana scorsa ho aggiornato il cellulare e da allora compare spesso un disclaimer che “invita” a inserire la password dell’account Google anche in Chrome, affinché la sincronizzazione sia più completa… o qualcosa del genere.
La domanda che subito mi sono posto è: perché un browser dovrebbe conoscere la mia password? Lo sappiamo, il lavoro di un... [continua a leggere su Apogeonline]

Articolo uscito su Apogeonline.com il 28 gennaio 2015. Vai a fonte originaria.

martedì 27 gennaio 2015

Le trattative tra autori ed editori: il mio podcast per Caffè 2.0

Nei giorni scorsi sono stato contatto dall'amico e collega giurista Valentino Spataro che si è mostrato incuriosito dalla mia fastidiosa vicenda con la casa editrice Franco Angeli.
Valentino, oltre a gestire importanti siti di informazione giuridica (tra cui il più noto, Civile.it) e ad essere anch'egli un consulente in materia di diritto di Internet, si occupa del sito Caffè 2.0, nel quale pubblica podcast su svariati temi legati al mondo della tecnologia e della comunicazione digitale.
Abbiamo fatto una chiacchierata di circa mezz'ora proprio sul tema "Le trattative tra autori ed editori". Ecco i link per ascoltarlo online o scaricarlo.

venerdì 23 gennaio 2015

Le criticità del processo telematico secondo l'OUA

Il giorno 15 gennaio la Presidente dell'OUA avv. Mirella Casiello e la responsabile della Commissione PCT avv. Nadia Carnevale hanno preso parte ai lavori del tavolo di lavoro permanente sul PCT convocato dal Ministro Orlando.
Riportiamo di seguito lo schema delle criticità. [Fonte: www.oua.it/NotizieOUA/scheda_notizia.asp?ID=10874]

LEGGI:

= D.L. 18.10.12 CONVERTITO IN L.221/12 DEL 17.12.12 = D.L. 90/14 DEL 24.6.14
= CIRCOLARE DEL 28.10.14
= ESISTONO 18 FONTI ALLA BASE DEL PCT :
a) 10 di rango primario
b) 2 circolari ministeriali
c) 33 protocolli
d) 3 decreti ministeriali
e) 1 provvedimento D.G.S.I.A. f) diversi decreti attuativi.

PROBLEMATICHE :

TECNICHE
= AVERE UN UNICO INDIRIZZARIO PEC: spesso non coincide PEC REGINDE con il REGISTRO DELLE IMPRESE, per cui non si sa dove notificare l'atto.
= NON ESISTE UN REGISTRO STORICO
= IN CASO DI INTERRUZIONE DEL SISTEMA ,NON ESISTE LO STORICO DELLE INTERRUZIONI TECNICHE DEL SISTEMA, per cui non si ha la remissione in termini per l'avvocato.
= SE MANCA INTERNET: (Mottafollone)
= NON VI E' COLLEGAMENTO CON L'AGENZIA DELLE ENTRATE: si estraggono copie evadendo il bollo.
= DEPOSITO DI ATTI IRRITUALE,la voce non esiste nel sistema.
= LIMITE DEI 30 MB
= GOT CHE NON POSSONO ACCEDERE ALLA CONSOLLE DEL TOGATO: non possono utilizzare il loro PC, il Presidente dovrebbe creare un ruolo per i GOT
= NOTIFICA DI DECORRENZA TERMINI cosa si intende (IN CASO DI INVIO (???))
= IL SISTEMA NON ACCETTA GLI ATTI INTRODUTTIVI PER VIA TELEMATICA
= VERBALI DI UDIENZA : MANCA IL CANCELLIERE
= SE BISOGNA INVIARE UN VIDEO COSA FARE?
= SE SONO COSTITUITI PIU' DIFENSORI NON ESISTE LA VOCE DOPPIA FIRMA DIGITALE.
= NON ESISTONO DIVERSE VOCI PER RICEZIONE ATTI ANCHE DA PARTE DEL MAGISTRATO: es: art. 28 legge Fornero prevede il decreto se il Giudice decide con sentenza il sistema non riceve l'atto.

