venerdì 29 agosto 2014

[#30SFdays #day23] Gita in bici a Sausalito passando sul Golden Gate Bridge

Ecco un paio di filmati che ho realizzato oggi durante una gita in bicicletta a Sausalito passando dal Golden Gate Bridge (sul marciapiede che guarda il Pacifico) e rientrando in battello al Pier 39.
L'audio è un po' distorto a causa del vento assassino che soffia da queste parti in estate. Vedrete anche come ero bardato per combattere le condizioni climatiche avverse. Ma va bene così; la Baia senza il vento non sarebbe la Baia.






giovedì 28 agosto 2014

[#30SFdays] Visitare San Francisco con occhi diversi: l'incontro con Chris Carlsson

Quando prima di partire ho lanciato un appello su Facebook per suggerimenti su persone da incontrare a San Francisco, uno dei miei contatti mi ha scritto dicendomi che avrei dovuto assolutamente incontrare Chris Carlsson. Ammetto che nonostante i miei cinque mesi di permanenza qui nel 2011, non avevo mai sentito questo nome e non avevo mai avuto modo di partecipare a una delle attività da lui organizzate.
Chris, come lui stesso dichiara sul suo sito personale (www.chriscarlsson.com), si presenta con varie vesti: scrittore (vedi i molti titoli pubblicati), esperto di storia locale (di San Francisco), professore, guida turistica, ciclista, blogger. Un intellettuale a tutto tondo che può davvero fornire una prospettiva diversa e molto più profonda della città, rispetto a quella offerta da una comune guida turistica. Turismo critico e vera esplorazione urbana, potremmo dire.
Non a caso, quando gli scrivo per prendere contatto, mi invita a partecipare all'unico tour ciclistico previsto per il periodo di mia permanenza in città che si tiene sabato 23 agosto e ha come titolo "Dissent": in sostanza un percorso nei luoghi del dissenso politico, sociale, culturale ("covering everything from literary dissenters to urban riots and protests").
Sì, perché tra le varie iniziative di Chris, vi è anche e soprattutto il progetto no-profit "Shaping San Francisco", con il quale, dietro una piccola donazione, propone varie escursioni in bicicletta nei meandri della città, accompagnate dal suo commento live.
Purtroppo per il pomeriggio del 23 ho in programma un altro incontro nel primo pomeriggio e dunque non posso partecipare all'escursione. Ma decido comunque di recarmi presso lo spazio che Chris gestisce in zona Mission per conoscere meglio questa realtà e per incontrare lui di persona.
Arrivo qualche minuto prima dell'ora fissata per il ritrovo dei ciclisti così da poter scambiare qualche parola con Chris. Vedo i suoi libri esposti su un tavolo, li sfoglio, li trovo davvero interessanti. Gli racconto un po' di come sono finito a San Francisco. Gli chiedo se posso scattare qualche foto con lui e con la gente che a minuti dovrebbe arrivare per l'escursione.
Dopo qualche minuto la sala inizia effettivamente a riempirsi; sono circa una quindicina di persone tra cui scopro per mio grande piacere che ci sono due esponenti del mondo "open culture" (uno di Electronic Frontier Foundation e l'altro di Wikimedia Foundation)... Ma di questo vi racconterò più nel dettaglio in un'altra puntata.
Quando pare ci siano tutti, Chris prende il microfono e fa un piccolo briefing introduttivo sull'escursione e sul progetto in generale. E' da poco passato mezzogiorno e il tutto durerà circa fino alle 4 del pomeriggio. La giornata è bella soleggiata; tutti sono pronti e scalpitano per partire... tant'è che non faccio nemmeno in tempo a salutare Chris.
Di seguito, alcune foto. [NB: l'album completo del mio viaggio a San Francisco è disponibile QUI]





mercoledì 27 agosto 2014

[#SF30days] Nell’ombelico di Twitter. All'insegna della nuova sede

Sviluppo delle competenze interne e valorizzazione delle idee dei dipendenti: poi ci si lamenta della fuga dei cervelli.

