lunedì 3 marzo 2014

Studiare troppo fa male. Lo dicono i ricercatori (cioè quelli che hanno studiato troppo)

Secondo alcune autorevoli fonti* il mondo della ricerca sarebbe pieno di squilibrati. Lo dico ironicamente, dato che anch'io frequento l'ambiente...
In effetti, possiamo banalizzare dicendo che in fondo è prevedibile: se si usa troppo il cervello, questo si surriscalda e inizia a dare sintomi di malfunzionamento o quantomeno mostrare qualche scompenso.
Ma leggendo l'articolo pubblicato sabato su TheGuardian il problema sembra delicato, specie perché si registra una sorta di accettazione di questo "effetto collaterale" e ciò può portare a sottovalutare situazioni anche serie di disagio psichico (forme di depressione, problemi legati al sonno, disordini del comportamento alimentare e pensieri di suicidio).
E ovviamente da dove vengono questi dati? Da studi e ricerche, condotti probabilmente proprio da persone soggette a questo rischio.
Si appalesa un altro dei paradossi della nostra società contemporanea. L'apprendimento dovrebbe essere mirato a migliorare la tua qualità della vita. E invece ci troviamo in un mondo in cui tutti collezionano sempre più titoli di studio senza tuttavia essere appagati e soddisfatti dei loro traguardi.

* principali fonti:
- articolo su TheGuardian: http://www.theguardian.com/higher-education-network/blog/2014/mar/01/mental-health-issue-phd-research-university
- sito di Nadine Muller (Lecturer in English Literature and Cultural History at Liverpool John Moores University): http://www.nadinemuller.org.uk/category/academia-and-mental-health/
- monografia a cura di Doris Iarovici, Mental Health Issues and the University Student (Johns Hopkins University Press) (vedi).


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