LEGALI
=PCT A MACCHIA DI LEOPARDO
= UNIFICARE I PROTOCOLLI
= AVERE UN UNICO TESTO , EVITARE LE CIRCOLARI, POCA CHIAREZZA SULLE NORME DA SEGUIRE
= CPC TELEMATICO
= MAGGIORE FORMAZIONE SUL PERSONALE
= METTERE IN COMUNE LE ESPERIENZE DEI VARI REFERENTI INFORMATICI: COA - UFFICI GIUDIZIARI- MINISTERO AL FINE DI INDIVIDUARE LE VARIE PROBLEMATICHE E TROVARE LE SOLUZIONI.
= AUMENTARE LE RISORSE ECONOMICHE: MANCANO SCANNER , COMPUTER .
= RICEVUTA DI CONSEGNA O DI ACCETTAZIONE ?

giovedì 22 gennaio 2015

Una scossa open source. Il rischio sismico si fa trasparente

In Italia possediamo eccellenza in campo sismologico e, a partire da ieri, un primato assoluto in fatto di software libero.

Mesi fa ho avuto il piacere di conoscere una realtà tra le più originali e avanzate al mondo nell’applicazione del modello open. Si tratta di GEM Foundation, ente no profit basato in Italia ma indiscutibilmente di respiro internazionale
La cosa singolare è che il suo quartier generale si trova proprio nella città presso cui ho studiato per molti anni: a Pavia, nell’area Cravino, dove sorgono i... [continua a leggere su Apogeonline]

Articolo uscito il 22 gennaio 2015 su Apogeonline.com. Vai alla fonte originaria.

Vedi l'album di immagini scattate durante l'evento.

mercoledì 21 gennaio 2015

Cinque anni di rinvii per impedimento del giudice: sì, succede

Un giudice può essere "impedito" per cinque anni? Sì, può. E questo è il risultato. Un minuto di silenzio per la giustizia italiana.



Fonte: Twitter, @AvvAntonioConte

martedì 20 gennaio 2015

OpenQuake Release Event: domani a Pavia e in streaming

Domani la Fondazione GEM di Pavia (ente no-profit con cui ho il piacere di collaborare da qualche mese) terrà un evento di presentazione e lancio della piattaforma OpenQuake: la prima piattaforma online basata su dati open (licenza CC) e su software libero (licenza GPL) e specificamente pensata per modellare, monitorare e gestire il rischio sismico a livello globale (vedi sito ufficiale dell'evento).
La partecipazione "fisica" all'evento è solo su invito, ma il tutto sarà trasmesso interamente in streaming.

[Addendum] Aggiungo il filmato tratto dallo streaming ("embeddato" qui sotto) e alcune foto da me scattate (disponibili in apposito album Facebook).





Riporto il programma integrale della giornata.

9.00 Initial welcome - Jochen Zschau
9.05 Keynote speaker - Margareta Wahlstrom
9.25 Past Present - Anselm Smolka
9.45 OpenQuake - Paul Henshaw
9.55 Hazard- Marco Pagani
10.10 Risk - Vitor Silva
10.25 Social Vulnerability- Chris Burton
10.35 Q&A -  MP, VS, CB, PH
10.45 Regional programmes - Carlos Villacis
11.00 Q&A - Carlos Villacis

11.10 Coffee break

11.30 OpenQuake - Paul Henshaw
11:30 IDCT demonstration - John Bevington
11:50 Haiti application - Louise Comfort
12:10 Scorecard - Chris Burton
12:30 Nepal application - Amod Dixit
11:30 SARA - Jairo Valcarcel
11:50 EMCA - Massimiliano Pittore
12:10 SHARE - Laurentiu Danciu
12:30 EMME - Karin Sesetyan