Una delle chicche più gustose della mia esperienza californiana arriva al giro dei boa dei miei #30SFdays. È infatti il giorno 15 quando per pranzo mi reco presso le sede di una delle realtà più note di Internet, l’unico tra i grandi nomi ad avere mantenuto gli uffici in città invece di trasferirli nella Valley (dove il fisco e il prezzo degli immobili sono più favorevoli): Twitter.
Questa volta il mio contatto è Leonardo Zizzamia, sviluppatore poliedrico che non... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 25 agosto 2014. Leggilo qui.


Seguono tutte le foto che ho scattato durante la mia visita a Twitter. Cliccare sulle foto per ingrandirle. NB: tutte le foto dei miei 30 giorni a San Francisco sono disponibili in un apposito album (vedi l'album).













martedì 26 agosto 2014

[#30SFdays] Visita alla sede di San Francisco del SAE Institute

Da docente del SAE Institute di Milano mi sono permesso di fare un'incursione presso la sede del SAE Institute di San Francisco, trovando che, nonostante il continente diverso e i molti chilometri di distanza, l'atmosfera è effettivamente simile. Ecco alcune foto della mia visita, avvenuta lunedì 25 agosto nel pomeriggio.










sabato 23 agosto 2014

[#SF30days] Per sport e per diritto. Un ponte dal pacifico

Uno viaggia fino a San Francisco per scoprire che i migliori sviluppatori web del mondo stanno in una penisola europea.

Ho già detto che il giorno di Ferragosto è stato uno dei più produttivi qui e infatti, dopo il pranzo all’Exploratorium, ho piacevolmente passeggiato attraverso i grattacieli del Financial District per arrivare su Mission Street.
Dove salgo al tredicesimo piano del palazzo di JP Morgan, che tra le varie cose ospita uno spazio di incubazione per startup, nel quale ha sede Mind The Bridge Foundation, realtà no profit di diritto statunitense ma gestita da menti italiane, come il... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 22 agosto 2014.

venerdì 22 agosto 2014

[#30SFdays] Introduction to Mind The Bridge Start-up School

A brief introduction to Mind The Bridge Start-up School by Marco Marinucci and Charles Versaggi. Recorded at the MTB Graduation Event (August 22, 2014 - Italian Consulate in San Francisco).
Mind the Bridge is a 501c(3) Foundation, based in San Francisco (CA), which runs programs to support all actors in entrepreneurial ecosystems.
Among those: a 3-week Startup School Program in its incubator Mind the Bridge Gym, a week long school for Angel Investors and an intra-preneurship program for executives, all located at 560 Mission st, JP Morgan Building in San Francisco. (source: official website)






mercoledì 20 agosto 2014

[#SF30days] Ferragosto esplorativo. Un avvocato e i "suoi" exhibit

Di nuovo a casa di chi ha inventato l’esposizione museale interattiva. E quando c’è creatività, c’è un italiano.

Qui Ferragosto non è una festività e quindi, cadendo di venerdì, è stata una normale giornata lavorativa. Mi sono conformato alla norma americana e l’ho fatta diventare una delle giornate più produttive da quando sono arrivato.
Il pomeriggio è stata infatti l’occasione di fare interessantissime nuove conoscenze (di cui parlerò nelle prossime puntate) e rivedere volti già noti, per raccogliere aggiornamenti sugli sviluppi degli ultimi tre anni.
Tra questi vi è Luigi Anzivino, che ho avuto il piacere di conoscere nel 2011 durante la mia internship di due mesi presso l’Exploratorium. Bolognese di origine, con un... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 20 agosto 2014.
Leggilo qui.

