mercoledì 4 febbraio 2015

Come guadagnare con una startup. La visione cinica (ma non così irreale) di Francesco Lanza

Francesco Lanza, amico di vecchia data (fin dai tempi del liceo) e ora imprenditore nel settore internet e tecnologia, ci fornisce sul suo profilo Facebook una visione cinica e disillusa del tema start-up: un tema a mio avviso eccessivamente enfatizzato e spesso carico di sterile retorica.
Ovviamente non si può fare di tutta l'erba un fascio, e di casi virtuosi ce ne sono a bizzeffe; ma questa sua dichiarazione (ovviamente provocatoria e sarcastica, com'è nel suo stile) ci può far riflettere e far uscire da una visione troppo ingenua del problema.
La cosa migliore, in Italia, per guadagnare con una startup, è quella di essere già imprenditori di un'azienda completa e avere figliolanza giovane con un'età sufficiente a prendersi legalmente la colpa di qualcosa.
Gli utili dell'azienda vera possono essere usati per aprire a nome della giovane prole una startup (basta mettere sulle slide di powerpoint un'idea a caso con dentro i concetti "web" e "migliorare il mondo" e registrarla alla SIAE, per ottenere lo status di startup innovativa e relativi finanziamenti e agevolazioni fiscali per qualche anno), in questo modo l'azienda vera risulterà a zero utili e quindi zero tassazione per i soci, mentre si potrà costruire un soggetto legale a tassazione agevolata sulla quale scaricare per qualche anno altri utili tramite finta fatturazione di consulenze.
Quando il figlio o la figlia sono inguaiati a dovere, basta far fallire tutto, poi saranno cazzi loro, da qualche parte dovranno pur incominciare a imparare a vivere.
La stampa specializzata sta al gioco perché a scrivere di una startup in più, in genere, sono comunque 10/15 euro (dipende dai caratteri e dalla testata), quindi un pasto dal McDonald lo metti insieme.


Per maggiori dettagli su Francesco e per leggere qualche altra sua pungente provocazione sulla cosiddetta "new economy", potete anche dare un'occhiata al suo blog (www.francescolanza.net) o seguirlo su Twitter (@bedrosian).


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