13.00 Lunch


AT THE BOOTHS:
14.00 OpenQuake  - Paul Henshaw
14.00 IDCT demonstration - John Bevington
14.20 Haiti application - Louise Comfort
14.40 Scorecard - Chris Burton
15.00 Nepal application - Amod Dixit
14:00 SHARE - Laurentiu Danciu
14:20 EMME - Karin Sesetyan
14:40 EMCA - Stefano Parolai
15:00 SARA - Jairo Valcarcel

16.00 Coffee break

16.20 Future plans - Anselm Smolka
16.40 Final remarks on behalf of the SB - Ross Stein
16.50 Final remarks on behalf of the GB - John Schneider
17.00 Thank you -Jochen Zschau
17.10 END

lunedì 19 gennaio 2015

Dottorati e master non hanno peso nella pubblica amministrazione. Perché?

È successo a tutti coloro che hanno vinto una borsa di dottorato, dopo aver comunicato con orgoglio ad amici e parenti la notizia, di sentirsi fare la fatidica domanda: “Ma come?! Non sei già dottore?!”. E lì il neo-dottorando, spesso con tono irritato, inizia svogliatamente a spiegare il concetto. È abbastanza un classico, e il repertorio dei racconti o barzellette su questo equivoco sono già molti.

Dubito che i lettori di un sito specialistico come questo possano cascare in questo equivoco e che non sappiano quale sia il valore e la ratio del titolo di dottore di ricerca. E nemmeno credo ci siano problemi in merito ad... [continua a leggere su MySolutionPost]

Articolo uscito il 19 gennaio 2015 su MySolutionPost. Vedi fonte originaria.

domenica 18 gennaio 2015

Se vuoi bene al tuo gatto devi portarlo a benedire!

Ho scoperto solo oggi che ieri nella mia città (notoriamente cattolica-conservatrice) si è tenuta la cerimonia di benedizione degli animali (per la ricorrenza di Sant'Antonio). Pur avendo anch'io un passato da oratoriano, questa ennesima reminiscenza di superstizione medievale me l'ero proprio persa. Ovviamente io ho lasciato i miei gatti belli tranquilli sul loro divano preferito... ma ho visto su Facebook foto e filmati delle varei iniziative e non ho potuto fare a meno di notare la sofferenza provata da alcuni poveri animali.
Passi per animali abituati a circolare per strade e piazze affollate (cani, cavalli...); ma ho visto anche molte sportine con dentro gatti e altri animali non proprio "da guinzaglio".
E la cosa singolare è che tra coloro che hanno preso parte a questa iniziativa vi sono accaniti sostenitori dei diritti degli animali, attivisti di prima linea nelle varie associazioni di volontariato per la protezione degli animali.
Forse devo ripassarmi l'etologia del gatto, ma avendone avuti molti in casa sono quasi sicuro di cosa possano apprezzare e cosa invece non sopportino.
Infatti... il gatto è tipicamente felice di stare chiuso in una sportina, fuori dal suo ambiente famigliare, al freddo, in una piazza piena di gente che urla e di cani che abbaiano... con davanti un tizio che agita dell'incenso o che gli schizza addosso dell'acqua. Ma soprattutto, oltre ad essere felice di tutto ciò, è contento e sereno perché lui lo sa che la benedizione ricevuta lo preserverà dal male e dal peccato. 

venerdì 16 gennaio 2015

La tutela del software e le licenze open source: corso per l'Ordine Avvocati di Como

Venerdì 16 gennaio nel pomeriggio ho tenuto un seminario di aggiornamento professionale per l'Ordine Avvocati di Como.  L'incontro, valido per 3 crediti, era dedicato al tema "La tutela del software e le licenze open source" e si svolto presso l'Auditorium Don Guanella di via Grossi.
Un plauso all'Ordine Avvocati di Como per aver voluto organizzare un evento formativo su un tema comunque percepito come "di nicchia" (e che invece ha registrato un certo interesse tra i partecipanti). Ecco le slides da me utilizzate.