lunedì 18 agosto 2014

[#30SFdays] Italiani all'Exploratorium: una storia di serendipity

Se escludiamo una mia personale passione e il fatto di aver avuto alcuni colleghi di dottorato impegnati nel settore, tutto si può dire di me tranne che io sia un esperto di musei. Eppure sul mio curriculum tra le varie cose fa capolino un'internship di due mesi in uno dei più importanti musei scientifici del mondo: un'esperienza illuminante che mi ha permesso di capire (a 32 anni suonati) di avere una certa curiosità per la comunicazione della scienza. Vi state chiedendo come ci sono arrivato e che cosa ci fa un avvocato dentro un museo scientifico? Beh, lasciate allora che vi racconti una breve storia di “serendipity”; quelle storie che solo città come San Francisco rendono possibili.
Quando nel gennaio del 2011 arrivai a San Francisco per la mia permanenza più lunga (ovvero per i quasi tre mesi di internship a Creative Commons), presi alloggio in un residence notoriamente frequentato da stranieri. Il residence oltre all'alloggio forniva anche il vitto, e dunque la cena diventava una buona occasione per socializzare. Una sera capitò di incontrare un altro ospite italiano del residence il quale mi disse di essere della zona di Lecco (quindi nemmeno molto lontano da casa mia) e di lavorare per l'Exploratorium, nome che fino a quel momento avevo solo visto sulle classiche guide per turisti della città.
Diventiamo amici e grazie a lui entro per la prima volta nel museo per un evento serale (il cosiddetto AfterDark, che si tiene il primo giovedì di ogni mese); ci vado un'altra volta, e un'altra ancora. Scopro una realtà nuova (non esistono molti musei del genere in Italia), che risveglia in me curiosità sopite forse dai tempi delle scuole medie.
Mi presenta altre persone che sono lì a fare internship o anche semplice attività di volontariato per il museo; e inizio a pensare che possa essere una buona opportunità anche per me.
E' così che, al termine dei miei tre mesi a Creative Commons, decido di sfruttare proprio questo aggancio e fare domanda per un'internship all'Exploratorium. Compilo l'application form , mando un paio di email... Tutto va per il verso giusto: entro in contatto con la responsabile del servizio volunteering e ricevo l'autorizzazione dalla coordinatrice del mio dottorato per fare una seconda epserienza all'estero. Ecco che mi trovo nel giro di pochi mesi a salire di nuovo su un volo intercontinentale alla volta della California, per rimanerci altri 2 mesi circa. E' l'inizio di agosto 2011 e quelle settimane saranno per me tra le più piacevoli della mia vita.

domenica 17 agosto 2014

[#30SFdays #day10] Giro in barca a vela sulla baia

Sabato 16 agosto ho raccolto il gentilissimo invito di Stefano di andare con lui in barca a vela. La partenza è fissata per il primo pomeriggio da un club nautico un po' hippy che si trova nella zona Marina di Berkeley. Approfittiamo quindi per andare in tarda mattinata a visitare il campus in cui ero stato solo una volta nel 2004.
Stefano ci viene a raccogliere in zona universitaria con la sua Volkswagen d'epoca e andiamo insieme in riva al mare. Ci prepariamo con tutta l'attrezzatura (muta, giubbino, salvagente, guanti e calzari) e saliamo sulla piccola imbarcazione.
Il vento è davvero potente; si prospetta qualcosa di nemmeno vagamente paragonabile ai rilassanti giretti in barca che vedo spesso fare sul Lago di Garda.
Siamo subito in mezzo alle onde della baia ad una velocità che fa fischiare la deriva della barca. Forse me lo sono sognato, ma ho sentito Stefano gridarmi "Simone, cazza quella gomena!"; e io mi arrabatto per dare il mio contributo alla navigazione... ma il risultato è poco diverso da quello di Fantozzi e Filini.
Si prosegue assecondando il vento; arrivano spruzzi in faccia, si guarda all'orizzonte... si vedono da un lato lo skyline di San Francisco e dall'altro il Golden Gate Bridge. Brividi... e non solo per la temperatura dell'acqua.

Rientriamo dopo circa mezz'ora per permettere a Stefano di farsi un giro un po' più appagante, con gente un po' più esperta e collaborativa. Esperienza davvero fantastica, che si fisserà come un ricordo indelebile. Nell'album del viaggio ci sono un po' di foto, scattate il giorno prima dal battello che porta a Tiburon... ma danno solo un'idea sbiadita.
Riporto qui sotto la più suggestiva; l'album intero è disponibile a questo link.


sabato 16 agosto 2014

[#SF30days] San Francisco è piccola. Intorno a OpenStack e FSF Europe

Storie di italiani, italiani residenti in California, talenti italiani sul palcoscenico più impegnativo del mondo e pranzi di relazione.

