mercoledì 24 ottobre 2012

Habemus Agenda (quasi). Gli ultimi sessanta giorni di limatura

È il momento di chiudere le discussioni su che cosa significhi apertura di dati e formati all’interno della Pubblica Amministrazione.
Precisamente giovedì 18 ottobre il Presidente Napolitano ha promulgato il testo definitivo del decreto legge comunemente chiamato Crescita 2.0 con il quale vengono attuate le...
 
Articolo uscito su Apogeonline il 23 ottobre 2012.

giovedì 18 ottobre 2012

Motori di apertura. Creatività ben più che common

Nella giungla delle licenze più e meno “open” arriva finalmente uno strumento per comprenderle con maggiore facilità.
Si tratta di un sito che, atteggiandosi a motore di ricerca, permette di cercare all’interno del proprio database una delle decine di licenze “open” attualmente disponibili (indipendentemente che siano per software, dati o opere creative) come quelle di... 

Articolo uscito su Apogeonline il 18 ottobre 2012.
Leggilo qui.

mercoledì 17 ottobre 2012

La Gazzetta Ufficiale dev'essere in pubblico dominio! (anzi, lo è già!)

Solo ora noto una di quelle cose che mi fanno venire i brividi e l'orticaria. Quindi in questo post mi vedrete infervorato.
Sul sito della Gazzetta Ufficiale si trova il seguente disclaimer:
Si evidenzia che ogni iniziativa volta alla diffusione della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana in formato digitale, potrà essere effettuata unicamente previa espressa autorizzazione dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Gli operatori interessati potranno prendere contatto con l'Istituto al seguente indirizzo di posta elettronica: informazioni@gazzettaufficiale.it
Ma dico... stiamo scherzando?! La Gazzetta Ufficiale deve assolutamente ricadere nel campo di applicazione dell'art. 5 della legge 633/41*. Certo, lo so che l'articolo parla di "TESTI degli atti ufficiali" e non degli atti ufficiali intesi in senso più ampio (comprensivi cioè di impaginazione, grafica e ammennicoli vari). Però dovremmo seriamente smetterla di spingere per una interpretazione restrittiva di questa norma fondamentale.
Un disclaimer come quello è a mio avviso inopportuno: non ci devono essere avvertenze che possano indurre nel timore i cittadini; anzi, al contrario dovrebbe esserci un chiaro disclaimer di "pubblico dominio", qualcosa in stile CC0 o ancor più semplicemente che dica espressamente che la Gazzetta Ufficiale (sia essa stampata su carta, diffusa in formato digitale, registrata su vinile, messa in scena a teatro...) è di libera diffusione poiché rientra sotto il cappello dell'art. 5. E stop! Senza altri fronzoli e giri di parole strani.
L'innovazione e la digitalizzazione del paese (leggi Agenda digitale e belle iniziative simili) parte anche dalla trasparenza sulle "regole del gioco" (leggi, regolamenti, bandi... appunto pubblicati in Gazzetta Ufficiale). Altrimenti possiamo anche smetterla di parlare di open data e open government.
E sinceramente non mi interessa se il signor "Istituto poligrafico e Zecca dello stato" vuole fare business vendendo la raccolta della Gazzetta Ufficiale su pen-drive (sic!); non credo proprio che fare business in quel modo sia la sua funzione istituzionale e nemmeno la sua principale fonte di sostentamento.
Se siete d'accordo fate un +1.
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* riporto di seguito il laconico testo del famigerato art. 5 della legge 633/41 (ovvero la legge italiana sul diritto d'autore): "Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere."

martedì 9 ottobre 2012

Settimo, non scaricare. Il disco rotto delle major

L’equivalenza tra scaricamento abusivo e mancata vendita è un meme caro alle case discografiche, falso.

Il 5 aprile scorso avevo scritto sul mio blog personale un articolo di commento all’ennesimo spot legato ad una campagna antipirateria. Si trattava di un video abbastanza... [continua]

Articolo uscito su Apogeonline il 9 ottobre 2012.

lunedì 1 ottobre 2012

Alcuni dati dalla survey sul copyright nell'era digitale

Tra i risultati che ho ottenuto dalla mia web-survey sul diritto d'autore nell'era digitale ce ne sono alcuni che invitano a riflettere coloro che del diritto d'autore fanno la loro professione, come avvocati o come semplici consulenti. Si tratta degli ultimi quesiti, ai quali hanno risposto utenti "creativi professionali", ovvero utenti della rete che non solo immettono in rete contenuti creati da loro ma che lo fanno proprio come attività lavorativa. [continua]

Articolo uscito su Dirittodautore.it il 1° ottobre 2012.