Chi ha tempo aspetti tempo, tanto una proroga arriva sempre

Ho già espresso in altra occasione quanto provi repulsione per le proroghe dell’ultimo minuto, dal momento che non fanno altro che minare la credibilità del sistema normativo. Se abituiamo i cittadini a questo metodo, è ovvio che poi nessuno prenderà sul serio le scadenze imposte dalla legge e quindi sarà ancora più inerte del rispettare i tempi previsti per riforme e novità legislative di qualsiasi tipo: è in sostanza la solita storia di... [continua a leggere]

Articolo uscito su MySolutionPost il 16 gennaio 2015. Vai alla versione originale.

giovedì 15 gennaio 2015

La parabola dei talenti. L'impresa (e) Linux

Una scelta naturale, oltre che libera, per portare i servizi cloud nelle aziende che si modernizzano. E altri dati da Linux Foundation.

L’arrivo delle feste e alcuni succulenti avvenimenti legati al mondo Creative Commons non ci avevano ancora permesso di fare qualche riflessione su come sia andato il 2014 sul fronte dei sistemi operativi open.
Anche questo dicembre Linux Foundation ha rilasciato il report annuale sugli Enterprise End User Trends, rivelando che il cloud computing e le tecnologie per la sicurezza informatica hanno... [continua a leggere su Apogeonline]

Articolo uscito il 15 gennaio 2015 su Apogeonline. Vai alla fonte originaria.



L'infografica riassuntiva rilasciata da LinuxFoundation
(cliccare per ingrandire)


giovedì 8 gennaio 2015

Scenari di diritto d’autore per l’attività didattica: il 19 gennaio a Trento

Lunedì 19 gennaio dalle 14.30 alle 17.30 presso il C.F.P. Centromoda Canossa (via Grazioli, 2) di Trento, ho tenuto un seminario intitolato Scenari di diritto d’autore per l’attività didattica. L'incontro è stato organizzato da IPRASE (Istituto provinciale per la ricerca e la sperimentazione educativa) e apre un ciclo di incontri formativi sul tema La gestione della classe digitale.
Per maggiori informazioni potete visionare la pagina web dell'iniziativa e fare riferimento alla responsabile Dott.ssa Elisabetta Nanni.
NOTA: Chi fosse interessato ad organizzare un incontro simile presso il proprio istituto, può contattarmi tramite il mio form contatti.
Di seguito trovate il filmato realizzato con Google Hangout e le slides utilizzate.





"Se non paghi ti sputtano": succede ad Oristano

Un titolo ironicamente sopra le righe per una vicenda che sotto le feste natalizie appena trascorse ha attivato un acceso dibattito sul difficile equilibrio tra trasparenza e privacy: quella della pubblicazione da parte del Comune di Oristano di una lunga lista di cittadini che non hanno pagato "multe" inflitte dalla polizia locale della città.
Il metodo però desta alcuni dubbi a livello di legittimità giuridica e di buon gusto. Ecco un mio commento uscito oggi su MySolutionPost che riporta anche la voce del collega Giovanni Battista Gallus.
__________________

Qualcuno diceva emblematicamente che la privacy serve a tener nascoste le cose che interessano a tutti e la trasparenza invece a far conoscere a tutti le cose che non interessano nessuno.
Proprio a cavallo delle feste vi è stato un acceso dibattito sulla scelta compiuta dal Comune di Oristano di pubblicare sul proprio sito una lista dei cittadini che non hanno... [continua a leggere su MySolutionPost]

martedì 6 gennaio 2015

Se vogliamo abolire la SIAE bisogna considerare che...

La tentazione di gridare "Aboliamo la SIAE!" è forte di questi tempi; ma se vogliamo parlare di un superamento dell'attuale modello di gestione collettiva in Italia è importante tener presenti alcuni aspetti delicati. Li ho messi in luce in questo mio intervento. 
Nelle scorse settimane infatti il sito Conversomag.com ha aperto una rubrica dedicata al dibattito sull'innovazione della SIAE e intitolata "Sapore di SIAE". Vi si trovano alcune informazioni di base sul funzionamento dell'ente, un sondaggio aperto al pubblico e vari interventi di esperti del settore (artisti, editori, giuristi...). Oggi è uscito il mio contributo al dibattito: eccolo riportato di seguito.