Qual è la mossa meno furba per un italiano in California? Andare in giro con altri italiani! Eppure la tentazione è sempre grande e anch’io, nonostante la buona volontà e la voglia di praticare l’inglese il più possibile, ci casco spesso.
Ho però un’attenuante: alcuni dei contatti italiani con cui ogni tanto mi incontro qui sono persone che ormai ci vivono da tempo e che si sono pienamente integrate a livello lavorativo e nel tessuto sociale, dunque stare con loro può essere solo d’aiuto nel... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline.com il 15 agosto 2014.
Leggilo qui.

giovedì 14 agosto 2014

[#30SFdays - day2] San Francisco nel mixer. Scintille positive e massa critica

Dire startup è solo l’inizio: c’è un mondo di interazione, meccanismi e dinamiche nello spazio della Bay Area. E la zuppa di vongole.

Venerdì 9 agosto era il Day 2 dei miei #30SFdays e in serata ho avuto subito l’occasione per entrare in azione grazie ad un interessante evento aperto al pubblico, nonostante qualche sintomo da jet lag fosse ancora presente.
In realtà già il giorno precedente ero riuscito a visitare l’Exploratorium per un evento serale, ma di questo vi racconterò con più calma in un’altra puntata; e la mattina era stata la volta... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 12 agosto 2014. Leggilo qui.

domenica 10 agosto 2014

[#30SFdays - day2] Volontariato botanico nella foresta urbana

Venerdì 8 agosto è il giorno 2 dei miei 30 giorni californiani. La mattinata è dedicata ad attività di volontariato "botanico" per l'associazione Friends of the urban forest (FUF), una realtà non-profit che, in accordo con il municipio di San Francisco, si occupa della tutela del verde in città.
Camminando per le strade del centro (che sono quasi tutte alberate) vi capita infatti di trovare ogni tanto qualche alberello giovane contraddistinto dal logo dell'associazione. Significa appunto che quello specifico esemplare è stato piantato e viene curato dai ragazzi di FUF.
A coordinare l'attività è Blake, un ragazzo sulla trentina che dimostra una certa competenza in materia e che ci spiega come occuparci delle varie piante a seconda della specie e dello specifico caso. Siamo un gruppo di cinque persone, iniziamo dal giardino di una scuola elementare del suggestivo quartiere Haight-Asbury (uno dei miei preferiti) e poi, muniti dei tipici attrezzi per il giardinaggio, ci muoviamo con un furgone nei block lì attorno alla ricerca delle piante bisognose di cure (Blake ha infatti con sé una precisa lista con gli indirizzi, su cui poi annota gli interventi apportati).
La giornata è tiepida e soleggiata (cosa non proprio frequente da queste parti in agosto); il tutto si svolge nell'arco di circa tre ore e si rivela davvero un'esperienza istruttiva e rilassante. Da rifare assolutamente.
Ecco un filmato di me che sistemo il sostegno di un giovane ulivo e alcune foto.






lunedì 4 agosto 2014

Trenta giorni sulla Baia. #30SFdays


Dal 6 agosto al 4 settembre sarò (per la quarta volta in vita mia) a San Francisco.
In questi trenta giorni oltre a frequentare una scuola di inglese la mattina, farò attività di volontariato presso i vari enti no profit attivi in città, rivedrò vecchie conoscenze e cercherò di agganciarne qualcuna di nuova, parteciperò a conferenze e meeting tra i vari presenti, nonostante non si tratti del periodo più attivo dell’anno.
Gli amici di Apogeonline hanno accettato di dare spazio ad un mio piccolo diario di viaggio grazie al quale potrò condividere gli episodi più interessanti di questi trenta giorni. Oltre ai post pubblicati lì, ci saranno quelli (più o meno giornalieri) pubblicati qui sul mio blog e sui miei canali social sotto l'hashtag #30SFdays, nonché un apposito album fotografico (su Facebook ma visibile pubblicamente).