La questione dell’abolizione della SIAE è molto delicata, perché, nonostante i mostruosi segni di malfunzionamento (che sono già stati messi in luce in moltissime altre sedi e su cui quindi non mi dilungo), ad oggi non esiste altro ente in grado di svolgere in modo efficiente l’attività svolta finora da SIAE. Chi spinge con irruenza verso la radicale abolizione è perchè non ha ben chiara la complessità della situazione e quante siano le funzioni demandate a SIAE. Ne consegue che una liberalizzazione della gestione collettiva dei diritti d’autore fatta in modo sconsiderato e avventato rischierebbe di creare ulteriore confusione e aumentare le storture del sistema. Il problema di fondo è che la SIAE incarna in sé non solo funzioni di “rappresentanza” degli interessi dei titolari dei diritti (autori ed editori) ma anche funzioni di “controllo” ramificate in tutto il territorio nazionale. In altre parole, la SIAE non è solo l’ente che (in regime di monopolio) rappresenta gli interessi dei creativi ma è anche una grande rete (burocratizzata e dai meccanismi spesso obsoleti) di uffici e incaricati che si occupano di rilasciare i permessi e di effettuare i vari controlli sul territorio nazionale.
Il primo passo da compiere sarebbe a mio avviso proprio quello di trovare il modo per scindere queste due funzioni della SIAE (e di farlo in ottica di efficienza ed economicità): da un lato creare un ente pubblico che, con regole chiare e con massima trasparenza, si occupi del controllo e dei rapporti con gli utilizzatori delle opere, dall’altro liberalizzare l’aspetto della gestione dei diritti e della rappresentanza degli autori, stabilendo chiare regole per garantire in modo equo e trasparente l’accesso a questa attività da parte dei soggetti privati (associazioni, consorzi, etc.). Inoltre, tutto ciò deve essere fatto con una prospettiva il più possibile internazionale o quanto meno europea, dato che ci troviamo in un mercato del copyright ormai globalizzato. E ciò aggiunge altri aspetti di delicatezza e cautela.

Franco Angeli: l'editore che non capisce le Creative Commons (e non mantiene le promesse)

Molti sapranno già la storia ma forse è il caso di dedicarle un post riassuntivo, visto che ora finalmente, dopo 4 anni, la diatriba legale è arrivata a sentenza.
Nel marzo 2009, per il tramite dell'associazione AICA, sono entrato in contatto con la casa editrice Franco Angeli per pianificare l'uscita di un libro dedicato agli standard aperti in ambito informatico: il mio "Apriti standard! Interoperabilità e formati aperti per l'innovazione tecnologica".
Il primo contatto si svolse proprio presso gli uffici di AICA alla presenza del direttore di AICA e di ben due responsabili editoriali di FrancoAngeli. Già in quella sede io feci presente della necessità di applicare una licenza Creative Commons al libro, sia per una questione di coerenza intellettuale con i temi trattati nell'opera, sia perché essa incorporava alcuni paragrafi da fonti sotto licenza "Share Alike" (e che quindi richiedevano il mantenimento della licenza).
Da quel momento io ho iniziato a lavorare al libro trovando però da parte della casa editrice un atteggiamento poco trasparente nella gestione delle trattative contrattuali. Nonostante io più volte avessi chiesto di incontrarci per formalizzare il contratto di edizione e avessi io stesso apportato delle modifiche alla loro bozza (essendo io un legale che si occupa proprio di proprietà intellettuale), ho sempre ricevuto risposte evasive mirate a procrastinare la stipula, basate su motivazioni insussistenti, ma nello stesso tempo infarcite di rassicurazioni (come ad esempio "siamo convinti che potremo trovare un accordo che preveda il riconoscimento delle giuste royalties e al contempo l'applicazione della licenza Creative Commons”).

Ingenuamente ho cercato di avere pazienza, anche perché sarebbe stato un bel traguardo vedere un mio libro sotto licenza Creative Commons uscire per i tipi di una casa editrice importante. Ma ho imparato sulla mia pelle che "importante" non significa sempre "affidabile e seria". Questa situazione si è infatti protratta per più di un anno. E voi potete ben capire come su temi tecnico-informatici tale ritardo comporti un continuo aggiornamento dei contenuti.
La cosa più singolare è che Franco Angeli aveva già da un po' attribuito un codice ISBN al mio libro e realizzato una bozza di copertina, e soprattutto diffuso il titolo dell'opera legato al mio nome nei vari database della distribuzione libraria. Tant'è che da qualche parte della rete, se cercate il libro, lo trovate ancora come pubblicato da Franco Angeli. Cosa che non è mai avvenuta e che mi crea un certo danno, perché crea confusione agli occhi delle librerie e dei distributori. Ad ogni modo, quella mi sembrava comunque una buona prova delle loro serie intenzioni e mi ha fatto avere pazienza; ahimè mi sbagliavo.
A quanto mi è sembrato di capire, è mancato un coordinamento interno nella casa editrice, per cui coloro che si rapportavano con me pensavano di poter fare cose (come concedermi l'applicazione della licenza CC) che nei piani alti invece erano assolutamente fuori luogo per le policy dell'azienda. Un problema loro, non mio, dato che le persone con cui mi rapportavo avevano un ruolo sufficiente per rappresentare e quindi impegnare giuridicamente l'azienda.

Arrivato allo sfinimento, nel giugno del 2010 (15 mesi più in là) mi sono trovato costretto ad atteggiarmi non più da semplice autore e divulgatore ma da avvocato di me stesso e inviare una chiara raccomandata di messa in mora. Anche quella non ha sortito alcun effetto e quindi ho dovuto attivarmi per trovare un'altra casa editrice e soprattutto per non perdere la sponsorizzazione che AICA fin dall'inizio si era gentilmente offerta di fornire al progetto.
Il libro è infatti poi uscito per Ledizioni nell'ottobre 2010, ma nel frattempo avevo preso la decisione di far valere i miei diritti in sede giudiziale con una causa di responsabilità precontrattuale. Non poteva essere diversamente: il contratto di edizione non era stato stipulato ed esisteva solo prova delle lunghe improficue trattative.

La causa è durata quattro anni: l'atto di citazione è stato notificato ad ottobre 2010 e la sentenza è arrivata il 19 dicembre 2014. Questa è la tristezza della giustizia civile italiana. E ora potete infatti verificare che la mia ricostruzione dei fatti è stata interamente recepita dal giudice all'interno della sentenza (leggi il testo della sentenza).
Devo ammettere che la decisione non mi lascia del tutto soddisfatto perché il giudice non ha ritenuto sufficientemente provata l'entità del danno da me subito e ha compensato le spese processuali (scelta che reputo un grave errore e che sarebbe sufficiente per procedere in appello). Tuttavia mi resta la simbolica soddisfazione di aver ottenuto il riconoscimento della piena responsabilità precontrattuale a carico di Franco Angeli per il suo atteggiamento nella gestione delle trattative. Su questo aspetto sono certo che la sentenza servirà da monito per molti editori che hanno atteggiamenti poco corretti nei confronti degli autori.
Non solo: la sentenza, pur non essendo una sentenza in materia di proprietà intellettuale, si pone come il primo caso in Italia in cui un giudice si occupa dell'applicazione delle licenze Creative Commons e lo fa mostrando nelle argomentazioni inserite in sentenza di aver compreso appieno i meccanismi che le governano.