NB: Chiunque fosse da quelle parti o avesse contatti da quelle parti che vuole condividere, basta che mi scriva (anche semplicemente commentando questo post e lasciando un suo recapito). Sarò felice di incontrare più persone possibili e di realizzare un breve post sull'incontro.

Per maggiori dettagli, si legga l'articolo uscito oggi su Apogeonline.
Read the English version of this post.

domenica 3 agosto 2014

My fourth time in San Francisco

In Italy we have a common saying that is "non c'è due senza tre", the meaning of which sounds like "if something has happened twice, it is bound to happen once again". But in this case for me is even the fourth time. In fact, after a short experience in 2004 and two long term stay in 2011 on the occasion of my Ph.D., next week I am taking an eleven hours flight to San Francisco.

Me at the panoramic point of Twin Peaks (Sept. 2011)
I am landing in SF on August 6 in the evening and I will leave on September 4 in the morning: 30 days of intensive therapy in the world capital of innovation. I will stay in a kind of students residence in the center of the city and I will follow a course of English that will keep me busy during the morning as well as helping me in refreshing the language. To complete my new Californian experience, I got already in touch with some non-profit organizations which offer some motivating volunteering opportunities and I have already saved in my agenda a few interesting events such as conferences and meetings. I relish the idea of keeping a travel diary with reportages and interviews; the most important posts will be published on Apogeonline.com (a quite popular Italian webzine about digital culture and innovation), and the other ones will be published here in the blog.
In my hope these 30 days on the bay would also be a good chance to meet again all the friends living there and to build some new friendships and professional relationships.
I will also update day by day a photo album, as well as publishing several posts on my social media. So... keep in touch

sabato 2 agosto 2014

Trovarsi una gattina abbandonata in giardino

Non bastava la gattina neonata che ho trovato abbandonata in uno scatolone a Sirmione... da maggio ci siamo trovati in giardino una gattina mai vista: è piuttosto giovane (non più di 6-7 mesi), di razza molto comune ma anche molto bellina.
Si tratta sicuramente della "genialata" di qualche idiota che, avendo visto che nel mio giardino girano allegramente i miei due gatti, ha pensato bene di scaricarla lì dentro, attraverso le sbarre del cancello. Effettivamente le mie due bestie sono state accoglienti; non l'hanno mai scacciata, forse per il fatto che è ancora cucciola e non viene percepita come un pericolo.
Purtroppo non si fa avvicinare e anzi, quando ci vede rientrare, fugge in modo fin troppo irruente, rischiando a volte di finire sulla strada e quindi sotto qualche auto.
Voi direte: "beh, ma come fai a dire che è stata abbandonata?! Potrebbe essere una randagia che si è piazzata lì per sua scelta". Certo... ma in realtà ci sono vari indizi che fanno pensare ad un abbandono: è femmina e si sta avvicinando all'età in cui è necessario sterilizzarla; non è più un vero e proprio cucciolo quindi non è più un "giocattolo" ideale per qualche bambino capriccioso; è arrivata guarda caso in vista della bella stagione, quando la gente inizia a pensare alle vacanze. Inoltre ci sono anche vari indizi che fanno pensare che si tratti di una gattina allevata da essere umani (o forse disumani?): nonostante le sue fughe, pare essere abituata a stare con gli uomini, a mangiare i tipici cibi che noi umani diamo ai gatti (cerca furtivamente i croccantini dei miei entrando in casa dalla finestra)... ma soprattutto un paio di volte sono riuscito a beccarla (con l'inganno!), a prenderla in braccio, a tranquillizzarla e il risultato è stato quello mostrato nei filmati. Ditemi: vi sembra una gattina randagia?



Ora Fujiko (così l'ho chiamata per via delle sue incursioni furtive in casa) non si vede più molto; si è stabilizzata nel cortile dalla casa a fianco, dove altri vicini amanti degli animali se ne stanno occupando, senza però riuscire ad avvicinarla molto. La mia preoccupazione è l'arrivo della stagione invernale.
E sia chiaro che se becco la testa di cazzo che l'ha mollata qui, sono legnate sulle gengive.