Infine, grazie all'avvocato di controparte, ho rispolverato un termine che credevo caduto in disuso: "adamantino". Adamantino, cioè chiaro come un diamante, secondo il prestigioso e altisonante studio legale che mi sono trovato davanti in questi anni, doveva essere il fatto che le trattative erano state interrotte da me e non da loro... così adamantino che il giudice ha stabilito esattamente il contrario, dicendo - questa volta in modo davvero adamantino - che "deve essere affermata la responsabilità precontrattuale ex art. 1337 codice civile in capo alla convenuta [Franco Angeli Srl], per la sussistenza di tutti i presupposti costituitivi."

Per approfondire, vi ricordo che il sito IusInAction ha pubblicato un ottimo commento alla sentenza. Eccolo: "Licenze Creative Commons: i giudici le capiscono, gli editori un po’ meno"

lunedì 5 gennaio 2015

Il processo telematico e i problemi con gli antivirus

Su espresso invito di Stefano Baldoni (che ringrazio) ripubblico qui un utile post uscito sulla pagina Facebook di SL PCT, dedicato ai problemi che si possono incontrare con alcuni antivirus nell'uso del processo telematico. Ovviamente, si tratta di problemi più che altro avvertiti da coloro che utilizzano Windows, ma è anche vero che, salvo rare eccezioni, buona parte degli applicativi per il PCT gira solo su Windows. Vedi post originale su Facebook

Può interessarti anche:
- Processo Civile Telematico su Linux (e low cost)
- Software gratuiti per il processo civile telematico (redattori di atti)


Come già noto vari antivirus creano dei problemi con l'installazione di SLpct e alcuni anche con l'utilizzo della firma digitale e l'accesso al polisweb. Riguardo il primo problema è generalmente sufficiente disabilitarli temporanemante in fase di download ed installazione, per i problemi riguardanti l'utilizzo dei dispositivi di autenticazione l'unica soluzione è cambiare antivirus.

1) MSE (Microsoft Security Essential) è l'antivirus di casa Microsoft, nativo in windows 8.0 e 8.1 ma installabile anche su Windows 7. E' molto ben integrato con Windows, discretamente efficace, leggerissimo e non dà problemi di nessun genere. Non può però essere installato su Windows XP.

2) AVG free: la versione free non ha dato finora nessun problema, c'è solo da fare attenzione quando richiede l'aggiornamente: in tal caso è facile installare la versione di prova completa, che oltre ad essere a pagamento blocca parecchie applicazioni, inoltre non è poi semplicissimo tornare alla versione free.

3) Kaspersky, antivirus a pagamento disponibile in varie versioni. Molto efficace e PCT friendly. Non è gratuito ma offre una protezione migliore di quelli free.

4) NOD 32, anche questo è a pagamento (esiste una versione di prova della durata di 30 gg.). Sicuramente efficace e preferibile agli antivirus gratuiti. Attenzione, le versioni free sono degli specchietti per le allodole, spesso scaricabili da siti pieni di malware tipo softonic!

Da evitare invece Norton Antivirus, Avast free, Avira free, Panda. Soprattutto con gli ultimi aggiornamenti hanno creato grossi problemi, sia cancellando erroneamente il software di installazione di SLpct e JCE, che impedendo l'utilizzo dei dispositivi di firma in varie maniere.

Il mio consiglio è, se non volete acquistare un buon Antivirus a pagamento (ma forse 30 euro l'anno potrebbero rappresentare un buon investimento), di utilizzare MSE: dà la stessa protezione di altri gratuiti, è perfettamente integrato con i prodotti Microsoft e non tenta di ingannarvi installando le relative versioni a pagamento. AVG free rimane una buona scelta per chi ancora si ostina ad utilizzare Windows XP (tra cui lo scrivente).
Resta inteso che la presente, lungi da essere una lista esaustiva di quanto offre il mercato, è solo un riassunto delle esperienze pratiche sul campo. Ovviamente qualsiasi segnalazione è ben accetta ed eventualmente integreremo il presente post con le vostre osservazioni.

venerdì 2 gennaio 2015

Capobianco tra i 15 italiani da tener d'occhio secondo Panorama

I miei complimenti all'amico Fabrizio Capobianco che sul nuovo numero di Panorama compare (in copertina e in un servizio speciale) tra "i 15 italiani da tenere d'occhio nel 2015".