Il sacro diritto a criticare e lamentarsi. Se una cosa non vi va, sentitevi liberi di incazzarvi

In rete si stanno diffondendo articoli e post vari che sostengono una filosofia a mio avviso aberrante che potremmo riassumere in questi due enunciati:
1) vietato criticare qualcosa/qualcuno senza dimostrare di saper fare di meglio; (un esempio)
2) vietato lamentarsi di qualcosa senza prima aver trovato una soluzione alternativa.
Queste sedicenti regole di vita si fondano sul principio secondo cui bisogna pensare in ottica proattiva e risolutiva; diversamente è meglio tacere e non ammorbare gli altri con le proprie doglianze. Un principio che parte dal presupposto (totalmente infondato) che ciascuno sia davvero l'unico artefice del suo destino, come se i fattori sociali, culturali, economici non influissero. Dunque, sostanzialmente, secondo questo approccio, se sei in una situazione che non ti soddisfa è solo colpa tua e puoi lamentarti solo della tua inettitudine e della tua incapacità di adattarti e risolvere concretamente i problemi.
Dal canto mio, invece, io rivendico il mio sacro e intoccabile diritto a criticare e a lamentarmi senza sentirmi obbligato a dover trovare soluzioni e senza dovermi sentire in colpa in qualche modo. Se una situazione non mi soddisfa pienamente, voglio sentirmi libero di farlo notare, magari spiegando le motivazioni ma non necessariamente proponendo le soluzioni. Specialmente quando la situazione di cui mi lamento non l'ho creata io e il suo cambiamento difficilmente può dipendere soltanto da me. Credo esistano persone brave a "fare" e quindi a risolvere i problemi e persone brave a notare e far notare i problemi. Non è detto che una persona debba sempre fare entrambe le cose. Chi l'ha detto?! Dove sta scritto?!
Sarò un conservatore, ma credo ancora che lo spirito critico sia una dote e serva sempre e comunque al miglioramento. A fare le grandi rivoluzioni sono stati i criticoni e i lamentoni; quindi se una cosa non va, ditelo senza remore e senza sentirvi obbligati ad offrire alternative. Conosco un sacco di gente che di lavoro "critica" e si lamenta; si chiamano ricercatori e intellettuali. E ne abbiamo un gran bisogno.
L'approccio del "tutto dipende da te" è ad esempio molto diffuso tra gli psicoterapeuti... anche perché a ben vedere è un modo per giustificare la loro utilità (d'altronde la psicoterapia non può che agire sulla persona e non sui fattori esterni alla persona; quindi il primo passo è convincere il paziente che lui ha in mano davvero le sorti del percorso che sta affrontando). E adesso si sta diffondendo anche tra esperti di innovazione, tra consulenti di impresa, tra i formatori... Un settore che frequento e in cui a volte sento fare ragionamenti davvero miopi, che non tengono conto di aspetti fondamentali come il contesto sociale, il contesto economico, l'estrazione culturale, l'ambiente famigliare... come se la psiche umana funzionasse a compartimenti stagni.
Credo che questa insensata regola di vita del "non criticare/non lamentarti (perché altrimenti dimostri già di essere un perdente)" trovi fondamento in teorie pseudo-scientifiche che prendono e miscelano (a caso) elementi dalla psicologia, dalle scienze della formazione, dall'economia, dalla sociologia, e che si esprimono in libri e corsi mirati - secondo loro - a sviluppare le potenzialità delle persone. Cose tipo corsi di leadership, corsi di potenziamento mentale, corsi di motivazione, programmazione neuro linguistica, corsi per diventare ottimi venditori, camminare sui carboni ardenti per sentirsi invincibili, e altre simili bizzarrie; immagino ne abbiate sentito parlare. Cose che risultano anche interessanti e affascinanti (e ve lo dice uno che ne ha avuto esperienza diretta) ma che hanno un mostruoso limite di fondo: propongono soluzioni e metodologie uguali per tutti senza considerare che invece la psiche umana è quanto di più complesso la natura potesse creare e che quindi non esiste una psiche uguale ad un'altra. In altre parole, se uno non ha una personalità da leader difficilmente lo sarà, specie se inizia a porsi il problema vicino ai 30 anni, cioè quando normalmente si inizia ad impattare con queste dinamiche e quando la nostra personalità è già ben formata. E se proprio vuole provare a diventarlo, avrà bisogno di un lavoro di coaching tagliato sul suo singolo caso, e non sarà certo un corso intensivo di due giorni a portare il grande cambiamento.
Se leggete libri di questi pseudo-guru non vi dico di buttarli nel cesso (alcuni sì, ne avrebbero bisogno); ma di leggerli come si legge un qualunque saggio, cogliendo il buono che ci può dare, riflettendo sugli spunti, ma senza minimamente lasciarci abbagliare dalle (pseudo)soluzioni che vengono proposte come assolute. Lo stesso vale per i blog di sedicenti "guru delle start up", che nella maggior parte dei casi applicano dei criteri generalizzati e principalmente ispirati al marketing, a volte applicando i principi del marketing anche agli esseri umani, facendovi credere che se la vostra psiche si sente a disagio per una situazione economica sfavorevole o per le difficoltà in campo lavorativo è solo perché vi sta sabotando. Resistete alla tentazione di credere a questa gente; e, se una sistema che non avete creato voi vi fa star male, INCAZZATEVI. E fatelo senza sentirvi in colpa e senza sentirvi obbligati a proporre soluzioni.