Per chi si fosse perso l'intervista che gli ho fatto quest'estate a San Francisco, durante il mio tour nella terra dell'innovazione, eccola riportata qui sotto (oppure si veda l'articolo originale su Apogeonline).
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[...] Lì, davanti ad una vista mozzafiato sulla baia e sul Bay Bridge, mi attende Fabrizio Capobianco, uno tra gli imprenditori italiani che hanno deciso di trasferirsi in Silicon Valley per far decollare i loro progetti. A quanto pare il decollo c’è stato veramente.
Fabrizio è un ingegnere di formazione e ha mosso i suoi primi passi come imprenditore nella città in cui ho studiato per quasi dieci anni, Pavia, dove tuttora si trovano le radici di Funambol: progetto open source nel settore cloud inaugurato nel 2001 da un gruppo di sviluppatori italiani e che si è poi evoluto in una realtà imprenditoriale basata formalmente a Foster City (a sud di San Francisco).
Seguendo costantemente il mondo open source, ho sempre collegato il suo nome di Fabrizio a Funambol; eppure noto che nell’email di conferma dell’appuntamento si firma come CEO di Tok.tv, un nome per me nuovo.
Mi informo brevemente e scopro che si tratta di una piattaforma social per condividere l’emozione delle partite di calcio, baseball e football con gli amici pur rimanendo ciascuno sul proprio divano. Fabrizio mi mostra in anteprima l’app appositamente realizzata per la Juventus e, nonostante io non sia un appassionato di sport, capisco che molti miei amici troveranno in essa un nuovo modo di gustarsi i prossimi scontri di campionato e coppe. Comunque non ha abbandonato il suo ruolo di coordinamento e supervisione in Funambol; semplicemente Tok.tv negli ultimi tempi sta assorbendo circa il 90 percento del suo tempo, essendo in fase di lancio.
Abbiamo di recente ricevuto un finanziamento di circa un milione di dollari per questa nuova avventura, di cui solo un 30 percento da capitali italiani e il resto da realtà statunitensi. Tuttavia gli sviluppatori sono tutti italiani e sono sparsi per tutta la penisola. Ognuno lavora dalla sua sede senza problemi, sotto il mio diretto coordinamento. Qui negli USA abbiamo solo management, marketing e legal, che sostanzialmente vengono gestiti direttamente da me o da miei stretti collaboratori.
Alla domanda su come mai abbia preferito cercare sviluppatori italiani pur essendo ormai da anni basato in California, la sua risposta è bruciante:
Perché sono ancora convinto che siano i migliori al mondo. Li ho selezionati accuratamente per avere il più alto livello possibile.

Processo telematico: proroga dell'ultima ora in ambito amministrativo

Apprendo dal profilo Facebook del collega Francesco Minazzi che il nostro legislatore ha dato ancora prova della sua rinomata serietà, con l'ennesima proroga dell'ultimo minuto.
In particolare mi riferisco alla proroga in materia di processo amministrativo telematico operata dall'art. 2 dell'ormai tradizionale "decreto milleproroghe" di fine anno, ovvero il D.L. 31 dicembre 2014, n 192 (vedi testo integrale).
Come alcuni hanno giustamente osservato, si tratta di una scelta più o meno obbligata e dovuta alla mancata uscita delle necessarie norme tecniche. Ad ogni modo, stupiscono i modi e soprattutto i tempi con cui è stata fatta la proroga.
Ecco il testo della norma.
Art. 2 - Proroga di termini in materia di giustizia amministrativa 
1. Al decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, sono apportate le seguenti modificazioni: 
a) all'articolo 18, comma 1-bis, le parole: "Entro il 31 dicembre 2014" sono sostituite dalle seguenti: "Entro il 28 febbraio 2015"; 
b) all'articolo 38, comma 1-bis , le parole: "1° gennaio 2015" sono sostituite dalle seguenti: "1° luglio 2015".