PS: commenti critici, lamentosi, e incazzosi saranno graditi (ovviamente nei limiti del buon senso e della buona educazione).

venerdì 1 agosto 2014

Anche la Cassazione si apre al terzo millennio

screenshot tratto dal sito www.italgiure.giustizia.it/sncass/
Quando racconto ad amici non molto pratici del mondo legale come anche ai miei studenti che per accedere alla sentenze gli avvocati sono costretti a sottoscrivere abbonamenti presso società private specializzate nella raccolta, classificazione e riorganizzazione dei testi, molti rimangono perplessi. La classica obiezione è: “Ma come?! Le sentenze non dovrebbero essere atti pubblici, di libero accesso per ogni cittadino?”. Obiezione legittima, che però non tiene conto delle complessità che stanno dietro al lavoro di raccolta e digitalizzazione di decine di migliaia di provvedimenti giurisdizionali prodotti dai nostri tribunali ogni anno.
Sì, perché in attesa che tutto il sistema di archiviazione e protocollazione degli atti processuali transiti al digitale (se mai avverrà davvero), il grosso delle sentenze, delle ordinanze e dei decreti viene ancora formalmente depositata e... [continua]

Articolo uscito su MySolutionPost il 1° agosto 2014.
Leggilo qui.

Wikimedia è un provider. Contenitore, non diffamatore

Ospita sui server contenuti realizzati da altri soggetti e ha responsabilità limitata in materia. Lo afferma il giudice.

Se dovessi spiegare a mia nonna che cos’è Wikimedia Foundation le direi sbrigativamente che è l’ente dietro Wikipedia. Ma se devo parlarne con maggior precisione sono il primo a spendere fiumi di parole al posto di quello sta dietro, onde evitare i soliti e fin troppo ricorrenti equivoci. Esiste anche un’apposita pagina web che spiega il confine ontologico tra Wikimedia e Wikipedia; ciononostante il concetto continua a non passare.
Di recente anche un giudice italiano è stato chiamato a fare... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 1° agosto 2014.
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Di seguito il testo integrale della sentenza.

NOTA IMPORTANTE: Noterete che nel testo della sentenza c’è un errore materiale nell’indicazione della parti in causa; ovvero si fa confusione tra Wikimedia Foundation Inc. e l’associazione Wikimedia Italia. A scanso di equivoci, questa sentenza vede come parte in causa la Wikimedia Foundation Inc. (ovvero l’ente basato negli USA).